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L’università non mi fa vivere serena, cosa posso fare?

Inviata da Mary il 1 dic 2018 Orientamento scolastico

dal 26 settembre ho iniziato la facoltà di Economia Aziendale e da lì è iniziato il mio tormento... mi spiego meglio. Sono sempre stata una ragazza molto studiosa, ho sempre avuto grandi soddisfazioni a livello scolastico ma chiunque mi chiedeva come io facessi ad avere questi ottimi risultati e se mi piacesse studiare , io ho sempre risposto che a me studiare non piace , ma ho sempre avuto la fissa di non far mai brutte figure e non volevo sentirmi inferiore a nessuno. Questo è stato un grande problema per me dato che gli anni scolastici sono stati una tragedia, ero sempre in ansia , costantemente, non avevo mai tempo libero e studiavo dalla mattina alla sera. Il quinto anno per me è stato uno degli anni più brutti della mia vita, dall’inizio fino alla fine ho passato le pene dell’inferno a causa della mia ansia, delle mie insicurezze. Presi un ottimo voto,98, ma dopo l’esame , attraversato un periodo di libertà, inizio a crucciarmi per un altro problema: università o non università? Tutti mi hanno sempre detto di andarci perché se non fossi andata io all’università, nessuno ci sarebbe potuto andare ed infatti , lasciandomi convincere da queste parole e un po’ perché non volevo deludere le aspettative ho deciso di iscrivermi , anche se io sapevo benissimo che non ce l’avrei fatta a iniziare a studiare perché non avevo più la forza, dopo anni e anni di sacrifici. Iniziata l’uni mi sono sentita avvilita subito, al primo impatto, confrontandomi con persone veramente motivate, entusiasmate e con grande conoscenza... io mi sentivo inutile, quando per tutta la vita , nonostante io fossi molto insicura, ero la migliore dal punto di vista scolastico. Tutti stanno al passo con lo studio e io non riesco a studiare nulla, passo ore ed ore e ho difficoltà, il pensiero di essere inutile e non essere all’altezza è sempre presente . Feci solo la prova intercorso di economia e con grande soddisfazione ho preso 28 (li ho studiato, ma mi sono massacrata per farla) ma nonostante questo io sono sempre più convinta di non essere portata per l’università, non ho la forza mentale per affrontarla, non mi sento di avere la volontà e non mi sento all’altezza e per di più, avendo il trauma delle superiori, se penso che devo passare di nuovo a studiare ore e ore, che non esistono domeniche e ne feste , uscite pomeridiane con amiche, io mi sento male , perché ho bisogno di sentirmi spensierata, ora il mio più grande desiderio è sentirmi felice dopo anni e anni. I miei genitori appoggiano ogni mia decisione, però all’inizio loro mi dissero che io non dovevo sentirmi inferiore a nessuno, che l’univerSità era una cosa per me , ma potevo anche non andare per prendermi un anno di relax psicologico, quello che non ho mai conosciuto, nemmeno in estate . Io mi sento depressa, vedo tutto nero, ho paura perché non so cosa fare e di conseguenza non vorrei nemmeno sentirmi inferiore, perché al giorno d’oggi se non vai all’università sei una nullità, e per di più quando mi confronto con altre mie amiche ( che dal punto di vista scolastico non erano un gran che) loro hanno la motivazione, la prendono con leggerezza, studiando con entusiasmo.. non so che fare.. da una parte vorrei anche io viverla così l’univErsità, perché io vorrei farla perché per me sarebbe una soddisfazione enorme e poi la darei anche alla mia famiglia, ma molti anche mi hanno detto che se devo viverla così allora non va bene.. addirittura in questo periodo invidio tutti coloro che si trovano bene, provo veramente una profonda invidia e mi sto facendo molti complessi sul perché sono così e perché sono così, non avendo leggerezza e motivazione... questo forse si ricollega al fatto di non essere sicura di me stessa non so

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Gentile Mary,
la sua situazione presenta aspetti molto legati al “dover essere” piuttosto che al piacere di “essere”.
Nella descrizione si evince una sorta di paura generale di non presentarsi all’altezza delle situazioni, dove lo studio esplicita il continuo confronto con lo standard da rispettare.
Sicuramente esisteranno altri aspetti della sua vita nei quali queste dinamiche prenderanno forma, chiaramente non è possibile trovare una spiegazione da una descrizione generale.

Dalla descrizione risulta molto evidente la sua rincorsa estrema al “farsi trovare sempre preparata”, fino a giungere ad uno sfinimento mentale e fisico.
Parla correttamente nei confronti di alcune coetanee di leggerezza, e forse è proprio questo quello che anche lei desidera “concedersi” nella vita, ma, probabilmente, sente di non poterselo permettere per qualche motivo (provando sentimenti di invidia).

Università, lavoro, domande che in una fase di transizione come quella dal passaggio dall’istruzione superiore al futuro si innescano, creando disorientamento nella persona.

In conclusione, le posso consigliare un percorso psicologico che oltre all’orientamento tratti più in generale il rapporto con sé stessa e la sua autostima.

Cordialmente,
Dott. Fabio Romanelli
Psicologo del Lavoro

Dott. Fabio Romanelli Psicologo a Fiumicino

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Carissima, credo che lei sia in parte esaurita dopo le energie spese alle superiori. Penso che alla base di tutto ci sia una bassa autostima e che i voti alti delle superiori siano stati una compensazione a questo deficit di autostima appunto. Non penso quindi che il suo sia un problema di orientamento scolastico ma di rinforzare la sua personalità. Penso che un percorso terapeutico volto all'esplorazione delle cause di questo ritersi non all'altezza possa essere utile. In bocca al lupo!

Dott. Angelo Feggi - Psicoanalista Genova

Dott. Angelo Feggi Psicologo a Genova

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Gentile Mary, penso anch'io che dovrebbe intraprendere un percorso per migliorare la sua autostima e forse anche la sua assertività. La vita non è solo studio, e sopratutto questo deve piacere, pur nell'impegno, e non essere vissuto come una tragedia. Altrimenti cosa farà di fronte ai veri colpi della vita? Inoltre Lei esprime un giudizio molto rigido (chi non va all'Università è una nullità) che è falso. Ho una amico giovanissimo che per problemi economici ha scelto di non proseguire gli studi e in un solo mese di lavoro ha raggiunto una posizione brillante ed apprezzata, ed un altro che a sessant'anni ha un lavoro molto modesto nonostante la laurea! Quindi ciò che fa la differenza è l'individuo, non i titoli conseguiti. Del resto mi sembra che uno dei big dell'informatica Steve Jobs? non fosse laureato. Le consiglio di iniziare un percorso con un/una psicoterapeuta esperto per chiarire veramente cosa vuole raggiungere nella vita.
Un caro augurio
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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Carissima Mary studiare in questo modo porta all'esaurimento. Bisognerebbe capire cosa rappresenta per te lo studio, non solo l'università dato che hai sempre studiato tantissimo. Diciamo che lo studio è come un sintomo e noi dobbiamo rintracciare la causa, in modo da gestirla meglio e studiare in modo più sostenibile a livello di stress. Ti consiglio una psicoterapia espressiva tipo quella analitica: rivolgiti ad uno psicologo della tua zona o più distante ma che si colleghi via Skype. Chiedimi pure informazioni se ne hai bisogno! In bocca al lupo!

Dott. Angelo Feggi - Psicoanalista Genova

Dott. Angelo Feggi Psicologo a Genova

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