Il 2 ottobre (e non solo) dì basta alla violenza

Dal 2007, il 2 ottobre si celebra il rispetto e l'uguaglianza dell'essere umano e la condanna della violenza.

30 SET 2016 · Tempo di lettura: min.

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Il 2 ottobre (e non solo) dì basta alla violenza

La Giornata Internazionale della Nonviolenza condanna tutti i tipi di violenza, in ricordo della nascita di Gandhi.

Ogni 2 ottobre si festeggia la Giornata Internazionale della Nonviolenza. La celebrazione di questa data che commemora la nascita di Mahatma Gandhi, uno dei padri della nonviolenza e del pacifismo, è stata promossa dal 2007 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

In questo momento più che mai sembra un messaggio fondamentale dato che in tutto il mondo sono in atto conflitti sanguinari e, all'apparenza, senza soluzione. Questa giornata non critica solamente la brutalità proveniente dai conflitti mondiali ma anche quella che si verifica nella vita di tutti i giorni. Il 2 ottobre si celebra il rispetto e l'uguaglianza dell'essere umano, condannando tutte quelle situazioni che colpiscono duramente le diversità personali e culturali. Potremmo definire la non violenza uno stile di vita, dato che il suo principio rifiuta l'aggressività fisica e verbale.

Vari tipi di violenza, stessa condanna

Si può manifestare in molti modi e coinvolgere sia la sfera fisica che quella psicologica. Ecco alcune tipologie.

Omotransfobia

Nonostante gli ultimi passi in avanti fatti per il riconoscimento delle coppie omosessuali, la violenza perpetrata contro il collettivo LGBT è ancora molto radicata in diverse culture e i dati lo dimostrano. Nel 2015, infatti, secondo il rapporto pubblicato da Arcigay, in Italia sono stati 104 gli episodi di omotransfobia.

Violenza domestica

Può colpire donne, uomini e bambini e si consuma all'interno del nucleo familiare: vittima e carnefice, dunque, hanno una relazione affettiva. Gli ultimi casi di femminicidio, inoltre, portano alla luce questa prepotenza spesso nascosta. Secondo un'indagine dell'Istat relativa al 2006, infatti, in Italia il 14,3% delle donne vive un rapporto di coppia che comprende violenza fisica, psicologica o sessuale.

Violenza sessuale

Secondo il nostro codice penale, commette violenza sessuale "chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o a subire atti sessuali". Lo stupro può colpire tutti indistintamente, indipendentemente dal sesso o dall'età, anche se spesso colpisce con più forza le fasce più deboli della popolazione o le aree più sottosviluppate del mondo. Può avvenire all'interno delle mura domestiche o al di fuori e spesso viene utilizzato come arma durante le guerre.

E dal punto di vista psicologico?

La prevericazione non si manifesta solamente attraverso un danno di tipo fisico. Nonostante non lasci segni visibili, la violenza psicologica può avere gravi conseguenze per chi la subisce. Solitamente si manifesta attraverso atteggiamenti denigranti, ad esempio insulti, minacce e gelosia, che si protraggono nel tempo e che vengono utilizzati dall'aggressore per raggiungere il controllo della vittima.

Bullismo infantile

Un altro tipo di abuso che può causare danni tanto fisici quanto psicologici è il bullismo. Questo atteggiamento aggressivo esercitato dal bullo sulla sua vittima si manifesta spesso durante l'infanzia e l'adolescenza e all'interno dell'ambiente scolastico. Può avere conseguenze devastanti sulla crescita del bambino e sulla sua vita da adulto.

Se vuoi ricevere maggiori informazioni sul tema, puoi consultare il nostro elenco di professionisti esperti in omofobia, violenza domestica, violenza sessuale, violenza psicologica e bullismo.

«La nonviolenza è la più grande forza a disposizione del genere umano. È più potente della più potente arma di distruzione che il genere umano possa concepire» (Mahatma Gandhi).

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