Perché mia figlia non mangia a scuola?

Inviata da Alessia Rocco · 22 ott 2014 Psicologia infantile

Buongiorno, mia figlia, tre anni il prossimo dicembre, ha iniziato a frequentare la scuola dell'infanzia e da circa tre settimane resta là anche per il pranzo. Dunque l'orario di permanenza scolastica è diventato di otto ore. La bambina non mangia nulla o comunque talmente poco che praticamente resta digiuna. Le maestre mi dicono "speriamo passi" e ovviamente io vado in ansia. Cerco di non colpevolizzarla e soprattutto di non rimpinzarla appena torna da scuola ma di integrare le mancanze durante la cena. Mia figlia di solito mangia senza problemi e ha trascorso un'estate davvero meravigliosa dal punto di vista alimentare. Con l'inizio dell'asilo tutto è cambiato. Anche l'anno scorso, al nido, ha mostrato inappetenza per il primo mesetto, dovendosi abituare al nuovo assetto e immagino stia facendo la stesa cosa adesso. Aggiungo che, nonostante sia abbastanza serena quando va a scuola, mi ripete spesso di essere triste quando è in classe perché vuole la mamma. Me lo hanno confermato anche le maestre, dicendomi che la bimba è un poco timorosa dell'ambiente scolastico e che difficilmente si avvicina spontaneamente ai giochi. A casa è si gioiosa, anche se a tratti più nervosa. la bambina si rassegna a dover uscire la mattina per andare a scuola, ceca anche di auto convincersi dicendo che le piace andarci, ma senza troppa convinzione.

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Miglior risposta 22 OTT 2014

Gentile Alessia,
un buon inserimento alla scuola dell’infanzia richiede ai bambini del tempo che è necessario per prendere confidenza con maestre e compagni, per abituarsi alle nuove routine e al distacco dalle figure genitoriali e dal proprio ambiente familiare. Il momento del pasto inoltre ha una profonda valenza comunicativa e con il rifiuto del cibo la sua bambina le sta comunicando la sua difficoltà nell’adattarsi alla nuova situazione. Mangiare con le maestre e con i compagni in un ambiente che non le è ancora del tutto familiare rende più viva la percezione del distacco dalla mamma con la quale è stata abituata a consumare i pasti fin dalla nascita. Conceda alla bimba del tempo, le dimostri interesse per le sensazioni e le emozioni che prova nel momento del distacco da lei e nel corso della sua permanenza a scuola. Se la bambina si sentirà capita, incoraggiata e non colpevolizzata, l’inserimento, anche in relazione al momento del pasto, si completerà con successo.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Silvia Roberta Villa

Dott.ssa Silvia Roberta Villa Psicologo a Torino

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23 OTT 2014

Gentile Alessia
la piccola è disturbata dal passare tanto tempo fuori casa; lo dimostra in questo modo.
Tuttavia lo stesso suo modo amorevole di approccio al problema come mamma farà in modo che la bambina possa recuperare piano piano e inserirsi in modo più sereno nell'ambiente.
Va data sempre molta comprensione e magari creare una situazione "più" vicina con una maestra che sia disposta ad entrare in rapporto privilegiato con la bambina .
Cordiali saluti Dott.ssa Silvana Ceccucci Studio in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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22 OTT 2014

Cara Alessia,
Probabilmente, come già successo in passato per il nido, la sua bambina sta patendo un po' il cambiamento. Le dia il tempo di ambientarsi, nel pieno rispetto dei suoi tempi.
Cordialmente,
Dott.ssa Gerbi

Dott.ssa Martina Gerbi Psicologo a Asti

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22 OTT 2014

Cara Alessia, è abbastanza frequente che nel primo mese di asilo i bambini non vogliano mangiare. Le emozioni sono molto legate al cibo anche per noi adulti: quando siamo giù cerchiamo il dolce oppure quando siamo nervosi a volte lo stomaco"si chiude". Questo avviene ancora di più nei bambini che esprimono la loro insofferenza maggiormente nel non verbale. La bambina sta esprimendo il suo disagio (normale che le manchi la mamma, sarebbe anormale il contrario, no?)e del resto per un bambino il mezzo più potente per attirare l'attenzione del genitore sta proprio nel cibo. Provi a rassicurarla di più quando la accompagna e le prometta un'attività insieme al suo ritorno, non un giocattolo, meglio un disegno insieme, una passeggiata, preparare un dolce insieme, ecc..qualcosa che accompagni sua figlia durante la giornata e renda l'attesa più piacevole. Magari si faccia dare anche il menù settimanale e con entusiasmo la prepari a quel che mangerà. I bambini hanno bisogno di routine, di sapere cosa li aspetta, di punti di riferimento e tanta rassicurazione per affrontare meglio i cambiamenti.

Dott.ssa Eleonora Russo Psicologa e Psicoterapeuta Psicologo a Trani

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22 OTT 2014

Buongiorno Alessia, le informazioni che fornisce nel suo messaggio farebbero ipotizzare una difficoltà di separazione che la sua bambina esprime attraverso il cibo. Forse il problema richiede un periodo di adattamento, tuttavia, affinché possa stare più tranquilla, le suggerirei di rivolgersi ad uno psicologo infantile.
Saluti
Maria Rita Milesi

Dr.ssa Maria Rita Milesi Psicologo a Bergamo

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