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Vivo ancora con i miei, come fare?

Inviata da Tina il 2 feb 2016 Autorealizzazione e orientamiento personale

Buonasera, scrivo qui perché il problema è veramente grave. Ho 32 anni e sono costretta per motivi economici e lavorativi a dover vivere ancora in casa con i miei. Ho avuto sempre lavori brevissimi, saltuari, contratti scadenti o addirittura mi è stato chiesto di lavorare in nero, economicamente non ho mai trovato un impiego in grado di darmi autonomia. Lavoro (lavori vari e diversi) dall'età di 16 anni ma in modo discontinuo e senza garanzie. Stanca di fare questa vita, ho speso soldi e tempo in corsi di vario tipo e ho preso una laurea ma l'unico risultato di tanti sacrifici é che ad oggi lavoro con un contratto a chiamata e sottopagata. Il mio compagno è nella mia stessa condizione: ha un'entrata mensile maggiore della mia ma è precario, inoltre costretto a spostarsi da una città ad un'altra.
In casa mia l'atmosfera è invivibile: ho sempre avuto un pessimo rapporto con i miei, a 15 anni già sognavo di andarmene e invece sono ancora qui. Non c'è rapporto nè comunicazione, solo liti, cerco di stare in casa il meno possibile. A volte lavoro molte ore ma prendo pochissimi soldi . Altre volte sto mesi con le mani in mano perché lavoro non ce n'è.Purtroppo non ho nessuno che mi possa aiutare\raccomandare\ospitare. Ho tentato due volte di prendere casa fuori, ma poi i lavori erano delle vere fregature e sono stata costretta a tornare, e questo mi ha fatto malissimo, perché tornando mi sono resa conto di quanto sia orribile l'ambiente della mia casa genitoriale. Non so più dove sbattere la testa: ho messo duemila euro da parte (già: perché nonostante io guadagni una paga da fame, spendo tantissimo di tasse e contributi pensionistici) che pensavo di usare per qualche mese di affitto appena si presenterà l'opportunità di un lavoro decente e migliore...Sono persino emigrata all'estero qualche mese purtroppo ho preso una bruttissima delusione lavorativa, e non ho una salute d'acciaio per cui vivere li stava diventando fisicamente molto difficile: inoltre le cose col mio compagno si stavano mettendo davvero male perché non c'era mai modo di vedersi, di conciliare i nostri orari. Mi sono resa conto che nel nostro paese non si muove nulla è tutto fermo e stantio e quelli della mia generazione comunque non sempre se la passano meglio di me. Cosa posso fare? Sono così stanca. Non sopporto più di dover vivere con i miei, vorrei poter sognare anch'io un futuro, una famiglia, una vita autonoma. Vorrei potermi comprare un'automobile (mi sono comprata una panda usata qualche anno fa) o perlomeno potermi permettere una casa in affitto, anche in condivisione, non mi importa, ma con 600 euro mensili lorde e nessuna sicurezza, dove vado? Sono sconfortatissima.

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Buongiorno, io credo che il fatto di abitare con i suoi genitori non sia comunque un disonore o qualcosa per cui provare vergogna, ma il problema rimane il rapporto conflittuale che ha con loro, cosa che complica una situazione già critica.
Il consiglio che mi sento di darle è quello di ritentare sempre nuove possibilità lavorative, anche se la stanchezza e lo sconforto possono scoraggiarla e demotivarla. Provi a non escludere la sua famiglia, anche se le riesce ora difficile...dalle sue parole sembrano comunque persone disponibili e pronte a riaccoglierla nel bisogno.
Se ha bisogno di chiarimenti, mi contatti senza problemi.
Saluti
Dott.ssa Sorsi Alessia
Psicologa

Dott.ssa Alessia Sorsi Psicologo a Piacenza

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Gentile Tina,
Sono palpabili la frustrazione ed il senso di disillusione nelle sue parole, che raccontano progetti ambiziosi ed allo stesso tempo naturali, come quello di una stabilità economia e di una famiglia, purtroppo svaniti nonostante i suoi numerosi tentativi e nonostante l’impegno nella formazione e nel lavoro.
Nessuno può intervenire nel definire ciò che sente, perché quello che lei prova è giusto per definizione, è il suo sentimento.
Immagino che vivere in casa con dei familiari con cui non vive un rapporto di comunicazione emotiva piacevole, ma una comunicazione limitata a liti che acutizzano il suo senso di stanchezza e la voglia di andarsene, possa essere, come lei dice invivibile. E capisco altresì che questo non ha a che fare con l’assegnare le colpe di questo rapporto, quanto con l’esigenza di trovare nuovi spazi.
Le competenze che lei ha acquisito nella formazione e nel lavoro vanno però guardate come meta-competenze, cioè capacità che lei potrà trasferire a vari ambiti della vita, rendendosi più efficace e competente, pensando a ciò che ora sa fare come un valore aggiunto alla sua persona e non come del tempo perso.
Purtroppo la situazione non può risolversi magicamente, ma è importante allora trovare dei momenti di “scarica emotiva” in cui alleggerirsi di questo carico, e dei piccoli accorgimenti quotidiani che possano aiutarla a rendere più sopportabile la situazione in cui si trova e che non desidera.
Anche piccoli gesti di cura ed attenzione verso di sé possono renderle la giornata più leggera e meno faticosa, piccole cose quotidiane che racchiudano momenti di piacere e coccole per se stessa.
Le invio un caro saluto

Dott.ssa Anastasia Zottino
Psicologa
Aprilia (LT)

Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologo a Aprilia

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Cara Tina
è una fortuna per te perlomeno avere una casa e un appoggio da parte dei tuoi genitori, e, seppure comprendo pienamente il tuo desiderio di libertà e di autonomia, aggiungo pure ti fa onore la tua voglia di realizzarti, però, per il momento, la situazione è questa e ti occorre accettarla in consapevolezza per poterti mettere in pace.
Di molto buono, a mio parere, c'è che tu hai fatto tantissime esperienze che sembrano (e sottolineo sembrano) non aver portato a nulla ma che, a tempo debito, daranno i loro frutti.
Se la tua volontà si manterrà comunque forte e con imput ideativo e realizzativo vedrai che poi, come per magia (perché un pizzico di magia nella vita c'è sempre), tutte le tesserine delle esperienze che hai fatto troveranno un posto e una collocazione in un disegno.
Si comporrà a tempo debito il puzzle della tua vita e i tuoi sforzi saranno premiati.
Però ora, che vedi solo buio, devi tenere davvero molto duro e non lasciarti andare a scontento disgregativo.
Mantieniti "compatta" e accetta queste difficoltà del momento ancora con pazienza, senza paragonarti a nessun altra.
Afferma la dignità della tua vita così com'è e continua nel tentativo di cambiarla.
Un augurio speciale!
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Gentile Tina,
se lavori da quando avevi 16 anni e ora che ne hai 32 vivi ancora con i tuoi con i vantaggi di tipo economico che te ne derivano penso che quanto meno dovresti mostrare per loro un minimo di gratitudine non parlandone così male.
Dovrebbero essere analizzati i motivi del tuo pessimo rapporto con loro ma questa purtroppo non è la sede adatta.
E' però positivo che tu ti sia data sempre da fare ed abbia preso anche una laurea ma non ci dici in che cosa.
Intanto ti esorto a non arrenderti e a non smettere di cercare comunque migliori opportunità lavorative nonostante le difficoltà.
Penso poi che se da sola non ce la fai a sostenere le spese per vivere autonomamente, unendo le tue poche risorse a quelle del tuo compagno e dividendo le spese, forse potreste farcela se il vostro rapporto è solido.
Comunque, prima di pensare di poter essere felice andandotene di casa e allontanandoti dai tuoi, dovresti scrollarti di dosso questo pessimismo e questa pesantezza che ti fa affrontare male qualunque cosa tu faccia e che dubito possa piacere al tuo compagno.
Una possibilità per questo auspicabile tuo cambiamento ti può essere data da un percorso di psicoterapia che vivamente ti consiglio.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentile Tina,
Comprendo il suo senso di frustrazione e le sue difficoltà, e condivido l'opinione che il contesto socio-economico da un po' di anni a questa parte non aiuti i giovani uomini e donne che vogliono costruirsi un'indipendenza e una famiglia. D'altro canto, dopo aver preso atto di tutto ciò, dobbiamo cercare di prendere la situazione in mano e diventare artefici "del nostro destino". Visti i suoi anni di esperienza nel mondo del lavoro, i diversi impieghi e i suoi studi, penso che la sua ricchezza consista proprio nella varietà delle sue competenze e nella sua flessibilità. Le consiglierei di effettuare quello che in gergo si chiama "bilancio di competenze", che le permetterebbe di fare un po' il punto e definire meglio un suo profilo professionale, stabilire in quali ambiti esso sia spendibile, individuare le opportunità lavorative, seppur poche, ma più in linea per lei.
Se dovesse aver bisogno di un supporto, si senta libera di contattarmi in privato.
Intanto, le faccio i miei migliori auguri per tutto.
Buona giornata
Dott.ssa Angela Beatrice Marino
Psicologa

Dott.ssa Angela Beatrice Marino Psicologo a Arese

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Cara Tina,
la sua situazione non è certamente facile perché putroppo la situazione economica condiziona molto la vita di una persona tanto da influire anche sulle relazioni. Indubbiamente si sente pronta per una vita autonoma e il fatto di non riuscire a mantenersi fuori casa viene vissuto come un fallimento che le fa percepire negativamente tutto il suo contesto relazionale.
Sarebbe utile per lei intraprendere un percorso terapeutico che la aiuti ad ottenere una visione di insieme meno negativa, ad incrementare le sue risorse e strategie per meglio affrontare questo difficile momento,e a riconsiderare il rapporto con i suoi genitori, comprendendo cosa porta a farvi litigare così spesso e cercando delle soluzioni in merito (visto che ancora per un po' dovrà conviverci, meglio farlo in modo più sereno!).
Un caro saluto,
Dott.ssa Elisa Paterlini

Dott.ssa Elisa Paterlini Psicologo a Carpi

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Gentile Tina, la sua è una storia di ripetute situazioni vissute come fallimentari e che in lei hanno generato una grande frustrazione e fiducia portandola ad uno stato di impasse dove ogni giorno sembra lo stesso giorno. Può prendere in mano la sua vita e chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta al fine di rivitalizzare le risorse e capacità interne che possiede, sanare la sfiducia e dirigere la sua vita laddove desidera. Resto a disposizione per qualunque chiarimento.
Un caro saluto
Dott.ssa Damia Simona Bragalini
Psicologo Psicoterapeuta Gruppoanalista Milano

Dott.ssa Damia Simona Bragalini Psicologo a Milano

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