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Possibile amare ancora il proprio compagno dopo averlo tradito per mesi?

Inviata da Aoirghe87 il 27 mar 2016 Terapia di coppia

Ecco la mia situazione ... ho 28 anni, sto da 7 con un ragazzo con con cui convivo da 3 anni, una persona che ho sempre ritenuto l'amore della mia vita, pur con tutti gli alti e bassi (anche pesanti) che abbiamo vissuto e che però, nell'ultimo anno e mezzo, ha trascurato moltissimo il nostro rapporto in tanti ambiti: a livello sessuale (a causa di blocchi emotivi e, purtroppo, di abuso di cannabis, non riesce a completare un rapporto, con la conseguenza di non cercarmi più, in nessun modo - questo va avanti da oltre 1 anno) e a livello relazionale (è molto assorbito da lavoro e da impegni politici). Ne abbiamo parlato spesso, ma lui non si è mai realmente attivato per cambiare le cose, nonostante le mie richieste e la mia evidente sofferenza: la ragione sta nel suo carattere, penso, è una persona fragile e poco comunicativa, che davanti ai problemi preferisce mettere la testa sotto la sabbia ... Da parte mia, il mio errore è forse stato quello di essere troppo "morbida" e comprensiva. Comunque, circa 6 mesi fa, è successo quello che, per me, era impensabile: l'ho tradito con un mio collega. E' una cosa che è capitata, ma io non l'ho evitata ... Con il mio collega c'è stata da subito una forte attrazione intellettuale e sessuale e ammetto che, tradendo, non mi sono sentita in colpa, ma quasi "in diritto" di farlo, alla luce della trascuratezza e delle insicurezze che la situazione col mio compagno mi aveva fatto vivere ... Con quest'uomo mi sono sentita di nuovo viva, desiderata; anche lui è impegnato, eppure non siamo riusciti a smettere, a tal punto che la cosa è andata avanti fino ad ora. In questo periodo, pur sapendo di non essere innamorata del mio "amante", ho cominciato a nutrire dei dubbi verso i miei sentimenti per il mio compagno, soprattutto quando, dopo una dura discussione, lui ha attivamente reagito, diventando propositivo e attento, ma in me ha scatenato indifferenza e quasi fastidio ... Ne abbiamo parlato, ma le cose non si sono risolte e io, un mese fa, ho deciso di andarmene di casa e prendermi una pausa. Mi sento molto tormentata: non capisco se amo ancora il mio compagno, so di non amare nemmeno il mio collega ma di esserne molto attratta. Ora il mio compagno sa della mia confusione, è consapevole dei suoi errori e non aspetterebbe altro che un mio ritorno per poter lavorare insieme sul nostro rapporto. Io però non capisco cosa voglio. Con l'altro uomo abbiamo deciso di chiudere, anche perché lavoriamo insieme e teniamo molto ai nostri progetti professionali, nonché al nostro rapporto di stima reciproca; e perché lui, teoricamente, dovrebbe sposarsi in agosto: abbiamo chiarito che non ci siamo innamorati, anche se ci consuma un'attrazione forte, difficilmente gestibile, che ancora adesso non riusciamo pienamente a controllare, nonostante i buoni propositi e nonostante siano passati 6 mesi. Dal mio canto, sto cercando di capire cosa provo per il mio compagno (o ex, al momento): lo amo ancora e il raffreddamento che ho sentito è stato solo una conseguenza di una fase di appiattimento, di trascuratezza? Cosa mi ha spinto tra le braccia di un altro uomo, solo il sesso e l'attrazione o la consapevolezza di volere altro, di desiderare novità nella mia vita? Ovviamente il mio compagno mi manca, ma spesso mi dico che dopo 7 anni è normale ... per il resto non sono serena ma non sto nemmeno male, più che altro vivo in un limbo dove il mio tormento è capire cosa davvero desidero, e farlo in fretta, anche perché devo al mio ex compagno una risposta. A volte la malinconia per lui e per la nostra vita insieme è acutissima, e allora mi dico che forse l'amore c'è ancora, è solo da riportare in vita ... altre volte ho paura che sia solo il dolore fisiologico del distacco e la paura del cambiamento. Considerate anche che ho deciso di non raccontare al mio ex del mio tradimento: non so se sia una scelta giusta, ma ho pensato che, se ci lasceremo definitivamente, non vorrei lasciargli anche questa sofferenza da dover superare (io ci sono passata e so cosa vuol dire). Insomma, non ci capisco niente, non ancora almeno. Molti mi dicono di pazientare, che arriverà un'illuminazione e che tutto sarà più chiaro. Io spero solo di fare la scelta giusta. Posso aver tradito così a lungo e, nonostante tutto, amare ancora? Oppure temo solo la fine di una storia e non riesco ad accettarla?

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Buongiorno cara
questa tua comunicazione rivela chiaramente il tuo tormento interiore e tutta l'indecisione che si trova ora dentro di te e che è comprensibile dal momento che sono sette anni di relazione e tre di convivenza, quindi è una storia seria che, immagino, prevedesse anche dei progetti futuri.
D'altro canto la relazione descritta è andata in "calando" ed ora la crisi si è fatta davvero forte. In atto c'è una rottura e, a fronte di questo, il suo fidanzato (ex) si è ora accorto di aver sbagliato e vorrebbe recuperare.
Fatto è che non sempre è possibile recuperare quando l'altra persona è stata troppo trascurata e troppo ferita su tutti i piani della relazione (questo sembrerebbe il tuo caso).
Tu sei una persona che, se può, cerca di risparmiare ad altri le sofferenze, e forse con il tuo atteggiamento indulgente e compensatorio hai giustificato tante manchevolezze di lui anche gravi (ad es. dici che lui è una persona "fragile e poco comunicativa" però si dedica al lavoro e alla politica...quindi le due cose non collimano poi tanto).
Forse, il tuo errore è stato quello di non voler guardare attentamente la realtà.
Ora sembra che tu ti sia svegliata e, hai cominciato a rivalutare te stessa e a comprendere che puoi essere amata.
Certo anche la storia col tuo collega non è il massimo ma se ti è servita per un risveglio personale, uno scopo l'ha avuto.
Quello che io ti dico è di continuare a guardare la realtà di quanto successo, e a comprenderla a fondo, compresi i tuoi sentimenti verso il tuo ex...
In questo ti può essere di aiuto il lavoro con uno psicoterapeuta.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Non deve essere facile aver vissuto in questa situazione. Le consiglio di chiedere il supporto ad un collega cognitivo-comportamentale per ritrovare al meglio l'equilibrio.
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Gentile utente,
per esserci stato da parte sua un tradimento dopo circa un anno e mezzo in cui lei si è sentita trascurata sia sessualmente che affettivamente dal suo compagno, vuol dire che ormai il rapporto si è deteriorato.
A seguito della sua pausa di riflessione, il suo compagno ha forse preso consapevolezza dei suoi errori e vorrebbe recuperare ( ma non sa di essere stato tradito! ) mentre lei è in crisi su che decisione prendere e nel suo dubbio si chiede se c'è ancora amore nei suoi confronti o vi è solo paura del cambiamento e forse di rimanere sola.
Intanto, indipendentemente dalla sua decisione, penso che sia opportuno che lei gli dica la verità sul suo tradimento, prima perchè si è detta non pentita e poi perchè anche lui ha diritto di ponderare la sua voglia di recuperare il rapporto sulla base della verità e non sulla base di omissioni o, peggio, di bugie.
Molto probabilmente ciò metterà anche lei al riparo di eventuali futuri sensi di colpa nel caso decida di dargli una seconda chance e lui decida di coglierla nonostante tutto.
Anche se personalmente resto un pò scettico, penso che in questa evenienza, entrambi potreste avere la possibilità di resettare e ripartire da zero conoscendo quali possono essere le conseguenze negative di una relazione che ad un certo punto del suo corso perde la reciprocità.
Infine, qualunque sia la sua decisione, penso che le sarebbe utile il supporto di uno psicoterapeuta.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Buongiorno gentile Signorina,
il suggerimento è di valutare di intraprendere un breve percorso psicologico per fare chiarezza dentro di Lei in quanto la sua reazione di nausea all'interessamento finalmente propositivo del suo fidanzato porta a pensare che in Lei ci sia ormai un conflitto riguardo le sue nuove priorità di vita messe forse in luce dal rapporto con il
collega che non necessariamente comprendono quest'ultimo.
Cordiali saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

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