Pianto disperato in prima elementare

Inviata da Samira · 20 set 2012 Psicologia infantile

Buongiorno, sono la mamma di un bimbo di 5 anni che ha iniziato da qualche giorno la prima elementare e ogni qualvolta mio marito con l'auto si avvicina alla scuola, inizia a piangere ed al momento di entrare, inizia a piangere. Sono scene di pianto disperato con difficoltà da parte della maestra nel portarlo in classe poiché si attacca al papa'. Una volta entrato dopo pochi minuti tutto passa e a detta dell'insegnante il bambino è sereno, tranquillo e collaborante durante le attività! In mensa mangia tranquillamente ed esce con il sorriso. Il bambino e' stato inserito al nido a 9 mesi dopodiché ha fatto tre anni di scuola materna alternando giorni di pianto ma non così disperato.. A cosa crede sia legato questo pianto quasi isterico? Lei crede sia necessario prendere il bambino di petto o al contrario cercare di rassicurarlo!? Io le ho provate tutte ma per la prima volta in 5 anni mi trovo in seria difficoltà e molto preoccupata.. La ringrazio anticipatamente

Risposta inviata

A breve convalideremo la tua risposta e la pubblicheremo

C’è stato un errore

Per favore, provaci di nuovo più tardi.

Miglior risposta 25 SET 2012

Cara Samira,
quando i bambini passano dalla scuola materna alla scuola elementare affrontano una cambiamento davvero importante, perdono i loro punti di riferimento scolastici, cambiano il contesto di apprendimento e cambiano anche le aspettative degli adulti nei loro confronti. E' normale per un bimbo in questa fase vivere un momento di crisi, disorientamento e disagio per la separazione dall’ambiente familiare, perché tutto è nuovo e fa paura. La crisi è simile a quella che vivono all’ingresso della scuola materna o del nido, e la superano nello stesso modo. E' importante rassicurare il piccolo, sia verbalmente sia fisicamente; gli parli di com’era per lei stare a scuola, cosa le piaceva e non le piaceva quando aveva la sua età, può essere un modo per sentirsi incoraggiato a superare questo momento e per sentirsi meno solo.
Il fatto che in classe lavori bene mi fa pensare che davvero non sia un problema scolastico, e che il bimbo abbia belle risorse e buone competenze.
Se il problema dovesse persistere per un lungo periodo le consiglio di consultare di persona uno psicologo che faccia un'analisi più accurata del caso.
Buona vita
Dott.ssa Rita Manzo

Dottoressa Rita Manzo Psicologo a Santa Maria Capua Vetere

2 Risposte

13 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

25 SET 2012

Cara mamma,
i bambini utilizzano il pianto per comunicarci i loro bisogni e le loro necessità.
Capita spesso che a inizio anno, i bambini possano manifestare qualche difficoltà di adattamento alla nuova stanza, alle nuove maestre, ai nuovi compagni, ai nuovi giochi; capita anche che dopo il periodo estivo abbiano più difficoltà a staccarsi dai propri genitori; queste due situazioni potrebbero presentarsi anche contemporaneamente. Inoltre, i bambini possono risentire delle difficoltà degli adulti di riferimento, possano pertanto aver paura di lasciare mamma e/o papà e/o un fratellino se li credono in difficoltà. A volte i bambini sono dei veri e propri angeli custodi dei genitori e/o dei fratellini.
Rifletta sulle possibili cause di questo malessere, forse un cambio di casa, un nuovo fratellino/ cuginetto, un nonno che sta poco bene, un genitore preoccupato e/o in difficoltà.. Molte possono essere le motivazioni sottostanti il pianto di un bambino e la difficoltà ad entrare in sezione, e purtroppo non esistono dei suggerimenti validi e utili per tutti i bambini. Provi a far passare qualche altro giorno, cerchi di vedere se la situazione migliori da sola, e se tale situazione dovesse persistere, potrebbe usufruire di qualche incontro con lo psicologo, ovviamente con la presenza anche del bambino e dell'altro genitore, in modo da poter approfondire meglio questa situazione, tutti insieme.
Può cercare uno psicologo presente nella sua zona anche tramite questa guida.
In bocca al lupo mamma.
Dott.ssa Marianna Vallone. Roma

Marianna Vallone Psicologo a Modena

108 Risposte

62 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

25 SET 2012

Gentile signora,
il bambino ha difficoltà a separasi dal papà quindi la reazione spropositata, che va capita, contenuta e rassicurata. E' però positivo che una volta in classe lavora bene ed è sereno. Approfondirei la situazione con una consulenza alla funzione genitoriale con una psicoterapeuta che lavori con l'infanzia che potrebbe rassicurare e guidare meglio anche voi genitori nella gestione di tali comportamenti.
Dott.ssa Silvia Tonelli -Rimini_

Studio Dott.ssa Silvia Tonelli Psicologo a Rimini

18 Risposte

9 voti positivi

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

25 SET 2012

Gentile Samira,

sono veramente pochi i bambini che il primo giorno e anche successivamente non piangono quando entrano a scuola. Il distacco dalla madre e la nuova realtà con cui il bambino comincia ad interagire sono fonte di disagio anche oltre che di curiosità dopo. Il bambino, come tutti gli esseri umani, necessita di un tempo fisiologico per familiarizzare appunto con ciò che non gli è familiare; stia tranquilla perchè come lei stessa riferisce, il bambino in classe è sereno, gioca, collabora etc..quindi gli piace...

Dott.ssa Roberta De Bellis Psicologo a Gallarate

231 Risposte

133 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

25 SET 2012

Gentile Samira, comprendo la preoccupazione sua e di suo marito rispetto alla situazione attuale di vostro figlio; l'inizio della scuola elementare rappresenta per un bambino un forte cambiamento, spesso accompagnato da ansie e timori, che come ogni evento stressante riattiva le dinamiche di attaccamento alle figure affettivamente più significative. Sarebbe importante ripercorrere la storia dei momenti di separazione sperimentati in occasione dell'inserimento al nido e alla scuola materna, per comprendere come siano stati affrontati, sia a livello individuale dal bambino, sia nell'ambito familiare. Mi sento di consigliarle di rivolgersi, magari insieme a suo marito, ad un professionista che si occupi di età evolutiva per sottoporgli la vostra situazione e poter riflettere insieme su di essa per trovare una soluzione adeguata. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

995 Risposte

469 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

25 SET 2012

Cara sig.ra Samira,
capisco la sua preoccupazione e comprendo anche la frustrazione di trovarsi per la prima volta a non riuscire a gestire da sola le reazioni di suo figlio. Credo che il primo passo da compiere per aiutare suo figlio in questo delicato momento di passaggio (scuola nuova, compagni nuovi, regole e atitvità nuove) sia di capire direttamente da lui che cosa lo spaventi (ad esempio, chiedendogli come si immagina siano i compagni e le maestre, cosa crede che gli faranno fare a scuola, cosa crede che gli altri si aspettino da lui...). Se il dialogo risulta difficile si potrebbero trovare vie più indirette per esplorare questi contenuti come il gioco e il disegno.

Cari saluti

Dott.ssa Dalila Visani

Dott.ssa Dalila Visani Psicologo a Ravenna

8 Risposte

8 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

25 SET 2012

Buongiorno gentile Signora,
si legge tutto il suo spaesamento ma non mi preoccuperei proprio in virtù del fatto che non ci sono precedenti così forti nel comportamento del suo bambino. Il primo distacco dal mondo confortevole familiare, sopratutto quello che avviene con la scuola elementare, è ansiogeno per i bambini piccoli. Dunque la protesta urlante è il suo modo - del bambino - di elaborare il distacco scaricando, così, l'angoscia. Prova ne è che dopo un pò che è in classe si calma. Non prenda di petto il bambino, ci parli con calma e pazienza in momenti lontani dall'andare a scuola, lo lasci esprimere, in modo che lui si senta al sicuro anche nel voler esprimere - con il suo modo da bambino - le sue paure e/o i suoi desideri.
Cordialmente
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

1714 Risposte

2824 voti positivi

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

25 SET 2012

Gent.le Samira,
forse il vostro bambino manifesta attraverso il pianto "disperato" il distacco dalle sue maggiori figure di riferimento, in questo caso il papà che l'accompagna e lo "lascia". Poi si inserisce bene e si calma.
Può essere psseggero. E' da considerare il cambio d'ambiente, compagni nuovi , insegnanti nuove , età diversa ecc..
"Prenderlo di petto": non so che cosa intende, ma direi proprio di no! dolcezza, comprensione, accoglimento della sua momentanea "disperazione", rassicurazione e calma penso siano più adatte.
la durezza o la "fermezza" spesse volte sono l'espressione del nostro senso di impotenza e di paura di non saper gestire e contenere la paura dei figli. La nostra.
cercate l'appoggio anche delle insegnanti e specialmente di quella "preferita" dal vosto bambino.
Cordiali saluti

Dott.ssa Elisa Fagotto Psicologo a Portogruaro

334 Risposte

187 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

25 SET 2012

Cara mamma,
i cambiamenti e le situazioni nuove costituiscono sempre un momento di difficoltà per i bambini, specie per i più piccoli (e da quanto ho capito suo figlio ha iniziato la scuola in anticipo, ovvero a 5 anni) : alcuni iniziano la scuola serenamente, altri manifestano subito disagio, ma poi si adattano...insomma, ogni bambino reagisce con modalità e tempi diversi. Bisogna considerare poi il fatto che, al contrario della scuola materna, nella scuola primaria non c'è un vero e proprio inserimento, a parte il fatto dell'orario graduale di solito.
Pertanto non mi preoccuperei per la reazione di suo figlio al momento, a meno che tale situazione non si protragga nel tempo: in tal caso bisognerebbe indagare più approfonditamente il contesto scolastico (compagni di suo figlio, le maestre, la struttura), per capire cosa o chi mette a disagio suo figlio, al punto di aggrapparsi al papà al suono della campanella.
Per il momento quindi porti pazienza, lo tranquillizzi, ma con fermezza, ovvero, con tono sereno ma deciso, fategli capire che lui deve andare a scuola, che voi lo tornate a prendere presto e che siete curiosi di sapere cosa ha imparato, magari dedicandogli un po' di tempo nel pomeriggio per raccontare com'è andata la sua giornata.
Probabilmente suo figlio si sta solo adattando a nuovi compagni, nuove maestre, nuovo sistema: di solito queste cose si risolvono da sole, altrimenti ne parli con le maestre per collaborare su una possibile risoluzione del problema.
Ci faccia sapere!
Dr.ssa Valentina Segato

Studio Di Psicologia Dott.ssa Valentina Segato Psicologo a Trieste

45 Risposte

29 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

25 SET 2012

Salve Samira,
l'ingresso alla scuola elementare per un bambino è un momento molto importante. Sicuramente sente che è diventato grande e che gli si richiedono prestazioni maggiori. Sicuramente avrete parlato durante l'estate di questo passaggio importante e probabilmente suo figlio potrebbe avere paura di non riuscire a soddisfare le aspettative che secondo lui avete o sono proprie di chi va in prima elementare.
A 5 anni è già in grado di dire cosa gli succede: potreste chiedere a lui perchè piange, se ha paura e di cosa e rassicurarlo in merito.
Credo sia importante insistere e cercare di rendere il saluto meno lungo possibile: allungare i saluti quando lasciate il bambino può allungare il suo pianto. Se poi il bambino è tranquillo sia a scuola che all'uscita, non credo ci sia molto da preoccuparsi, ma solo da aspettare e lasciare che si rassicuri col tempo.
Cordiali saluti
Dr.ssa Alfonsina Pica, psicologa e psicoterapeuta

Dott.ssa Alfonsina Pica Psicologo a San Miniato

102 Risposte

84 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

25 SET 2012

Gentile Samira,
il suo bambino sembra manifestare una difficoltà nel momento della separazione, ma come lei descrive, sembra riuscire a tranquillizzarsi abbastanza rapidamente, spostando la sua attenzione e concentrandosi su altro. Questo indica che questa sua difficoltà non incide sulla possibilità di apprendere e sperimentare cose nuove nel contesto extra-familiare. In alcuni casi, la difficoltà di separarsi del bambino riflette, almeno in parte, una fatica che anche il genitore sente, alimentando una sorta di circolo vizioso. Può essere il vostro caso? Se così fosse, io proverei a capire se lei o il papà del bambino avvertite una particolare preoccupazione o ansia relative al distacco da vostro figlio, che involontariamente potreste comunicargli in quei momenti. Un atteggiamento, innanzitutto interiore ma anche manifestato esteriormente, di calma e di fiducia, sia nella capacità del bambino di "farcela" da solo, sia nelle persone (le maestre, i compagni) che si prenderanno cura di lui o passeranno il tempo con lui, potrebbe aiutare vostro figlio a distaccarsi con maggiore facilità.
Spero di esserle stata di qualche aiuto.

Cordialmente
Dott.ssa Lisa Chiara Parmiani

Dott.ssa Lisa Chiara Parmiani Psicologo a Milano

7 Risposte

5 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

25 SET 2012

Cara Samira, lei sta vivendo la difficoltà di moltissime madri. Posso assicurarle che la drammaticità del pianto di suo figlio non corrisponde necessariamente ad un dramma. Ogni cambiamento, specialmente se comporta un distacco dal porto sicuro famigliare, genera necessariamente timore nel bambino. C'è chi lo manifesta in modo più silenzioso e meno rabbioso. Il fatto che suo figlio, una volta all'interno della classe, normalizzi il suo stato d'animo e partecipi alle attività può già rassicurarla. Tenga duro e vedrà che il tempo e l'abitudine faranno il resto. Cordiali saluti. Dott.ssa sabina Orlkandini, Torino

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

336 Risposte

191 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

25 SET 2012

E' possibile, si tratti di un problema legato allo sviluppo psicoaffettivo del bambino, in particolare inerente una fase specifica che normalmente avviene intorno i due tre anni, circa la "prima" separazione dal riferimento affettivo "costante" , puo' essere utile affrontare il problema con uno psicologo che si occupa in modo specifico di "psicologia dell'eta' evolutiva. Cordiali saluti Carla Foletto

Dott.ssa Carla Foletto Psicologo a Mantova

4 Risposte

3 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

25 SET 2012

cara Samira,
non è raro assistere a scene di pianto, anche accorato, all'inizio della scuola, spesso anche in bakbini che NON frequentano la prima!! Il passaggio dalla scuola dell'infanzia alla scuola primaria è netto e impegnativo per ogni bambino, sancisce a livello individuale, famigliare e sociale la fine della prima infanzia e questo il bambino lo capisce perfettamente.
Penso sia comprensibile la reazione di suo figlio, anche se nessun altro intorno a lui reagisce allo stesso modo; sicuramente un atteggiamento accogliente e comprensivo aiuta il bambino non solo a superare più velocemente questa "fase", ma anche e soprattutto, a fare la fondamentale esperienza di essere compreso e accolto dai propri genitori in un momento di forte vulnerabilità. E' bene essere fermi, nel senso che NON si può dare al bambino in alcun modo l'illusione che si possa NON andare a scuola (anche perché trattasi di scuola dell'obbligo), vedrà che col tempo il bambino si abituerà alla nuova situazione, che gradualmente diventerà una routine, e quando si sarà fatto un bel gruppo di amichetti la cosa si risolverà spontaneamente.
Un caro saluto
Dr. Alessia Scipioni

Anonimo-126894 Psicologo a Roma

272 Risposte

160 voti positivi

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Psicologi specializzati in Psicologia infantile

Vedere più psicologi specializzati in Psicologia infantile

Altre domande su Psicologia infantile

Spiega il tuo caso ai nostri psicologi

Invia la tua richiesta in forma anonima e riceverai orientamento psicologico in 48h.

50 È necessario scrivere 23600 caratteri in più

La tua domanda e le relative risposte verranno pubblicate sul portale. Questo servizio è gratuito e non sostituisce una seduta psicologica.

Manderemo la tua domanda ai nostri esperti nel tema che si offriranno di occuparsi del tuo caso.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Introduci un nickname per mantenere l'anonimato

La tua domanda è in fase di revisione

Ti avvisaremo per e-mail non appena verrà pubblicata

Questa domanda esiste già

Per favore, cerca tra le domande esistenti per conoscere la risposta

psicologi 16800

psicologi

domande 23600

domande

Risposte 85450

Risposte