Perché non riesco a laurearmi?

Inviata da sara. 10 nov 2014 · 14 Risposte · Orientamento scolastico

Salve, ho 37 anni. Ho terminato gli studi universitari dieci anni fa. Non sono mai riuscita a scrivere la tesi. La mia media è piuttosto alta, ho sostenuto esami con esiti decisamente discreti. Non riesco a capire cosa mi sia successo. Questo blocco mi ha impedito di vivere serenamente. Sono stata da vari psicologi ma niente..non riesco ad uscirne. Adesso mi sento un'incapace e non so davvero a chi affidarmi né cosa fare. Non capisco più chi sono né perché non riesca a scrivere la tesi. E' davvero angosciante ritrovarsi a vivere per 10 anni pensando ogni giorno alla stessa cosa e cercando di affrontarla in modi diversi. Forse sono davvero incapace di scriverla..ma perché allora ho superato tutti gli esami con una media del 29? Vorrei essere aiutata nel farcela ma non so più a chi rivolgermi.

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14 Risposte

  • Miglior risposta

    Gentile Sara, il passaggio dagli esami alla tesi per alcuni studenti risulta abissale e provoca grandi rallentamenti.
    Non esiste una risposta universale al perché la tesi può risultare tanto ostica, ma esistono alcuni aspetti a cui vale la pena porre attenzione.
    La tesi, a differenza dagli esami universitari, è un lavoro che richiede maggiore autonomia. Non esistono linee guida rigide per la scrittura di un lavoro originale, cosa che invece contraddistingue generalmente la maggior parte degli esami universitari in cui studiano il materiale del corso o i libri, si può ragionevolmente sapere su cosa verterà l'esame e la valutazione.
    Questo margine di autonomia e indeterminatezza del lavoro per alcune persone può essere difficile da tollerare. Un profilo comune tra le persone che hanno più difficoltà a sostenere un lavoro autonomo e privo di linee guida sono persone con standard perfezionistici, inclini all'ansia e con poca autostima. Sono caratteristiche che sottendono tutte un funzionamento emotivo su cui è possibile lavorare con uno psicologo.
    Non si perda d'animo, purtroppo si impara a scrivere la tesi solo dopo averla terminata, quindi nessuno vi si approccia sapendola già scrivere. Provi a spostare il proprio lavoro in una direzione più sperimentale e empirica e, se possibile, provi ad accettare l'idea di consegnare un lavoro di tesi al di sotto delle proprie aspettative, anche solo per concludere il proprio percorso di studi.
    Cordiali saluti,
    Dr. Valerio Celletti

    Pubblicato il 10 Novembre 2014

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    Studio di Psicologia Cognitiva e Sessuologia - Dr. Valerio Celletti Milano

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    • Gentile Sara
      lei si è messa in testa una idea che non ha fondamento e che è una specie di "idea parassita" che esiste solo perché lei stessa la nutre di pensieri sbagliati.
      Uno di questi pensieri, anzi il principale, è che lei non riuscirà a laurearsi.
      Che idea banale! Certo che riuscirà a farlo è solo necessario che ci creda e che creda in se stessa e inoltre è, assolutamente, necessario che lei si metta all'opera in pratica e che impedisca così di Nutrire quella sciocchezza di idea!!!
      Una Pausa anche lunga , in realtà non significa nulla, solo che c'è stata una Pausa e che poi uno porta a termine la fatica intrapresa e sostenuta.
      E' necessario portarla a termine con forza, ma non forza di volontà esatenuante, Forza data da interiore voglia di esprimersi e di concludere con gioia!
      Cordiali saluti Dott.ssa Ceccucci Silvana Psicoterapeuta in Ravenna .

      Pubblicato il 12 Novembre 2014

      Logo Dott.ssa Silvana Ceccucci

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    • Gentile Sara,
      scrivere la tesi e discuterla rappresenta la fine di un percorso di studi in cui lei ha investito tanto, prova ne è la sua ottima media. Credo valga la pena riflettere sul significato che ha avuto per lei il percorso fatto e quello futuro nella veste di "Dottore". Provi a ripartire dal suo "Non capisco più chi sono", magari con l'aiuto di uno psicologo. Il fatto di aver già fatto un percorso con un collega non esclude di riprovarci, magari partendo da una nuova prospettiva.
      Un cordiale saluto
      Dott.ssa Silvia Roberta Villa

      Pubblicato il 11 Novembre 2014

      Logo Dott.ssa Silvia Roberta Villa

      18 Risposte

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    • Gentile Sara, la situazione che lei descrive è abbastanza frequente tra gli studenti. Sono persone che nella maggior parte dei casi possiedono tutte le capacità per superare con profitto tutti gli esami, ma si bloccano, non riescono ad andare avanti e passano le giornate a ripetersi con angoscia che devono farlo. Lei ha superato con profitto tutti gli esami e poi si è fermata. Che cosa comporta per lei laurearsi, prendere quel titolo, diventare dottore? Per rispondere a questa domanda, bisognerebbe ascoltare la sua storia. Ci sono altri laureati in famiglia? L'acquisizione di un titolo, cambierebbe qualcosa negli equilibri familiari, avrebbe maggiore considerazione oppure la cosa passerebbe inosservata..Oppure, se mettiamo da parte la famiglia, l'acquisizione di quel titolo, potrebbe cambiare la valutazione che lei ha di se stessa. Lei è stata brava, ha preso anche voti alti, si è spaventata? E’ troppo? Forse è arrivato il momento che lei possa accettare di andare avanti e dimostrare a se stessa di avere qualche capacità.

      Pubblicato il 11 Novembre 2014

      Logo Dott.ssa Mirella Caruso
      Dott.ssa Mirella Caruso Bologna

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    • Carissima Sara
      nella tua lettera non scrivi se questa situazione di stallo è estesa anche ad altre aree della tua vita o se ti è già capitata.
      Mi chiedo cosa sia successo dieci anni fa che ti abbia bloccata, dopo un brillante percorso di studi. In genere chiudere un percorso significa iniziarne uno nuovo, magari con maggiori responsabilità. Che significato ha invece per te? Come affronti le responsabilità? Quanto è importante per te il giudizio degli altri? Mi colpisce che in tutti questi anni tu non abbia chiesto un aiuto esterno per scrivere la tesi, magari facendoti supportare da un collega di studi. Da ciò che scrivi sembra che in questi ultimi anni la tua vita si sia fermata a quella tesi. Mi piacerebbe sapere se la tua vita privata e professionali sono invece soddisfacenti.
      Credo che un percorso terapeutico ti potrebbe aiutare a chiarire alcuni punti cruciali di te stessa per affrontare più serenamente i tanti compiti che la vita ci pone davanti.
      Un caro augurio.
      Dott.ssa Simona Loi Zedda

      Pubblicato il 11 Novembre 2014

      Logo Simona Loi Zedda Psicoterapeuta, Sessuologa e Facilitatore PSYCH K

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    • Salve Sara,
      mi viene da pensare che dietro a questo conflitto ci sia qualcosa di importante nel tuo percorso esistenziale, da te accantonato.
      Fondamentale ora è scoprirlo attraverso una relazione terapeutica psicodinamicamente orientata.
      Considerando che hai già contattato vari psicologi senza successo, immagino la tua resistenza ad avvalerti della 'categoria' ma, allo stesso tempo, l'esserti rivolta a questo portale indica che c'è in te ancora la speranza nella collaborazione psicoterapeutica.
      Ebbene, questo blocco, anche se con una certa difficoltà iniziale, va assolutamente affrontato insieme con un/a dei miei colleghi di formazione psicodinamica-relazionale.
      Se nel frattempo ritieni utile continuare a comunicare con me , sai dove trovarmi.
      Dottssa Carla Panno
      psicologa-psicoterapeuta

      Pubblicato il 11 Novembre 2014

      Logo Dott.ssa Carla Panno

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    • È giunto il momento, cara Sara. Non so a chi si è rivolta ma da quel che scrive sembra che qualche tentativo l'abbia fatto; probabile ora il suo cambiamento (krisis=cambiamento-guarigione), il suo atto di "guarigione" debba prevalere. La tesi è un rito e come tale lei lo ha assunto, un rito di passaggio che le consentiva, e consentirà, l'ingresso e l'ufficializzazione del suo "Essere per l'altro ", un Essere che può. È certo che quel che lei sa Essere la possibilità di un nuovo Status l'angoscia e l'angoscia è tra le cose più complesse d'affrontare ma, fortuna, non impossibili da superare. Trovarne cause non ci aiuterà moltissimo ma comprendere cosa le accade, empaticamente, sarà un passaggio fondamentale per consegnarle senso perche, se ci pensa, è questo quel che sta domandando. Trovare il senso le donerà una sorta di chiarore, di visione diversa del suo Essere attuale e di li il proseguire assumerà altro colore che non sarà più del blocco ma dello scorrere.
      Abbia fiducia! Se domanda ora è perché si sta ponendo in una posizione di condivisione e l'altro non potrà che rimadarle "il senso", non la soluzione che invece sarà lei, cara Sara, a vedere. Vedere perché gia in suo possesso ... dovra solo porsi nel giusto modo, osservarla e farla nascere.
      Forza! Ci creda!

      Pubblicato il 11 Novembre 2014

      Logo Ancona Fulvio
      Ancona Fulvio Napoli

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    • Gentile Sara,
      casi analoghi al suo sono stati brillantemente risolti dalla Psicoterapia Breve Strategica; ha provato a consultare qualche professionista che segue questo approccio? Quanto meno la psicoterapia secondo questo indirizzo le darà risposte, positive o negative che siano, in breve tempo, poichè la media nell'ottenimento dei risultati in casi simili è inferiore .alle dieci sedute.
      Cordiali saluti

      Pubblicato il 10 Novembre 2014

      Logo Valentina Sciubba

      1054 Risposte

      645 Valutazioni positive

    • Gentile Sara, comprendo bene la sua situazione. Purtroppo ad oggi le molte incognite del mondo "adulto" costituiscono spesso motivo di blocco, anche per giovani dotati e che sarebbero in grado di essere persone funzionali ed efficienti ovunque. Purtroppo non è possibile darle una risposta univoca, né tantomeno riuscire a risolvere la sua situazione senza conoscere a fondo i suoi vissuti. Per intenderci, ognuno di noi sperimenta "blocchi" di vario genere, ma le origini possono essere molteplici e di difficile identificazione. Alcune cause sono traumatiche, altre possono avere a che fare con una latente insicurezza, altre ancora con aspetti complessi relativi al proprio ruolo famigliare e nella società in genere. Per questi motivi la invito a riprovare (non tutti gli psicologi/psicologhe sono uguali, ed è necessario trovare qualcuno a cui affidarsi con serenità, qualcuno con cui costruire una salda alleanza terapeutica) per poter lavorare insieme al meglio. Cerchi, riprovi, e vedrà che una volta trovata la persona giusta per lei, riuscirà a entrare in contatto con la base del suo blocco e a venirne a capo.
      Le faccio i miei migliori auguri.
      Alberto Agnelli

      Pubblicato il 10 Novembre 2014

      Logo Studio di Psicoterapia e Training Autogeno dott. Alberto Agnelli

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    • Cara Sara,
      immagino che in questi 10 anni la tua vita sia andata avanti in molti ambiti e sarebbe interessante sapere che vita conduci oggi e di cosa ti occupi. Da quel che riesco a comprendere il desiderio di laurearti è stato sempre presente in questi anni ma anche il disagio nel non riuscire a chiudere un percorso, un cerchio. Sarebbe interessante comprendere cosa significa per te laurearti oggi e cosa te lo impedisce. Credo che questo sia fondamentale per poter prendere una decisione, sai alcune volte ci cuciamo addosso degli abiti "del gran giorno" che al momento sembrano perfetti ma quando, dopo anni, andiamo per indossarli non ci permettono di sentirci a nostro agio.
      Un caro saluto,
      Dott.ssa Alessandra Scaccia

      Pubblicato il 10 Novembre 2014

      Logo Dott.ssa Alessandra Scaccia

      11 Risposte

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    • Buonasera, credo fermamente che nutrire sentimenti di rabbia nei propri confronti non serva poi a tanto. Molto probabilmente questo suo "blocco" è legato a delle paure e ansie che inconsapevolmente lei conosce bene. Il mio consiglio è quello di lavorare non su di sé ma "con se stessa", accettando anche la possibilità di non farcela. Forse sarà un percorso duro, ma la prova a cui è chiamata non sarà quella di laurearsi ma di capire il suo percorso di vita, i suoi limiti e le sue potenzialità. Non si scoraggi, ma cerchi un/una collega che possa veramente accompagnarla lungo questo cammino. Buona serata.

      Pubblicato il 10 Novembre 2014

      Logo Dott. Pietro Caputo
      Dott. Pietro Caputo Misano Adriatico

      2 Risposte

    • Gentile Sara,
      è chiaro da ciò che scrive che lei ha tutti i requisiti per scrivere la sua tesi e su questo non ci sono dubbi!
      La conclusione del percorso universitario rappresenta per tutti la fine degli studi e l'inizio di una "carriera" più o meno progettata e idealizzata. Intraprendere questa carriera molte volte spaventa. Sarò capace? Riuscirò nei miei progetti? Potrò sostenere la responsabilità delle mie scelte? Tanti sono i quesiti che mettono in gioco il desiderio di realizzarsi e la paura di fallire per questo a volte si sceglie di rimandare lo start-up magari non laureandosi.
      Non so se le domande che ho riportato sopra le calzano a pennello ma so che un blocco come il suo è una difesa messa in atto per proteggersi da scelte importanti di vita. Quali siano queste scelte è solo lei che potrà intuirlo. A questo punto con l'aiuto di uno psicoterapeuta riuscirà a trovare il coraggio di realizzare i propri desideri assumendone i possibili rischi. Auguri, dr. Katjuscia Manganiello

      Pubblicato il 10 Novembre 2014

      Logo Dr.ssa Katjuscia Manganiello

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    • Cara Sara,
      Scrivere la tesi determina la conclusione di un periodo della vita (quello universitario) e il prendersi altre responsabilità. Come ogni conclusione, quindi, é dura da affrontare e può creare dei turbamenti.
      Inoltre mi chiedo e le chiedo: é successo qualcosa nella sua vita (anche extra universitaria) nel momento in cui ha concluso gli esami e stava per affrontare la scrittura della tesi?
      Cordialmente,
      Dott.ssa Gerbi

      Pubblicato il 10 Novembre 2014

      Logo Dott.ssa Martina Gerbi

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    • Gentile Sara, sembra che portare a termine la tesi e laurearsi comporti un grosso conflitto dentro di lei. È difficile dire di cosa si tratta, senza conoscerla. Cosa le consentirebbe la sua laurea? Che prospettive aprirebbe? Che cambiamenti dovrebbe affrontare? Quali aspettative e di chi sono in gioco? Di certo il problema non è una incapacità a scrivere la tesi, la difficoltà è emotiva. Si affidi nuovamente ad uno psicoterapeuta.
      Saluti
      Maria Rita Milesi
      Psicologa Psicoterapeuta a Bergamo e a Milano

      Pubblicato il 10 Novembre 2014

      Logo Dr.ssa Maria Rita Milesi

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