Non riesco a decidermi su due uomini ! Sono confusa...

Inviata da Giulia · 27 mar 2015 Terapia di coppia

Buongiorno, ho avuto per due anni una relazione seria con R.un ragazzo fantastico, che mi amava molto,serio,rispettoso,molto intelligente e dinamico, che mi faceva sentire al sicuro, ma c'è sempre stata poca attrazione fisica, non c'era appagamento sessuale e alla fine sembravamo più due amici. Poi la storia è finita perché era tornato il mio ex A. con cui sono stata anni fa x poco tempo, io e lui ci siamo sempre piaciuti, ma si comportò male nei miei confronti e ci lasciammo.
Mi sono rimessa con lui e adesso stiamo insieme da 8 mesi, è davvero cambiato, maturato, è dolcissimo e premuroso, mi fa un sacco di sorprese e, come è sempre stato, c'è molto feeling fisico, il sesso con lui è buonissimo. Ma il problema per me è che c'è meno attrazione 'mentale', ovvero non è una persona molto dinamica, che fa tante cose, che sa molte cose, non ha molte passioni, è molto indeciso sul suo futuro..
Da un mesetto mi sto sentendo con R. perché io e lui non ci siamo mai separati totalmente, dopo esserci lasciati mi sono messa subito con A. e non ho avuto il tempo necessario,secondo me, per metabolizzare la rottura. Poi essendo stata una persona importante non riesco a staccarmene, e quindi adesso mi ritrovo confusa su quello che voglio.
R. vorrebbe tornare con me, è molto cambiato dopo la nostra rottura (così dice) credo sia ancora più maturo e abbia capito alcuni errori o deficit della nostra storia (il fatto che c'era poca attrazione e attenzioni), ma ho paura che ci si possa ritrovare nella stessa situazione e con gli stessi problemi,ovvero poca attrazione (da parte mia) e un rapporto come fossimo due amici. Ma questo non lo poso sapere.. da una parte vorrei vederlo per capire come potrebbe essere..ma capisco anche che non è giusto stare con un piede in due scarpe (visto che A. non sa nulla di questa mia indecisone tra lui e R.). In più starei malissimo se R. si rifacesse una vita, perchè sono ancora troppo legata a lui e vederlo accanto ad un'altra ragazza a cui darebbe tutto quello che ha dato a me, mi spaccherebbe il cuore. Perché lui è davvero un ragazzo d'oro. Ma devo capire se questa mia paura è solo fondata sul fatto che non mi sono distaccata bene da lui e quindi sono solo 'fissata' con lui, oppure perché sono ancora innamorata.
Sono veramente confusa su quello che voglio, perché da una parte mi piace molto il lato 'mentale' di R.il fatto che sia una persona brillante, intelligente e affamato della vita, ma dall'altra parte mi piace molto il feeling 'fisico' che c'è con A,il rapporto molto passionale che c'è con lui. Sono due lati molto importanti, meglio un amore senza attrazione fisica o un amore con attrazione fisica ma senza quelle mentale?
Mi ritrovo ogni giorno da un mese a questa parte a pensare a questa scelta, e sinceramente mi sta risucchiando le energie, sono davvero stressata e mi sento uno schifo perché so di far star male due persone.
Per favore aiutatemi ad avere le idee più chiare!
Ps. premetto che nella vita io sono una ragazza molto indecisa su tutto.
Giulia

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Miglior risposta 29 MAR 2015

Buona sera Giulia,
ho riletto più volte e con attenzione quanto hai scritto.
Mi sembra di aver capito che sei combattuta tra due ragazzi, entrambi che conosci e con i quali hai già avuto una relazione, di cui uno ti attrae mentalmente ed uno fisicamente.
Dalle tue parole mi arriva un fortissimo senso di confusione ed insicurezza, misto ad un forte senso di colpa per il male che credi di fare ai due ragazzi. Mi viene in mente l'immagine di un blocco sullo stomaco che ti impedisce di avvertire la giusta spinta verso uno dei due ragazzi. Mi sembra di capire che sei di fronte ad un conflitto dal quale non riesci ad uscire, e non credo che nessuno dei due ragazzi possa aiutarti in questo.
Ti invito a prendere del tempo per te stessa, per ascoltare quali sono i tuoi bisogni autentici e per poter pian piano riuscire a dar loro voce. Il male maggiore finisci per farlo a te stessa, non prestando la giusta attenzione a ciò che in questo momento della tua vita è più utile per te.
Credo che imparare ad ascoltare se stessi sia un percorso lungo e non sempre semplice, ma è ciò che ti può portare a risolvere i tuoi conflitti, a stare bene con te e a trovare cosa ti fa stare bene nel rapporto con gli altri. Il mio lavoro è proprio questo: aiutare i miei pazienti a puntare l'obiettivo verso i propri bisogni, verso se stessi.
(Mi sono permessa a darti del tu essendoti presentata come una ragazza. Ho ipotizzato che potesse essere un linguaggio più congeniale con una persona giovane)

Dott.ssa Valentina Trapanà Psicologo a Salice Salentino

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18 MAG 2015

gentile Giulia,
Le pene d'amore sono molto più antiche della psicologia. Dunque, è possibile che il suo quesito sia mal indirizzato: personalmente (ma altri colleghi dissentirebbero), non credo che il lavoro psicologico -tanto più "per corrispondenza"- possa chiarire alcunché circa gli andirivieni amorosi: una volta passati in rassegna meccanismi e invarianze, elementi inconsapevoli e letture alternative, resta infatti un nocciolo, nell'esperienza amorosa, che è profondamente refrattario alla psicologizzazione.
A mio avviso, dunque, l'elemento più suscettibile di interrogazione nella sua domanda è quello che appunto la riguarda più da vicino: la tenacia con cui il dubbio anima i suoi pensieri e la sua vita, non soltanto amorosa -a quanto lei stessa afferma.
Dunque, se fossi in lei, credo che proverei a ricostruire un po' la storia ed il posto che il dubbio ha assunto nella mia vita. Quando è arrivato, e su quali temi o situazioni?
E' infatti possibile, ma davvero è solo una suggestione suscitata dal modo in cui lei ha articolato la sua domanda, che il dubbio funzioni per lei come un fattore vivificante, come una condizione nella quale lei (magari pur tra molte difficoltà) reperisce qualcosa di soggettivante e autoaffermativo. Magari (ma, le ripeto, è davvero solo un'ipotesi) per lei il modo di arginare il malessere che la situazione le crea potrebbe essere precisamente non dubitare del suo dubitare, ovvero reperire nella posizione dubitativa che la contraddistingue qualcosa che la individua e la specifica, magari rispetto a qualcosa o qualcuno.
Per far questo, peraltro, non è in fondo necessario un vero e proprio lavoro psicologico.
Altrimenti, ovviamente, il problema è altrove.
Buona giornata,
Emmanuele De Paoli

Dr. Emmanuele De Paoli Psicologo a Torino

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30 MAR 2015

Buongiorno Giulia,
probabilmente se continua a vedere il problema nel modo in cui lo descrive lei, ovvero scegliere tra R. e A., tra attrazione mentale e attrazione fisica, non riuscirà facilmente ad uscirne e a trovare una soluzione.
Di fatto lei stessa dice che è un mese che si ritrova "imprigionata" in questo dilemma.
La prima cosa allora è uscire da questo impasse provando a osservare il problema da un punto di vista diverso, chiedendosi "cosa mi fa stare bene"? "Come sono fatta io e cosa voglio per me"?
Credo che un terapeuta potrebbe aiutarla in questo percorso accompagnandola nella ricerca di una maggiore conoscenza e consapevolezza di se stessa e allora probabilmente dopo le sarà più chiaro anche che cosa fare nella scelta della persona che vuole accanto a sé.
Cordiali saluti
D.ssa Ilaria Di Nasso - Pisa

Dott.ssa Ilaria Di Nasso Psicologo a Pisa

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28 MAR 2015

Cara Giulia, scegliere significa sempre ed inevitabilmente perdere, lasciar andare qualcosa. E se poi ci si pente? Questo può accadere,certo, ma è necessario accettare di correre il rischio, altrimenti si resta in una situazione di impasse a vita, dove in realtà non si è presenti in nessuna situazione e ciò non vale solo per le relazioni d'amore. Restare nel dubbio, nell'indecisione è un modo per non prendersi la responsabilità di scegliere, per non correre il rischio di sbagliare e per non impegnarsi realmente in ciò che si fa, in quanto si sta in una situazione ma con la testa in un'altra. Mi colpisce, infatti, che dal suo racconto tutto dipende dalle caratteristiche oggettive di questi due ragazzi, ma lei come può contribuire a modificare e migliorare le relazioni che decide di intraprendere?A cosa le serve restare nel dubbio?forse a non mettersi realmente in gioco?Insomma forse più che chiedersi quale dei due scegliere, le può essere maggiormente utile interrogarsi su questa sua modalità di agire, soprattutto, se come riferisce, riguarda anche altri ambiti.
Buon lavoro,
Saluti,

dr.ssa Laura De Martino
Psicologa, Psicoterapeuta Relazionale
Napoli

Dott.ssa Laura De Martino Psicologo a Napoli

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27 MAR 2015

Buongiorno gentile Giulia,
ho letto attentamente la sua richiesta dove emerge il suo appoggiarsi a questi ragazzi come per far si che lei si senta più sicura di se stessa mentre per realizzare un rapporto d'amore è importante stare bene con se stessi e appoggiarsi primariamente su se stessi rispettandosi e solo dopo lasciarsi andare nel rapporto con l'altro. La sua attuale indecisione tra i due forse parte proprio da fatto che ognuno dei due ragazzi soddisfa parti di lei che stanno in conflitto tra loro. L'unificazione passa in un lavoro su se stessa che non usi gli altri come strumenti. Una consulenza psicologica de visu con uno/a psicologo/a psicoterapeuta potrebbe aiutarla a fare chiarezza ma la decisione definitiva sui suoi bisogni profondi spetta solo a lei.
Cordialisaluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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