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Sono un ragazzo di 28 anni timido con poca autostima e molto insicuro

Inviata da Antonio · 8 set 2015 Autostima

Salve. Sono cresciuto diciamo quasi tutta la mia infanzia dai nonni con i miei genitori, ma i miei nonni non accettando il fatto che mia mamma si fosse sposata hanno trasmesso l'odio verso di me anche a parenti e cugini. Io ero l'ultimo fanalino di coda, non potevo esprimermi, mi hanno sempre comandato e mi zittivano non appena aprivo bocca dicendomi che non servivo a niente.
A scuola ero vittima di bullismo a causa della timidezza perchè per i bulli timido vuol dire scemo. A causa di ciò mi rifugiavo nel cibo e ingrassavo tanto che alle superiori non avevo amici in quanto venivo escluso. Non ho avuto le mie esperienze da adolescente a causa di ciò.
miei genitori hanno condito il tutto vietandomi sempre le uscite con amici anche se maggiorenne per loro poteva succedermi sempre qualcosa di brutto fuori. Ho perso così quei pochi amici, ho rifiutato posti di lavoro in pubblico avendo paura di essere giudicato, non ho mai avuto una ragazza perchè non ho mai avuto niente da offrire a nessuno a livello di dialogo.
Finalmente da un po' di tempo sono dimagrito, accetto il mio corpo ma la mia autostima è salita solo al 20 per cento e non riesco a venirne fuori. I miei genitori sono all'antica ma non sono cattivi ma a volte mia mamma mi chiede se io fossi in grado di avere una ragazza ecc...tutto questo è colpa anche di loro e a volte vorrei tanto stare solo e vivere in un luogo silenzioso dove possa ricominciare una nuova vita.
Quando la mattina vado a correre mi sento libero da tutti e mi capita di vedere vicino al mare delle case vuote in vendita dove desidero vivere solo..non so perchè questo desiderio del silenzio e della tranquillità. Chiedo maggiori risposte . Grazie mille!

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Miglior risposta 8 SET 2015

Gentile Antonio,
hai avuto una infanzia e un'adolescenza non facile e nessun supporto all'interno dell'ambiente familiare. Ciò è spiacevole e certe ferite possono lasciare traccia per sempre.
Tuttavia stai mostrando ora coraggio e voglia di essere protagonista della tua vita e questa è una cosa da apprezzare.
Mi auguro perciò che tu oggi abbia un lavoro perchè il lavoro è la base per continuare in questa ricerca di autonomia e autorealizzazione non chè di riscatto da un passato sfavorevole.
Il tuo desiderio di vivere in solitudine però è solo una reazione alla delusione ricevuta nelle relazioni familiari e sociali precedenti e dovrà essere sostituito invece da voglia di relazioni gratificanti e nutrienti per la tua vita futura. A questo scopo ti suggerisco di farti aiutare all'interno di un percorso di psicoterapia da cui prevedo avrai grossi benefìci.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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9 SET 2015

Salve Antonio, mi sembra fondamentale la sua richiesta di avere risposte. Ha bisogno di comprendersi e di comprendere la sua vita e soprattutto di ritrovarsi che è un pensiero che ora è assecondato dal progetto di andare a vivere da solo. Per arrivare a questo passaggio è importante che prima curi e sistemi la sua casa interna, i suoi sentimenti e i suoi pensieri, per avere la possibilitá di affrontare e superare le sue difficoltá. Per altri chiarimenti sono a disposizione
Cordialmente
Dott.ssa Sabrina Ornito

Dott.ssa Sabrina Ornito Centro di psicologia clinica Psicologo a Milano

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9 SET 2015

Caro Antonio,
mi preme raccontarle una storia. James Hillman, famoso psicoanalista, scrive "Il codice dell'anima", che le consiglio fortemente. In questo magnifico libro è narrato il Mito di Er, ripreso da Platone. Ognuno di noi sceglie, prima di nascere, il progetto di vita che vuole intraprendere sulla terra. Una volta nati però dimentichiamo ciò che abbiamo scelto. La benevolenza divina vuole che esistano dei daimon che a intermittenza ci ricordino il disegno prescelto. Il nostro progetto coincide con la realizzazione della nostra unicità. Antonio lei, come tutti, ha un progetto da scoprire. Le vicende della sua vita le hanno insegnato a scomparire per difendersi e adesso non sa più come si fa a tornare visibile. A tal proposito un'ottima palestra emotiva e di visibilità è il teatro. Qualunque canale espressivo e rappresentazionale diviene un ottimo rimedio che la aiuterà a fare nuove conoscenze, a sciogliersi e a mettersi in gioco. Per capire qual è il suo deve sperimentare. Lei non è la vittima della sua storia ma l'eroe. Per lasciarci con parole di Hillman, "ogni persona è portatrice di un'unicità che chiede di essere vissuta" e aggiungerei che in ciò consiste il nostro benessere.
Buona avventura viaggiatore!
Un caro saluto
Dr.ssa Valentina Bonaccio

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9 SET 2015

Sarebbe utile un percorso che vada a lavorare sull'autostima, indipendentemente da quello che é successo nel passato si puó lavorare per stare meglio.
Dott.ssa Girotto

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9 SET 2015

"Quando la mattina vado a correre mi sento libero da tutti e mi capita di vedere vicino al mare delle case vuote in vendita dove desidero vivere solo..non so perchè questo desiderio del silenzio e della tranquillità".
È questa la frase chiave del tuo scritto. Il passato, anche se ci influenza negativamente, non è mai la chiave per uscire dai propri disagi. Tu non hai carenza di autostima perchè sei guasto, perchè ti manca qualcosa, perchè sei anormale o disagiato. Questo è quello che ti hanno fatto credere e a cui tu hai creduto. Tu non hai autostima perchè hai sempre represso la tua natura, perchè sin da piccolo il tuo Io si è difeso dicendoti "o ti adegui a loro o non verrai mai amato". E questo ti ha dato la zappa sui piedi. Ma ti dò una buona notizia: così come hai imparato ad adeguarti a questo così potrai disimparare a farlo, con l'aiuto di un serio percorso psicologico. È nel presente che abbiamo le risorse per uscire dai disagi e la tua ultima frase che io ho riportato te lo dimostra: la tua anima sa che deve allontanarsi da quell'ambiente malsano per evolvere e che ha bisogno di ritrovare una sua dimensione nelle cose che fanno star bene come una corsa lontano da quell'ambiente che non ha più nulla da darti. È lì la chiave e se ti fai aiutare con un percorso adeguato ne uscirai tranquillamente

Dott.ssa Chiara Pica - Studio SomaticaMente Psicologo a Grosseto

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9 SET 2015

Gentile Antonio
28 anni può essere una giusta età per mettersi al lavoro e cambiare la propria posizione al mondo, da marginale a più centrale.
Forse se è riuscito a dimagrire ha voglia di uscire dalla prigione del sovrappeso che protegge sì dai pericoli esterni, ma isola.
Antonio Machado diceva che il cammino si traccia camminando. Cominciando a camminare si può cominciare a rinascere. Lei è pieno di rancore e acredine nei confronti dei suoi genitori; eppure qualcosa devono averle insegnato di buono, devono pur averle lasciato uno strumento di sopravvivenza da portare con sè nello zaino, durante il cammino. Quello che non hanno saputo insegnarle loro, dovrà in qualche modo impararlo da solo.
Magari con l'aiuto di un professionista che la faccia lavorare sulla tematica del giudizio degli altri, da cui, credo, lei sia molto condizionato.
Un caro saluto
Dott.ssa Stefania D'Antuono

Dott.ssa Anna Stefania D'antuono Psicologo a Venezia

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9 SET 2015

Gentile Antonio,
inanzitutto complimenti per essere riuscito a perdere peso, questo l'ha aiutata ad affacciarsi nuovamente verso il mondo, da una posizione di "emarginato" sta cercando pian piano di affermarsi e tracciare il suo percorso.
Come per tutti la strada è lunga e il suo percorso non è ancora terminato, cerchi di capire quali sono i suoi interessi, cosa la fa stare bene e con quali persone riesci più facilmente a confrontarsi. Fare qualcosa che ci piace e che magari ci riesce anche bene, ci aiuta ad aumentare l'autostima e ci rende più semplice incontrare persone a noi affini.
Un sincero augurio del meglio!
Dott.ssa Monica Salvadore

Dott.ssa Monica Salvadore - Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Torino

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9 SET 2015

Caro Antonio,
da quello che ci scrive ha ricevuto spesso parole dure, che hanno creato turbolenze nelle sue emozioni e nei suoi pensieri.
Non si meravigli, quindi, di associare silenzio (assenza di parole, per lo più dure) e tranquillità (assenza di turbolenze, grazie all'assenza di parole del silenzio).

Ha bisogno di spazio per sè e di essere apprezzato. E' stato molto bravo a recuperare la forma e una fetta di autostima. Ora vada avanti, cerchi occasioni in cui fare le cose che le riescono bene, coltivi interessi.
Sarò più semplice, in questo modo, anche incontrare persone con cui instaurare relazioni di amicizia e d'amore.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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8 SET 2015

Gentile Antonio
ha l'età giusta per cominciare un percorso finalizzato a modificare il suo essere al mondo, da una posizione marginale e dipendente dagli altri ad una un pò più autocentrata. Ha trovato la forza e la motivazione di perdere dei chili, sta cercando di uscire dalla prigione del sovrappeso che come un cuscinetto protegge dai pericoli esterni ma isola. Qualcosa si sta muovendo nell suo rapporto con se stesso, mi pare. Il poeta Antonio Machado diceva che "non c'è un sentiero, il cammino si traccia camminando".
Potrebbe chiedere, se è motivato, un aiuto ad un esperto che la accompagni in questo cammino di svincolo dalla sua famiglia d'origine e che la aiuti a recuperare gli strumenti positivi da mettere nello zaino che pure la sua famiglia deve avergli lasciato, nonostante gli errori commessi nei suoi confronti. E che la rafforzi sul tema del giudizio degli altri, da cui, mi pare, lei è molto condizionato.
Un sincero augurio di ogni bene
Dott.ssa Stefania D'Antuono

Dott.ssa Anna Stefania D'antuono Psicologo a Venezia

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8 SET 2015

Caro Antonio, il desiderio di pace e silenzio forse deriva dalla convivenza "affollata" e poco gentile della tua infanzia.
Inoltre andare a correre ti va vivere un moment di pace, forse lo stesso che puoi aver provato in un moment di solitudine e silenzio in passato?

Le risposte possono essere molte.

Se il tuo desiderio è vivere da solo perché non farlo?
Cosa ti trattiene?

Il passato è stato difficile ma ora puoi gestire tu la tua vita.

Hai pensato di rivolgerti ad un terapeuta? Un percorso personale potrebbe aiutarti a superare gli ultimi scogli e a proseguire la strada dell'autonomia.

Coraggio.
Un caro saluto.
Dott.ssa Fornari Daniela

Dott.ssa Daniela Fornari Psicologo a Iseo

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8 SET 2015

Gentile Antonio,
dalle tue parole emergono una grande solitudine ma anche una forte voglia di vivere.
Avendo avuto un rapporto conflittuale con i tuoi genitori è naturale che tu ora che stai recuperando la tua autostima voglia prenderne le distanze.
Il desiderio di silenzio e tranquillità può essere dettato dall'esigenza di riorganizzare la tua vita, lontano da pressioni e richieste, ascoltando le tue esigenze più intime, per chiarire a te stesso cosa vuoi fare e cosa desideri ottenere.
Sei stato in gamba ad affrontare le esperienze negative che ci descrivi ed a recuperare parte della tua autostima autonomamente. Ora sarebbe bene chiedere aiuto ad uno psicologo per vedere quali condizionamenti sono ancora presenti e poter definire i tuoi obiettivi di vita.
In bocca al lupo
Dott.ssa Cristina Mencacci

Dott.ssa Cristina Mencacci - Psicologa Psicologo a Perugia

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