Ansia mentre guido in macchina. Cosa devo fare?

Inviata da Roberto Lipari · 11 apr 2022 Ansia

Buongiorno

mi chiamo Roberto e ho 25 anni.

Non sto bene. Premetto che io sono in generale un soggetto particolarmente predisposto all'ansia. Non mi è mai stato diagnosticato (nè tantomeno io sono qualcuno per auto-diagnosticarmi disturbi), ma penso di soffrire di disturbo ossessivo-compulsivo. Molte cose che mi sono successe nella mia vita mi fanno ipotizzare che ne soffro. Ma non è questo il motivo per il quale le sto scrivendo.

Il motivo è il seguente: da 2 settimane circa, quando sono alla guida della mia macchina sono in ansia, perchè ho paura di investire qualcuno.

Stamattina ho preso la macchina per andare all'università. Arrivato ad un certo punto, sono giunto in una strada che portava ad una salita poco ripida, per cui, dato il traffico (non era molto il traffico), ho cominciato a muovermi in prima marcia e a fermarmi; poi riprendevo a muovermi in prima e mi fermavo e così via, fin quando ho percorso tutta quanta la salita. Ricordo benissimo di essere stato per un attimo pensieroso, distratto, stavo pensando ad una cosa, quando ad un tratto giungono due signore che stavano attraversando questa strada che stavo percorrendo con la mia macchina. Non ricordo come sono andate le cose nei minimi dettagli, però ho paura che, a causa di questa mia distrazione, io abbia tamponato queste due signore senza essermene accorto.

Mi sono però fatto 2 domande: per quanto uno possa essere per un attimo distratto, come mai non ho sentito il tamponamento, cioè l'urto tra la mia macchina e una delle due signore, o peggio ancora tutte e due? Forse non l'ho sentito perchè ero distratto...
Dallo specchietto retrovisore, ho visto la macchina che era dietro di me; quest'ultima non ha suonato il clacson, per quanto io ricordo: penso che, se l'avesse fatto, probabilmente ciò significherebbe che ho tamponato. Ma io non ricordo che questa macchina mi ha suonato.

Nonostante tutto, ho paura che questa mia distrazione abbia compromesso la vita delle due signore.

Per me guidare è diventato un'ansia. Non so che fare. Cosa posso fare? Come faccio a capire se ho tamponato le due signore?

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Miglior risposta 28 APR 2022

Caro Roberto, nemmeno io mi permetto di fare diagnosi senza averla conosciuta direttamente ed avere intrapreso un appurato esame clinico, ma da quello che racconta sembra proprio che il suo caso presenti caratteristiche del DOC. Diagnosi o meno, quello che è sicuro è che sta attraversando un momento molto difficile per il quale necessita di un aiuto specialistico. La invito, pertanto, a cercare un* psicoteapeuta nella sua zona per effettuare un primo consulto. Rimango disponibile per ulteriori chiarimenti. Saluti

Rebecca Silvia Rossi Psicologo a Andria

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21 APR 2022

Buongiorno Roberto, diagnosi a parte io partirei dal suo racconto: c'è una grande sofferenza in questi pensieri intrusivi che sicuramente intralciano lo svolgimento della sua vita di relazione. Sembra che lei tema molto la perdita del controllo e l'emergere di pulsioni incontrollate, come se fosse il primo lei a non fidarsi di se stesso.
Ci sarebbe molto da dire sulla fantasia/paura di aver tamponato, sia a livello simbolico che di significato personale.
Le consiglio di affrontare queste paure in un percorso di psicoterapia che possa aiutarla a capirne le ragioni ma soprattutto a liberarla da questa dinamica colpevolizzante.
Non si spaventi, la psicoterapia non è solo un modo per risolvere i propri conflitti inconsci, è anche un affascinante viaggio alla scoperta di se stessi.
Buon viaggio
dr.ssa Daniela Arborini

Daniela Arborini Psicologo a Roma

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18 APR 2022

Gentile Roberto,
effettivamente emerge da quanto scrive sia la forte rigidità di una struttura di personalità che manifesta l'estremo bisogno di avere tutto sotto controllo (cosa impossibile!) sia una grande fragilità per l'ansia dei dubbi intrusivi e ossessivi derivanti proprio da questa impossibilità di poter controllare tutto.
Questa situazione è ben compatibile con il disturbo ossessivo-compulsivo (D.O.C.).
Così è bastato un attimo di distrazione nel guidare a bassa velocità in salita con la prima marcia mentre due signore attraversavano la strada perchè si insinuasse nella sua mente il dubbio ossessivo di averle potuto tamponare e danneggiare (senza che le due signore protestassero!!...).
Purtroppo il pensiero logico-razionale che pure lei cerca di mettere in atto non è sufficiente per eliminare il dubbio e l'ansia persistente.
Pertanto è opportuno che lei si faccia aiutare in un percorso di psicoterapia che utilizza diverse tecniche e strategie per neutralizzare ansia e pensieri ossessivi in associazione o meno ad un supporto farmacologico quando la gravità dei sintomi è di grado elevato.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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14 APR 2022

Buongiorno Roberto.
Quello che emerge dal suo racconto è un costante stato d'ansia che certamente non le permette di affrontare serenamente la quotidianità e che compromette il suo benessere psicofisico. Non si può dire da cosa dipenda e come si può affrontare senza conoscere meglio il problema. Il consiglio è senz'altro quello di rivolgersi a uno/una psicoterapeuta e intraprendere un percorso.
Cordiali saluti,
Monica Diamantini

Dott.ssa Monica Diamantini Psicologo a Ravenna

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13 APR 2022

Caro Roberto,
da quello che racconta emerge che spesso, in questo periodo, fa fatica a vivere nel momento presente poiché preso da pensieri che la distraggono: così è avvenuto mentre era alla guida dell'auto e così avviene mentre tenta di ricontattare il momento esatto dell'incontro con le due signore. Da quanto scrive, è poco realistico pensare che abbia messo in pericolo la loro vita, piuttosto sembrerebbe giunto il momento di iniziare un percorso di cura di sé e del suo pensiero.  Un professionista potrebbe aiutarla a comprendere cosa le impedisce di essere presente nel qui e ora e a ritrovare il piacere di "guidare" la sua vita.
Cordialmente,
Giancarlo Gramaglia

Gramaglia Dr. Giancarlo Psicologo a Torino

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12 APR 2022

Salve Roberto,
grazie per aver scritto qui.
Al di là della diagnosi che da solo non è in grado di fare, ma il fatto che non stia bene e sia predisposto all’ansia, basta per porre attenzione sulla sua condizione di salute.
Come mai ha pensato al disturbo ossessivo-compulsivo? Dove ha trovato questa diagnosi?
Tornando al motivo per il quale scrive, come si spiega la paura di investire qualcuno? Quando è sorta questa paura? In quale contesto si inserisce questo pensiero, questa emozione?
Per la sua paura prenderò in considerazione due fattori. Uno oggettivo, uno soggettivo.
Partendo dal primo: considerato che tante erano le persone che si sarebbero accorte in caso di tamponamento o comportamento anomalo da parte di qualche guidatore, dubito che qualcuno pur vedendo qualcosa di anomalo, non sia intervenuto. Per rispondere alla domanda: avrò tamponato le due signore? Con tutta probabilità, no. Sembra sia stato un episodio molto breve di distrazione. Se qualcuno non riparte, traffico permettendo, qualcuno che si trova in fila suonerà il clacson con tutta probabilità.
Passando al fattore soggettivo, che ritengo il più importante, come mai per lei è così imperioso scoprire se ha modificato la vita di queste due signore? Come la farebbe sentire? Quale significato ha in questo momento della sua vita, pensare, mi pare con grande intensità a questa domanda?
Ritengo sia normale che il guidare sia diventato fonte di ansia, se teme di far del male a qualcuno. Non crede sarebbe strano l’opposto? Cioè che nonostante la possibilità temuta di far del male a qualcuno, guidi senza pensare nemmeno alle conseguenze.
Rispondere alle tante domande che le ho posto, la aiuterebbe a far chiarezza.
Rimanendo a sua disposizione,
porgo distinti saluti.
Dottor Savasta.

Dottor Antonino Savasta Psicologo a Pistoia

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12 APR 2022

Buongiorno Roberto,
lei si sente particolarmente ansioso e i pensieri che frullano nella sua testa non consentono che lei possa essere sufficientemente attento mentre guida la macchina. Lo stato di ansia e l'intensità dei suoi pensieri disturbano la sua attenzione a un tal punto che lei rimane confuso senza riuscire a distinguere la realtà (i fatti) dalle sue fantasie e impulsi (che lei ritiene compulsivi). Come fare a poter distinguere? Non c'è una formula. L'unica cosa che penso le sia utile per cercare di risolvere è intraprendere una psicoterapia. Nel corso di una buona psicoterapia lei sarà in grado di esaminare assieme al terapeuta tutto che riguarda il suo mondo interno. Mi spiego. È
fondamentale poter capire con chiarezza ciò che si passa dentro di sé per poi riuscire gradualmente a distinguere da ciò che si passa fuori, cioè la realtà esterna.
Un saluto e una buona giornata.

Dr. Gilberto G. Villela Psicologo a Roma

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12 APR 2022

Gentile Roberto, la tua intenzione è capire se hai tamponato le due signore o come puoi imparare a gestire queste tue paure o ansie?Oppure entrambi? Le paure Riguardano solo il guidare o anche altre aree della tua vita? Servono altre informazioni per dare un riscontro più dettagliato. Rivolgiti a uno specialista della tua zona oppure a qualcuno di questa piattaforma guidapsicologi.it prima che la tua vita diventi un inferno da vivere. Saluti.

Dott. Alessandro Conforti Di Lorenzo Psicologo a Selvazzano Dentro

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12 APR 2022

Buongiorno Roberto,

innanzitutto la ringrazio per aver condiviso con me il suo disagio..penso sia già un primo piccolo passo verso il benessere. Mi parla di forti stati d’ansia, con cui lei ha già fatto i conti negli anni precedenti, che ad oggi si ripercuotono soprattutto quando lei è alla guida della sua autovettura.

Mi chiedo..lei cosa sa di come le è venuta questa paura di investire qualcuno? Non so se ha avuto modo di ipotizzare cosa c’è dietro, o meglio sotto.

La sua domanda è come poter fare per guidare senza ansia ed io sarei ben lieta di seguirla in un percorso psicologico, in presenza o online.

In attesa di un suo riscontro, le auguro buona giornata! Dott.ssa Giorgia Barretta

Dott.ssa Giorgia Barretta Psicologo a Roma

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12 APR 2022

Salve Roberto. . .quando ti viene da farti queste domande. . .non devi risponderti. . .perche' se ti rispondi. . .come tu ben fai . . .inneschi un meccanismo di domanda- risposta. ..domanda- risposta dal quale nn esci piu' e che nn fa altro che alimentare la tua ansia e i tuoi dubbi! Cmq si puo' lavorare bene in terapia per uscire da questo problema. . .e anche in tempi brevi!

Dott.ssa Perinu Silvia Celestina Psicologo a Olbia

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12 APR 2022

Buonasera Roberto,
Lei ci ha descritto una situazione di incertezza, di dubbio che riguarda la realtà e la sua responsabilità. Si comprende bene quanto sia faticoso mantenere costante un livello di attenzione cosi alto. Come se non si potesse perdonare la minima distrazione.
Molti sono i temi che si devono affrontare; credo che la sede giusta sia la psicoterapia. Un luogo riservato a lei nel quale possa esplorare i suoi pensieri , i suoi dubbi e le sue paure .
Dico questo perché l’episodio che ha descritto può essere meglio compreso se considerato come il sintomo, il risultato di complesso processo di pensiero, in parte inconsci. La incoraggio a continuare il cui viaggio introspettivo.

Dott.ssa Giuliana Gibellini Psicologo a Carpi

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12 APR 2022

Il pensiero fisso è " se colpisco accidentalmente qualcuno? se l'ho fatto realmente e non me ne sono reso conto?". Questa ossessione spesso comporta paura, dubbi e incertezza, il panico che ne scaturisce è solo una conseguenza dei pensieri catastrofici.
Roberto, quello che mi colpisce di ciò che hai scritto sono le tue stesse parole: "Molte cose che mi sono successe nella mia vita mi fanno ipotizzare che ne soffro. Ma non è questo il motivo per il quale le sto scrivendo."
Queste parole mi colpiscono perché sembra che ti stai facendo distrarre dal dubbio di aver investito le due signore pur di non essere attento alla tua vita, alle molte cose che ti sono successe nella tua vita.
E' come se ti facessi distrarre da altro pur di non vivere il presente.
Roberto che tu abbia una diagnosi di DOC o Ansia, o che sia semplicemente un raro episodio, è importante che valuti il tuo stato di disagio e che inizi a prenderti cura di te.
A volte c’è davvero un episodio accaduto in passato in cui ci si è sentiti in colpa per un danno reale creato involontariamente a qualcuno, a volte questo episodio non esiste.
Roberto tutti i tentativi di soluzione del disturbo in realtà sono ciò che lo mantengono vivo. Per uscirne è necessario mettersi in discussione ed intraprendere una terapia.
Un caro saluto
dott.ssa Stefania Pelosi

Dottoressa Stefania Pelosi Psicologo a Napoli

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12 APR 2022

Gentile utente,
riconosciamo uno stato ansioso che in questo momento sta compromettendo la sua vita.
Nello specifico si rivolge alla paura di guidare.
Provi a sintonizzarsi con il proprio sentire e a dare voce alle sue emozioni. Cosa sta provando a dirle il suo corpo attraverso i sintomi?
L'ansia è un campanello, un segnale con una valenza anche positiva al di là del disorientamento a cui si accompagna: la cosa importante è darle spazio di espressione di modo che possa trovare altro canale comunicativo.
Restiamo a sua disposizione per qualsiasi chiarimento.
Saluti,
Studio Associato Dott. Diego Ferrara Dott.ssa Sonia Simeoli

Dott. Ferrara Dott.ssa Simeoli Psicologo a Quarto

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12 APR 2022

Buongiorno Roberto comprendo il tuo stato di disaggio di fronte a questo episodio ma spesso si deve fare i conti con l'interferenza anche di altre forme di ansia: come l'agorafobia, la claustrofobia o gli attacchi di panico. Spesso le persone che provano questi stati d'ansia infatti hanno paura di guidare perché questo vorrebbe dire allontanarsi dai luoghi in cui si sentono al sicuro o perché pensano che potrebbero essere colpiti da un attacco di panico mentre sono alla guida e diventare un pericolo per se stessi e per gli altri. E importante cercare un sostegno di un professionista. In questo caso è utile svolgere una terapia cognitivo-comportamentale che agisce proprio su questi problemi. Si procederà con un lavoro di desensibilizzazione della paura, attraverso delle tecniche di rilassamento. Per ulteriori informazioni resto a disposizione.

Claudia Mosneagu Psicologo a Piazzola sul Brenta

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12 APR 2022

Buongiorno Roberto,
L’ansia condiziona e altera lo stato percettivo e quindi è plausibile tutto quello che lei descrive.
Una buona terapia può aiutarla a ristrutturare il pensiero, probabilmente eccessivamente focalizzato su aspetti condizionanti e quindi restituirle una serenità di vita.
Le consiglio la terapia cognitivo comportamentale
Resto a disposizione e le auguro il meglio
Dott.ssa Oriana Parisi

Dott.ssa Oriana Parisi Psicologo a Bari

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12 APR 2022

Ciao Roberto,
da come racconti sembrerebbe che tu sia vittima del dubbio ossessivo. Scommetto che hai rimuginato tutti i possibili scenari rispetto a ciò che è accaduto e le sue gravi conseguenze, cercando di annullare il rischio che tu abbia ferito queste signore. STOP. Stop. Questo è il tipico ragionamento ossessivo che non porta a nulla, anzi tiene vivo il dubbio (anzi, studi dimostrano che lo aumenta) e l'angoscia legata. Hai già pensato a diversi elementi di buon senso che danno motivo di credere non sia successo davvero nulla. La tua ipotesi di Disturbo ossessivo compulsivo potrebbe essere corretta, laddove le compulsioni sembrano soprattutto il rimuginio retrospettivo (analizzare per molto tempo come è andata) ed eventualmente altre (non so se ti sei attivato a mettere in atto provvedimenti al fine di rassicurarti, forse questa stessa richiesta). E abbiamo un evitamento, cioè il non voler più guidare.
Allora il fatto è questo: non esiste il rischio 0, in nessuna cosa. Semplicemente ti sei ossessivizzato su questa in particolare.
Se vuoi imparare ad accettare il rischio, immaginando ad esempio gli scenari che temi di più (es. finire in prigione, essere giudicato con durezza...) riuscendo ad andare oltre, credo ti serva l'aiuto di un professionista. Questi potrà anche aiutarti a strutturare un lavoro più profondo, che vada alla radice del disturbo, così da evitare la sua ricomparsa.
Spero di esserti stato d'aiuto.
Un caro saluto

Dott. David Maddalon

Dott. David Maddalon Psicologo a Treviso

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12 APR 2022

Buongiorno Roberto,
Comprendo molto bene la sensazione di dubbio terribile che ti attanaglia: "avrò fatto il disastro o non lo avrò fatto?", E via così ogni volta che sei in auto.
Mi chiedo, torni indietro a controllare che non ci siano tracce dell'incidente oppure razionalmente provi a convincerti che non è successo?
Il mio consiglio è di rivolgerti ad un terapeuta breve strategico, perché sarà in grado, insieme a te, di individuare la migliore strada per farti uscire da questo dilemma, eradicando il problema dalla radice.
Resto a tua disposizione per qualsiasi informazione o chiarimento, un cordiale saluto
Dr.ssa Maria Beatrice Brancati

Dott.ssa Maria Beatrice Brancati Psicologo a Padova

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12 APR 2022

Buongiorno Roberto, sembra essere davvero molto faticoso e doloroso vivere con l'ansia molti momenti della sua vita. Spesso le situazioni che ci attivano sono connesse con eventi o esperienze del passato e riconoscere questi ponti è importante per dare senso e significato all'ansia e poi lasciarla andare quando non è necessaria o funzionale. Per quanto riguarda il tamponamento se prova a pensare mettendo tra parentesi la paura che possa essere successo qualcosa, crede ancora che sia stato possibile che lei abbia investito le due signore? Se lei vuole ed è il momento giusto per lei potremmo iniziare insieme a capire e a scoprire di più con gentilezza e curiosità di cosa ci parla quest'ansia per riuscire a fare in modo che non la assalga. Le auguro una buona giornata e resto a sua disposizione

Dott.ssa Giada Alberti Psicologo a Roma

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12 APR 2022

Buongiorno Roberto, è stato molto chiaro nel descrivere il suo problema però è difficile dare una risposta alla domanda "Come faccio a capire se ho tamponato le due signore?" perché il problema centrale è la preoccupazione di aver causato un danno, di essere responsabile, questa rientra nelle modalità in cui i pensieri ossessivi si presentano. Io le consiglierei di iniziare un percorso terapeutico, meglio se con un approccio cognitivo comportamentale che ha una buona efficacia per questq tipologia di disturbi. Gestire in autonomia gli stati ansiosi e i pensieri intrusivi è faticoso e complesso, si affidi ad un professionista che la aiuterà a migliorare la sua condizione.
Dott.ssa Erminia Giordano

Dott.ssa Erminia Giordano Psicologo a Firenze

5 Risposte

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12 APR 2022

Buongiorno Roberto,
la leggo e provo tenerezza e comprensione. Arriva la fatica che sta facendo! Continui a non fare autodiagnosi e comunque non vada cercandone. Si faccia però aiutare perché merita di vivere con serenità e acquistare la capacità di gestire le sue ansie quotidiane.
Cerchi un professionista e provi ad affidarsi.
Buon cammino
Dott.ssa Federica Minetto

Dott.ssa Federica Minetto Psicologo a Livorno

9 Risposte

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12 APR 2022

Buongiorno Roberto,
La situazione che lei descrive è senza dubbio angosciante e impatta in maniera significativa nella sua vita. Ci sono aspetti che meriterebbero sicuramente di essere approfonditi e discussisi all'interno di un percorso strutturato. Esistono numerose tecniche che potrebbero aiutarla a gestire questi momenti di difficoltà e che più in generale potrebbero essere d'aiuto nella gestione dell'ansia. Augurandole il meglio rimango a disposizione.
Elena Carraro

Dott.ssa Elena Carraro Psicologo a Piove di Sacco

5 Risposte

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12 APR 2022

Buongiorno Roberto,
da quello che ha riportato sembrerebbe un disturbo ossessivo compulsivo, ma è necessaria un'accurata valutazione prima di intervenire. Inoltre, come da lei scritto, le vengono in mente altri eventi accaduti in passato. È molto probabile che il problema che sta riscontrando quando è alla guida sia un'acutizzazione di un disturbo già esistente e che al momento la sta facendo soffrire molto. Fortunatamente ci sono tecniche, validate dal mondo scientifico, mirate per "attaccare" questo disturbo e molto spesso la persona ne può trarre dei benefici. Rimango a sua disposizione e le auguro una buona giornata

Dott.ssa Asia Calderini Psicologo a Bientina

3 Risposte

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12 APR 2022

Buongiorno Roberto,
Premetto che comprendo la sua preoccupazione è il suo stato emotivo, ma io ritengo che non sia l’ansia il problema scatenante.
Mi sembra di capire che ci siano dei pensieri disfunzionali e in qualche modo intrusivi abbastanza rigidi.
Le consiglio di prendere in considerazione un percorso per aiutarla a riprendere fiducia e motivazione e lavorare su questi pensieri, così da non essere più invalidanti!
È molto comune, non si scoraggi!!!
Un saluto
Resto a disposizione

Dott.ssa Amalia D'alesio Psicologo a Bari

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12 APR 2022

Salve Roberto, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Dott. Francesco Damiano Logiudice Psicologo a Roma

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