Stress in gravidanza: come affrontarlo?

Numerosi studi dimostrano che lo stress prenatale produce effetti negativi che possono essere osservati per tutta la vita, influenzando lo sviluppo neurobiologico, la risposta allo stress e la salute emotiva e fisica.

25 GEN 2023 · Tempo di lettura: min.
Stress in gravidanza: come affrontarlo?

Quando sperimentiamo lo stress, si innesca un meccanismo a cascata nel nostro corpo per renderci "pronti" ad agire e a muoverci, quindi un meccanismo che ci fa sentire agitati, turbati, nervosi. Questo perché, nella nostra storia evolutiva, lo stress ha svolto un ruolo fondamentale nel consentire al nostro organismo di fuggire da una minaccia in modo rapido e tempestivo.

Infatti, a livello biologico, un'area specifica chiamata asse HPA (ipotalamo, ipofisi, ghiandola surrenale) si attiva e rilascia l'ormone cortisolo, che è l'attore principale di questa attivazione fisiologica.

Tuttavia, mentre all'inizio della nostra evoluzione questo asse si attivava solo in presenza di una minaccia esterna (un predatore o un pericolo), nel corso dei secoli abbiamo imparato a utilizzarlo anche per contenuti più astratti, come quelli psicologici o i vari pensieri.

Oggi, quindi, questo asse è attivato anche dalle nostre preoccupazioni, dal disagio, dalla percezione di perdita di controllo. Le conseguenze fisiche sono quindi mal di testa continui, disturbi allo stomaco, reazioni cutanee, aumento della pressione sanguigna, dolore al petto e disturbi del sonno.

Diversi studi hanno evidenziato l'impatto significativo dello stress perinatale come fattore di rischio per la depressione post-partum (Kinser et al., 2017). Ad esempio, in una coorte australiana di 7.797 donne in gravidanza, quelle che affrontavano problemi quotidiani minimi avevano il 20% in meno di probabilità di soffrire di depressione a 6 settimane dal parto rispetto a quelle che sperimentavano livelli di depressione elevati o moderati.

Stress e gravidanza

Se la madre è stressata, ansiosa o depressa durante la gravidanza, è più probabile che faccia uso di alcol o fumo e che trasmetta la sua vulnerabilità genetica: è probabile che questi disturbi emergano dopo la nascita e influenzino l'interazione madre-bambino, l'attaccamento e le esperienze successive del ruolo materno.

Le cure materne precoci sono fondamentali per lo sviluppo di un cervello resiliente e per la costruzione di un'architettura cerebrale ben articolata, in grado di far fronte a risposte adattive flessibili alle avversità, che in psicologia chiamiamo "resilienza".

Altri studi trasversali e longitudinali, invece, dimostrano una moderata associazione tra lo stress prenatale e gli esiti avversi del bambino, con conseguenze negative a livello mentale (Entringer et al., 2015; Glover, 2014), fisico, come ansia e diabete (Fatima et al., 2017), e di sviluppo neurocomportamentale (Glover, 2014, 2015). I fondamenti biologici di queste associazioni si basano sull'elevata esposizione materna del feto ai glucocorticoidi (GC), che contribuisce a patologie cardiovascolari, metaboliche, riproduttive e neurobiologiche e influisce sull'intero ciclo di vita del bambino.

In che modo lo stress può influire sulla gravidanza?

È chiaro, quindi, che lo stress in gravidanza mette a rischio la salute della madre e del bambino. Lo stato emotivo della donna durante la gravidanza è importante non solo per lei, ma anche per lo sviluppo del feto e, quindi, per il benessere del neonato.

Infatti, va notato che la depressione o l'ansia in gravidanza possono essere ricondotte a traumi passati o a esperienze infantili avverse (ACE) che le madri hanno vissuto in prima persona, piuttosto che a stress oggettivi legati a disastri naturali, malattie o pericoli imminenti.

Affrontare lo stress in gravidanza

Sarebbe opportuno condurre sistematicamente una valutazione psicologica che includa l'anamnesi del trauma e integrare nella pratica clinica prenatale opzioni di trattamento efficaci, compreso il trattamento preventivo, sia a livello locale che attraverso il coordinamento con risorse esterne.

Come affrontare lo stress in gravidanza?

Nel frattempo, ecco alcune pratiche utili alle future mamme per aiutarle a gestire lo stress quotidiano:

  • Evitate le cose o le circostanze che vi rendono nervosi e stressanti
  • Cercare di rallentare, riposare e non mettere troppa pressione su di sé
  • Mangiare una dieta sana ed equilibrata
  • Rriconoscere la presenza di pensieri intrusivi e ansiosi o di un disagio emotivo che non si riesce a controllare e condividere le proprie paure con chi ci circonda o con un professionista
  • Ricordate sempre che l'attività fisica può aiutare a ridurre lo stress: praticate regolarmente un esercizio fisico adatto alla gravidanza, come lo yoga, il nuoto o le passeggiate
  • Imparate le tecniche di respirazione che vi aiuteranno a rilassarvi e saranno utili anche durante il travaglio. Seguite un corso di mindfulness con un professionista

La mindfulness è una modalità di consapevolezza che incoraggia un maggiore riconoscimento degli eventi mentali nel momento presente. In questo senso, può essere utile durante la gravidanza perché aiuta a gestire e ad affrontare l'ansia in modo positivo, riduce lo stress e prepara al parto.

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Scritto da

Dott.ssa Enrica Lucaroni

Bibliografia

  • Entringer S., Buss C. e Wadhwa P.D. (2015), Prenatal stress, development, health and disease risk: a psychobiological perspective. 2015 Curt Richter Award Paper, Psychoneuroendocrinology, vol. 62, pp. 366-375.
  • Glover V. (2014), Maternal Depression, anxiety and stress during pregnancy and child outcome; what needs to be done, Best Practice & Research: Clinical Obstetrics & Gynaecology, vol.28 (1), pp. 25-35.
  • Glover V. (2015), Prenatal Stress and its effects on the fetus and the child: Possible underlying biological mechanisms, Advanced Neurobiology, vol. 10, pp. 269-283.
  • Kinser P.A., Thacker L.R., Lapato D., Wagner S., Roberson-Nay R., Jobe-Shields L., e York T.P. (2017), Depressive symptom prevalence and predictors in the first half of pregnancy, Journal of Women's Health.

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