Lavoro, ansia e stress

Inviata da Carla · 22 ott 2015 Ansia

Buongiorno, scrivo per avere un consiglio sulla mia situazione lavorativa che mi fa stare poco serena.
Ho 33 anni, e dopo qualche anno di collaborazioni occasionali ho trovato lavoro a tempo indeterminato part-time.

Purtroppo mi sono accorta che il lavoro che faccio non fa per me, lo detesto e mi crea moltissima ansia. Il motivo principale è uno: non ho la formazione adatta per questa mansione, a parte quella che mi sono creata da autodidatta, che mi rendo però conto non essere sufficientemente adeguata. Ho il terrore costante di combinare guai, sono lenta, non ho chiaro come devo muovermi e, nonostante debba fare solo 20 ore settimanali, finisco per passare l’intera giornata, weekend compresi a casa da sola, seduta davanti al pc. Arrivata a sera mi sembra di non aver combinato nulla di buono per il lavoro, per me stessa e per mio marito.
Premetto che l’ambiente è buono, così come il rapporto con i miei responsabili che si dicono soddisfatti del mio lavoro; loro però hanno le competenze per formarmi, quindi, credo, non siano nemmeno in grado di giudicare correttamente il mio operato.
Lavoro da casa e vado in sede solo occasionalmente, quindi non ho nemmeno colleghi con i quali potermi confrontare.

Non ne faccio una questione di soddisfazione personale, perché da tempo mi sono accorta che non ho grandi ambizioni lavorative e sono altri gli ambiti in cui potrei sentirmi realizzata.

Se dovessi scegliere solo in base al mio sentimento, mi licenzierei su due piedi, soprattutto perché economicamente io e mio marito al momento possiamo permetterci di vivere con le sue sole entrate.

Qui arriva il secondo problema, se lasciassi il lavoro mi sentirei tantissimo in colpa nei sui confronti, perché finalmente ho l’occasione di contribuire economicamente (anche se non ce n’è bisogno) e voglio gettarla al vento. Lui non mi ha mai fatto pressioni in questo senso, anzi, è molto generoso e non mi ha mai fatto pesare la disoccupazione.
Ovviamente la mia intenzione non sarebbe quella di stare a casa a non fare nulla, ma vorrei cercare un altro lavoro, magari part time, che mi faccia uscire di casa, ma che, soprattutto, finite le mie ore mi permetta di chiudere senza aver pensieri.

Non so proprio cosa fare, perché se penso lucidamente, mi rendo conto che trovare un nuovo lavoro alla mia età e con poca esperienza sarebbe difficilissimo.

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Miglior risposta 22 OTT 2015

Gentile Carla,
è probabile innanzitutto che lei abbia qualche problema di insicurezza e scarsa autostima dal momento che svaluta quello che fa mentre i suoi responsabili lo apprezzano e non credo che la spiegazione sia che loro non sono in grado di giudicare il suo operato perchè se lei sul lavoro commettesse degli spropositi stia pur certa che qualcuno verrebbe a contestarglieli.
Credo poi che lei, volendo, può sempre migliorare nel lavoro sia con la pratica sia facendo qualche corso di aggiornamento o quant'altro.
Possibili soluzioni alternative la vedono in difficoltà perchè lei vorrebbe far quadrare troppe cose : vorrebbe licenziarsi ma poi si sentirebbe in colpa per non contribuire economicamente; vorrebbe cercare qualche altro lavoro part-time per non annoiarsi stando troppo a casa ma per età, poca esperienza, poca offerta di lavoro pensa che sarebbe difficile; vorrebbe che quest'altro ipotetico lavoro fosse sicuro ma dovrebbe anche piacerle etc. etc.
In realtà lei può anche consultarsi con suo marito per concordare una decisione comune sul da farsi se ciò non costituisce per lei una difficoltà (cosa possibile).
Per la sua insicurezza e scarsa autostima sarebbe opportuno, invece, un percorso di psicoterapia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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16 MAG 2017

Iniziamo dalla fine. c'è chi deve reinvenrae il proprio lavoro a 45 anni, per cui ha il tempo per costruire un nuovo progetto professionale per la sua vita.
e questo forse è il focus della questione. Lei ha un progetto professionale per la sua vita? perchè è da questo che scaturiscono possibili strategie ed azioni, tappe, prove ed errori per cercare un lavoro più adatto a lei, che sia adeguatamente dimensionato (non le faccia passare tutto il suo tempo al pc per lavoro a casa), che le consenta di coniugare le sue aspettative, i suoi desideri, le sue competenze (non solo quelle formali attestate da titoli, ma anche quelle che lei ha maturato nelle sue esperienze di vita in generale), con le opportunità del mondo del lavoro di oggi.
L'ansia e lo stress sono campanelli di allarme di qualcosa che non sta andando per il verso giusto, non sono un male in sè, anzi dovremmo ringraziarli perchè ci stanno dando un motivo per dover assumere una nuova responsabilità verso noi stessi, per cercare di cambiare in meglio quello che non va bene.
Quindi le suggerirei di provare a mettere a fuoco questi aspetti. Mettere a fuoco un suo progetto di sviluppo personale e professionale, a partire dalle sue esigenze, competenze e contesti di lavoro, vicini o lontani, che vuole esplorare e sperimentare. nel far questo, mettere a punto una strategia a tappe, con delle azioni da mettere in campo per definire dei suoi obiettivi professionali, dei lavori interessanti per lei, e le azioni per cercare di ottenerli, in termini di competenze da mettere a fuoco ed eventualmente formalizzare, esperienze personali e professionali da maturare per potersi candidare a queste nuove posizioni di lavoro, e/o perchè no, provare a costruire un lavoro tutto suo, individuando dei servizi/prodotti da produrre e vendere. Eventualmente in questo percorso può farsi supportare da uno psicologo focalizzato su queste dimensioni del suo percorso di crescita personale e non sull'ansia e lo stress da lavoro come problemi in sè da curare.

Buon lavoro

Mario D'Andreta

Mario D'andreta Psicologo a Ancona

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26 OTT 2015

Grazie a tutti per le risposte,
vorrei precisare che la giornata davanti al pc la passo a lavorare, non per interessi personali. Ed è proprio questa una delle cose che mi pesa di più, impiegare tutta la giornata per portare avanti il lavoro ordinario, che in teoria si dovrebbe risolvere in poche ore, senza poi avere tempo da dedicare ad altre attività, comprese quelle di aggiornamento professionale.

E non è nemmeno un problema di mancanza di tempo in senso assoluto. Se lavorassi 10 ore piene, e sarei ben disposta a farlo, ma a fine giornata avessi la sensazione di aver fatto bene il mio lavoro, di aver combinato qualcosa di concreto non credo avrei problemi di ansia. Invece è proprio la sensazione di essere sempre in difetto a farmi stare male, che nasce, credo, dall'inesperienza e dalla mancanza di un punto fermo di riferimento. Come ho già detto in caso di incertezze e dubbi lavorativi non ho nessuno a cui potermi rivolgere.

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23 OTT 2015

Buongiorno Carla,
perché parte del suo stipendio non la investe a frequentare dei corsi che possano migliorare la sua competenza in questo ambito? Se ha delle lacune, ora che il lavoro è part time e a tempo indeterminato sarebbe un buon investimento, la farebbe uscire da questo senso di insicurezza...e di casa che è una sua velata richiesta "finito il lavoro che faccio"?
Inoltre sembrate non avere problemi economici...al giorno d'oggi la maggior parte delle famiglie rinuncia a tutto... lei potrebbe iscriversi non solo a dei corsi informativi per il suo lavoro ma anche coltivare un hobby, invece di passare il tempo in casa davanti al pc.

Penso che il suo senso di colpa no può essere verso suo marito, che comunque la può mantenere, ma verso se stessa per non dare valore al suo di tempo, inteso in senso esistenziale e non orario, e forse verso chi non ha avuto la possibilità che lei ha ora e le garanzie che al tempo stesso le stanno infine "strette"...perché se fosse stato un lavoro a progetto come gli altri fatti fino ad ora, tanto sarebbe comunque terminato per volontà altrui.

Da ultimo un consulto psicoterapeutico la potrebbe aiutare cosa la fa sentire davvero insoddisfatta, perché se i suoi superiori sono contenti del suo lavoro, allora le insicurezze sono da cercare altrove.

Cordialmente

Claudia Popolillo - Studio Logos Psicologo a Lodi

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23 OTT 2015

Gentile Carla,
è facile capire la sua situazione: ha modo di partecipare economicamente alla famiglia e il pensiero di non farlo più, le crea disagio.
Se, oggettivamente, il suo contributo non è indispensabile (come ha scritto lei stessa) e se il lavoro che sta svolgendo non solo non le da soddisfazioni, ma, al contrario, le crea problemi, potrebbe cercarne un altro. Lavorando da casa e part-time, ha modo e possibilità di farlo, anche mantenendo momentaneamente il suo posto; inoltre, potrebbe capire meglio quali sono le sue passioni e cercare, magari, di "crearsi" anche delle opportunità lavorative con le stesse.
Per quanto riguarda la sua ansia, io ne parlerei con un professionista;il suo percepirsi inadeguata, mai all'altezza e sfiduciata nei confronti delle altre persone, ad esempio, sono sentimenti e sensazioni che potrebbero venirsi a creare in qualunque circostanza se non ci lavora un pò su (non solo nell'ambito lavorativo),andando ad inficiare la qualità della sua vita.
In bocca al lupo,
Dott.ssa Monica Di Giambattista

Dott.ssa Monica Di Giambattista Psicologo a Giulianova

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22 OTT 2015

Cara Carla,
ci sono in gioco tante variabili: l'insicurezza nel no sapre gestire al meglio la sua mansione lavorativa, la sfiducia nei confronti dele rassicurazioni dei suoi responsabili, la volontà di contribuire all'economia familiare e il lavoro a tempo indeterminato, che arriva dopo anni.

Un lavoro a tempo indeterminato sancisce, in qualche modo, un patto. E' come se il contratto le ricordasse che quello è il suo lavoro, che da lei ci aspetta svolga quella mansione, che lei ha quel preciso ruolo. In persone molto attente e scrupolose, questo può muovere l'insicurezza di non essere all'altezza del ruolo assegnato e può spingere a dedicare tempo e risorse al lavoro per assicurarsi di non commettere errori.

Potrebbe essere successo questo anche a lei? Fosse così, le suggerisco di contattare uno psicologo che la aiuti ad avere aspettative meno elevate rispetto alla sua prestazione lavorativa, a gestire l'ansia e a mettere ordine tra i suoi pensieri. Le sarà poi più semplice operare una scelta lavorativa consapevole.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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22 OTT 2015

gentle Carla,
se detesta il proprio lavoro forse è il caso che ne cerchi un altro o che chieda un cambio di mansioni. Se lavora da casa dovrebbe essere più facile cercare lavoro; in ogni caso una tale ricerca le dovrebbe dare un quadro abbastanza realistico, ad oggi, del mondo del lavoro per cui successivamente sarà forse più facile prendere delle decisioni.
cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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22 OTT 2015

Gentile Carla.
se ho capito bene, per i responsabili il suo lavoro è ottimale, è per lei che non lo è. Inoltre, si sta rendendo conto che nonostante sia competente - anche se autodidatta - questo lavoro non la soddisfa. Vista, però, la quantità di ansia che prova e il suo giudicarsi in modo etremo, la inviterei a valutare che forse è proprio l'ansia (tanta) a farle vedere la situazione come negativa. Può succedere, infatti, che di fronte al grande malessere provocato dall'ansia, si perdano i contatti con il desiderio di base, in questo caso il suo lavoro a tempo indeterminato, e tutto appare complicato e brutto. Credo che per lei qualche colloquio di sostegno psicologico le gioverebbe per imparare a rilassarsi e a smorzare la quota angosciosa che ora le fa vedere tutto nero. Poi, con calma deciderà il da farsi.
Non si dia per vinta!
Cordiali saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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22 OTT 2015

Buongiorno signora Carla,
immagino che non debba essere un bel momento della sua vita personale e lavorativa. Il sostegno di suo marito è molto importante, ma credo che lei debba fare maggior luce su quello che le piace fare e per il quale si sente portata. Se ha la possibilità si ponga degli obiettivi anche minimi nell'arco della giornata, sia in campo casalingo che lavorativo, per esempio oggi lavo i piatti, domani stiro, oggi sbrigo questa documentazione, la presentazione la farò domani perchè è per la settimana ventura e cosi via. Nel frattempo se ha la possibilità cerchi di capire se c'è un altra mansione nella sua ditta che lei possa ricoprire o se ci sono dei corsi di aggiornamento ai quali lei può e desidera partecipare.
Forse avendo delle maggiori sicurezze nelle conoscenze lavorative e dei piccoli step si potrebbe sentire meglio. Spero di esserle stata di aiuto

Dott.ssa Christina Marchetto Psicologo a Carbonera

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