Genitori in periodo Covid: come stare dietro alle richieste dei figli?

Come gestire i figli durante questo periodo di sospensione delle attività didattiche. Brevi spunti che potranno aiutare i genitori.

11 GIU 2020 · Tempo di lettura: min.
Genitori in periodo Covid: come stare dietro alle richieste dei figli?

Durante questo periodo siamo stati seriamente messi alla prova come non mai. I piccoli, ma anche i bambini in età scolare e gli adolescenti si sono trovati a dover rimanere in casa, non solo non potendosi recare a scuola, contesto educativo ma anche socializzante… ma dovendosi reinventare una vita dentro le mura domestiche. Le difficoltà sono state vissute sia dai minori che dai genitori, dovendo essi sopperire attraverso lo smart-working all'impossibilità di recarsi a lavoro. La modalità da remoto perlomeno ha consentito il prosieguo degli impegni lavorativi, ma ha fortemente messo in difficoltà i lavoratori, sommersi com'erano e come sono anche attualmente dalle richieste dei figli. Ad esempio, capita in famiglia che quando entrambi i genitori sono impegnati con il lavoro e non possono rispondere immediatamente alle esigenze dei bambini, ci sia bisogno di una figura coadiuvante come la baby-sitter: sarebbe una spesa extra che attualmente, strano a dirsi, ma soprattutto in alcuni casi, può gravare sul bilancio familiare, oltre che essere un fattore di rischio per la salute. Come ovviare a questo? Per fortuna le famiglie sono sistemi complessi e in continuo cambiamento: sono in grado di adattarsi alle diverse fasi del ciclo di vita, anche ad eventi imprevisti: poter contare sulla rete familiare allargata è un grande sollievo adesso, dal momento che possiamo chiedere aiuto proprio in questi momenti, in cui le figure genitoriali possono necessitare di essere sostituite… per chi non ha buoni rapporti con la rete familiare allargata invece ci sono gli amici più stretti e se anche essi sono sommersi da richieste… beh mantenere la calma! È necessaria una buona organizzazione. Un sistema organizzato, dove ad ognuno è assegnato un ruolo funziona come una macchina che produce. Ci vuole una buona dose di fiducia (nelle competenze e nelle capacità proprie e altrui) e responsabilizzazione.

Responsabilizzare i propri figli, quando hanno l'età per affrontare piccoli problemi, non può essere che salutare per loro, se viene fatto nel modo giusto e quindi non con un atteggiamento di delega totale. Possiamo chiedere al nostro figlio maggiore di prestare attenzione ai più piccoli, questo lo farà sentire forte e capace… e si sa che può essere alquanto difficile quando siamo abituati a coccolare i nostri bambini… ma somministrare loro la giusta dose di frustrazione è educativo, perché li abitua ad affrontare gli eventi della vita anche in autonomia. Dobbiamo cambiare la nostra visuale delle cose: se siamo sempre stati i manager della famiglia, riporre fiducia anche nelle capacità dei nostri figli di auto-regolarsi quando necessario, facendogli comunque capire che siamo una base sicura per loro, che siamo calorosi e sensibili nei loro confronti.

La prevedibilità, il calore, la comunicazione e la sensibilità rendono possibile l'interiorizzazione positiva delle figure genitoriali, che sono presenti al bambino nella sua mente come riferimenti forti, anche quando devono cavarsela da soli. Quindi assegnate loro piccoli compiti gradualmente…e saranno capaci di fare sempre di più. Questo non significa smettere di educarli: abbiamo il dovere di monitorare la situazione, al termine degli impegni facendo delle domande e chiarendo le difficoltà… continuando a fare capire loro che i genitori hanno il ruolo privilegiato e che sebbene possano chiedere loro responsabilità hanno in ultimo il potere decisionale per il loro bene. Questo aiuta a non determinare una inversione di ruoli, che sarebbe altresì disfunzionale.

Alcune strategie che possiamo suggerire

  • Un buon approccio al problema richiede di separare le emozioni dal comportamento. Comunicare apertamente ma con rispetto della sensibilità.
  • Nella comunicazione non verbale: ci sono aspetti simbolici del gioco e del disegno cui prestare attenzione…veicolare nel gioco e nel disegno contenuti rassicuranti… riparazioni alle situazioni disarmoniche… rinforzare la gestione emotiva educando alla tolleranza della frustrazione ma mostrando presenza in condizioni di stress. I bambini non vanno adultizzati, quindi non parlate a loro come adulti, ma semplicemente come bambini capaci.
  • Condividere attività piacevoli come ascoltare musica insieme, guardando programmi intelligenti ma alla loro portata, facendo passeggiate all'aperto.
  • Alternarsi con il partner in modo da avere ciascuno un momento totalmente per sé o nella giornata o nella settimana se vogliamo concederci di uscire/di dedicarci ai nostri hobby;
  • Praticare la respirazione e l'auto-consapevolezza: allo scopo può essere utile consultare brevi video di mindfulness su youtube o le innumerevoli app di meditazione da cellulare;
  • Lo stile educativo autorevole deve essere lo stile preferenziale: guidare e monitorare il bambino ma essere presenti e calorosi;
  • Non contraddirsi nella comunicazione (occhio ai paradossi derivanti da opposizioni tra parole ed atteggiamenti…es. mostrare tranquillità a parole ma rabbia nei comportamenti) e imparare a dire no quando è necessario, le problematiche sono un terreno da sperimentare per crescere;
  • Trasmettere rassicurazione, i bambini comprendono oltre le parole. Avvalersi del supporto di amici e parenti, quando possibile. Sfoghiamoci con loro non con i bambini!
  • Gestire i conflitti familiari in modo costruttivo e non distruttivo, il periodo è già abbastanza frustrante. COME? Con la collaborazione tra figure genitoriali: discutere insieme, trovare soluzioni alternative, sospendere il giudizio sull'altro per favorire una maggiore comprensione, ascoltare l'altro argomentando le sue parole e chiedendo chiarimenti.
Scritto da

Dott.ssa Gabriella Comi

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