Mi sento solo

Inviata da davide · 10 mar 2014 Autostima

Salve, sono un ragazzo di 25 anni. Non so neppure da dove iniziare. Allora, circa 1 anno e mezzo fa la mia fidanzata mi ha lasciato, dopo 2 anni e mezzo di storia. Lei è stata la prima. L'abbandono è stato traumatico per me. Lei continuava comunque a cercare delle scuse per vedermi, nonostante io cercassi di sparire per soffrire in silenzio, come ho sempre fatto. Ai suoi ultimi messaggi non ho dato più risposta e lei è sparita. Oramai è più di un anno che non la vedo e non la sento, nonostante abbia avuto diverse notizie dai miei familiari che l'hanno incontrata diverse volte nel piccolo paese in cui viviamo. Oggi ho visto una sua foto attuale su Facebook. Non ho avuto il coraggio di cancellarla dalle amicizie, forse per mantenere un legame, e lei non ha cancellato me. Nella foto ho visto quegli occhi che non sono più gli stessi che guardavo con amore un tempo, o forse non sono più lo stesso io. Non capisco se mi manchi o meno. A volte ho la tentazione di contattarla,per sapere come sta, forse per ricreare chi sa quale rapporto, ma l'orgoglio me lo impedisce. Penso a lei ogni giorno nonostante sia passato così tanto tempo. La sogno spesso. E' giusto ricontattarla dopo che sono stato io a sparire? Non riuscivo più a starle vicino, considerato che lei iniziò a parlarmi della sua nuova conoscenza con cui aveva provato ad uscire. Sono fuggito via, giustamente. Oltre questo problema c'è il fatto che non mi sento all'altezza di nessuna ragazza, sento di non poter dare niente, mi sento inferiore, debole, poco interessante; eppure, ho bisogno di amore. Sento la necessità di essere amato e di amare, ma ho paura di non riuscire più a creare un simile rapporto.
Ho abbandonato gli amici, non mi sentivo più a mio agio con loro. Ora ne ho uno, con cui passo spesso le giornate a studiare. Ci parlo spesso, scherziamo,ridiamo, usciamo anche se raramente. Però, non lo sento così vicino da potergli parlare di cose personali. Lui ad esempio sapeva che la mia ex mi aveva lasciato ma non mi ha mai chiesto nulla ed io non gli ho mai parlato. Non lo sento così vicino. Per questo motivo mi sento solo, mi ritrovo spesso a casa solo. Sento di aver bisogno di amici, ma è difficile trovarli. Sono diffidente, sto sempre sulle mie. Questo perché da piccolo ero spesso vittima di bullismo. Quindi ho difficoltà nel relazionarmi, mi sento sempre inferiore agli altri,capita quindi spesso di non riuscire a parlare bene. Se la persona invece mi ispira fiducia sono più sciolto e socievole, ma capita raramente. Non posso mai ridere, al massimo sorrido, perché purtroppo mi mancano dei denti, mi vergogno e questo ovviamente mi crea problemi di autostima. Gli impianti dentali costano tanto, io sono solo uno studente universitario, non posso permettermeli e non posso gravare sulle tasche dei miei genitori. All'università vado a rilento! Sono al 5° anno di Farmacia, ma con gli esami solo alla metà. Mi sento demotivato, quindi studio e vado avanti per inerzia. Non posso lavorare, perché non c'è lavoro e perché non posso andare ancora più lentamente all'università, non la finirei più. Capita di fare dei lavoretti, ma niente che mi permetta di accumulare una cifra sostanziosa. Ci sono sempre le tasse universitarie da pagare. Per questi motivi non posso neppure fare sport o altre attività che mi permetterebbero, forse, di socializzare. Mi sento bloccato in tutto. Sono quì, di sabato sera, ancora, immobile, che non riesco a reagire. Ho paura del mondo, ho paura di tutto, di non ruscire ad andare avanti, di fallire, di non essere all'altezza di questo mondo. Sono così profondamente diverso dai miei coetanei, non so come fare per essere normale. E' una vita che rincorro la normalità, sono stufo di sentirmi sempre così solo, depresso, alienato. Vorrei andare avanti, ma il passato mi trattiene e non so come liberarmene. Forse non voglio. Cosa dovrei fare? Io non lo so più.

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Miglior risposta 18 MAR 2014

Gentile Davide
è una cosa alquanto strana: ma tutto quello che lei indica come un peso, come un ostacolo, sofferenza e isolamento io la vedo come sensibilità, originalità, unicità e possibilità. Quando lei dice: "Sono così profondamente diverso dai miei coetanei, non so come fare per essere normale. E' una vita che rincorro la normalità" io penso, invece, che è una fortuna che lei non sia omologato a tutti gli altri. Ciò che oggi la differenzia dagli altri, può renderla più affascinante domani. Ed è probabile che tutte le cose che lei percepisce come difetti un giorno saranno il suo punto di forza, perché sono proprio gli ostacoli, la solitudine, il dolore, la sensibilità che la renderanno un vero uomo, un uomo che va oltre gli aspetti materiali e superficiali della vita, un uomo capace di empatia e sul quale fare affidamento. Troppo spesso noi dimentichiamo che quello che oggi sembra essere la nostra peggiore sconfitta, domani potrebbe essere la nostra più grande vittoria.
Un caro saluto

Dr.ssa Maria Giovanna Zocco Psicologo a Modica

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26 AGO 2015

Caro Davide..io mi chiamo come te....tra l'altro...sto vivendo una situazione simile alla tua; anche io ho perso la mia ragazza, ma ha differenza tua lei non mi ha mai piu' cercato, sono sempre stato io a contattarla....ed ogni volta ne ha approfittato per farmi del male....come neanche immagini. Anche io ora ho molta difficoltà con le relazioni personali, nonostante questo non mi sono perso d'animo...a volte esco da solo...e guarda all'inizio sembra proprio strano ma poi senza rendertene conto si riescie ad instaurare sempre qualche rapporto. Poco alla volta mi sto rendendo conto di essere circondato da tante persone che mi vogliono bene, prima avevo solo lei...ma ho come il paraocchi.
Ho conosciuto anche molte ragazze...ma la mia testa non è libera...pensa non ricordo mai i loro nomi ne i loro volti....magari capita di reincontrarle....ed io faccio figuracce perchè per me è come se le conoscessi per la prima volta.
Prego Gesu' perchè me la riporti.....che ritorni ad essere quella che era prima...
Cerca di pensare ogni giorno a come migliorare la tua vita si ANCHE EGOISTA all'inizio.
Per il bene di te stesso e dei tuoi cari devi reagire....non ti autodistruggere hai ancora tantissime cose da offrire al mondo

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31 MAR 2014

esci da questo mondo di sfiducia la vita e bella non rinunciare a niente tornerai piu forte di prima credi in te stesso

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18 MAR 2014

Caro Davide,
Dalle tue parole emerge una profonda sofferenza di solitudine e di vuoto che custodisci in silenzio, lontano dagli occhi del mondo.
La conclusione di una relazione importante, le difficoltà a trovare delle persone con cui stare bene semplicemente essendo se stessi, l'impegno dell'università che chiede tanti sacrifici di tempo, di soldi, e di energie, hanno determinato questo suo vissuto intenso, con il quale cerchi di convivere ma che non riesci a modificare. Uno psicologo potrebbe aiutarti ad affrontare questo periodo di tristezza per ritrovare fiducia in te stesso e negli altri, per esplorare le emozioni che stai vivendo con il sostegno di un professionista capace di ascoltare senza giudicare, accogliendo i tuoi dubbi e trovando un modo per superare i timori che ti porti dentro e condizionano il tuo star bene.
La tua lunga ed articolata lettera rivela un bisogno importante di condividere con qualcuno l'esperienza che stai vivendo, il mio consiglio è di rivolgerti ad uno psicologo così da superare insieme questo momento così difficile e delicato della tua vita.
I migliori auguri

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11 MAR 2014

Buongiorno Davide,
credo che la sua lunga lettera dica molto della sua nostalgia, tristezza e vuoto che vive per la conclusione della sua relazione. La tristezza e la delusione, possono portare le persone a deprimersi, a vedere se stessi, gli altri e la vita senza alcuna possibilità di uscita. Lei è una persona giovane e credo sarebbe indicato un percorso di psicoterapia, che potrebbe richiedere presso la struttura pubblica del suo luogo di vita.
dr.ssa Paki Papagni

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11 MAR 2014

Buongiorno Davide,
ha scritto di sé molto in questa lettera. Credo che la sua nostalgia della sua relazione sia molto evidente e che le ha lasciato un vuoto. La nostalgia e la tristezza che lei manifesta avrebbe bisogno di un luogo dove poter essere raccontata ed aiutato a ritrovare il senso a ciò che sta vivendo. Stati di tristezza profonda o delusione, se compresi, possono essere trasformati in occasioni di crescita.
dr.ssa Paki Papagni

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