Mi piace soffrire?

Inviata da Irene · 26 gen 2015 Disturbo ossessivo compulsivo

Mi piace soffire psicologicamente, piango spesso e quando lo faccio il dolore che sento e la tristezza hanno sempre un retrogusto di felicità profonda. Immagino cose che mi facciano soffrire (come ad esempio la morte delle persone che amo) oppure mi metto in condizioni di soffrire attraverso gli altri, sempre psicologicamente. Sono abbastanza sicura che però non mi aggradi quella fisica. Mi piace anche far soffire (sempre emotivamente) le persone che amo perché penso che solo in quel modo mi possano amare davvero. Ha per forza delle implicazioni di carattere sessuale? Perché in quel campo la sofferenza mi pare non abbia alcun ruolo, per quanto mi riguarda... Sono masochista?

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Miglior risposta 26 GEN 2015

Gentile Giulia,
ciò che descrivi probabilmente ha significati profondi che denunciano un malessere che non è bene sottovalutare e trascurare e che va a pervadere i tuoi rapporti interpersonali, in misura tanto maggiore quanto più sono affettivamente significativi.
Ti consiglio di consultare uno psicologo psicoterapeuta per cercare di modificare questo tuo modo di relazionarti anche perchè presumibilmente colpisce la tua personalità anche in altri aspetti non strettamente connessi con le relazioni e quindi penso ti danneggerebbe comunque.
Un caro saluto

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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4 FEB 2015

Gent. Sig.ra,
lei descrive un vissuto emotivo che la condiziona negativamente e, se ho afferrato bene, non le permette una vita di relazione soddisfacente, è possibile che nella sua attuale fase di vita desideri affrancarsi da uno schema di comportamento che sente, anche se in modo ancora confuso, non più appartenerle; le può essere utile intraprendere un percorso con un professionista che possa chiarire insieme a lei dubbi e mettere a fuoco le sue reali potenzialità e motivazioni. Cordiali Saluti,
Giovanni Frontali

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28 GEN 2015

Cara Giulia
per quanto il soffrire possa avere risvolti interessanti e possa essere un "amplificatore emotivo", cerchiamo di stare nella realtà e nel reale.
La vita ci offre di per sè situazioni di sofferenza e di ansia relazionale in riferimento a persone e situazioni varie.
Ce n'è per tutti.
Nella vita ci sono tante situazioni che pure fanno stare bene e risultano gratificanti.
Questo suo atteggiamento mentale (quando si è creato? Come e perché? )sarebbe da indagare, certo è che non mi sembra sano.
Le cose della vita vanno accolte e vissute consapevolmente.
Una ricerca forzata del piacere, come sta mettendo in atto lei, attraverso la ricerca della sofferenza morale sua e di altri, non mi sembra una cosa da trascurare sia per i risvolti inerenti lei stessa e sia per i risvolti relazionali.
Io le consiglio di prendere atto di questo squilibrio e di rivolgersi ad uno Psicoterapeuta prima che pure si vadano consolifdando abitudini a questa intricata modalità di gestione emotiva.
Cordiali saluti
Dott.ssa Silvana Ceccucci

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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27 GEN 2015

Buongiorno Giulia,
questo suo pensiero sarebbe da approfondire. E le spiego perché.
Ognuno di noi ricerca e ottiene il piacere/felicità a modo suo, alcuni associano il dolore al godimento e alla soddisfazione, e finché questo resta nella sfera personale può essere accettato anche dall’esterno. Tuttavia quando dice che le piace far soffrire gli altri la cosa sembra iniziare a sconfinare un po’, poiché procurare dolore (specialmente se intendiamo a livello generale di vita quotidiana e non legato all’atto sessuale, dove l’altro potrebbe e dovrebbe essere consenziente) fa allontanare gli altri e non comprendo a pieno come mai secondo lei invece li possa far avvicinare. Tra l’altro ben diverso è il fantasticare con la sofferenza (così come su qualsiasi altra cosa), cioè ad esempio immaginare di piangere e star male per la perdita di qualcuno, e lo sperimentare realmente la suddetta perdita. Credo che potrebbe esserle utile comprendere come mai associ dolore e amore/felicità, per evitare che ciò vada a compromettere il suo benessere futuro e i suoi rapporti sociali ed affettivi.
A disposizione per ulteriori informazioni,
un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Francesconi

Anonimo-127163 Psicologo a Fano

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27 GEN 2015

Buongiorno gentile Giulia,
purtroppo non ci dice quanti anni ha e altre informazioni importanti sulla sua vita, ma l'analisi precisa che compie su sue tendenze, porta a pensare che un percorso psicologico individuale potrebbe aiutarla a elaborare queste sue tendenze e a vivere le sue relazioni e il suo rapportarsi con se stessa in modo più armonico. La psicoterapia ad impostazione psicodinamica sarebbe consigliabile.
Cordialmente
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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26 GEN 2015

Cara Giulia,
credo che sia molto interessante quanto scrive e, per quanto il piacere di soffrire possa apparire contraddittorio ad un primo sguardo, può avere molti vissuti che gli danno senso e significato nella sua vita. Lei scrive, infatti, che per lei soffrire e far soffrire sono strettamente legati all'amore. Mi chiedo, cosa succederebbe se non facesse soffrire le persone che ama? Come mai "sceglie" questa come modo per comunicare il suo amore? Ovviamente, questi sono solo spunti, non per forza domande che vogliono una risposta, ma danno l'idea di come sia più utile, dal mio punto di vista, comprendere questo suo modo di vivere l'amore e la sofferenza - probabilmente anche con l'aiuto di un professionista che possa esserle compagno in questo percorso di scoperta - piuttosto che chiedersi cosa sia. Chiamarlo masochismo, o meno, non cambierebbe il suo modo di vivere queste situazioni, mentre comprendersi può permettere anche di esplorare alternative possibili che, magari, ora non vede.

Spero di esserle stato d'aiuto

Dr. Alessandro Busi

Dott. Alessandro Busi Psicologo a Padova

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26 GEN 2015

Cara Giulia,
il suo piacere nel soffrire psicologicamente esprime il bisogno di sentire. Sentire le emozioni, sentirsi viva, sentirsi amata, etc. E' una forma di masochismo che riguarda solo la sfera psicologica e non quella fisica e sessuale ma non per questo meno disfunzionale. Se desidera saperne di più si affidi ad uno psicoterapeuta. Con il suo aiuto potrà imparare molte cose di sé e arricchire le sue esperienze emotive. Auguri, dr. Katjuscia Manganiello

Dr.ssa Katjuscia Manganiello Psicologo a Pesaro

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