Cambiare o smettere con l'università?

Inviata da Mattia. 27 set 2017 10 Risposte  · Orientamento professionale

Buongiorno,
mi trovo in un vicolo cieco e non riesco ad uscirne. Ho 25 anni e mi appresto ad iniziare l'ultimo anno di medicina. Il problema è che sono molto indietro con gli esami e non vedo possibilità di recupero. Faccio fatica ad impegnarmi nello studio e, quando lo faccio, puntualmente fallisco. L'enorme mole di studio da recuperare mi opprime e non riesco ad affrontarla. Mi trovo in questa situazione da un paio d'anni e non so perché non me ne sono reso conto prima. Il problema è, come posso lasciare medicina al sesto anno? Cosa potrei mai andare a fare se lasciassi l'università? Cosa direbbero i miei genitori, che mi hanno sempre mantenuto, se venissero a sapere che ho buttato gli ultimi sei anni della mia vita? Queste domande mi tolgono letteralmente il sonno e non ho la più pallida idea di quale possa essere la soluzione a questo stallo che, ormai, è la mia quotidianità. Grazie a chi risponderà

genitori , riesco , vita

Miglior risposta

Caro Mattia,
capisco benissimo il suo stato d’animo. Quello che vorrei comprendere è se, nonostante la mole di studio che le manca per conseguire la laurea, in futuro riesce ad immaginarsi a lavorare nel campo della medicina. Le sue ambizioni professionali combaciano con la sua scelta accademica? Il suo sogno è quello di diventare un Medico? Se il tutto fosse circoscritto allo studio a all’incapacità momentanea di rimettersi in carreggiata e al passo con gli esami, sarebbe opportuno indagare tutta una serie di altri fattori che le consentano di capire realmente e a fondo, cosa la blocca nello studio e individuare in merito delle strategie efficaci.
Le consiglierei comunque - se i dubbi diventassero sempre più importanti - dei colloqui di orientamento che possano aiutarla a comprendersi dal punto di vista personale e professionale, individuare delle strategie d’azione, e capire quali passi compiere se la decisione fosse quella di lasciare medicina.

Resto a disposizione.

Cari saluti,
Dott. Marco Pilloni

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Salve Mattia, le sue sono domande molto frequenti in studenti che si trovano in quella fase in cui , presa finalmente coscienza della difficoltà che stanno vivendo a causa dello studio, non sanno come gestirla, scatta la frustrazione, il senso di colpa e più di tutti la paura del giudizio o della delusione data ai genitori. Dunque io direi di andare con ordine: è importante che lei abbia preso coscienza della situazione perchè fino ad ora non voleva farlo e quindi è la fase pìù difficile, ora viene quella delle decisioni pratiche, mollo, non mollo e queste vanno prese se si vuole riprendre la serenità. Come fare a decidere?? Potrebbe magari farsi aiutare, per un breve periodo, da un professionista che la condurrebbe a comprendere quali sono i suoi reali desidei, obiettivi e capacità, ad avere una maggior conoscenza di se. Non abbia timore di chiedere aiuto in questo momento, è del tutto sano.
Saluti Dott.ssa M. Antonella Schiavone

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6 OTT 2017

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Gentile Mattia,
capisco la sua preoccupazione. Il percorso universitario mette sicuramente alla prova, sia fisicamente che mentalmente. Il futuro rappresenta un’incognita e per questo può spaventare. Il mio consiglio è quello di cercare di focalizzarsi sul presente, non potrebbe magari pensare di condividere i suoi timori proprio con i suoi genitori? Se così fosse cerchi di spiegare loro il suo punto di vista, potrebbe ricevere dei consigli importanti che l’aiuterebbero a sentirsi meglio. La consapevolezza delle proprie qualità, avere un buon livello di autostima, sono fattori fondamentali per il raggiungimento dei propri obiettivi e sicuramente un primo colloquio con uno specialista potrebbe aiutarla ad iniziare un percorso con lo scopo di lavorare proprio su queste qualità così importanti. Ritrovando fiducia in se stesso sarà più semplice uscire dallo stallo, nella direzione che sentirà essere la migliore per Lei.
Restiamo a disposizione per qualunque dubbio.
Saluti
Dott.ssa De Luca Alice e Dott.ssa Brambilla Veronica esperta Centro Synesis Psicologia

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6 OTT 2017

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36 Risposte

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Caro Mattia,
"restare o andare via e lasciarmi tutto alle spalle" è la strofa di una nota canzone dei Foo Fighters. Così potrei intitolare la tua mail che, in poche ma essenziali righe, ha riassunto tutto lo struggimento di uno studente che, iscritto in un importante indirizzo, non sa letteralmente cosa fare. E questo tira&molla occupa gran parte della giornata, tanto che, persino le azioni e i programmi, paiono poco concreti e poco indirizzati sia nell'una che nell'altra direzione. Andare o rimanere? Le domande che ti poni sono importanti: cosa penseranno i miei genitori, perché non me ne sono resa conto prima e così via...Ma più di tutto, traspare la sensazione di "aver buttato del tempo" e di "non sapere che strada prendere dato che avevo già deciso di fare il medico" e questo denota una persona che ci tiene molto agli impegni. Non rendiamo questo punto di forza un fardello ma un punto della nostra "to do list". E' fondamentale, infatti, fermarsi. Perché ne hai bisogno o rischi di continuare il tuo percorso per tentativi ed errori. Spesso si prendono delle decisioni che "pensiamo siano quelle adatte a noi" per poi rivelarsi delle scelte fatte più per accontentare o per moda o per curiosità. Insomma, definire il tempo passato come tempo in cui sembravamo "addormentati" e non consci delle nostre azioni sarebbe sminuire tutto ciò che hai costruito sinora, nel bene e nel male.
Fermati e rifletti. Ascolta ciò che hai dentro e perdonati, qualsiasi sia la tua scelta: sia che tu decida di fermarti, sia che tu decida di continuare anche qualora questa non dovesse essere la tua scelta "reale". Perdonati perché ne hai bisogno: da una parte perché non senta il peso di un passato recente che ti pare sprecato (io la chiamo esperienza), dall'altra perchè il tuo futuro dipende (in parte) da quello che deciderai oggi ed è preferibile che tu sia presente a te stesso nel momento in cui deciderai di definirti come Persona...e non come professionista.

La tua "crisi" è la febbre del cambiamento: si può solo risolvere in meglio.

In attesa di novità,

Dott.ssa Alessandra Pontis

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29 SET 2017

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8 Risposte

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Buonasera Mattia,
se la sua motivazione a diventare medico è ancora elevata e lei si vede proiettato in questa professione, non si avvilisca e non metta in discussione se concludere o meno l'università.
Lo studio è impegnativo e gli esami da sostenere molti, ma la cosa importante è recuperare la consapevolezza che può sicuramente passare questo momento di stallo.
Per quanto riguarda i suoi genitori, provi ad essere franco ed esprimere i suoi timori. Può darsi che anziché giudici, trovi dei possibili alleati.
Se le fosse possibile, consideri la possibilità di un supporto psicologico che le permetta di migliorare la sua autostima e trovare le giuste strategie per avviare una positiva progettualità.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Vanda Braga

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28 SET 2017

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Salve Mattia,
Medicina è sempre stata una facoltà particolarmente impegnativa e per quello che so sono davvero pochi quelli che riescono a laurearsi in corso. Dovrebbe magari considerare anche questo, oltre che i suoi standard o desideri di essere al passo. Credo, inoltre, che non dovrebbe mollare solo perché è indietro. Le persone che cambiano vita pensando che in un'altra condizione o situazione le cose andranno meglio e saranno più facili, quando poi si ritrovano dinanzi alle difficoltà nel nuovo ambito cadono malamente...
Ecco perché è importante imparare a fronteggiare questa situazione che lei sta vivendo adesso. Su questo mi sento di darle qualche spunto:
1) noto che quando lei parla di medicina lo fa solo in termini di performance e non di contenuto, come se la cosa importante è liberarsi dei kg di libri da studiare, piuttosto che apprendere quanto c'è scritto in quei libri.
2) Recuperare la motivazione e la passione originaria (Perché ha scelto questo percorso di studi? Cosa la attrae di tali discipline? Come si immagina in un futuro come medico?) può sempre aiutare a darsi forza e andare avanti.
3) Inoltre secondo me dovrebbe cercare di spezzettare i grossi obiettivi (recuperare 2 anni) in obiettivi più piccoli mensili e settimanali (sia realizzabili che comunque un pò ambiziosi, così da indurla a impegnarsi), in modo da sentire di avere il controllo della situazione e potersi gratificare per aver raggiunto il primo traguardo settimanale o mensile.
Un proverbio orientale dice: "Anche un viaggio di mille miglia comincia con un solo passo".
Se ha difficoltà a intraprendere questo "viaggio" può certamente trarre vantaggio da una consulenza psicologica finalizzata ai suoi scopi.
In bocca al lupo e forza e coraggio!!!
Dott.ssa Giovanna Susca - Bari e Barletta

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28 SET 2017

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Buongiorno Mattia.
Credo che lei si trovi dentro un labirinto da cui continua a non riuscire a trovare la via d'uscita. E più la cerca, più non la trova e più si demoralizza e avverte un senso di fallimento e quindi si ferma. Da qui la percezione di stallo.
Uno psicoterapeuta la potrebbe aiutare in un primo momento a farle vedere come sta funzionando e successivamente accompagnarla a individuare delle modalità alternative che la aiutino a uscire dal 'labirinto'. La questione non è tanto quale decisione prendere - con questa modalità rimuginante peraltro ogni dubbio alimenta un altro dubbio e pertanto arrivare a decidere risulterebbe davvero difficile - quanto riacquisire fiducia nelle proprie capacità di valutazione e poter pensare che esiste una possibilita' di recupero se questo è ciò che si desidera.
Spero che lei possa darsi l'opportunità di aiutarsi.
La saluto cordialmente.
Dott.ssa Giorgia Maestri

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28 SET 2017

Logo Dott.ssa Giorgia Maestri Dott.ssa Giorgia Maestri

5 Risposte

1 voto positivo

Gentile Mattia,
Credo che la soluzione non sia abbandonare medicina.
Lei sente questo disagio rilevante, teme il giudizio dei genitori ed è preoccupato. Mi chiedevo se in questo periodo sono successi eventi, situazioni, emozioni particolari che possano averla turbata.
Le consiglierei di rivolgersi ad una psicologa per effettuare un percorso di counseling per uscire da questa situazione di stallo.
È in gioco la propria vita nonché il futuro professionale.
Lei ha in se le risorse per superare tutto ciò, non si demoralizzi troppo.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Donatella Costa

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28 SET 2017

Logo Dr.ssa Donatella Costa Dr.ssa Donatella Costa

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1988 voti positivi

Buongiorno Mattia, immagino che la tua situazione sia molto difficile. Tra le cose che ahi scritto mi ha colpito il fatto che è da due anni che si è manifestata questa dificoltà a studiare. Ti chiederei cosa è successo due anni fa, quale avvenimento o cambiamento è avvenuto nella tua vita? Magari apparentemente potrebbe non sembrarti collegato, però ti consiglio di approfondire con un terapeuta EMDR questo aspetto. Sconsiglio di prendere decisioni in questo stato di confusione. Appena ti saranno più chiare alcune dinamiche potrai scegliere la strada che ritieni più giusta per te. (sul sito emdr.it puoi trovare il terapeuta più vicino a te) In bocca al lupo

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28 SET 2017

Logo Dott.ssa Nadia Pisanello Dott.ssa Nadia Pisanello

6 Risposte

3 voti positivi

Ciao Mattia, hai detto che sei all'ultimo anno di medicina e negli ultimi anni hai fatto molta fatica a dare gli esami, vivi uno stato ansioso con la paura delle pressioni familiari. Per poter prendere in carico la tua domanda sarebbe per me utile farti farti ulteriori domande rispetto te stesso e la tua famiglia. Quello che posso consigliarti è di intraprendere un percorso breve di incontri per analizzare la situazione e poi valutare.
Il mio approccio è gestaltico Psicosociale e si basa fondamentalmente sulla costruzione di un percorso di autonomia e fiducia. Se sei interessato contattami

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28 SET 2017

Logo Dott.ssa Silvia Manai Dott.ssa Silvia Manai

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