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Ansie e paure da matrimonio

Inviata da Stefy il 10 dic 2013 Ansia

Buonasera,
vi scrivo per sottoporvi le mie paure "da matrimonio". Sto con un ragazzo da ben 9 anni, 9 anni intensi, in cui ci siamo sempre visti nei fine settimana, ma sono stati davvero belli. è iniziato tutto un po' per caso, e siamo cresciuti insieme, abbiamo condiviso davvero tutto e con lui mi sono sempre trovata bene.
A gennaio di quest'anno lui è partito per l'estero, dove lavorerà per due anni. Devo dire che i primi mesi di quest'anno sono stati molto difficili: abituata a vederci tutti i fine settimana, mi sono trovata subito a non avere tanti impegni, ad annoiarmi con tutti gli altri amici, a vedere i weekend passare vuoti.
Mi è sembrato di aver perso tante emozioni, di sentire la vita scivolarmi addosso e ancora adesso - anche se sono ormai 10 mesi che lui è partito - non riesco a gioire per le piccole cose. Mi sono trovata spiazzata, e mi sono tenuta (e mi tengo) tutto dentro, sfogandomi col pianto senza motivo quando sono da sola. Ad aprile sono andata a trovarlo e ci siamo visti anche ad agosto e a settembre.
Nei rapporti con lui nulla mi sembra cambiato:c'è la stessa intesa, anche nell'intimità, le stesse risate. Ad aprile, prima di lasciarlo - potrà sembrare una cavolata ma è importante per me - l'ho visto "più basso", anche se siamo alti uguali. Questo mi ha subito fatto pensare "oddio ho notato difetti che prima non notavo, quindi non mi piace più? non sono più innamorata?"
Ci siamo salutati e da subito mi è mancato, ma ho iniziato a pensare che se notavo i suoi difetti c'era qualcosa che non andava (anche se notare i difetti di qualcuno non significa smettere di amare, credo). Dopodichè è iniziato il periodo triste che vi accennavo sopra, da aprile.

Sono poi entrata in un circolo vizioso da quando abbiamo pensato seriamente al matrimonio e da quando mi ha chiesto di sposarlo.

Sono entrata nel circolo vizioso dei "ma farò la scelta giusta?", "e se dovessi conoscere altre persone prima di decidere di stare con lui?", "e se andrà male'"?, "è proprio lui che voglio?". Poi magari penso al giorno del matrimonio con lui, mi immagino tutte le piccole cose di quel giorno e le paure si attutiscono molto. Ma nel frattempo vivo tra mille paure, che non riesco a spiegarmi.
Queste paure si sono manifestate subito, tanto che nei due giorni successivi a quando me l'ha chiesto ho pianto a dirotto. Mi è sembrato un comportamento un po' da immatura, da persona che ha paura dei cambiamenti, anche perchè ci sposeremo nel 2015: non capisco il perchè di tutta questa disperazione dato che manca molto tempo!
E così il circolo vizioso è diventato: "e se non lo amassi più? sarà per questo che ho pianto tanto?". Eppure lui mi manca sempre, e non vedo l'ora che torni perchè mi basta guardarlo negli occhi per capire che nulla è cambiato. Questa distanza mi sta uccidendo, tanto che mi capita di guardare uomini per strada e di pensare "perchè lui no? e lui"? Perchè non un uomo alto (anche se lui è alto quanto me, e stiamo bene insieme).

A cosa può essere dovuto questo circolo vizioso? Eppure queste paure mi vengono da quando stiamo lontani...eppure quando lo vedo nei nostri sguardi mi sembra che ci sia la stessa "chimica" di 9 anni fa, che mi fanno pensare che potrei stare con altre 10 persone, ma questa chimica potrebbe esserci solo con lui...Per non parlare dell'intesa sessuale, che è uguale a 9 anni fa, se non migliorata.

A volte ho paura che il problema sia il fatto che io mi vedo ancora come figlia e non come moglie/mamma...Tanto che mi sento in imbarazzo a parlarne con i miei, e tanto che quando gliel'ho detto inizialmente mi sono sentita molto meglio e alleggerita.
Con loro a volte nascondo anche l'anello, così come non mi piace che vedano le foto delle vacanze con il mio fidanzato. Loro sono sempre stati un po' "oppressivi", sempre a ricordarmi i miei doveri prima del matrimonio (la laurea, l'esame di stato etc,). Pur vivendo a un'ora e mezza da casa da 10 anni, mi vergogno ancora con loro e se fosse per me non parlerei mai di matrimonio con loro.
Peraltro litigano spesso, e così io collego l'idea del matrimonio a una vita anche infelice, di litigi continui dopo una certa età...
Sarà questo?
E se improvvisamente non fossi più innamorata? Un innamoramento può passare in breve tempo, magari per la distanza? Si può provare la stessa passione di 9 anni fa e non essere innamorati?
E si può non vivere il matrimonio in modo positivo se si è in un periodo confuso e triste della propria vita?
Sono davvero confusa! Ho una paura matta di perderlo, non posso parlarne molto con lui perchè temo di perderlo

Grazie

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Cara Stefy, tanti sono gli interrogativi su cui ti sei piegata in un modo che non ti fa vedere la fine. Perchè poi in queste cose un interrogativo tira l'altro. Io credo che tu abbia molta paura di crescere e di affrontare un cambiamento notevole, perchè tale è il matrimonio e la famiglia. E non credere che sia perchè non c'è l'amore: magari lo ami, ma l'amore non può crescere insieme alla paura: finchè tu avrai paura dei cambiamenti, della crescita, del lasciare in modo concreto il nido familiare. Perchè magari lo hai lasciato col corpo ma non con la mente. Come staresti se ti chiedessi di regalare ai tuoi una cornice con la foto tue e del tuo ragazzo con sotto i vostri anelli??? Cerchi forse una sorta di approvazione da loro? C'è forse un timore di abbandonare il tuo ruolo di figlia perchè è funzionale a qualche equilibrio nella tua famiglia? Dovresti farti aiutare da uno psicologo ad esplorare questi scenari. Evidentemente la tua storia è passata dalla fase dell'innamoramento a quella dell'amore, fase in cui si iniziano a notare i difetti dell'altro ma nonostante tutto l'amore resta immutato. Ma è proprio questa la fase che spaventa, perchè la storia non è più solo passione, spensieratezza, romanticismo, ma diventa anche impegno e maturità

Dott.ssa Chiara Pica - Studio SomaticaMente Psicologo a Grosseto

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la tua paura è la stessa che hai il mio fidanzato. pure noi siamo entrati in un circolo vizioso dal quale non riusciamo uscirne. lui sta lavorando con un professionista ma il problema è che io non riesco più ad aspettarlo.

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Ringrazio entrambi per la risposta.
è vero, (provo a riodinare i pensieri)
- non mi vedo come moglie, ho paura del cambiamento perchè nei prossimi due anni inevitabilmente ci sarà. Infatti quando tornerà dovremo per forza scegliere una città, lui farà un master e io non so se sono pronta a lasciare il mio lavoro seduta stante.
Tutto questo però mi sta portando frustrazioni e sono tanto preoccupata. - Preoccupata perchè in vacanza quest'estate notavo la sua altezza, e questa mi creava disagio quando eravamo in giro. Tanto che sono portata a notare l'altezza di chiunque ormai, è diventata un'ossessione.
Mi è capitato di svegliarmi al mattino e di dire "se fosse più alto sarebbe perfetto, mi sentirei protetta e lo sposerei domani". E così mi sono vergognata di simili pensieri superficiali.
è come se per sposarlo per me deve essere ancora perfetto come lo vedevo anni fa. Non l'ho più notato così perfetto da quando è partito, e mi sono subito allarmata. è ovvio che tutto questo mi sta portando a chiedermi se lo amo ancora come prima, o se mi sono allontanata da lui.
Lo so, sembrerà ridicolo, ma per sposarsi non bisogna essere nella fase dell'innamoramento simil-adolescenziale?
- infine, i miei litigano spesso. E mia mamma una volta mi ha detto scherzando "ecco se si sposa anche tua sorella finisce che io e papà ci separiamo". Però il giorno dopo che lui mi ha chiesto di sposarlo io piangevo, ma mia mamma non mi aveva ancora detto questa frase.

Ho tanta paura che questa situazione mi paralizzi e rovini il rapporto con lui. O forse l'ho già rovinato ieri, chiedendogli di prenotare il ricevimento solo quando sarà tornato (scelta che lui ha preso male, tanto da mettere in dubbio i 9 anni insieme). è che ieri non ce l'ho fatta, mi sono sentita di prendere questa decisione anche se comporterà stare altri 3 anni fidanzati.
Eppure - anche dopo aver preso questa decisione - io non sto bene mentalmente, mi viene comunque da piangere senza motivo ogni tanto. Sarà perchè sento che non lo amo più come prima o perchè ho paura di crescere e questa scelta dà un sollievo solo momentaneo?
Il notare un'altezza che non mi sta più bene può mettere in dubbio un rapporto e addirittura un matrimonio?
E soprattutto, quanto è brutto segno l'avere timore di tradirlo col primo che incontro? No perchè spesso noto altri ragazzi per strada, mi chiedo se non possano andar bene anche loro (anche se so benissimo che l'intesa che ho con lui è speciale), se io non debba fare altre esperienze, stare con altri ragazzi prima di lui per vedere come va.
Come se dovessi avere la certezza che al mondo può esserci solo lui con cui posso avere questa intesa.
Come se dovessi comprare qualcosa al supermercato (perdonate il paragone): provo un dentifricio, poi un altro, poi un altro ancora, e scelgo quello della vita solo dopo averli provati tutti.
è evidente che non può essere così nella vita, ma cos'ho di sbagliato se faccio questi pensieri e le altre mie amiche no?

Non posso dare ai miei una cornice con le mie foto e i nostri anelli, non posso proprio. Mi vergogno...

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Gentile Stefy,
diverse volte ha ripetuto che quando incrociate gli sguardi c’è chiarezza, la stessa chimica, lo stesso amore, la stessa passione. Tutto il resto: i pensieri, le paure, le preoccupazioni sono lecite quando responsabilmente si sceglie di stare con una persona per la vita. Quando le capita di pensare qualcosa che la confonde, pensi a lui, lo senta se le è possibile, cerchi di concentrarsi su di voi. Può capitare di dare spazio ai pensieri e dopo un po’, se ci si lascia trasportare troppo, precipitare in circoli viziosi che la demoralizzano, la possono rendere triste eccetera. Provi a limitare questi percorsi mentali se alla fine non le fanno che male. Le consiglio anche di parlare con qualcuno di cui si fida come un’amica, o anche con un collega psicologo nella sua zona. Le preoccupazioni se non sono ben fondate, si sgonfieranno velocemente.
Cordialmente,
Dottor Antonino Savasta,
Pistoia.

Dottor Antonino Savasta Psicologo Clinico Psicologo a Pistoia

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Buongiorno gentile Stefy,
ho letto attentamente il suo scritto dove emerge un'urgenza di trovare risposte su temi esistenziali che però non possono avere risposte preconfezionate. Il suo sentirsi pressata anche dagli interrogativi circolari che si pone da sola fanno pensare ad una sua necessità di ri piegarsi su se stessa per non affrontare la crescita. Le suggerisco di richiedere una consulenza psicologica de visu dove valutare l'inizio di una psicoterapia possibilmente ad indirizzo psicodinamico.
Cordialmente

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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