Menopausa: non solo perdite ma anche nuove possibilità

Menopausa: perché parlarne solo in maniera negativa? Forse dovremmo cambiare il nostro punto di vista. «La menopausa è il periodo dorato dell'amore», secondo Alda Merini.

25 LUG 2016 · Tempo di lettura: min.
Menopausa: non solo perdite ma anche nuove possibilità

La menopausa costituisce un periodo della vita della donna, e della coppia, di cui si parla piuttosto poco. Quando lo si fa si tende ad evidenziare gli aspetti connessi alla "perdita": perdita di femminilità, di fascino, di un corpo seducente, dei figli che escono di casa, a volte del partner che, in andropausa, può orientarsi verso donne più giovani per sentirsi ancora interessante e desiderabile, quasi ad esorcizzare gli anni che passano.

L'intento di questo articolo vuole essere quello di offrire una visione un po' allargata su un tempo di grandi cambiamenti. Ci sono delle perdite, ma anche altre possibilità, alla luce dell'esperienza, ancora foriera di stimoli di cui nutrirsi e da condividere. Ce na parla la dottoressa Annalisa Orsenigo.

Menopausa e Climaterio

Il sostantivo menopausa racchiude il concetto di pausa; quello di climaterio il concetto d'interruzione. La pausa evoca una sorta di riposo, di fermata o sosta, ma implica anche una ripresa. Climaterio viene dal greco "climacterion" e significa interruzione, cessazione, blocco; ovvero qualcosa che non è destinato a continuare.

Il tempo dalla menopausa al climaterio rimanda a uno spazio di crisi e di transizione all'interno dell'identità femminile. E, come ogni crisi, contiene un'opportunità evolutiva, in quanto racchiude il seme di una nuova e diversa "immagine di Sé, della vita e delle priorità "che caratterizzeranno almeno il successivo decennio. Essendovi cambiamenti che attraversano le emozioni, il corpo, la dimensione affettiva adulta, cercherò di trattare ciascuno come se fosse un processo in sé disgiunto, ben sapendo che sono l'uno integrato con l'altro.

Dimensione emotiva e modificazioni ormonali

Ogni ciclo di vita si caratterizza per aspetti emotivi ed affettivi peculiari. Questo vale anche per la menopausa. Si riscontreranno sintomi emotivi quali: pianto, irritabilità, tristezza, vulnerabilità emotiva, criticità nella vita di coppia, invecchiamento e/o perdita dei genitori, distacco dei figli, ormai adulti, conclusione dell'attività lavorativa, costituiscono alcuni degli eventi che improntano gli stati d'animo, i pensieri e i dubbi di questo periodo.

I cambiamenti ormonali in atto coinvolgono il corpo e la mente. Non è insolito trovarsi a vivere una condizione umorale tendente all'instabilità, a cui si possono aggiungere tristezza, tendenza allo sconforto, fino ad uno stato depressivo che può necessitare di un aiuto specialistico. Ogni donna sa che gli ormoni hanno un ruolo importante nella sua vita, anche in altri fasi: come l'adolescenza o il post-partum.

Ho detto ciò, per precisare che eventuali variazioni del tono dell'umore possono essere ascritte a modificazioni ormonali in atto, ma è anche vero che la menopausa è un tempo dove intervengono cambiamenti scaturiti dalla consapevolezza del trascorrere degli anni, da una maggior esposizione a malattie e a una condizione di maggior precarietà esistenziale.

Possono accentuarsi tratti d'isolamento, chiusura, ridotta capacità di attivare risposte adeguate e adattive rispetto a situazioni di vita critiche o a cambiamenti esistenziali imprevisti. Preoccupazioni varie, ristrettezze economiche, da cui drastico cambiamento nello stile di vita, perdita del partner, ritenuto saldo punto di riferimento, lutti inattesi o altro, costituiscono fattori di destabilizzazione. Sensazioni di vuoto e d'inadeguatezza, bisogno di approvazione da parte di terzi, possono essere transitori in attesa di una riorganizzazione, ma anche stabilizzarsi, se già pre-esistenti.

La capacità di attingere alle proprie risorse interne, la presenza di una rete sociale e affettiva concorre a fornire degli strumenti di "efficace autoterapia", oltre alla possibilità di occuparsi di interessi in precedenza trascurati, o di coltivarne altri gratificanti e nutrienti. Laddove, invece, concluso il lavoro, non sono stati buttati semi per progetti sostituitivi, sentimenti di vuoto e di inutilità possono occupare uno spazio di rilievo con caduta anche sull'autostima.

A proposito dell'importanza di questa fase di vita, i gerontologi stanno interrogandosi se questa occupi per l'individuo maturo un ruolo importante al pari dell'infanzia per la crescita e lo sviluppo psicofisico del futuro adulto. Un invecchiamento improntato alla cura di sé, è da intendersi e come "stile di vita salubre", e come capacità di porre attenzione ai "moti dell'anima": la parte più intima del nostro Essere.

Già la filosofia greca sottolineava l'interdipendenza tra corpo e anima, come due "organismi" tra di loro comunicanti in grado di influenzarsi vicendevolmente. Per tornare al secolo scorso, lo stesso dottor E. Bach, padre della moderna floriterapia, attraverso la ricerca e gli studi effettuati, ha ribadito quanto la malattia sia inscindibile dai motti dell'anima e dai suoi difetti, dei quali è opportuno divenire consapevoli, al fine di evitare che questi ultimi si riversano sul corpo sotto forma di malattia.

L'immagine di sé che cambia

La menopausa rappresenta un evento fisiologico, non uno stato di malattia, al pari del menarca (primo ciclo mestruale), della gravidanza, ovvero di tappe "naturali" che improntano la vita della donna.

I cambiamenti ormonali con la brusca caduta degli estrogeni, producono delle modificazioni sul piano fisico, psichico e sessuale, anche se la risposta che ne consegue, è soggettiva e non può essere disgiunta dalla più ampia storia di vita della Persona.

In molti articoli che mi sono trovata a scrivere, anche rispetto ad altri argomenti, ho sempre puntualizzato quest'aspetto, in quanto ognuno reagisce a sollecitazioni e cambiamenti secondo "quello che è" come Persona intera, non come "somma di parti" disconnesse da un ordito che ne costituisce la trama.

Il corpo e lo specchio

Attraverso un linguaggio non verbale, il corpo diviene catalizzatore di sintomi fisici quali: vampate, vertigini, cefalee, sudorazioni notturne, fragilità capillare, secchezza dell'epidermide, riduzione della vista, difficoltà a mettere a fuoco, oltre alle manifestazioni psichiche già riferite.

L'esaurirsi della funzione ovarica, e con essa della fertilità biologica, possono assurgere a due fenomeni sufficienti ad indurre molte donne a pensare che il "meglio della vita" sia trascorso sottostimando nuove opportunità.

Nonostante il ricorso a una corretta igiene alimentare, fisica e psichica, è innegabile che le modificazioni del corpo si manifestino con variazioni ponderali, attribuibili anche ad un rallentamento metabolico, con una congiunta riduzione del tono muscolare, una maggior secchezza della pelle, da cui 'accentuazione delle rughe sul viso, a causa di una diminuita produzione di collagene.

Questi aspetti costituiscono dei dati oggetti. Diverso è il modo in cui porsi verso di essi. In parole più semplici, non si tratta né di "lasciarsi andare e subire" le trasformazioni, né rincorrere modelli di gioventù talvolta poco consoni alla realtà, ma di "accettare", che nel divenire della vita, anche noi ci modifichiamo.

Può accadere che i jeans messi fino all'anno precedente divengano importabili, che si assista a una difficoltà ad indossare indumenti evidenzianti le forme, magari come in passato, piuttosto che un allargamento del torace come del punto vita, e relativi fianchi. Naturalmente, questo può risvegliare un po' di sana nostalgia per il passato. Guardarsi allo specchio e vedersi un po' modificati nell'aspetto sono cose che scandiscono il tempo che scorre, ma anche una storia personale che è trascorsa e si appresta ad affrontare un'altra stagione.

La saggezza di saper mettere in primo piano gli aspetti valorizzanti il proprio corpo che si è modificato, minimizzando gli arrotondamenti, scegliendo colori appropriati, un trucco leggero ma femminile, un taglio di capelli che "non mortifichi l'essere e il sentirsi femmina" ma che non si identifica solo con lo stereotipo " della "femme fatal", credo concedano ancora molte chance alla propria immagine femminile delle donne" over 55".

È innegabile che il contesto della nostra società occidentale che enfatizza l'immagine esteriore, a detrimento di altri aspetti, abbia reso possibile nell'ultimo ventennio un massiccio ricorso alla chirurgia estetica a cui sono stati richiesti e interventi correttivi nel mantenimento del proprio patrimonio, e delle vere e proprie ricostruzioni, che poco hanno a vedere con l'originario modello di partenza. Non mancano neppure realtà dove, pur di proporre un'immagine esteriore vistosa e non passare inosservate, si rischi di apparire delle teenager attempate! Ogni scelta è sempre personale e a totale discrezione.

Personalmente ritengo che la fedeltà a se stessi e la coerenza con il proprio "intimo sentire" debbano costituire l'elemento cui riferirsi in qualsiasi tempo della vita, in quanto qualunque esso sia, risulta l'abito che ci fa sentire autentici e dentro una pelle familiare!

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Ci si rende conto che il tempo passa e questo dà origine a sentimenti di nostalgia.

Questa dimensione può, inizialmente, disorientare, spaventare, aumentando il desiderio di rimanere legati al passato. Le trasformazioni del corpo non possono essere bloccate, quelle psichiche possono essere lasciate stagnare, inseguendo miti ed aspettative illusorie, finché non si impone il tempo di una fisiologica revisione dei vari pezzi del puzzle.

Sessualità e affettività della donna matura

Nell'ascolto di tante donne che ho trovato a confrontarsi sul tema della menopausa, seguite nei gruppi a tema, strutturati in 4/5 incontri, mi sono trovata a porre attenzione ad una affermazione, quasi luogo comune:

"finalmente rapporti sessuali non più a rischio di gravidanza"!

Quest'affermazione mi è sempre sembrata un po' strana, tenuto conto che almeno da due decenni e oltre non sono mancati i mezzi, affinché la donna potesse provvedere ad una contraccezione che limitasse gravidanze indesiderate, in nome della salute fisica, senza privarla della libertà dell'atto sessuale.

In effetti, parlandone con le interessate, questa paura, anche se ormai alle spalle, è stata molto presente nella loro vita specie, quando la gestione della sessualità non era condivisa, ma delegata all'uomo o al caso.

Quando il rapporto sessuale diviene libero dalle paure di maternità non volute, si deve fare i conti con un iniziale calo del desiderio, e/o con rapporti i lievemente dolorosi (dispareunia) dato la secchezza delle mucose vaginali e il loro assottigliamento. Detto ciò, la donna è auspicabile che continui ad avere una vita sessuale, meglio con il partner di sempre, con il quale la complicità costruita negli anni, può ampiamente compensare i disagi fisici.

Nella mia esperienza di gruppi-menopausa ho incontrato anche donne divenute più libere rispetto a passati tabù e desiderose di esprimere la loro carica erotica, non necessariamente attraverso il coito, e anche con partner diversi dal proprio. Quest' aspetto risulta più frequente quando la relazione di coppia risulta già rotta o limitata a una condivisione di spazi abitativi e spese di gestione, ma con vite reciprocamente disgiunte.

Alla stessa stregua sussistono realtà in cui un'inattesa condizione di vedovanza, sposta gli interessi sui figli e in particolare sui nipotini, per mantenere il calore di un nucleo familiare. L'aiuto e l'appoggio del genitore deve essere discreto e contenuto, per evitare intrusioni e dissapori nella nuova famiglia. In altri casi, laddove non vi siano figli, o siano molto lontani, è la vita sociale a fare da protagonista, attraverso tempi e spazi aggregativi, senza escludere situazioni di "singleness" non sempre liberamente scelta.

Dunque: il meglio se n'è andato?

Questo è un quesito che alla fine di un percorso sorge spontaneo. Ognuna delle protagoniste ha la sua risposta, a seconda della sua vita e della sua realtà. Mi piace che non vi siano standardizzazioni.

Vorrei concludere con un messaggio, denso di riflessioni e ricco di attualità, tratto dal III° volume delle Opere di C.G.Jung, psichiatra e psicoanalisata, che, a proposito degli "stadi della vita" così scriveva:

"è un grosso errore supporre che la vita si esaurisca con la giovinezza e con la fase di espansione, che una donna sia finita quando sopraggiunge la menopausa. Il meriggio della vita umana è ricco di significati quanto il mattino; ma sono significati completamente diversi"

Emergono nuovi livelli di consapevolezza, di significato attraverso una trasformazione di codici di valori precedentemente significativi. Si tratta di una prosecuzione del processo di crescita e maturazione psichica della persona. A volte ricompaiono interessi e inclinazioni avute nel passato ricompaiano, mentre quelli presenti possono lentamente sbiadire.

O ancora aspetti creativi a volte già presenti in giovinezza. La precipitosità viene sostituita da un processo interiore più introspettivo, lasciando che l'ispirazione venga guidata dalle parti più profonde di sé.

I valori che hanno accompagnato la prima fase della vita possono essere rivisti in modo autocritico per apportarvi delle modifiche. Molte delle cose fatte, se si potesse, verrebbero riproposte in modo del tutto diverso. Si diventa più contemplativi e prudenti. Al tempo stesso la maggior flessibilità che può risultare la conquista di un precedente percorso di vita viene integrata anche con posizioni personali più definite, talvolta più ferme e rigorose.

Si avverte di non avere più tutte le possibilità di "espansione" del passato, si può percepire il senso di precarietà e caducità della vita e dell'esistenza, dove "nulla è scontato né per sempre". Ciò, se può generare ansia e paura, consente di relativizzare le "cose del mondo" dando loro un valore, senza "iperinvestirle.

Scritto da

Dott.ssa Annalisa Orsenigo

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