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Paura di non dormire se mi devo svegliare presto

Inviata da Marica il 8 ago 2019 Fobie

Insonnia solo se mi devo alzare presto

Buona sera,
sono una ragazza di 34 anni e da quando frequentavo la prima media soffro di una strana forma di insonnia.
Tutto cominciò una sera, senza nessun preavviso. Guardavo il film di "Forrest Gump". Il film durava 3 ore e ad un certo punto mi appisolai. Quando mi svegliai erano le 23.45 e mi prese il panico. Erano già passate le 23.30 (l'orario in cui andavo a dormire) e io non dormivo. Un forte senso di oppressione al petto, il cuore batteva a mille ed io nel panico. Quella notte mi addormentai alle 3 passate.

Da quel momento in poi il mio rapporto con il sonno cambiò per sempre.

Durante gli anni delle medie, una volta all'anno mi prendevano questi attacchi di panico notturni che si potevano protrarre anche per più di una settimana.
Normalmente non ho problemi ad addormentarmi, anzi mi piace dormire, ma quando sono sotto stress tutto cambia. Ciò che mi genera stress è il sapere di alzarsi presto la mattina. Per esempio, quando andavo a scuola mi alzavo alle 5.15 e la sera vivevo molto male il momento di andare a letto perché mi imponevo di andare a dormire entro le 22.30 e questo ovviamente riduceva moltissimo la mia vita sociale perché non avevo tempo di fare nulla. Solo scuola, compiti, cena e poi a letto. Ma non ce la facevo ad andare a letto più tardi di quell'orario perché altrimenti mi scattava in automatico l'ansia di non dormire e di conseguenza non dormivo.
La domenica mattina che era l'unico giorno in cui potevo dormire mi svegliavo presto la mattina per paura di non riuscire a dormire la sera successiva perché troppo riposata.
Inutile dire che questo ha condizionato la mia già difficile vita da adolescente, facendomi vivere i 9 mesi scolastici come una tortura e cominciare a piangere dal primo Settembre per l'imminente inizio dell'anno scolastico.
Quando ho cominciato a lavorare si è ripetuta la stessa cosa, l'unico cambiamento è che sono riuscita a "spostare" il mio orologio interno alle 23.30 e non ho più avuto attacchi che durassero per più di una notte.
Trovai il classico lavoro di ufficio, con i classici orari di ufficio. Il lavoro in sé mi piaceva, l'ambiente lavorativo invece no e questo mio strano rapporto con il sonno mi rovinava la vita. Mi sentivo molto triste perché vivevo male la routine e la sera ero ancora più triste perché sapevo di dover andare a letto perché la mattina mi dovevo alzare presto e ricominciare il tram-tram quotidiano. I week end passavano noiosi e la domenica ero di cattivo umore perché sapevo che la mia "libertà" era finita e dal giorno dopo la routine sarebbe ricominciata.
Questo stata d'animo peggiorava (e peggiora) con i mesi invernali ed autunnali.
Attualmente sto lavorando come commessa e quindi non mi devo alzare presto la mattina perché il mio lavoro si concentra principalmente la sera. Nonostante questo, soffro ancora di insonnia. Se la mattina devo aprire il negozio (alle 10, non presto) la sera mi prende il panico perché penso che, se non dormo non riuscirò ad affrontare la giornata e che se io mancassi metterei nei guai qualche collega e la collega si arrabbierebbe con me. Inoltre questo lavoro non mi piace. Riesco a vedere a malapena il mio ragazzo (con il quale convivo) perché lui è libero il sabato e la domenica e vorrei cambiarlo in futuro anche per poter usare al meglio la mia laurea in lingue che con tanta fatica ho guadagnato.
Ho adorato i tempi dell'università in cui potevo gestire autonomamente la mia vita senza vincoli di orario. Ma so che questo non sarà più possibile.
Invidio le persone che se ne "sbattono" degli orari e a costo di passare la notte in bianco si fanno comunque le loro serate nei locali.

Odio me stessa per non riuscire a liberarmi di questa ossessione per il sonno.
Odio il dover pensare di passare una vita noiosa fatta solo di obblighi e noia.
Odio il pensare che ci sia solo la scelta binaria tra il lavoro di ufficio, che mi garantirebbe un più alto stipendio, un uso maggiore dei miei studi e orari più tranquilli ma che di contro io associo ad una vita piatta e noiosa e un lavoro come quello della commessa dove la flessibilità di orario mi permette di organizzare meglio la mia vita ma che considero un lavoro non gratificante che mi impedisce di avere tempo per i miei affetti.

Da tempo ho iniziato la psicoterapia. La mia dottoressa sostiene che l'evento traumatico della prima notte insonne abbia scatenato un circolo vizioso e che poi questo si sia trasformato in un'abitudine. Lei dice che devo combattere la mia abitudine prendendone consapevolezza e cercando di "educare" il mio corpo a dormire quando vado a letto.

Dato che mi sento molto sola in questa battaglia, vorrei sapere se esistono altre persone con il mio strano problema e se e come siano riuscite a liberarsene.

Io voglio credere che questa mia paura, seppur dopo tanti anni, passerà.

La ringrazio,
M.

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Gentile Marica,
alla base della sua ansia per il sonno e quindi alla base della sua insonnia vi è una struttura di personalità molto rigida in cui c'è troppo spazio per i doveri e troppo poco per i piaceri.
Occorre quindi che lei impari a rilassarsi nel corpo e nella mente ed impari a derogare dalla routine concedendosi ogni tanto qualche piacevole divertimento a cui è disabituata.
Possono essere utili gli esercizi di Training Autogeno per rilassarsi in attesa che il percorso di psicoterapia che sta facendo le sia di giovamento.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentile Marica, mi sembra abbastanza evidente che alla base di tutta la problematica ci sia un disturbo d'ansia abbastanza severo. Sarebbe utile che si sottoponesse in terapia ad alcuni test al fine di stilare un profilo di personalità. Per quanto riguarda la terapia sarebbero molto utili alcune tecniche mente-corpo, e a tal fine non c'è che l'imbarazzo della scelta: dalla mindfulness (che si può imparare anche in gruppo) all' Emotional Freedom Tecnique (EFT) e molto altro. Insomma non vedo utile un lavoro solo verbale. Da non trascurare anche la naturopatia per re-sincronizzare il sonno, per esempio la melatonina ed il magnesio, a dosi più alte però di quelle normalmente usate. Come vede il campo d'intervento è vasto, ma ovviamente non le posso "prescrivere" una terapia a distanza.
Cordiali saluti
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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