Come uscirne (depressione bugie ansia università)?

Inviata da kiwi · 9 feb 2015 Depressione

Buongiorno
sono una ragazza di 27 anni che vive da alcuni anni una situazione di forte disagio.
sono sempre stata una studentessa non perfetta, ma molto sveglia, con risultati eccellenti. Ho iniziato la facoltà di Medicina ma dopo qualche difficoltà iniziale ho proseguito bene.
tutto è crollato quando una sera, tornando dalla biblioteca, ho subito una aggressione sessuale. Conosco i miei errori sulla successiva scelta -di nascondere, non dire...- da sempre ho avuto la tendenza a chiudermi in me stessa davanti ai problemi e di vvivere momenti di profonda negatività. Questa seconda cosa dopo quell'evento è esplosa. Per vergogna o paura o non so mi sono chiusa del tutto in me stessa. Il mio ragazzodi allora mi lascio dopo 5 anni insieme, smisi di curare il mio.aspetto,di uscir di casa, di dormire. Giornate intere trascorse in apatia a volte annullando pensieri e tempo in un film o romanzo. Ingrassai 10 chili in poco tempo.
Di tutto ciò ho un ricordo come appannato. I miei genitori non si accorsero di niente. Per loro era normale perché dovevo comunque starr in casa a studiare. Iniziai a mentire loro, dicendo che qualche amico ancora lo sentivo e che si,stavo dando esami. Cosa non vera. Smisi di frequentare anche l'università, sempre più nel mio bozzolo domestico che era il più sicuro.
Questa situazione è durata a lungo,poi aalcuni spiragli di voglia di vivere, i pensieri suicidi mi parevano una cosa che mi faceva paura, non più un pensiero voluto ma qualcosa cui sarei giunta alla fine delle mie bugie.
Gli spiragli:La pubblicazione di alcuni miei racconti. Una vita "online" al contempo vera e assurda, chr mi portò anchea qualche piccolo lavoretto di sempre all'oscuro dai miei.
nel frattempo ho iniziato una nuova relazione e ritrovato alcuni amici. Tutto ciò mi ha portata a desiderare tanto di vivere di nuovo: ma non sapevo come fare, i miei mi facevano pressioni perché mi laureassi quando io dovevo ancora dare tanti esami. La verità era da confessare, ma un magigno pazzesco.
Finché i miei non scoprirono qualcosa e io raccontai. L reazione ovviamente fu di assouto disprezzo. Inizialmente mi dissero di andarmene di casa il prima possibile poi su insistenza di mia madre mifu data una seconda possibilità con l'univ ,dopo che dissi chr era quello il mio reale desiderio.
Questo un anno e mezzo fa. Inizio una difficile ripresa. Ho dato esami mastodontici. Ho ripreso contatti amicizi voglie di fare. Frequenze di reparto triple rispetto al richiesto anche solo per stare di più nell'ambiente.
A casa però era iniziato un clima di terrore. Dopo insulti e varie, i miei disprezzarono e denigrarono tutto ciò chegli confidai (apatia, violenza, depressione, pensieri suicidi).dissero erano lussi inventati. Che in quegli anni (chiusain casa disperata laddove ero prima una rragazzi che faceva sport volontariato scuola e conservatorio, leggevo e mi impegnavo politicamente) me l'ero spassata.
il patto per la ripresa dei miei studi fu che studiassi e basta.
Non potevo leggerr né vedere film né uscire. Dopo un poco iniziai a sentirmi soffocata. Ogni giorno mi padre mi controllava. Io cercavo la serenità, anche per studiare, lui mi chiamava e mi faceva sedere davanti a sé e mi faceva vedere il mio libretto online (che consulta quotidianamente), mostrandomi quanto mi mancasse. Mi spinse a seguire due semestri in uno,pur io consapevole della assurdità non sapevo dirgli no. Ogni esame che studiavo non era importante, lui già mi diceva che ne avevp tanti dopo, di pensare a quelli dopo. Iniziò a guardare sul mio piano di studi cosa potessi dare: prospettava un ritmo di esami incompatibilità sia con la realtà dello studio, sia del tutto ignorante di quale fosse il percorso che io sapevp fosse da seguire in facoltà.
Le bugie ricominciarono. In modo leggero. Non dirgli che avevo visto una.amica. nascondere la lettura di un romanzo. Vedere un film di nascosto. Poi si allargò: laddove lui voleva che dessi due esami in un giorno io ne davo.uno. Se avevo.una difficoltà non riuscivo a comunicargliela.
Ero pressata dall'ansia, ebbi crisi di panico, l'angoscia di non farcela parizzante. Ma più di tutto mi nauseava questa sensazione che dovessi renderr conto a lui e non a me stessa. Scegliere tirocini esami e percorsi in base a ciò che stabiliva lui.
in tutto ciò del mio benessere psicologico era drl tutto ignorato: né mio padre né mia madre ritennero che avessi ancora strascichi di "negativita" perché secondo loro.sono cose che non esistono. E se esistono allora sei "pazzo". Sentivo l'esigenza di riprendere sport ma mi fu proibito, dovevo pensare allo studio.
A un certo punto è uscita la prima bugia su un esame. Poi di nuovo. Io stavo preparando altro, in realtà, un esamone che a parere di mio padre si poteva dare molto rapido (farmacologia....). Nella realtà non è un esame rapido. Il mio ritmo.di studio calava. Un po' per la difficoltà di sostenere le 15-16 ore richieste da lui. Ma soprattutto per l'angoscia. Questo incubo del mio errore passato. Ad oggi han scoperto la mia nuova bugia. Insulti aggressione anche fisica. Devo lavorare e uscire di casa.mia madre vuole farmi continuare gli studi,ma io non credo di riuscire ancora 2 anni in questo ambiente di oppressione,controllocostante,ansia. So di aver un problema, ma non so come affrontarlo e se la mia situazione attuale possa mai aiutarmi.
Grazie.

Risposta inviata

A breve convalideremo la tua risposta e la pubblicheremo

C’è stato un errore

Per favore, provaci di nuovo più tardi.

Miglior risposta 10 FEB 2015

Cara Kiwi
Leggendo la tua mail ho sentito proprio un pugno nello stomaco e come un senso di soffocamento, una stretta al cuore...posso solo immaginare il senso di dolore e oppressione che stai provando in questo momento e da tanto, troppo tempo. Tutta la situazione che sei stata costretta a vivere, dall'aggressione ai problemi nello studio al clima familiare e a tutti i sintomi conseguenti di cui parli, non è facile nè semplice da poter, a mio parere, darne una adeguata risposta per iscritto, on line. Io mi sento di dirti che meriti uno spazio tutto per te dove poter riprendere con calma tutto quello che hai cercato di riassumere in una lettera, tutta la sofferenza e i problemi che vivi da anni. Il primo passo verso la risoluzione delle situazioni problematiche e dolorose è proprio la consapevolezza di avere un problema e la volontà di affrontarlo: tu, con il coraggio che serve per scrivere questa mail e per chiedere aiuto, hai dimostrato di avere entrambe le cose. Ora io ti consiglierei di rivolgerti a qualcuno per poter affrontare tutto quello che ti fa star male e capire come vuoi reagire e verso quale nuova direzione vuoi prendere (tu e solo tu, perchè solo tu puoi decidere della tua vita)!

Resto a disposizione in caso tu lo volessi

Un caro saluto

Dott.ssa Capuano Maria Concetta

Dott.ssa Capuano Maria Concetta Psicologo a Padova

79 Risposte

134 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

24 MAR 2015

Cara Kiwi, difficile rispondere in poche righe. Non mi stupisce da quello che racconta che inizialmente aveva tenuto tutto per sè, il non essere accolti credo sia che la cosa peggiore che può capitare, per questo non credo che lei si dovrebbe giudicare. Si trova ora in una situazione difficile, proprio perchè non ha il sostegno dalle persone che dovrebbero aiutarla (non perchè non sia possibile uscire da un trauma), per cui mi chiedo quali risorse ha attorno a sè, c'è qualche amico o parente che potrebbe ospitarla anche per un breve periodo? Quale dei suoi genitori le sembra possa capire lievemente di più o quale persona ascolterebbero? (ad esempio una zia che possa far da tramite tra i suoi bisogni e loro?). Anch'io le consiglio di rivolgersi a un professionista, provi al consultorio della sua zona e/o cerchi un terapeuta familiare.
Un grosso in bocca al lupo per il percorso futuro che intraprenderà

Dott.ssa Pamela Cristalli Psicologo a Pavia

2 Risposte

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

13 FEB 2015

Buongiorno,
Quello che racconta è molto complesso, però vorrei comunque risponderle per quanto mi renda conto che poche righe non saranno sufficienti.
La prima cosa che le consiglio è di rivolgersi a qualcuno, anche nel pubblico se non ha possibilità economiche ora, per superare quello che le è successo, aiutarla nella rielaborazione e soprattutto per avere un aiuto per la gestione della situazione familiare, almeno sul piano emotivo.
Non so quanto i suoi genitori siano capaci di capire quello che ha passato, ma sopratutto quello che le stanno facendo passare, sia con tutto questo controllo sia negando quello che le è successo. Se pensa ci possa essere uno spiraglio di dialogo provi a dirglielo, altrimenti forse l'unica soluzione potrebbe essere trovare un lavoro per andare via di casa. Magari inizialmente provare a riallacciare i rapporti amicali, anche se faticosamente, potrebbe essere un'ottima risorsa.
Spero la sua situazione si risolva al meglio
Dott.ssa Anna Mura

Dott.ssa Anna Mura Psicologo a Torino

46 Risposte

106 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

11 FEB 2015

Cara Kiwi,
quanto riportato in questo scritto, denota uno stato di sofferenza molto forte e che si trascina da troppo tempo. Colgo da un lato una persona forte che sopporta e tollera tutto e al tempo stesso una persona fragile nel senso che non si dà il permesso di poter "gridare" anche solo in famiglia il proprio dolore. Cosa ti impedisce di raccontare ai tuoi genitori quanto ti è accaduto? la vergogna, la paura di non essere capita e accettata? Secondo me non meriti di continuare a tenere per te tutti questi segreti e di mentire a te stessa pensando che si può comunque andare avanti. Se una persona avverte un malessere fisico è giusto e auspicabile che vada dal medico per capire come poter curare quel malessere prima che diventi qualcosa di più serio. Lo stesso vale se si tratta di un malessere psicologico. Le consiglio di contattare il Consultorio Familiare in zona dove per recarsi le sarà sufficiente avere l'impegnativa del medico di base. Intanto può fissare un primo appuntamento telefonico. Lei merita di star meglio, di essere ascoltata e anche aiutata per il suo futuro.
Auguri di cuore e spero che faccia a breve la scelta giusta.
Dott.ssa Anna Pastore

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

10 FEB 2015

Buonasera Kiwi,
I colleghi hanno già scritto cose per lei utili. Io vorrei concentrarmi Sul suo trauma. È noto che la possibilità di elaborare un trauma dipende da vari fattori, tra cui il contesto intorno alla vittima E la qualità delle sue relazioni primarie. Il fatto che lei abbia scelto di non aprirsi ai suoi genitori dice già molto. Ora lei porta una forte ansia e fatica di vivere. I vostri rapporti di fiducia si sono rotti. Il suo trauma, oltre a farle vivere paura e impotenza, ha statentizzato le problematiche familiari. Le consiglio una terapia, integrata con Emdr, per elaborare anche gli aspetti del trauma collegati all'evento e quelli legati ai conseguenti vissuti familiari.
Cordialmente

Dr.ssa Mara Gallo - Psicologa Psicologo a Torino

32 Risposte

49 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

10 FEB 2015

P.S. Ovviamente nella psicoterapia dovrebbe anche essere affrontato l'argomento "trauma" che può essere comunque superato e meglio elaborato se residuano delle tracce importanti.

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

1054 Risposte

718 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

10 FEB 2015

Gentile Kiwi,
lei avrebbe bisogno di uno psicoterapeuta che, alla luce anche degli aspetti legali della sua situazione, le desse gli strumenti per riportare la comunicazione e i rapporti con i suoi genitori su dei rapporti più corretti e sereni. Può aiutarla anche una terapia breve.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

1054 Risposte

718 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

10 FEB 2015

Cara kiwi,
sei una ragazza che, nonostante le difficoltà, è sempre riuscita ad andare avanti senza fermarsi, certo con rimorsi, rimpianti, bugie e sotterfugi. Tuttavia, sento che questo tuo non "fermarsi" ha fatto sì che non ti focalizzassi di te, sui tuo bisogni, sulle tue sofferenze.
Ti sento come un fiume in piena che ha bisogno di argini per non straripare; e quegli argini possono essere solo di un professionista competente ed accogliente che possa guidarti nel tuo percorso di vita. Dal tuo racconto, mi arriva una profonda solitudine, una non accettazione di te da parte dei tuoi, per non parlare di una sorta di "doppia vita" tra ciò che vogliono loro e ciò che vorresti tu. Sento anche che, qualora scegliessi di intraprendere un percorso terapeutico o un sostegno psicologico, non avresti al tuo fianco i tuoi cari. E se lo pensi anche tu, ti dico: "cosa cambia, dopo tutto, anche ora non hai il loro aiuto e sostegno". Almeno, cercando un aiuto di un professionista, potresti sentirti meno sola e potresti fare chiarezza per iniziare a scegliere senza "se" e senza "ma".
Ti consiglio vivamente di cercare uno specialista nella tua zona. Spero di esserti stata d'aiuto e resto in attesa qualora tu volessi dei chiarimenti.
Un forte abbraccio,
Dott.ssa Mariarosaria Imbimbo

Dott.ssa Mariarosaria Imbimbo Psicologo a Napoli

3 Risposte

8 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

10 FEB 2015

Cara Kiwi, ho letto con molta attenzione quanto hai scritto e già dalle prime righe ho iniziato a trattenere il fiato, per poi riuscire a fare un respiro profondo alla fine. Racconti un periodo molto difficile e di profonda solitudine. Un periodo in cui neanche le persone a te più vicine sono un grado di sostenerti e comprenderti, tanto da essere angosciata. Mentre ti leggevo, dentro di me pensavo: scappa via. Anche se credo che per poterti staccare dalla tua famiglia sia necessario approfondire questa storia che ci hai regalato e da lì costruire il tuo senso di te e la tua identità. Ricontattare il tuo bambino interno e liberarlo affinché possa esprimersi al meglio delle sue qualità, ma anche ricostruire un genitore buono dentro di te che ti sostenga sempre. Sarebbe opportuno che tu riuscissi a chiedere aiuto ad un professionista che ti accompagni e ti affiancherà in questa crescita.

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

10 FEB 2015

Cara Kiwi per tutta la lettura ho trattenuto il fiato, sei un fiume in piena che ha bisogno di sfogarsi, di raccontarsi. La tua è una storia di profonda solitudine e mancanza di comprensione. Hai sofferto e stai soffrendo ancora tanto, anche perché chi dovrebbe starti più vicina è comprendere il tuo disagio in realtà non lo vede. Comprendo la tua grande sofferenza e il tuo bisogno di fuggire. Credo anche che sia indispensabile fare un buon lavoro su di te, hai da scoprire quali dei tuoi bisogni reali sono stati affogati e quindi risvegliare e liberare il tuo bambino che sta dormendo. Hai anche da imparerete a coccolarti e a sostenerti sviluppando un genitore buono dentro di te. È indispensabile che tu riesca a chiedere aiuto ad un professionista. Un caloroso abbraccio.

Dott.sa Serena Mottura Psicologo a Gallarate

3 Risposte

1 voto positivo

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

10 FEB 2015

Cara kiwi,

Le esperienze che stai attraversando sono importanti. Importanti? Perché mai? Ti starai chiedendo. Perché sono un segnale che rivela molto di te e della tua interiorità. Sono un modo per comunicare al mondo le tue sofferenze e i tuoi dubbi, i tuoi “non posso farcela”. Il trauma che hai subito e tentato di ignorare ne è un esempio.
Per queste ed altre ragioni, tutte le cose di cui parli sono da intendere come un “linguaggio”, da capire e da interpretare. Alle domande poste tramite questo linguaggio, fatto di gesti, impulsi, rimpianti e paure, è opportuno rispondere nel modo giusto, tramite anche l’aiuto di un esperto se necessario, che possa guidarti nella “traduzione” in qualche “lingua” che tu comprendi bene e alle quali una ragazza con le tue capacità saprà esattamente rispondere nel modo giusto.
Trovo questa metafora calzante perché nella vita l’importante è capire gli altri e capirsi: gran parte dei problemi con noi stessi deriva dalla scarsa attenzione che poniamo alle nostre esigenze e alla valutazione non obiettiva delle nostre capacità. E’ importante, in questa fase della tua vita fatta di naturali perplessità, anche dovute all’ambiente universitario, spesso foriero di anomia e smarrimento personale, che qualcuno sappia guidarti proprio nella riscoperta delle tue grandi -ne sono sicuro- sensibilità e capacità intellettuali e relazionali. Mettendo in sicurezza le fondamenta di ciò che sei per chiarire davvero quali siano gli obiettivi della tua vita e raggiungerli con successo.

Cordiali Saluti
Dr. Diego Guarneri

Centro Consulenza Psicologica - Dr. Guarneri, Dr.ssa Galasso Psicologo a Soresina

1 Risposta

1 voto positivo

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Psicologi specializzati in Depressione

Vedere più psicologi specializzati in Depressione

Altre domande su Depressione

Spiega il tuo caso ai nostri psicologi

Invia la tua richiesta in forma anonima e riceverai orientamento psicologico in 48h.

50 È necessario scrivere 23050 caratteri in più

La tua domanda e le relative risposte verranno pubblicate sul portale. Questo servizio è gratuito e non sostituisce una seduta psicologica.

Manderemo la tua domanda ai nostri esperti nel tema che si offriranno di occuparsi del tuo caso.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Introduci un nickname per mantenere l'anonimato

La tua domanda è in fase di revisione

Ti avvisaremo per e-mail non appena verrà pubblicata

Questa domanda esiste già

Per favore, cerca tra le domande esistenti per conoscere la risposta

psicologi 16650

psicologi

domande 23050

domande

Risposte 84400

Risposte