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La nostra storia mi rende infelice, ma non riesco a lasciarlo

Inviata da Valentina il 3 feb 2018 Terapia di coppia

Caro dottore,
Scrivo qui perché non so a chi altro rivolgermi, e ho un gran bisogno di aiuto. Ho paura per il mio stato psicofisico, ho i nervi a fior di pelle, lo stomaco contratto e la testa che mi esplode.

Da quasi 5 anni ho una relazione con il mio attuale compagno. Da subito ci sono stati problemi: modi di pensare diversi, il suo essere un tantino possessivo e geloso contro la mia necessità di indipendenza, e altre piccole cose.
Credo che, venendo da due posti completamente diversi (io dal nord, lui dal sud), abbiano influito molto le differenze culturali. Oltre al fatto che abbiamo una notevole differenza d'età (all'epoca avevo 19 anni e lui 28). Nonostante tutto abbiamo saputo sorvolare su certe cose, siamo andati avanti, abbiamo trovato dei compromessi. Lui, col tempo, ha migliorato molto la sua parte di carattere "chiusa", e questo mi ha incoraggiata a proseguire questa storia, fiduciosa (all'inizio, per esempio, non potevo neanche indossare una minigonna in sua assenza!).
Il nostro rapporto si è sviluppato molto in fretta, bruciando un pò le tappe: dopo solo 6 mesi già convivevamo all'estero, ci siamo fatti forza a vicenda, ci siamo sostenuti, e, oggi, mi sembra veramente di conoscerlo da una vita. mi sembra di essere cresciuta con lui.
Lui é il mio primo in tutto: il primo ragazzo, il primo e l'unico con cui sia mai stata in intimità.
Ha una grande considerazione di me, mi ha sempre messa al primo posto.

Ma ha un lato di carattere che non riesco più a gestire. È una persona che non accetta rifiuti, non riesce a controllare la sua impulsività, e ho l'impressione che la sua logica non segua la mia.
Spesso analizziamo la stessa situazione sotto due prosfettive completamente diverse che non riescono a congiungersi (per esempio qualche giorno fa ho avuto una difficoltà con una situazione burocratica che, però, sono riuscita a risolvere da sola. Nonostante ciò, lui mi ha cercato di offrire il suo aiuto in un modo un pò invasivo, che io non ho accettato perché, appunto, avevo già risolto. Non lo avessi mai fatto. E siccome insisteva, mi sono arrabbiata e ho alzato la voce, perchè evidentemente non capiva. Non lo avessi mai fatto. È scesa la catastrofe. Ha iniziato a sbattere le porte, mi ha detto che sono un'ingrata, mi ha urlato che potevo andare ad ammazzarmi, io e tutta la mia famiglia. E se n'è andato. Le nostre liti hanno tutte, più o meno, questa dinamica. Poi lui torna, mi chiede scusa, mi dice che comunque non capisce dove ha sbagliato e che parte di colpa ne ho anche io. Io non lo perdono subito, ma poi torno da lui perchè inizio a sentirmi in colpa, dal momento che lui cambia completamente, e inizia a comportarsi da persona triste e abbandonata. Pur di non perdermi dice di aver capito, anche se in realtà non credo che sia vero.

Con il passare del tempo, ci ritroviamo, ora, a litigare con più frequenza e per motivi futili. E non ci capiamo. Provo con tutta me stessa a cercare di parlare con calma per risolvere un problema che non dovrebbe neanche esistere, ma le sue reazioni sono talmente infantili (per esempio il prendere a calci le cose, prendere iggetti e scaraventarli per terra, dirmi cose brutte ma che non pensa davvero, dirmi di fare le valigie ed andarmene) che mi sale il nervoso e non so più come comportarmi. Finisce che non ci parliamo per qualche giorno, e poi lui torna da me come se niente fosse, minimizzando l'accaduto. Troppe volte ho lasciato perdere, ma tutti questi episodi mi si sono accumulati nel cuore e mi fanno male. Ho provato a spiegarglielo, ora, che la nostra è una relazione malsana, ma lui non lo capisce. Mi risponde che mi ama, che il nostro è un amore forte e che dobbiamo stare insieme. Non riusciamo a risolvere le cose, ma a lui va bene cosí, purchè stia con me.

Ho l'impressione di vivere una violenza psicologica dietro l'altra, ma ho il presentimento che lui non se ne renda conto. È possibile fare del male senza saperlo?

Oltre al fatto che è una persona piena di sé, arrogante, presuntuosa. È pieno di difetti che non sa di avere! Dice di essere troppo buono e umile, ma dell'umiltà, nel suo carattere, non ne vedo proprio l'ombra! É permaloso, spesso sono costretta a dosare o filtrare quello che dico per evitare che si offenda o che reagisca in modo esagerato.
Non mi ha mai picchiata, tranne una volta, in cui mi ha dato un ceffone da farmi girare la testa. Da quel momento ha capito che non doveva mai più permettersi di toccarmi. Ma mi ha detto spesso, in questi momenti di ira, che mi avrebbe massacrata, spaccata, che non dovevo più farmi vedere.

Vorrei trovare la forza di dire basta una volta per tutte. Di uscire da questo circolo vizioso. Ogni volta mi riprometto di lasciarlo, ma ogni volta finisco per tornare da lui.
Vorrei ritrovare la serenità che mi manca, voglio solo vivere in pace.

Ma magari col tempo migliorerà. Col tempo è molto maturato, perchè non dovrebbe farlo anche ora?

Con la mia famiglia non ne parlo, faccio finta che vada tutto bene. Non vorrei dare un dispiacere a mia mamma, se sapesse che non sono serena, si preoccupperebbe senza motivo. Anche perché in passato ci sono state delle tensioni tra lui e la mia famiglia, e non vorrei, quindi, succedesse di nuovo, visto che ora le cose sono tranquille.

E ora che gli ha parlato di tutto ciò, delle mie impressioni, ora che gli ho svuotato il mio cuore, lui che fa? Mi dice che è da tempo che non voglio più stare con lui, che era tutto programmato, che è solo una scusa e che gli lancio accuse false. Mi ha anche chiesto se io abbia parlato di queste cose con qualcuno, e casomai lo facessi, darebbero sicuramente ragione a lui.
Mi fa salire il nervoso. Cerco di spiegargli tutto ciò per provare a trovare una soluzione insieme, e lui mi risponde che tanto sapeva già da tempo che vorrei lasciarlo, che è palese che io non voglia stare con lui e che spera che io trovi un'altra persona completamente menefreghista. Mi sento soffocata da queste sue parole. Gli dico una cosa, e mi parla di tutt'altro, a volte è davvero ottuso.

Cosa dovrei fare? È una situazione grave o facilmente risolvibile? Dov'é che sto sbagliando?

Vorrei continuare a stare con lui, ma voglio stare bene.

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Gentile Valentina,
Spesso il rapporto che descrive tra lei ed il suo ragazzo è di co-dipendenza e manca di due aspetti fondamentali per una relazione tra adulti:la simmetria (la relazione è tra pari e non del tipo "top-down" o "adulto-bambino") e,secondo aspetto , il riconoscimento dell'altro come "diverso" da sé e con bisogni e caratteristiche proprie. le relazioni co-dipendenti, invece, non contemplano questi requisiti fondamentali e si Muovono su dinamiche irrisolte di ogni partner della coppia tra bisogni e aspettative riguardanti il passato irrisolto (bisogno di essere riconosciuti, di essere indipendenti, di essere responsabile delle proprie emozioni e di poter appartenere senza perdersi nell'altro) che si cerca, invano, di risolvere e soddisfare nella relazione oggi con il partner.
Purtroppo questo porta per entrambi tanta sofferenza perché è impossibile che l'altro ci restituisca ciò che ci è mancato in passato.
Il Mio suggerimento è quello di iniziare un percorso terapeutico individuale o, se lo ritiene opportuno, di coppia (solo in caso anche il Suo compagno sia motivato).
Per eventuali chiarimenti o domande sono a sua disposizione.

Un caro saluto
Dott. Roberto Pugliese

Dott. Roberto Pugliese Psicologo a Roma

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Gentile Valentina,
dispiace sentirla soffrire così per amore. Non deve esser stato facile andare sopra tutto, continuamente. Vedere che la persona amata non è più come all'inizio.
Se ho ben capito lei ha 25 anni, è ancora una giovane donna. Non mi sembra siate sposati. Il primo passo, ritengo sia capire quanto è possibile andare avanti insieme, oppure se è il caso di finirla. O magari, lavorare sul vostro rapporto in modo da migliorare la relazione.
I momenti critici, sono ottimi per fermarsi, fare chiarezza e poi ripartire.
Qualora ritenga utile un aiuto da un punto di vista psicologico, non esiti a richiedere un consulto con un professionista.
Resto a sua disposizione,
Dottor Savasta Antonino,
a Pistoia ed online.

Dottor Antonino Savasta Psicologo Clinico Psicologo a Pistoia

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Salve Valentina,
Ha fatto bene a chiedere un parere a professionisti formati nel settore. Molto probabilmente il suo compagno non si rende conto delle sue difficoltà e della sofferenza che le provoca.
Gestire i suoi sbalzi d'umore sarà molto pesante da gestire per Lei, Valentina.
Il suggerimento che potrei darle è la possibilità di rivolgersi a uno psicologo ed intraprendere un percorso psicologico insieme o individualmente così da riflettere su determinate dinamiche comporatamentali.
Rimango a disposizione
Dottoressa Chiara Ragno

Dottoressa Chiara Ragno Psicologo a Firenze

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