Perché è importante parlare dei propri problemi (e non solo)

Quali sono i benefici del parlare con gli altri della propria vita e dei propri problemi?

20 LUG 2018 · Tempo di lettura: min.
Perché è importante parlare dei propri problemi (e non solo)

«Quando nel dolore si hanno compagni che lo condividono, l'animo può superare molte sofferenze», William Shakespeare.

Quando parliamo riusciamo ad analizzare e a elaborare le difficoltà. Spesso, però, la vergogna e il non voler sembrare deboli ci portano a far finta di essere forti. Di conseguenza, in presenza degli altri, tendiamo a voler dimostrare di stare bene e a non lamentarci. In più, soprattutto se siamo arrabbiati o abbiamo, per esempio, un discorso in sospeso con qualcuno, teniamo tutto dentro, rischiando di sentirci male, di "esplodere" prima o poi e di soffrire di diversi problemi a livello sia fisico che psicologico, come disturbi psicosomatici, attacchi di panico, mal di testa o mal di pancia.

Mettiamo in atto questo atteggiamento non solamente quando dobbiamo parlare dei nostri problemi o delle nostre preoccupazioni, ma anche quando potremmo condividere con gli altri i nostri sentimenti positivi. L'abitudine di parlare agli altri dei nostri successi e delle vicende positive, invece, ci può aiutare a incrementare la nostra felicità.

Quali sono i benefici del parlare con gli altri della propria vita e dei propri problemi?

  • Ci aiuta a elaborare i problemi, a prendere decisioni più consapevoli e a conoscerci meglio

Parlare con i nostri amici o con i nostri familiari ci permette di rielaborare ciò che ci è successo. Un lutto, la fine di una relazione, una discussione con il nostro datore di lavoro…raccontare queste vicende agli altri è diverso dall'analizzarlo nella nostra mente: ci aiuta a guardare il problema in maniera differente e a trovare soluzioni o interpretazioni diverse. Per questo, se parliamo e ascoltiamo il parere degli altri, siamo più propensi a prendere decisioni più consapevoli. Si tratta, inoltre, di un mezzo di auto-conoscenza che ci permette di analizzare il nostro comportamento e le nostre reazioni.

  • Ci permette di migliorare le nostre capacità sociali

Raccontare le nostre vittorie e le nostre sconfitte alle altre persone, ci porta ad approfondire i legami di amicizia. Quante volte ci è capitato di raccontare qualcosa della nostra vita privata a qualcuno e di renderci conto di aver fatto un passo in avanti nel rapporto di amicizia con quella persona? Ciò, ovviamente, non vuol dire che non dobbiamo "selezionare" le persone a cui raccontare la nostra vita o che dobbiamo esagerare nel parlare di noi stessi.

  • Fa bene anche agli altri

Scegliendo persone correte ed empatiche, avremo l'opportunità di essere compresi e di fare del bene anche agli altri. Se da una parte il legame affettivo con l'altra persona migliorerà, infatti, dall'altra trasmetteremo la nostra esperienza e la nostra forza o la nostra positività agli altri. In più, quando aumenta la nostra capacità decisionale e di riflessione abbiamo l'opportunità di agire in maniera più razionale e di contribuire a creare un ambiente sociale più tranquillo.

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Questi sono solo alcuni dei motivi per condividere i propri problemi e i propri momenti di felicità con gli altri. Amici e parenti possono essere i destinatari delle nostre parole, ma può essere utile anche scrivere ciò che ci sentiamo. La scrittura, così come la parola, infatti, può essere terapeutica. Avere un diario giornaliero, scrivere lettere destinate a un'altra persona, senza bisogno di doverle inviare, o addirittura aprire un blog su internet, infatti, sono tutte azioni che ci permettono di migliorare la nostra vita.

Facciamo un piccolo riepilogo aggiungendo qualcosa in più: parlare di ciò che ci succede e ci preoccupa è positivo, ma perché?

  1. Sei libero di raccontare solo ciò che ti va di raccontare: nessuno può obbligarti ad aprire totalmente il tuo cuore!
  2. Nella circostanza e nell'ambiene giusto, nessuno ti criticherà né sarai soggetto a pregiudizi (per esempio in un Forum o nello studio di uno psicologo).
  3. È liberatorio: sfogarsi fa bene!
  4. Ti rendi conto di non essere solo: quando decidiamo di aprirci in uno spazio specializzato ci rendiamo conto del fatto che molte altre persone hanno i nostri stessi problemi o le nostre stesse paure.
  5. Rinforza la tua autostima: questo punto è strettamente collegato a quello precedente, il senso di solitudine intacca la fiducia in se stessi.
  6. Aiuta gli altri: raccontare quelli che erano i tuoi problemi, del percorso che - per esempio - stai seguendo e dei miglioramenti che stai notando, aiuterà anche gli altri!
  7. Puoi vedere il tuo problema da un'altra prospettiva: questa è la maggior ricchezza che deriva dal confronto con gli altri!

Cosa aspetti? Raccontaci la tua storia e condividila nel nostro Forum!

 Articolo corretto e rivisto dal Dott. Gianfranco Inserra 

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3 Commenti
  • Paola Forcignano'

    Ho letto l'articolo,non e' facile confrontarsi con parenti e amici,perche' ti remano contro,non ascoltano,o vogliono ascoltare solo quello che loro pensano giusto,io avrei bisognio di qualcuno che mi ascolti sensa giudicare Sono stata da un psicologo,ma ho avuto attacchi di panico,non voglio tornare indietro al mio passato,io voglio stare bne oggi e nel mio futuro ho bisognio di confrontarmi con persone a me sconosciute,forse mi aiuterebbero molto di piu' Forse questo e' il forum che cerco?

  • Avv. Sabrina Balistreri

    Sono assolutamente d'accordo con questo articolo. Purtroppo, pero', non tutti hanno la "fortuna" di avere "familiari empatici". Conosco una persona che ha litigato con i suoi genitori perche', pur avendo seri problemi di salute, questi ultimi, non erano disposta ad ascoltarla e, tutte le volte che, la figlia, chiedeva loro un po' di conforto cambiavano discorso pensando, in primis, a se stessi e alla loro serenita'. (Addirittura, quando la figlia insisteva nel voler essere rassicurata, rispondevano dicendo "A tua madre la torturi sempre.. "). Ma vi e' di piu', questi signori, a tutt'oggi, (dopo ben 2 anni) non riescono a riconoscere i loro errori creando nella figlia - che, lo si precisa, e' stata da "loro abbandonata" durante le cure mediche... - uno stato di tristezza e solitudine. Mi chiedo come dovrebbe comportarsi la persona in questione? Atteso che, avendo "ragione da vendere" , intende affermare I propri diritti e farsi "rispettare" ?

  • Maria Simona Cretu

    Salve. Io soffro di ansia generalizzata che a volte mi prende anche gli attacchi di panico...dal 2014..che ho cominciato a prendere dei medicinali (escitalopram comprese e alprazolam gocce) prescritti dal mio medico. Il mio sbaglio è che interrompo la terapia da oggi a domani...se sto bene, mi dimentico di prenderle...poi dopo un paio di giorni/settimane ricominciano le crisi (mal di testa, cambiamento dell'umore, paura, tremito, confusione, nausea, soffocamento etc.). Non voglio essere dipendente dei farmaci. Come posso aiutarmi?

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