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Matrimonio o...?

Inviata da Silvana il 31 mar 2016 Terapia di coppia

Buongiorno a tutti. Devo sposarmi a settembre ma sono in procinto di annullare. Non perchè abbia deciso per il si o per il no ma in quanto i dubbi non mi abbandonano da ormai 5 mesi. Prima di quel momento una relazione che aveva trovato un equilibrio perfetto. Lui un ragazzo fantastico, sempre presente e a me molto affine ma che 2 anni fa ha commesso un grosso errore andando una notte con una mia conoscente appena prima di entrare in casa a convivere con me. Passato quel triste momento e convinta che il nostro amore fosse più forte di quella debolezza ma soprattutto vedendo nei suoi occhi estrema vergogna e sensi di pentimento ho deciso di portare avanti la relazione e poco dopo siamo andati a convivere. Sono riuscita a fare del tradimento la nostra forza e ho iniziato ad amarlo più di prima finchè non ho cominciato a buttargli lì l’idea del matrimonio. Abbiamo frequentato il corso fidanzati e questo ha creato in me la consapevolezza di quanto volessi una vita con LUI. Insomma non c'era esitazione, ne ansia, ne dubbi o perplessità. La convivenza è andata molto bene, tanta la nostra sintonia che c’è sempre stata da 6 anni e mezzo a questa parte. Finchè improvvisamente a novembre ho iniziato a provare ansia verso il matrimonio e questa angoscia non mi ha più abbandonata. Pensavo frasi del tipo “vedrai che poi comincerà ad andare tutto male”, paura della fedeltà eterna di entrambi, paura del fallimento e di non essere all’altezza per mantenere questa promessa che sentivo più grande di me, quando fino a pochi mesi prima il mio terrore era solo quello di perderlo per malattie o incidenti. Nei mesi successivi ho cominciato a ragionare anche sul tradimento pensando frasi come “non puoi sposare un uomo che ti ha tradito” e a trovare interessante un suo amico che in fondo nemmeno conosco solamente in quanto abbiamo interessi in comune. Sono sempre stata fedele, mai cercato situazioni ambigue e nemmeno ora l’ho fatto anche perché ero sempre convinta di avere già accanto la mia felicità. In quest’ultimo periodo ho anche cominciato a notare i suoi difetti, mai visti prima e ad avere pensieri come il fatto che non mi piacesse il suo cognome e non mi piacesse diventare la signora con il suo cognome o darlo ai nostri figli. Un vero incubo. In tutto ciò quando non pensavo più di tanto a queste ansie, le cose andavano bene ed era tutto bello come una volta ma poi tornavano questi pensieri negativi fissi accompagnati da incubi notturni. Qualche giorno fa gli ho detto che non ero ancora convinta e che forse sarebbe stato il caso di rimandare il grande passo (lui ha sempre saputo della mia crisi) a causa dei continui dubbi. L’ha presa ovviamente male e da lì mi è tornata una forte ansia, stavo male per averlo deluso e ferito oltre al senso di delusione mia personale soprattutto perché credevo di poter andare fino in fondo e superare la mia crisi. Devo premettere che da un po’ di tempo soffro di forte ansia, che viene e va, mi si è presentata lo scorso anno quando ho avuto occasione di cambiare lavoro non sapendo proprio cosa fare, valutando continuamente pro e contro, ma soprattutto avendo una tremenda paura di sbagliare. Alla fine a 2 ore dalla firma contratto ho rinunciato in quanto ero troppo agitata e angosciata. Lì per lì non c’ho dato peso ma poi quando sono entrata in crisi sul matrimonio ho capito che forse c’è un problema di fondo ed ho lo stesso terrore di tirarmi indietro a poche ore dall’evento. Ora non so più cosa pensare, sono in cura da una psicologa che mi dice che ho paura di assumermi le mie responsabilità ma io sono totalmente in palla e ora ho dubbi su tutto. Ho solo paura di crescere e mi sento inadeguata? Sono troppo insicura di me stessa pensando di cacciarmi in una impresa più grande di me? Mi spaventano le cose definitive? Non riesco a superare definitivamente il tradimento o non l’ho mai metabolizzato fino in fondo? Non so veramente più cosa pensare ne cosa fare. So solo che vorrei stare felicemente bene con l’uomo che amo e che senza di lui non posso vivere. Ho paura a rimandare per paura di non riuscire mai a superare il blocco ma temo di non poter affrontare la situazione in questo stato. Mi date un riscontro o un consiglio?

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Gentile Silvana,
a mio avviso, come tu stessa hai intuìto, il vero problema di fondo non è tanto il tradimento di due anni fa da parte del tuo compagno quanto la tua grande insicurezza di base che ti porta a dubitare di tutto e ad avere troppa paura di sbagliare come è accaduto a proposito di quella disdetta, all'ultimo momento, di quel contratto di lavoro.
E' ovvio che a nessuno piace l'idea di poter sbagliare ma non si può combattere questa paura con l'immobilismo, in linea col detto che "chi non fa non sbaglia!".
Tuttavia, nemmeno trovo positiva l'idea di affrontare il matrimonio (che dovrebbe essere un evento felice) con tutta questa angoscia addosso.
Allora ti suggerisco, ovviamente, di portare avanti la tua psicoterapia ma anche di confrontarti col tuo compagno sulla possibilità di un rinvio ad un momento di tua maggiore tranquillità.
Se lui ti ama davvero, ti capirà e forse potrete trovare un punto di incontro con la mediazione della tua psicoterapeuta.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentile Silvana.
Una precisazione sulla fedeltà eterna: essa non esiste. La fedeltà è una scelta che si attua giorno per giorno, perché si sceglie di farlo. E solitamente scegliamo di esser fedeli perché ci sentiamo amati dal nostro partner.

Quindi la fedeltà, nel matrimonio, si costruisce.

Ad un certo punto dice che il tradimento è stata la vostra forza. Cosa intende con vostra forza? In che modo il tradimento mi rendeva forti? E cos'altro c'è/c'era che vi rendeva forti?

Dalle sue parole leggo che le situazioni importanti le vive con ansia, è normale che questo accada, la differenza la fa cosa ci riusciamo a fare con quell'ansia.

In studio le proporrei alcune sedute di ipnosi/rilassamento per far diventare l'ansia un alleato e non un problema che ci paralizza nella scelta.
Successivamente una riflessione sui suoi valori personali e su come questi andranno toccati dall'eventuale matrimonio
Infine una riflessione su tutto quello che per lei è il matrimonio, cosa la preoccupa e cosa no.

Sicuramente, dopo, riuscirebbe a prendere tutte le decisione che desidera.

Un caro saluto,

Dott, Amatulli, Lucca.

Dott. Antonio Amatulli hipnoterapeuta Psicologo a Lucca

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Cara Silvana
è chiaro da quanto ci descrivi che il tuo problema, come tu stessa dici, è causato da una forma di insicurezza e da un bisogno ancora forte di sperimentare la vita con libertà di intenti e con uno stile tuo, che però devi ancora trovare.
Questo matrimonio mi sembra un pò essere per te una sorta di "forzatura" che al momento è prematura.
Diciamo, che la ferita del tradimento, ti ha come messa di fronte ad un mondo di complessità più vaste che senti di non aver "sondato" ancora abbastanza e che quindi avverti di dover ancora esplorare per poter essere più pronta ad impegni e responsabilità.
Decisamente meglio essersene accorta prima del matrimonio e non dopo.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Cara Silvana,

il suo problema potrebbe derivare da una struttura di personalità fobica, caratterizzata dal timore di rimanere imprigionata in una situazione/relazione dalla quale potrebbe essere difficoltoso o impossibile uscire. Lo ipotizzo anche sulla base del suo racconto relativo al cambiamento in ambito professionale. Se non riesce a risolvere diversamente il suo problema, provi a riflettere che oggi, con il "divorzio breve", è possibile sciogliere il vincolo matrimoniale in tempi ristretti rispetto al passato: forse questo pensiero servirà a placare la sua ansia. Nel caso neanche questo fosse sufficiente, riconsidererei la decisione di contrarre questo matrimonio: meglio annullare una cerimonia che rovinarsi la vita per lunghi anni. Auguri comunque.

Dr.ssa Emanuela Carosso - Psicologa - Psicoterapeuta Psicologo a Torino

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Gentile Silvana,
è comprensibile nella sua situazione avere dei dubbi ed è giusto che lei si interroghi su questi prima di compiere un passo come il matrimonio.
Partendo dal tradimento, che è il primo elemento che lei ha messo in evidenza, probabilmente è vero che non l'ha completamente elaborato, e portare questa paura dentro una relazione ancora più stabile potrebbe divenire un'ulteriore causa di ansia che destabilizza il rapporto. Sarebbe utile chiedersi che cosa sta rappresentando in generale il matrimonio nella sua vita e nella relazione con il suo fidanzato. Da quello che lei scrive la sensazione che mi rimane è che una fonte di insicurezza e dubbio rispetto al matrimonio sia il fatto di aver "buttato lei lì l'idea". Lei scrive che è già seguita da una psicologa, come mai si è sentita di rivolgersi a questo sito? Glielo chiedo perché forse questo è un segnale della più ampia difficoltà che sta vivendo.

Dott. Danny Guido Psicologo a Pavia

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Cara Silvana,
La tua lunga lettera si conclude con la richiesta di un riscontro e/o di un consiglio. Mi permetto di dare entrambi.
Come tu stessa ha ben messo in evidenza con un'accurata analisi dei fatti accaduti, dei tuoi pensieri, delle tue emozioni e delle tue azioni, l'insicurezza e l'indecisione sono le tue più grandi nemiche. Ora, il fatto di aver rinunciato, a poche ore dalla firma, al contratto lavorativo, probabilmente ti avrà liberato da ansia e pensieri negativi. Questo "svitamento" è stato funzionale al tuo benessere ma non ha risolto la problematica di fondo. Anzi!! Si sta generalizza do e Ti sta portando ad "evitare" di nuovo e ad annullare il matrimonio.
Queste sono, a mio avviso, le tematiche centrali e più immediate da affrontare, oltre ovviamente al ricercare le cause che a questo ti hanno portato.
Di conseguenza ti consiglio di proseguire con la tua terapeuta. Sono certa che saprà come accompagnati in un percorso di soluzione.
In bocca al lupo!!
Dr.ssa Giovanna Pasquarelli

STUDIO P e P delle dottoresse C. Paoloni e G. Pasquarelli Psicologo a Roma

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Gentile Silvana, il miglior consiglio che mi sento di darTi è di dire tutto alla Tua psicologa. E' lei a cui hai chiesto aiuto e che è impegnata a lavorare con Te per questo.
Devi sentire di poter avere completa fiducia in Lei.
Se no non riuscirà ad aiutarti.
Auguri di buon lavoro ( psicologico ! )
Dr. marco Tartari, Asti

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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Buongiorno Silvana,
Concordo con lei che il vero nodo sia la paura di scegliere e di cambiare. Mentre raccontava le sue paure rispetto alla data del mattino e ad un suo possibile passo indietro, le è venuto in mente l'episodio del lavoro. C'è sicuramente un blocco che sono certa scioglierà continuando la sua terapia. Parli con il suo compagno, come ha sempre fatto, senza senso di colpa. Quella giornata è importante per entrambi, non sarebbe giusto rovinarla per dei nodi che verranno al pettine e si scioglieranno. Si prenda i suoi tempi, lo deve a se stessa e alla sua relazione. Buona giornata.
Dott.ssa Valeria Bugattti

Dott.ssa Valeria Bugatti Psicologo a Roma

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Cara Silvana,

condivida pensieri e timori con il suo compagno; la verità fa sempre bene al rapporto, fa crescere i legami.

Si confronti anche con la sua psicologa; cerchi di mettere al lavoro come meglio può tutto il detto durante la seduta clinica.

Piano piano si chiarirà.

Dottssa Cristina Fumi
Psicologa-Psicoterapeuta
Milano

Dott.ssa Cristina Fumi Psicologo a Milano

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