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Dopo una grandissima delusione, ho il terrore di non riuscire più ad amare.

Inviata da Allegra · 21 giu 2018 Terapia di coppia

Dopo tante disavventure amorose, tra cui anche una relazione molto violenta, qualche anno fa, mentre vivevo all'estero, conobbi un ragazzo che col tempo diventò poi il mio primo, grande amore.
Dopo un lungo periodo in cui la nostra storia andava a gonfie vele, gli comunicai che, una volta laureata, sarei tornata a vivere in Italia.
Lui la prese bene, e mi supportò fin dall'inizio. Dopo sei mesi, decise che mi avrebbe seguito anche lui, appena possibile.
Così mi laureai, e tornai a vivere dai miei genitori qui in Italia.
Dal momento in cui mi trasferii, sin dall'inizio cominciò a comportarsi in maniera diversa, più fredda e distaccata. Ma lo conoscevo bene, eravamo insieme da tanto tempo, ed ero convinta che il suo distacco fosse dovuto al fatto che eravamo lontani. Diceva che parlare con me o vedermi in videochiamata gli ricordava che gli mancavo, e preferiva non pensarci molto. Accettai, ma ciò ci portava a litigare spesso, in quanto non mi sentivo più come prima.
Ogni volta che ci vedevamo però andava tutto benissimo, proprio come quando vivevamo insieme (abbiamo anche convissuto nella sua nazione per molto tempo).
Intanto i preparativi per il suo trasferimento andavano avanti. Cercavamo casa, trovò lavoro. A giugno del 2017, solo 3 mesi prima del nostro trasferimento, all'improvviso, senza che io sospettassi nulla, mi disse per telefono che era stanco dei nostri litigi, e che forse si stava rendendo conto che non eravamo poi così compatibili.
Io mi preoccupai molto, ma cercai di capire da cosa potesse nascere questo malessere, e conclusi che doveva essere stressato per l'imminente trasferimento. Non aveva mai lasciato neanche la sua città, figuriamoci vivere all'estero.
A luglio partii per passare l'estate da lui, e poi tornare insieme per trasferirci a settembre.
L'estate passò bene. Tutto mi sembrava nella norma, anche se non andava bene come un tempo. Non litigavamo mai, però continuava ad essere un po' più distante del solito. Nonostante ciò, lui mi rassicurò, dicendomi svariate volte che finalmente avevamo passato questa crisi, che poi era stata la prima nella nostra relazione, e che non vedeva l'ora di cominciare una nuova vita con me.
La mattina prima della nostra partenza mi comunicò che non voleva più partire. Io ne ero sconvolta. Ero davvero convinta che avevamo superato i nostri problemi.
Comunque ne parlammo, e decidemmo di comune accordo che ci avremmo provato in ogni caso. Io credevo sul serio che il suo improvviso cambiamento di opinione fosse dovuto al fatto che era spaventato all'idea di partire e trasferirsi in Italia fino a data da destinarsi. Raggiungemmo comunque un compromesso: avremmo passato un anno in Italia e poi deciso se rimanere o tornare a vivere nella sua nazione.
Appena arrivammo nella nostra nuova casa, lui mi disse che era estremamente contento: finalmente ce l'avevamo fatta! Da allora iniziò a comportarsi come un tempo. Comprò tantissime cose per la nostra casa, faceva progetti, scherzava persino sulla sua paura di andar via dell'ultimo momento.
Dopo esattamente una settimana dal nostro trasferimento, mi chiese di sposarlo, ed io acconsentii. Ero al settimo cielo.
Continuavamo a fare progetti, decidemmo di sposarci due estati dopo, parlavamo di figli, delle cose imminenti da fare, insomma, tutto ciò di cui si parla quando si fa sul serio. Lui sembrava estremamente entusiasta, e mi diceva di essere molto felice di vivere lì, con me.
Dopo un'altra settimana sarebbe dovuto partire per risolvere delle faccende burocratiche nella sua nazione. La sera prima di partire, esattamente due settimane dopo il nostro arrivo, chiese di fare un brindisi al nostro matrimonio, ai nostri futuri figli, e alla nostra nuova vita. Fu dolcissimo. Mi dedicò delle canzoni, mi fece sentire una regina.
La mattina dopo, quella della partenza, lo colsi a guardarmi di nascosto. Mi guardava come se mi stesse ammirando, e mangiando con gli occhi. Quando si rese conto che me ne ero accorta, mi sorrise, e disse che ero bellissima, e che gli sarei mancata molto. Mi disse poi che sarebbe andato a fare una doccia.
In realtà, mentre era in stanza, prese tutti gli averi che aveva qui in Italia e li infilò in valigia. Quando tornò, mi comunicò che non sarebbe più tornato in Italia, probabilmente. In ogni caso, mi salutò dicendo che questo non era un addio, che si sarebbe fatto sentire presto, e che mi amava.
Aspettai una settimana straziante, di silenzio. Alla fine di quella settimana, mi comunicò per telefono che era finita, e mi chiese di scomparire dalla sua vita e non farmi più sentire. Quasi come se noi fossimo stati una relazione da niente, quasi come se io gli avessi fatto un torto.
Poco dopo, scoprii molte cose sul suo conto, cose che forse avrei potuto vedere anche prima, se solo non fossi stata così perdutamente innamorata.
Aveva instaurato una relazione parallela con una sua collega, che tra l'altro era perfettamente a conoscenza della sua situazione. Mi aveva tradito innumerevoli volte con altre donne, tra cui con una mia cara amica. Sapeva fin da prima di giugno che non si sarebbe mai trasferito in Italia, tanto che confermò alla nostra affittuaria l'affitto della nostra casa all'estero per l'anno successivo, e le disse che non sarebbe più partito per l'Italia molto prima che io venissi a sapere anche solo dei suoi dubbi.
E inoltre, come già sapevo bene, ebbi la conferma che suo fratello, un uomo adulto con una famiglia sulle spalle, aveva tramato tutto il tempo contro di me, per convincere il mio ex a non andare via.
Scoprire tutte queste cose mi ha aiutato a disamorarmi velocemente di lui. Dopo solo due mesi, ho conosciuto il mio attuale ragazzo.
E' stata una connessione mentale immediata. Lui mi è piaciuto tantissimo fin dall'inizio. Eppure, ho sempre cercato mille scuse per non innamorarmi davvero di lui: non sono mai stata con un ragazzo italiano, non ha il mio stesso grado di istruzione, abbiamo esperienze di vita diverse, è troppo presto per intraprendere una nuova relazione. Eppure, non riuscivo nemmeno a staccarmi da lui, non perché non riuscissi a stare sola, anzi, ma perché non riuscivo a stare senza di lui.
Questa situazione si è protratta per mesi, da novembre fino a maggio di quest'anno.
Io non vivevo più bene. C'erano momenti in cui sentivo di essermi davvero innamorata, ma puntualmente qualsiasi momento di intimità quotidiana, come guardare un film insieme sul divano, mi ricordava il mio ex. E poi, spesso mi sentivo che forse sarei dovuta rimanere sola. In generale, non riuscivo a capire se ero davvero innamorata o meno.
Così abbiamo deciso di prenderci una pausa, per capire quali fossero i nostri veri sentimenti. Fin dall'inizio mi è mancato da morire, non perché mi sentissi sola, ma perché mi mancava lui, in quanto lui.
In quel periodo, decisi che non potevo andare avanti così. Avevo bisogno di chiudere sul serio con il mio passato. Così presi il primo aereo disponibile per andare dal mio ex, e lo aspettai sotto casa sua.
Può immaginare lo shock quando mi vide. Gli dissi tutto ciò che pensavo di lui, di come si era comportato. Volevo vedere cosa avrei provato vedendolo, e per mia sorpresa, non provai neanche il batticuore, reazione che tutti mi avevano detto sarebbe stata normale. Provai una forte rabbia, un senso di delusione, e soprattutto, grande attrazione nei suoi confronti, cosa che c'era sempre stata. Ma al di là di ciò, non sentii più la connessione che credevo che avrei comunque sentito con lui, dati i tanti anni passati insieme. Dato che credevo davvero che lui sarebbe stato mio marito, ed il padre dei miei figli.
mi confessò che era vero, mi aveva tradito tante volte, fin dall'inizio della nostra relazione. Sentirmelo dire da lui in persona è stato devastante, come se mi avessero accoltellato. Eppure, questo dolore non era uno di quelli che si provano quando la persona che ami ti pugnala alle spalle, piuttosto ho sentito il mio orgoglio di donna ferito nel profondo.
Appena tornata in Italia, sono tornata insieme al mio attuale ragazzo, perché la nostra pausa mi ha fatto capire che volevo stare con lui davvero.
Abbiamo iniziato a fare le cose in maniera seria, e inizialmente tutto è andato a gonfie vele. Non mi ero mai sentita così innamorata di lui, e sono arrivata persino ad iniziare a vedere un vero futuro con lui, a lungo termine.
Purtroppo, però, nonostante ora mi sia lasciata parzialmente il mio passato alle spalle, c'è qualcosa che ancora mi tormenta. Mi rendo conto di non riuscire più ad amare come prima, così profondamente, senza riserve. Ogni qualvolta lui dice o fa qualcosa che mi ricorda che anche lui potrebbe lasciarmi e quindi farmi del male, anche se magari in maniera civile, alzo un muro tra me e lui, che non mi fa più provare niente. Zero. Neanche una semplice infatuazione. Ed invece, quando sono tranquilla, sento di amarlo.
Credo che il mio prendere le distanze sia una reazione naturale: se non lo amo, non posso soffrire. E ciò accade ogni volta che credo di poter soffrire di nuovo. però sono stanca. Mi fa male essere nella fase in cui non provo assolutamente niente, e non mi sembra nemmeno giusto nei suoi confronti. Nonostante ciò, non voglio assolutamente rinunciare a lui, perché so che me ne pentirei. Lui è davvero tutto ciò che io in un uomo abbia mai desiderato di trovare.
La mia domanda è, come posso superare tutto questo? Ne ho già parlato con lui, che mi comprende, ne parlo con la mia psicologa, ma mi piacerebbe anche un altro parere.
Vivo nel costante terrore di non amarlo, e quando stiamo bene insieme, vivo nella paura che possa succedere qualcosa che mi porti di nuovo a bloccare le mie emozioni.
Secondo ciò che le ho raccontato, crede che io non ami abbastanza questo ragazzo, nonostante, quando sono tranquilla, mi sento davvero profondamente innamorata di lui, oppure il mio sentimento è vero, ma lo blocco così profondamente per evitare di soffrire, quando succede qualcosa che mi fa capire che potrei soffrire di nuovo? E' davvero così potente il cervello da poter completamente bloccare un sentimento, pur di difendersi? O così forte da simulare un sentimento così forte quando siamo sereni?
In conclusione, credo possa aiutarla nella risposta sapere che questi miei dubbi e blocchi sono corroborati dal fatto che, per questioni lavorative, dovrò trasferirmi ad ottobre proprio nella città dove ho provato a rifarmi una vita con il mio ex, e ciò mi porta ad avere dei deja-vu su ciò che è successo proprio per via del mio desiderio di andare lì, e mi porta ad avere dei dubbi anche per paura che la distanza tra me e lui possa accentuare questo mio malessere (oltre a rendere comunque più difficile il rapporto, in quanto è nato da pochi mesi e non ha basi solide ancora).
Spero di trovare una risposta alle mie domande. Ormai non riesco più a ragionare sola, in maniera lucida.
In attesa di una risposta, cordiali saluti.

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Miglior risposta 21 GIU 2018

Cara Allegra, la sua lunga storia è stata travagliata e traumatica per molti aspetti e credo le abbia lasciato un segno che va elaborato. Probabilmente non è il sentimento per il suo attuale ragazzo a mancare (anche se la storia è ancora troppo giovane...), ma sembra che il problema sia più legato alla difficoltà di lasciarsi andare e fidarsi per la paura di soffrire di nuovo. Continui il percorso con la sua psicologa se si trova bene, e abbia fiducia in se stessa e nel fatto che riuscirà a rifarsi una vita.
Cordialmente, Dott.ssa Daniela Cannistrà.

Daniela Cannistrà - Psicologa e Psicoterapeuta Psicologo a Seregno

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