Non è possibile cambiare il mondo possiamo cambiare noi stessi

Iniziare a mettersi in discussione, ricercando in noi stessi e non all'esterno, è un primo passo verso il miglioramento e il cambiamento della propria vita.

23 LUG 2019 · Tempo di lettura: min.
Non è possibile cambiare il mondo possiamo cambiare noi stessi

"Il gioco" della terapia si potrebbe descrivere in termini freudiani, ossia dove c'è l'Es metteremo l'Io; in termini junghiani il paziente incontrerà parti di sé... l'ombra, l'anima e l'animus; e in termini adleriani il paziente iniezierà a lavorare con il suo Sé creativo.

Oltre alla risoluzione del sintomo, il lavoro terapeutico ha in sé una finalità preventiva, di potenziamento delle capacità della persona di affrontare il futuro e di esprimersi nel suo contesto di vita, infatti le risorse che si attivano e si mettono in gioco per risolvere il sintomo smuovono la globalità della persona. Il percorso di cura permette dunque di agevolare l'accesso al sé creativo, che nei momenti di difficoltà e crisi fa fatica ad esprimersi.

La crisi la si risolve mettendo in circolo le potenzialità del paziente e mettendo il sintomo all'interno del funzionamento globale, non circoscrivendolo a quel presente in cui si manifesta.

L'obiettivo della terapia è destrutturare l'abitudine e rompere il ritmo che alimenta il sintomo. È faticoso operare un cambiamento soprattutto perché il sintomo rientra in un funzionamento che serve a sostenere uno stile di vita.

È necessario incoraggiare il paziente al cambiamento, a credere in una nuova possibilità, aiutarlo a immaginarsi un futuro e a rappresentarselo, avere un fine funzionale permette di stare più in armonia, a volte le finzioni invece sono aspettative irrealistiche.

Il terapeuta deve scardinare le porte chiuse del paziente, aprire possibilità di comunicazione, facendo fluire energie e risorse, per fare questo terapeuta e paziente devono liberare il Sé creativo andando verso una maggior flessibilità che diminuisce la paura dell'incertezza.

"L'analisi scioglie la coazione a ripetere; Medusa pietrificata. Libero da un passato paralizzante, il paziente potrà creare nuovi significati e riscrivere la propria storia. Si comprendono e rivisitano gli aspetti rimossi o negati e il passato si libera dal bombardamento delle immagini, sempre uguali, quasi pietrificate dalla coazione a ripetere. Si può andare oltre solo a ciò che si è ricordato, per trovare nuovi spazi ed energie nel presente e nel futuro. Creatività non è solo la possibilità di aprire spiragli al nuovo, opera, idea o interpretazione del mondo che sia. Il risultato che si prefigge il terapeuta è la ricreazione del mondo esterno e la rilettura degli oggetti interni, nell'ambito della relazione, dell'incontro." (L.Grandi "Amore e Psyche")

Attraverso la relazione psicoterapeutica si sperimenta uno spazio di incontro, scambio e d'ascolto dell'immaginazione creativa e un terreno fertile per il suo sviluppo; l'intersoggettività, consentita dalla differenziazione tra terapeuta e paziente, favorisce le relazioni oggettuali e lo sviluppo del Sé.

Scritto da

Dott.ssa Patrizia Credidio

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