Come capire se qualcuno sta pensando di suicidarsi?

Questo 10 settembre si celebra, come ogni anno, la Giornata internazionale per la Prevenzione del Suicidio.

8 SET 2017 · Tempo di lettura: min.

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Come capire se qualcuno sta pensando di suicidarsi?

Il tasso di suicidi in Italia è di 4,7 ogni 100 mila abitanti. Detto in questo modo potrebbe sembrare un numero non troppo allarmante, e di conseguenza non impressionare il lettore. Ora, invece, vi presentiamo lo stesso dato in modo differente: tra i residenti in Italia dai 15 anni in su, tra il 2012 e il 2013, si sono suicidate 8.310 persone. Questi sono gli ultimi dati dell'Istat, riportati anche dal rapporto Osservasalute 2016.

Come ogni anno, anche questo 10 settembre si celebra la Giornata internazionale per la Prevenzione del Suicidio. Non dimentichiamo che fare prevenzione è possibile, per questo noi di GuidaPsicologi ci siamo chiesti: come capire se una persona cara pensa al suicidio? Come aiutarla?

Il suicidio è percepito da alcune persone come l'unica soluzione possibile di fronte a una situazione apparentemente insuperabile. Chi tenta di porre fine alla propria vita o pensa a come farlo, si reputa incapace di affrontare le difficoltà della vita. Chi prova il desiderio di morire può manifestare le sue intenzioni con frasi come "non vale la pena vivere questa vita", "voglio farla finita", "preferisco morire piuttosto che vivere così".

Partiamo da un presupposto di base importante: molte delle persone che si suicidano o tentano il suicidio sono depresse. Più in generale, un'altissima percentuale dei suicidi è connessa a un disturbo emotivo o ad altre patologie mentali. Spesso, purtroppo, non si è consapevoli del fatto che quei continui pensieri suicidari non sono altro che il riflesso di quel determinato stato interiore.

Tuttavia è importante fare una precisazione, perché altrettanto importante è non generalizzare e non perdere di vista le varie sfumature possibili: non tutte le persone che la fanno finita soffrono di depressione, né tutte le persone che ne soffrono decidono effettivamente di suicidarsi. Sono tanti i fattori o le possibili cause: il senso di colpa, l'incapacità di accettarsi, sentimenti negativi, il sentirsi rifiutati dagli altri, la morte di una persona cara, il dolore (apparentemente) insostenibile in seguito a una rottura amorosa…negli ultimi tempi, inoltre, sono aumentati in modo esponenziale i suicidi dovuti alla crisi economica, soprattutto tra gli uomini.

Il desiderio di morte altro non è che un'estrema richiesta di aiuto o un modo di prendere il controllo rispetto a una situazione di cui non ci si sente padroni.

Il suicida desidera quindi non tanto la morte in sé, quanto piuttosto riuscire a uscire da una situazione complicata. Si tratta spesso di un gesto totalmente impulsivo e istintivo, conseguente a un aumento dell'ansia e della disperazione.

Come capire se qualcuno vicino a noi pensa al suicidio?

  • Fa spesso riferimento al suicidio o alla morte in generale, anche tramite frasi più o meno velate.
  • Mostra sentimenti quali disperazione, angoscia o senso di colpa.
  • Prova una tristezza cronica e inspiegabile, e/o forti alterazioni dell'autostima.
  • Afferma che non avrà più bisogno di cose come i beni materiali.
  • Cambia totalmente abitudini e ritmi.
  • Assume atteggiamenti autodistruttivi come un eccessivo consumo di alcol, assunzione di droghe come fuga dalla realtà o autolesionismo.
  • Non ha voglia di uscire né di vedere familiari o amici.
  • Abbandona le normali attività quotidiane e smette di coltivare i suoi interessi.

Come aiutare chi pensa al suicidio?

La prima cosa da fare è cercare di aprire un dialogo: è importante avere una grande predisposizione all'ascolto, libera da giudizi di qualsiasi genere. È fondamentale cercare di far percepire alla persona che capiamo le sue emozioni, che comprendiamo i suoi sentimenti e che è normale si senta così dato il momento che sta attraversando. È molto importante che il nostro caro continui ad avere appoggio e contatto sociale nonostante stia cercando di isolarsi.

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Un'altra raccomandazione è la seguente: mai credere che quella persona non sia davvero capace di suicidarsi solo perché ha espresso questo desiderio (secondo il luogo comune per cui "chi lo dice poi non lo fa davvero...") o perché in passato non ci è riuscita.

Il passo immediatamente successivo è, ovviamente,cercare un aiuto professionale: in questo modo la persona potrà affrontare i problemi e mettere da parte le sue tendenze suicide.

Per quali ragioni alcune persone arrivano a suicidarsi? L'opinione di Charles Raison

Secondo Charles Raison, psichiatra americano e professore all'Università del Wisconsin, chi decide di togliersi la vita lo fa fondamentalmente per tre ragioni.

  • La prima ragione è la seguente: una malattia incurabile che assicura un futuro breve ma pieno di dolore.
  • In alcuni casi le persone si suicidano a causa di un episodio psicotico per cui credono di dover morire per una qualche ragione che non ha senso per nessun altro. Raison ha raccontato, in un articolo pubblicato dalla Cnn spagnola, di una sua paziente che tentò il suicidio perché credeva che, se fosse morta, i detective misteriori che la stavano seguendo avrebbero lasciato in pace la sua famiglia.
  • Infine, moltissime persone lo fanno perché stanno perdendo la loro battaglia contro la depressione.

Concentrandoci sull'ultimo punto, secondo il professore americano, non possiamo realmente arrivare a capire cosa porti qualcuno a togliersi la vita, a meno che la nostra vita non sia stata distrutta da una depressione molto severa. Una depressione profonda provoca un dolore insopportabile: con qualsiasi altro tipo di malessere è possibile mantenere una certa distanza tra se stessi la sofferenza che si avverte. Per quanto possa essere orribile, il dolore si localizza in una gamba, in un braccio o nello stomaco. Però ancora esiste un "se stessi" separato e distante da quel tormento.

Con la depressione è diverso: trattandosi di un disturbo della percezione, fa in modo che l'individuo veda e percepisca tutto il mondo intero come dolore. Sente dolore dentro, ma anche fuori. Quando si è depressi, tutto è disturbato e non sembra esserci via di scampo. Questo rende il suicidio un'idea "seducente".

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I suicidi provocati dalla depressione sono estremamente tristi perché non si tratta di una malattia incurabile come il cancro: le terapie funzionano e aiutano, probabilmente non sempre sono perfette ma fanno in modo che l'idea di volersi togliere la vita venga messa da parte. Le persone depresse spesso si suicidano per ragioni che avrebbero potuto essere risolte se solo fossero riuscite a resistere un po' di più.

Un altro motivo per cui il suicidio è estremamente triste, è la sofferenza che famiglie e persone care dovranno sopportare. Specialmente i bambini, che si fanno milioni di domande alle quali è molto difficile trovare una risposta logica e razionale.

Può comunque essere molto difficile prevedere un rischio simile, anche per gli esperti del settore: spesso è un gesto estremamente impulsivo provocato da un aumento improvviso e acuto dell'ansia.

Alcuni consigli pratici

  1. Chi si suicida forse ne ha parlato in precedenza con qualcuno. Qualsiasi informazione sospetta va presa in considerazione con assoluta serietà e non deve mai essere sottovalutata. È fondamentale inserire l'individuo in un contesto sicuro e offrire un trattamento immediato.
  2. Qualsiasi oggetto che possa servire a realizzare il desiderio di morte deve essere eliminato: armi di qualsiasi genere, medicinali, etc.
  3. Gli studi realizzati negli ultimi anni dimostrano che l'ansia improvvisa e insopportabile è il maggior rischio a breve termine per le persone depresse. Se una persona cara dimostra di essere consumata dal terrore o dal panico, il rischio del suicido aumenta notevolmente.

Infine: non è vero che parlare di suicidio aumenta il rischio che succeda, parlare di suicidio non fa in modo che aumentino i casi. Gli studi più recenti suggeriscono l'esatto contrario. È quanto viene affermato anche da Cecília Borràs, fondatrice e presidentessa dell'associazione spagnola Després del Suicidi-Associació de Supervivents (DSAS). Parlare pubblicamente del suicidio fa in modo che chi soffre capisca di poterne parlare, di poter esternare le sue preoccupazioni: non è un tabù.

E allora parliamone, facciamo capire che quel momento di disperazione folle può essere superato e che tutto si può risolvere.

Se una persona a te vicina è depressa o sta combattendo contro la voglia di vivere, la miglior cosa che puoi fare è offrirle immediatamente la possibilità di affrontare una terapia e rimanere costantemente in contatto con lei.

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F. Pani

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Commenti 7
  • Gilberto Campi

    Grazie mi hai fatto sentire meglio facendomi rattristire. Ti ringrazio

  • Luciana Di Giovambattista

    A volte si vive in purgatorio per anni... il dolore di avere un figlio in difficoltà con una doppia diagnosi, dopo aver tentato di tutto e non potere neppure farla finita, per non causargli traumi, desideri che ti arrivi una bella malattia che ti liberi per sempre. E la malattia arriva, ma ti salvano e tu resti in purgatorio.

  • Simone Signorini

    Mi rispecchio in ogni punto elencato di motivazioni di suicidio.. Molto interessante.. Grazie per la dritta ma non ho soldi per un psicologo

  • Cristina Tumminelli

    Io, più che dire agli altri i sintomi e cosa fare, farei una pagina rivolta a chi si vuole suicidare e dare consigli a lui e magari speranza. Io voglio suicidarmi. L'ho già fatto 3 volte e la terza c'ero quasi riuscita. Gli altri non possono aiutarci, dobbiamo aiutarci noi, con l'aiuto di persone qualificate!

  • Cesarina beretta

    Dopo aver letto il testo....Sono sicura di essere vicino ha farla finita

  • Mirto Vannucci

    Noto, nell'articolo, una sostanziale mancanza di rispetto per la scelta di togliersi la vita. Il suicidio è una via di uscita lecita (a meno che non si voglia sostenere che l'individuo non abbia la disponibilità di se stesso). Il suicidio è la conseguenza razionale della valutazione che la vita non sia degna di essere vissuta. E tale valutazione deve essere considerata ed accettata (ed anche, aggiungo, assecondata, sostenuta e facilitata dalla comunità). Non capisco perchè chi valuta la possibilità di suicidarsi sia considerato da curare, e non chi, ad esempio, valuti la possibilità di concepire un nuovo essere umano.

  • Sabrina Corsini

    Articolo molto interessante! Per quanto riguarda la mia esperienza in famiglia chi sta pensando al suicidio e pronuncia in maniera quasi maniacale le frasi comuni che voi avete menzionato nell'articlo è, in sostanza, una forma di richiesta d'aiuto alle persone vicine. Chi invece si è suicidato veramente lo ha fatto senza, apparentemente, dare segnali di squilibrio. Apparentemente, perché compiva i soliti gesti quotidiani ma da sempre era taciturno. Io ritengo che l'essere eccessivamente silenzioso nasconda dei seri problemi! Per aiutare una persona in questo stato emotivo devi essere particolarmente sensibile per almeno capire che qualcosa non va perché loro spesso non lo esternano palesemente. E qui si parte dai genitori "un po' distratti", agli amici "indifferenti", ai parenti che sono solo parenti e niente più! Poi la mia umile considerazione è che non esiste, o esiste in pochissime persone, l'autenticità dei sentimenti: grandi compagnie, amici tutte le sere e nei fine settimana ma alla stregua dei fatti solo numeri e non persone con cui confidarti e ricevere seri consigli dettati dal sentimento autentico.

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