Come aiutare il mio fidanzato in uscita da un TSO?

Inviata da Fiorenza · 24 nov 2015 Terapia di coppia

Buonasera, vi scrivo perché sento la necessità di poter avere un parere professionale riguardo alla situazione che sto affrontando. Non è semplice ne breve e a dire la verità è la prima volta che ripercorro tutto dall'inizio con qualcun'altro; Sono ormai da sei mesi fidanzata con un ragazzo di venticinque anni, (io ventitré), con il quale ci siamo innamorati in una situazione decisamente particolare...io ero di umore piuttosto depresso da 6-7 mesi, ho realizzato che a farmi stare male era il portare avanti una relazione che ormai era fatta principalmente di violenza verbale, negazioni reciproche, routine, il sentimento motore era l'affetto fraterno e l'organizzare cene e uscite con il gruppo di amici storico, al quale da poco si erano aggiunti due nuovi ragazzi. bè uno dei due è il ragazzo che amo, che mi ha fatto aprire gli occhi e che più di me, poverino, è stato allontanato dalla cerchia di persone che frequentava, e questo gli ha causato sofferenza e isolamento..
Quel che è certo è che da subito sentivamo un legame molto intenso e parlando e approfondendo la nostra conoscenza avevamo anche molto in comune come caratteri e vissuti dolorosi; mi resi conto immediatamente del suo essere speciale: una gentilezza, empatia e sensibilità fuori dal comune!
Comunque eccetto una gelosia molto marcata non c'era nulla che tra noi non andasse,ci amavamo, ci amiamo! In noi sicuramente si, dato che avevamo dei ritmi e stili di vita totalmente scombussolati!! Iniziando da tre settimane fa ormai, lui ha iniziato ad essere particolarmente geloso e diffidente nei miei confronti, era convinto di esser tradito e che c'era qualcosa di cui non lo avessi reso partecipe; la situazione è degenerata nel giro di quattro cinque giorni, era paranoico e controllante, supervisionava il mio computer di nascosto, gli accessi ai social network e sosteneva cose impossibili!! Siamo andati avanti due giorni consecutivi senza dormire, accuse su accuse ed io lì a giustificare e dimostrare la mia innocenza. Dopo una settimana così, straziante, dopo che la notte precedente non aveva dormito, mi disse di aver capito di avere dei problemini, che sapeva che lo amavo e che mi aveva vista soffrire molto e restare; gli consigliai appunto che insieme potevamo chiedere aiuto se entro qualche giorno questa situazione non migliorava.
Sembrava a tratti convinto ma poi tornava a parlarmi delle sue altre convinzioni, per dirne alcune: il suo miglior amico, presunto bisessuale era segretamente innamorato di lui e complottava contro di noi, al contempo era certo che lo stesso, ci stesse provando anche con me, anzi ci vedevamo segretamente! io ero stremata e confusa, eccetto che smentire il falso, non sapevo cosa credere, sospesi il giudizio e andai a dormire.
L'indomani cercandolo, scoprii che con soldi, macchina e sacco a pelo se ne era andato di casa. Nessuno lo aveva fermato, e cosa che mi faceva stare veramente in pena era il fatto che nessuno, sapesse dove era diretto ne di questo suo progetto!! Tre interminabili giorni sono trascorsi senza che io nei suoi familiari ricevemmo notizie da lui o per suo conto; Io li ho trascorsi a tentare ogni 15 minuti di chiamarlo, giorno e notte.
Il quarto giorno fuori, chiamò sua madre gli disse di aver quasi finito i soldi e di aver perso il portafogli, la giacca ed il sacco a pelo; nella conversazione parlava di cose sconnesse e non voleva dirle assolutamente dove si trovasse!! Lei sapeva (tramite un indagine tra persone che Lui aveva contattato) che stava tentando di raggiungere una città nel nord italia, che si trovava in una data città ma non fece nulla di più che tranquillizzarlo e spiegargli il modo per raggiungere la stazione.
Astenendomi dall'esprimere giudizi sul comportamento di questa mamma, il quinto giorno quando avevo ormai sensazioni più che negative, stavo ponderando la decisione di salire sul primo treno per MI, alle 22 ricevo una sua chiamata in cui terrorizzato dice di amarmi da morire e che gli avevano servito l'ultima cena, era una chiamata di addio!! In quella chiamata gli ho detto di calmarsi, fermarsi dov'era perché lo stavo raggiungendo. Era ormai ovvio che stava delirando e quella notte poteva davvero essere fatale per Lui, impreparata ad un viaggio di 5 ore ma ricolma di speranze, partii!! Per fortuna dopo un ora di giri nella zona dove mi aveva detto di trovarsi lo vidi: era tremante, deperito e visibilmente sconvolto quasi da non riconoscermi per i primi 10 secondi; riuscii a convincerlo a tornare e nonostante quelle 5 ore di viaggio tremavo, sono riuscita con i miei a riportarlo indietro! Al momento di tornare a casa sua è però esploso, minacciava di scendere al volo! Sceso io sono andata con lui mentre i miei contattavano la madre, che ha chiamato il csm di zona e hanno disposto un ASO trasformato poi in TSO in ospedale. Ora, da una perdita importante per malattia, due anni fa Lui è avverso ad ogni tipo di medico e medicina e si ritrova invece in terapia. Ora sono trascorsi 6 giorni e nonostante il TSO che prolungheranno per un altra settimana, mi hanno permesso di fargli visita al 5° giorno insieme ai parenti stretti.
Vorrei ricevere consiglio sul modo più adatto per essere una presenza positiva e stimolante mai avvilente o di cui vergognarsi, che lo stimoli a intraprendere questo percorso di terapia verso il miglioramento piuttosto che farlo sentire malato e sembrare un imposizione passando quindi da nemica. Mi piacerebbe portargli un pò di gioia nella tristezza di quel reparto, nel quale pensa di restare all'infinito, ma non sono così energica da interessarmi ad altro che alla sua condizione in questi giorni, come rassicurarlo? Quando uscirà cosa proporgli e cosa no? Non so come comportarmi, anche telefonicamente penso che ogni cosa che dico possa turbarlo col rischio di sembrare distante, in realtà è che sto soffrendo molto e a parte la mia famiglia non ho condiviso con nessuno tutto questo, perché credo e spero sarà lui in seguito a poterne parlare e che dicendolo io possa sentirsi in imbarazzo, è una convinzione sciocca? Spero di non avervi rubato troppo tempo!!
Grazie anticipatamente

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Miglior risposta 7 DIC 2015

Gentile Fiorenza,
credo che all'inizio, quando ti sei innamorata di questo ragazzo, non avevi realizzato che lui, purtroppo, è affetto da una patologia psicotica.
Probabilmente ti sei sentita empatica nei suoi confronti per avere in comune delle situazioni di sofferenza ed è scattata in te la "sindrome della crocerossina".
Nessuno vuole essere insensibile e/o cinico nei confronti dei tuoi sentimenti ma dovresti valutare bene, a 23 anni, in quale situazione complicata ti vai a mettere avendo già, con molta probabilità, altri problemi personali non ancora risolti.
Quanto a cosa dire, cosa fare e come comportarti quando lui uscirà dal TSO non servono consigli perché tutto dipende dallo stato mentale del ragazzo come hai potuto verificare dall'alternanza dei suoi momenti di equilibrio con quelli deliranti.
Il mio suggerimento è quello di chiedere un sostegno psicologico per te stessa per essere aiutata a prendere le decisioni migliori relativamente a questa relazione iniziata, in fondo, da soli 6 mesi.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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21 DIC 2015

Carissima
intanto ti chiedo: come sta ora il tuo ragazzo?
Siete ancora insieme?
La tua lettera mi ha molto colpita soprattutto per la tua tenacia e coraggio nel portare concreto aiuto a questo tuo giovane amore in grandissima difficoltà.
Sei una ragazza dolce e matura e di certo lui avrà "sentito" il tuo amore e il tuo aiuto.
Guarda, per quella che è la mia esperienza in queste forme di psicosi di carattere ebefrenico ci possono anche essere degli esiti positivi.
Comunque sia se vuoi continuare ad aiutarlo sempre molta pazienza e dolcezza, sono persone sensibili che soffrono molto.
Però non rinunciare a te stessa e cerca anche di rilassarti e distrarti.
Auguro ogni bene a te e a lui.
Se hai voglia scrivimi pure in privato.
Auguri
Dott Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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24 NOV 2015

Buongiorno gentile Fiorenza,
la situazione è complessa e ci sarebbero molte domande da fare non tanto a lei quanto alla famiglia di lui sulle condizioni di salute psichica di questo giovane, dubito che sia la prima volta che la famiglia si trova in una situazione simile con il ragazzo e credo che lei debba essere informata su questo e porsi delle domande importanti su questa relazione. Il giovane sta soffrendo e si sta curando, è stata fatta una diagnosi psichiatrica dai medici? Per lei che ci scrive: Sia se stessa, non pretenda di avere comportamenti terapeutici quanto cerchi di capire se può dedicare tempo ed energie per una persona che uscendo da li avrà bisogno di cure importanti e forse di non rimanere solo mai o per un lungo periodo. L'amore di una storia tra ragazzi potrebbe non essere sufficiente per la ripresa di lui. Potrebbe essere importante per lei rivolgersi di persona ad uno/a psicologo/a psicoterapeuta per un percorso di sostegno psicologico che la sorregga e non la porti a confondere la realtà dei fatti con un rapporto d'amore che difficilmente sarà sereno e spensierato.
Spero di averle dato spunti di riflessione
Cordiali saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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