Bisogno di indipendenza

Inviata da Noemi. 13 nov 2017 9 Risposte  · Autorealizzazione y Orientamiento personale

Salve a tutti, sono una ragazza di 20 anni. Sono al secondo anno di università e frequento un corso di antropologia della facoltà di lettera. Dopo la maturità non avevo le idee chiare e anche adesso non potrei dire di essere completamente sicura della mia scelta. Le discipline che studio mi entusiasmano, sono in regola con gli esami ma mi sembra di non star combinando nulla. A casa i miei genitori hanno sempre sostenuto le mie decisioni eppure mi sento bloccata. Sento il peso del giudizio della mia famiglia perchè molti miei parenti hanno alle spalle un'esperienza universitaria più che brillante. Spesso mi capita di provare una forte ansia mentre studio, parto con un programma di studio ben pianificato e a un certo punto mi devo fermare. Questa mia difficoltà, la mia perenne incertezza rende urgente la necessità di indipendenza economica. Vivere a casa mia mi risulta sempre più difficile, siamo una famiglia molto numerosa e non ho mai avuto uno spazietto mio, ultimamente sento estranei i miei genitori, non riesco più a dialogarci, abbiamo modi di vedere il mondo molto diversi, quasi inconciliabili. Ci sto male perchè non è sempre stato così e tendo a colpevolizzarmi. Tutto questo non aiuta la mia vita da universitaria, tanto che sta diventando sempre più prioritario per me trovare un lavoro con l'idea di congelare gli studi e riprenderli una volta realizzato un mio spazio. Lo so che non è un passaggio immediato nè facile ma io non mi sento più respirare,non dormo la notte e tendo a stringere la mascella per lo stress cosicchè ho sempre un lieve malditesta, più forte quando sto a casa. Esco prestissimo la mattina e rientro la sera per evitare di stare a casa troppo a lungo, mi sento molto a disagio. Non sono decisa su nulla, non so se sia giusto mettere in pausa l'università, se sarebbe meglio concludere il ciclo della triennale e pazientare ancora un poco..
Ho urgentemente bisogno di aiuto
Grazie

famiglia , genitori , lavoro , difficoltà , disagio

Miglior risposta

Buonasera Noemi,
la situazione che sta vivendo accomuna molti giovani della sua età che avvertono il bisogno di emanciparsi dalla famiglia, ma al tempo stesso si sentono vincolati dall'aspetto economico.
In questo momento la sua autostima è bassa e prevalgono i sensi di colpa.
Finire la triennale può darle la sensazione di aver raggiunto un obiettivo e permetterle di considerare la possibilità di un lavoro che la renda indipendente economicamente.
Valuti la possibilità in ogni caso di usufruire di un sostegno psicologico ( magari tramite un consultorio) che le permetta di rinforzare la sua autostima, la svincoli dal giudizio degli altri e le permetta una migliore valutazione delle sue scelte.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Vanda Braga

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Gentile Noemi,
effettuare confronti con altri non aiuta la propria autostima. Lei cerchi di dare il massimo in base alle sue capacità.
Comprendo la fatica di stare in famiglia e il sano desiderio di indipendenza.
Stabilisca delle priorità: ad esempio terminare l’universita’, ricercare un lavoro, stare meglio.
Nel frattempo è vitale che lei si ritagli uno spazio per se, potrebbe accedere ad uno sportello di ascolto universitario oppure contattare una psicologa a prezzi contenuti per sbloccare questa situazione.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Donatella Costa

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15 NOV 2017

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Buongiorno Noemi,
il suo bisogno di autonomia e la sua necessità di indipendenza economica sono del tutto leciti alla sua età e nella sua condizione di studentessa, in cui ci si sente spesso un peso economico per la famiglia. Capisco anche la sua indecisione e i suoi dubbi sulla scelta degli studi universitari. Tutti questi sentimenti, ai quali si aggiungono le aspettative alte legate alla storia famigliare, le provocano uno stato di ansia e di malessere che non aiuta nelle relazioni famigliari. Tuttavia non è necessario colpevolizzarsi se si attraversano momenti difficili coi genitori: per quanto dolorosi fanno parte del processo di crescita e di separazione che porta all'età adulta.
Dalla sua lettera concordo con Lei che sarebbe opportuno mettere un po' di spazio tra lei e la sua famiglia ma sappiamo quanto sia difficile trovare un'occupazione che le garantisca la possibilità di uscire da casa. Mi chiedo se avesse invece la possibilità di spostarsi, dopo avere finito la triennale, in un'altra città dove magari trovare un lavoretto e allo stesso tempo prendersi la laurea magistrale. Potrebbe essere un compromesso per trovare una iniziale per quanto temporaneo spaziato per sé e non buttare all'aria gli sforzi già compiuti durante questi due anni di Università. Pensa che possa essere una soluzione percorribile?
mi faccia sapere!
Dr.ssa Anna Fontemaggi

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15 NOV 2017

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Cara Noemi, non posso dirti purtroppo se ė giusto lasciare o meno gli studi, perché l'unica che puö sapere realmente di cosa ha bisogno sei tu.....mi sento perö di dirti che da come ti racconti sembrano essere venute a galla la paura di non riuscire e di fallire, il bisogno di "uscire" da un ambiente familiare che senti soffocante, la voglia di indipendenza. Parli di stress e ansia: da quanto tempo vivi queste sensazioni? Cosa vorresti dalla tua famiglia? E a te stessa cosa chiedi? Ti riconosci delle cose belle? Ti senti realizzata in qualche ambito di vita? Che cosa potresti fare per sentirti piû serena? Solo piccoli spunti per sottolineare quanto sia importante adesso fermarti un attimo e concentrarti su te stessa e i tuoi bisogni: un percorso psicologico per "ritrovarti" potrebbe essere utile. Auguri!

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15 NOV 2017

Logo Daniela Cannistrà - Psicologa e Psicoterapeuta Daniela Cannistrà - Psicologa e Psicoterapeuta

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Gentile Noemi,

la serenità rende più efficaci le scelte e più raggiungibili gli obiettivi.
Il malessere che descrive è grande e le sta impedendo di fare entrambe le cose. Contatti un professionista e si accordi su una consulenza dal vivo, che potrebbe essere anche una terapia. Inizi con una telefonata: avrà già fatto un passo per stare meglio. Gli altri li farà uno alla volta.
Buona giornata

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15 NOV 2017

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Carissima, penso sia il caso di affrontare un problema alla volta, non crede? Dunque, alla sua età è normalissimo avere voglia di essere indipendenti, di emanciparsi, andandosene da casa. Questi sentimenti però non dureranno molto o per lo meno, non con questa intensità. Vuole congelare gli studi fatti fin ora, bene, ma per fare cosa? Quale lavoro pensa di riuscire a trovare, che riuscirà a renderla indipendente come vuole? Una volta iniziato a lavorare, come pensa di poter nel frattempo finire gli studi? Per carità tutto è possibile, ma pensi a cosa potrebbe succedere se un domani dovesse pentirsi di non aver avuto la forza e il coraggio di aspettare. Si, aspettare che arrivasse il suo momento, che per un lavoro qualsiasi e la smania di affrancarsi dalla famiglia, abbia tolto a se stessa l'opportunità di fare la strada che voleva. Tutto costa fatica e impegno anche il saper aspettare il momento giusto.
Resto a disposizione.
Cari saluti.
Dott.ssa Barbara De Luca

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15 NOV 2017

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Buongiorno Noemi

Dalla tua lettera merge un iniziale stato confusionale circa le scelte da effettuare dopo il diploma di scuola media superiore e, successivamente, hai realizzato la necessità di iscriverti ad antropologia. In te è emerso, in breve, un senso di inadeguatezza, sia verso l'idea che ti sei costruita nei confronti dei parenti dalla "brillante carriera universitaria", sia verso la tua condizione esistenziale all'interno dello spazio familiare. Credo che il senso di malessere attuale sia dettata dalla necessità di creare dei cambiamenti nella tua vita, probabilmente stai avvertendo la tensione interna che ti spingerebbe ad agire ma ancora non sai dar voce a questi bisogni che rimangono quindi inespressi. Credo allora sia importante accogliere lo stato attuale di malessere per capire quali opportunità ti può aprire e quali risorse indicare. Il malessere che provi può in sintesi essere la spinta per innescare un nuovo processo evolutivo che sicuramente ti porterà ad un migliore adattamento alla realtà. Per capire però quali cambiamenti adottare credo sia utile per te il consulto di un esperto che sappia aiutarti a leggere i bisogni attuali e le motivazioni che ti spingono ad agire, così da sapere come canalizzare le forze e in quale direzione andare.
Spero di esserti stato in qualche modo di aiuto.
Buona giornata
Dott. Andrea Guerrini

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15 NOV 2017

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Buongiorno Noemi,
Il bisogno di esplorare fuori dalla famiglia e di essere autonomi è sano e normale. Fa parte della sua evoluzione e della ricerca di una sua identità adulta.
Può essere frustrante resistere e aspettare il momento giusto, ma seguire l'urgenza del momento può farle perdere di vista i suoi obiettivi per il futuro.
Ha pensato a soluzioni alternative rispetto al sospendere lo studio e dedicarsi a cercare un lavoro?

Possono essere molte le possibilità per rendersi più autonoma e trovare uno spazio suo, una consulenza potrebbe aiutarla a riordinare le idee, darsi delle priorità e trovare soluzioni adeguate.

Esistono servizi psicologici universitari, anche gratuiti, oppure può cercare un terapeuta nella sua zona e richiedere un consulto.

Buona giornata,
In bocca al lupo!

Camilla Marzocchi
Bologna BO

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15 NOV 2017

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Buongiorno, Noemi. Dalle Sue parole emerge l’indecisione che sta vivendo, il sentirsi come in trappola e il desiderio di liberarsi... credo che questo nasca dal vivo lesti porre al centro delle proprie scelte senza più cercare approvazione altrui, in particolare familiare. Tutto ciò è riconducibili bile alla fase di crescita che sta attraversando e, in parte, anche se doloroso, è importante perché si lega ad un Suo desiderio di autenticità e coerenza con se stessa. Tutto questo è legittimo e, per certi versi sano. Faccia in modo che il porsi al centro del Suo cammino non sia costruito nel “chi se ne frega di loro”, ma che sappia tenere conto prima di tutto di Lei ma anche degli altri, ma non per farli felici con le Sue scelte, ma solo perché, grazie alla conoscenza che Lei ha di loro possa meglio prevederne i comportamenti e favorire un dialogo. È importante che la prima a legittimare ed approvate se stessa sia Lei in modo da non caricare di tale aspettativa/bisogno il Suo rapporto coi genitori e i familiari. Se si rendesse conto che fare ciò è più facile a parole piuttosto che farlo, allora le consiglio caldamente di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta che possa sostenerla nella costruzione di questo viaggio in cui possa riappropriarsi di se stessa.
In bocca al lupo!
Cordialmente
Dott.ssa Ilaria Gisondi

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15 NOV 2017

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