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Disturbo dissociativo dell’identità: cos’è e come riconoscerlo

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Che cos'è il disturbo dissociativo dell'identità? Quali sono le cause? Come si cura?

2 MAG 2018 · Ultima modifica: 31 OTT 2019 · Tempo di lettura: min.
Disturbo dissociativo dell’identità: cos’è e come riconoscerlo

«Non abbiamo una personalità sola, abbiamo tante personalità che convivono fra di loro sotto la guida di un io egemone», Antonio Tabucchi.

Ricordate l'opera di Robert Louis Stevenson "Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde"? O il film (tratto dal libro di) "Fight Club"? In entrambi i casi, i protagonisti della storia soffrono del cosiddetto "disturbo dissociativo dell'identità".

Che cos'è il disturbo dissociativo dell'identità?

Con disturbo dissociativo s'intende la non integrazione e la dissociazione tra diverse funzioni psichiche, come l'identità, la percezione o la memoria. Esistono diversi tipologie di questa patologia: tra queste troviamo il disturbo dissociativo dell'identità, chiamato anche anche disturbo da personalità multipla.

In questo caso, la persona che ne soffre è divisa fra più personalità o identità, ciascuna con caratteristiche diverse che prendono il controllo ciclicamente, solitamente senza che la persona che ne soffre si renda conto di questi cambiamenti. Secondo il DSM-IV (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali IV), infatti, il disturbo dissociativo dell'identità si caratterizza per la presenza di due o più identità o stati di personalità distinti che assumono il controllo del comportamento. La persona è incapace di ricordare notizie personali importanti, o anche azioni quotidiane, senza che alla base ci sia una patologia fisica o un uso di sostanze stupefacenti.

Quali sono le cause del disturbo dissociativo dell'identità?

In generale, si tende a far risalire questo disturbo a un trauma psicologico subito durante l'infanzia. Stupri o violenze fisiche e psicologiche, ad esempio, possono provocare un livello di stress tali da causare la dissociazione. Si tratterebbe, quindi, di un meccanismo di difesa. Il bambino, che sta subendo un abuso, utilizza questo strumento per dissociarsi da quello che sta vivendo come se stesse capitando ad un'altra persona. Più grave è l'abuso, più saranno acuti i sintomi del disturbo dissociativo dell'identità. Questa modalità di affrontare le situazioni negative e stressanti, infatti, sarà utilizzata anche nell'età adulta.

Oltre alla presenza, più o meno riconoscibile, di più personalità, il paziente affetto da disturbo dissociativo dell'identità presenta altri sintomi come amnesia, ansia, fobie, depressione, pensieri di suicidio o allucinazioni. Non sempre questo disturbo è facilmente riconoscibile in quanto può essere confuso con altre patologie. Sarà il medico, con l'aiuto di uno psichiatra, a dover eseguire una diagnosi corretta.

Come si cura il disturbo dissociativo dell'identità?

Il trattamento del disturbo dissociativo dell'identità prevede principalmente un percorso di psicoterapia. Il terapeuta dovrà cercare di integrare le diverse identità del paziente o di trovare un equilibrio fra di esse. In più sarà necessario ridurre i sintomi del disturbo, cercando di creare una stabilità emozionale attraverso l'elaborazione del trauma subito durante l'infanzia. All'interno della terapia, inoltre, in base alle esigenze del paziente e alle decisioni dello psicoterapeuta, si potranno utilizzare altri strumenti come ad esempio l'ipnosi.

Non sempre la psicoterapia viene accompagnata dall'utilizzo dei farmaci, in quanto non esistono medicine che possano intervenire direttamente nella cura di questo disturbo. Tuttavia, l'utilizzo della terapia farmacologica può essere utile per ridurre alcuni sintomi della patologia.

Se vuoi ricevere maggiori informazioni sul tema, puoi consultare il nostro elenco di professionisti esperti in disturbi della personalità.

Articolo rivisto e corretto dal dottor Matteo Monego 

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2 Commenti
  • Ale

    Buongiorno, non so se "curare" questa caratteristica della persona possa fargli bene... forse è più utile accettare tutte le persone che è? E' una condizione che può portare problemi seri? Nei film fanno vedere che diventano killer etc ma è una cosa molto distorta e crudele anche se capisco che è fatto a fini della trama, ma non è che una persona si scinde sistematicamente in personalità criminali, almeno spero di no. Potete darmi qualche informazione in più, per favore? Io inoltre penso che i "traumi" meglio che stiano nascosti dove stanno, a che pro farli rivivere e far soffrire? Tanto comunque nella vita si incontrano sempre difficoltà e a qualcuno purtroppo ne capitano una dose maggiore, semplicemente le personalità diverse sanno come comportarsi in ogni situazione e dividono la sofferenza tra loro, si chiama capacità di adattamento. La specie che sopravvive non è la più forte ma quella capace di adattarsi meglio, lo dice anche Darwin. Spero di poter avere informazioni e delucidazioni attendibili sull'argomento da parte di esperti. Vi ringrazio.

  • Mario Rossi

    Grazie per quest'articolo, molto interessante.

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