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Mi sento inutile, l'università peggiora la situazione

Inviata da Serena il 18 feb 2019 Orientamento scolastico

Salve,
Ho 19 anni e mi sono iscritta all'università, storia dell'arte. Mi è sempre piaciuta e non vedevo l'ora di cominciare. Il problema è sorto dopo aver dato il mio primo esame; ho studiato tanto, ho preso 24, ma ho avuto un episodio black out che mi ha compromesso l'interrogazione. Non sono andata come avrei voluto. Il giorno dopo sono stata a casa da sola tutto il giorno e non ho fatto altro che piangere e dormire.
Quello è stato il momento in cui non ho più potuto smettere di ignorare il fortissimo disagio che provo, quel giorno mi sono messa in discussione come mai prima e vorrei che non fosse mai arrivato: tutti i miei problemi sono venuti a galla e ogni sera prima di andare a dormire mi scendono le lacrime.
La delusione è stata tantissima.
Sono sempre stata brava a scuola sia alle medie che al liceo e me la sono sempre cavata non con molti sforzi. Tutti mi hanno sempre detto che ero brava e mia mamma è così fiera di me per questa cosa, ma sto iniziando a pensare che forse me ne sono convinta anche io a forza di ascoltare tutti. Già con la mia maturità sono iniziati i problemi: il carico di studio era molto, la pressione era molta, le aspettative su me stessa erano alte e ho fatto una figuraccia di fronte alla commissione mettendomi a piangere. La stessa cosa stava accadendo durante il mio primo esame, ma sono riuscita a rimanere impassibile all'esterno.
Il 26 febbraio ho un altro esame e sto studiando da tempo anche per quello. Non riesco a studiare. Mi alzo tutti i giorni alle 9 perché sono una persona molto responsabile, mi metto davanti al computer pronta a ripetere, ma non riesco, non ricordo quello che ripeto. Allora mi viene l'ansia perché man mano che i giorni passano la data dell'esame si avvicina e io non sono preparata.
Penso a quanto io sia inutile, che oltre a non studiare e non dare soddisfazioni ne a me stessa ne alla mia famiglia, non lavoro; non riesco ad essere come voglio; ai problemi con la scuola si aggiungono quelli di autostima (il mio aspetto, il mio carattere) e penso a milioni di cose che nella mia vita o non sono riuscita a fare o ho fatto male: questa delusione dello studio è solo un'altra ad aggiungere alla mia collezione.
Da quel momento non faccio altro che piangere quando sono a casa da sola, sfogarmi con il cibo. La mia famiglia non mi aiuta. Non è un ambiente equilibrato dove vivere (per quanto possa amarli e per quanto loro possano amare me), così ai problemi con me stessa si aggiungono anche quelli in famiglia e io non so dove sbattere la testa.
Ieri abbiamo avuto una discussione dove mi sono sfogata con loro. ma a quanto pare nessuno mi ha capita perché la sera stessa si sono comportati come se non fosse successo nulla. Nessuno è venuto da me a chiedermi: "come stai?" O anche una cazzata come "andiamo a fare una passeggiata?". Non riesco a fare io il primo passo perché mi vergogno e questa è una cosa che mi limita molto. Allora spero che mia madre si accorga del mio disagio e venga da me, ma non succede e sto ancora più male.
Forse non riesco a studiare perché non ho un buon metodo di studio? Potrebbe essere in opzione perché ho un DSA in matematica, ma al primo esame sapevo tutto quando ripetevo a casa, il problema del mio fallimento è stato il black out e la mia bassissima convinzione in me stessa. Io volevo che andasse bene, ma dentro di me (molto in fondo) mi immaginavo una cosa del genere.
Non so cosa fare, voglio trovare la serenità nella mia vita. Forse ora che io e la mia famiglia ci trasferiamo le cose andranno meglio con loro, ma sicuramente il mio carattere non cambierà. I miei problemi con il cibo non cambieranno, i miei risultati scolastisti non cambieranno, farò altre cento cose ma nessuna di queste sara perfetta. I miei genitori continueranno a spendere soldi per me, ma io non arriverò mai a casa con un 30. Mia madre mi sta pagando l'operazione maxillo facciale, ma io non la merito: "non ha senso stare bene con se stessi SOLO per il proprio aspetto esteriore, io voglio anche essere brava nella vita.
Non ho il coraggio di parlare con i miei perché me ne vergogno, parlare con un amico o con uno psicologo è fuori discussione, sopratutto perché di fronte agli altri ho un carattere molto giocoso.
Penso di essere arrivata al mio limite e spero che qualche Dottore in questo forum possa aiutarmi con un piccolo che onsiglio.
Grazie mille
Serena

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Carissima,
lei non ha certo problemi di intelligenza, è l'emotività che la frena. Bisogna vedere cosa sostenere una prova scolastica (maturità, università) rappresenti inconsciamente per lei. Inoltre ha bisogno di aiuto perché ha avuto un netto calo nel tono dell'umore, prova ne è che piange spesso e ha difficoltà di concentrazione. IO le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo ella sua zona o presente sul sito ma che usi Skype. Anche se oppone molta resistenza faccia almeno un tentativo di una seduta.
MI faccia pure delle domande se ne ha bisogno!

Dott. Angelo Feggi - Psicoanalista Genova

Dott. Angelo Feggi Psicologo a Genova

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Cara Serena, mi piacerebbe capire perché secondo lei parlare con uno psicologo è fuori discussione. Quando un numero enorme di persone lo fa. Possibile che esista ancora il retaggio anacronistico che dallo psicologo ci vanno i matti e i malati? Ma pensa davvero che basti qualche piccolo consiglio per farla stare bene? 1) l'Università è difficile per la maggioranza delle persone, ho letto tante storie qui. Occorre serietà e molto molto impegno, non basta essere stati bravi alle superiori, anch'io sono uscito col 60 ma ho cambiato facoltà, perché la prima era troppo difficile. 2) Lei ha un problema di autostima. Serissimo. E pensa che basti qualche consiglio? Sicuramente dovrebbe prendere la vita con più leggerezza, e farsi buoni amici e amiche all'Università godendosi questi anni che sono difficili ma bellissimi ed irripetibili. Ma pensa che basti dirle questo? Ha bisogno di una terapia seria. Lei ha una famiglia che non l'ha aiutata molto, ma ci sono ragazze come lei del tutto senza famiglia oppure con malattie. Questo non vuol dire che la sua vita sia facile, però deve rimboccarsi le maniche. E questo vuol dire anche parlare con uno psicologo e andare da un amico. Coraggio!
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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Gentile Serena,
non è raro che l'impatto con il mondo universitario sia faticoso e complesso e spesso occorre un aiuto per riprendere il proprio percorso.
Da quello che scrive sembra che il problema in origine non sia lo studio in sè, ma l'interrogazione, l'essere interrogata da un professore e dover rispondere ad alta voce davanti ad altri. Sicuramente da quell'episodio del primo esame è derivato un blocco che ora influenza anche la sua capacità di studiare, di concentrarsi, e la sua fiducia in se stessa e le impedisce di proseguire. Un primo elemento su cui lavorare potrebbe essere proprio la rielaborazione del ricordo di questo primo esame.
Scrive anche che la pressione e l'aspettativa su di lei sono piuttosto alte, sia in famiglia sia per quello che lei richiede a se stessa e questo può essere un altro aspetto su cui fare un lavoro psicologico.
Le suggerisco una consultazione con uno psicologo psicoterapeuta con cui iniziare questo lavoro, meglio se con l'utilizzo della terapa EMDR per superare il blocco che sente.
Rimango a sua disposizione.
Un cordiale saluto,
drs Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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Cosa è più importante nella vita avere o essere, l'intelligenza razionale o quella emotiva. se si fa confusione tra le due è perchè non si capisce cosa si vuole, le basterebbe affrontare questo dilemma, questo conflitto tra cio che lei è e cio che vorrebbe essere. Trovi nella sua zona uno psicoterapeuta e non perda tempo a scrivere lettere lunghe per spiegare csa la attraversa nella speranza di trovare una soluzione semplice ad un aspetto della vita cosi complesso.
Dott. Dattoli.

Dott. Pierluigi Dattoli Psicologo a Pescara

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