Sono fidanzata e infelice, non riesco a staccarmi da lui, ma mi piace un altro

Inviata da Tori · 7 set 2015 Terapia di coppia

Buonasera. Ho una situazione da cui non riesco ad uscire e credo di aver bisogno di aiuto. Sono fidanzata da 3 anni con un ragazzo di 4 anni più piccolo di me (io 27 anni lui 23), con il quale ho iniziato subito una convivenza quasi dal principio della nostra storia.

È stata una relazione burrascosa fin dall'inizio, ma mentre avevo visto in lui una persona carismatica, seria e affidabile, con il passare del tempo è uscito fuori un "uomo" che non avrei mai voluto conoscere. Egoista oltre ogni limite, maniaco del controllo, possessivo, ottuso, presuntuoso, subdolo. In maniera sottile ma insidiosa si è impossessato di tutto quello che mi apparteneva, azioni e pensieri. All'inizio uscivamo e facevamo una vita come tutti i giovani della nostra età. Poi, piano piano, ha cominciato a non volere più che i miei amici maschi mi chiamassero, le amiche femmine nemmeno, mi ha preso a controllare i social network, mail e telefono, fino a farmi cancellare da tutto e farmi cambiare numero. Ho tagliato i ponti con tutto e tutti. Per problemi di natura lavorativa ed economica (ho perso il lavoro e dovevo stare sempre a casa, senza soldi), sono stata solo e soltanto con lui, che mi ha portato a pensare di essere stata sempre una persona sbagliata, che aveva sbagliato tutto nella vita (scusate la ripetizione) e che doveva vergognarsi per questo (ho sempre svolto attività di animazione, tra villaggi, eventi e discoteche). Gli ho permesso tutto ed è arrivato a farmi pensare di avere ragione.
Da circa 1 anno e mezzo abitiamo a casa di sua madre, con lei e l'altro figlio, gemello del mio ragazzo. Non avevamo più soldi per pagare l'affitto e io non volevo tornare a casa dai miei, con i quali non ho un bel rapporto. Ovviamente le cose sono peggiorate. La madre lo tratta come un principino e lui si sente in diritto di comandare su qualsiasi cosa gli capiti sotto. Non sono mai più uscita e sono diventata la Cenerentola di casa. Ora lavoro ma, per gratitudine, pago tutte le bollette, cucino, pulisco e mi occupo della casa. Mi odio perchè ho permesso di arrivare a questo punto, dove la mia vita mi sta stretta e sono sempre triste perché non mi sarei mai immaginata così. Provo a sfogarmi con i miei colleghi di lavoro, e so che dovrei lasciare questa persona, ma non ci riesco. Ci ho provato tante volte ma lui mi prometteva sempre che sarebbe cambiato e io gli ho sempre creduto, salvo constatare poi dopo una settimana che invece le cose peggioravano soltanto.

Da qualche tempo a questa parte, poi, ho in mente una persona che è diventata un chiodo fisso, tra l'altro un suo amico. So che è malsano, ma lo vedo divertente, scherzoso, pieno di vita, quella che manca a me. Credo anche che si tratti semplicemente della voglia di evadere da tutto questo. Mi sento l'ombra di qualcuno. Non faccio mai quello che voglio io, fosse anche ascoltare una canzone piuttosto che un'altra che piace a lui. Mi sento in trappola.
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Miglior risposta 9 SET 2015

Gentile lettrice,
l'impressione che si ha, leggendo la sua mail, è che lei sia completamente in balìa di questo ragazzo, per altro più giovane di lei di ben quattro anni.
Credo che lei abbia avuto grandi contrasti nell'ambito della sua famiglia di origine che solo ora, facendo il paragone tra quello che ha lasciato e quello che ha trovato, sarà portata sicuramente a ridimensionare.
La invito perciò a riprendere i contatti con la sua famiglia che sicuramente sarà disposta a darle una mano se lei metterà da parte quello che potrebbe essere definito orgoglio.
Di certo, così non va bene e la soluzione non è nemmeno buttarsi tra le braccia dell'amico del suo ragazzo. Lei deve riprendere in mano la sua vita che ormai, per quello che ha scritto, non le appartiene neanche più e lo deve fare anche con cautela e con intelligenza perchè la cosa potrebbe prendere, a mio parere, una piega più spiacevole ancora.
Innanzitutto deve mantenere e possibilmente incrementare il suo lavoro per non ridursi proprio in condizioni di schiavitù e dopo deve cercare di riprendere i contatti con i suoi familiari o, se proprio fosse impossibile ( e spero che non lo sia ) con le sue amicizie di prima cercando supporto psicologico e, se necessario, anche materiale.
Se poi, se lo potrà permettere dovrebbe affidarsi ad uno psicoterapeuta, al limite anche che lavori nel pubblico alla Asl, perchè c'è un grande lavoro da fare per farle acquisire autostima e dignità di persona.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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8 SET 2015

Cara Tori
ho riflettuto molto sull'inizio della tua lettera e sull'inizio della tua storia.
Insomma tu hai consciuto questo ragazzo di 23 anni ed hai subito iniziato una convivenza con lui. Posso comprendere che l'amore è scoccato nell'immediato ma una immediata convivenza con un ragazzo tanto giovane mi sembra una mossa del tutto azzardata e pericolosa. In effetti poi da come racconti e da come la cosa si è sviluppata, gli esiti sono alquanto catastrofici.
Ti chiedo. ma sei sempre così precipitosa nelle storie d'amore? Tu hai 27 anni ed è fuori di dubbio che questi 4 anni in più nella donna e in questa fascia d'età connotano maggiori esperienze. Pur non facendone la questione principale anche l'età va considerata.
Mi viene da pensare che all'inizio di questa storia tu scappassi da qualcosa o da qualcuno e quindi non ti sei data il tempo di ponderare bene la situazione in cui ti mettevi e lo stesso credo tu abbia fatto nel momento in cui sei andata a stare a casa sua (non volendo tornare alla tua di casa, probabilmente con i tuoi genitori).
Ora è molto probabile che questo ragazzo sia viziato o anche straviziato; è un fatto comune oggi, però magari lui stesso, sentendosi ingabbiato ha, deciso di ingabbiare te! Insomma una reazione a catena.
Quello su cui tu, dovresti lavorare per te stessa, in una eventuale psicoterapia
(auspicabile! ) è, a mio parere l'autonomia. A 27 anni tu hai bisogno di essere autonoma e di andare decisamente in questa direzione. Questo ancora prima di creare "rapporti rifugio" insoddisfacenti per te e per altri coinvolti.
Ora questa situazione e relazione con lui richiede di essere affrontata con coraggio e certo sarai tu a doverlo fare. Lui con te e la famiglia, sta alla grande! Tu invece stai male essendoti cacciata in un vicolo cieco...da cui però, fortunatamente, puoi tornare indietro!
Auguri
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologa-Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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8 SET 2015

Carissima Tori,
quello che descrivi si chiama violenza psicologica.
La tua voglia di andartene è comprensibile, come è anche consueta la difficoltà di abbandonare il proprio "aguzzino". Ti ha fatto il vuoto intorno ed è quasi un miracolo che tu abbia un lavoro, per poco remunerativo che sia.
La cotta che hai per il suo amico può essere effettivamente una reazione: il desiderio di trovarti in un a situazione più vitale e meno "mortifera".

Il mio consiglio è di rivolgerti ad un terapeuta della tua zona, magari analista lacaniano, per comprendere cosa ti abbia spinto a rimanere con lui.
Capisco anche i sensi di colpa per averlo "lasciato fare", ma ora pensa a uscire da questa situazione, il resto si affronta pian piano e una cosa alla volta.

Prova a parlare con i tuoi genitori, se il rapporto che hai con loro non è ottimo ma le difficoltà sono superabili, torna a casa, quando la tua situazione lavorativa migliorerà potrai cercare un posto tuo. Se questo non è possibile, prova a chiedere ospitalità a qualche tua amica: se sono amiche, anche se è molto che non le senti, ti aiuteranno.
Ricordati che ci sono anche i centri specializzati, sono centri antiviolenza e non è necessario che si tratti di violenza fisica per poterti rivolgere a queste strutture.

La situazione che vivi è davvero pesante, se non te ne vai è difficile che la tua situazione cambi, potrebbe anche peggiorare.

Coraggio.
Rimango a disposizione.
Un caro saluto.
Dott.ssa Fornari Daniela

Dott.ssa Daniela Fornari Psicologo a Iseo

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8 SET 2015

Cara Tori,
da quello che scrivi emerge un'analisi attenta di una situazione che condiziona così pesantemente la tua vita. Certo non è risolutivo prendere coscienza di alcune problematiche, ma è il primo passo. Ora c'è da chiedersi: se davvero senti che è necessario cambiare tutto sei disposta a farti aiutare? Il lavoro non potrà che essere principalmente tuo, ma se davvero pensi di meritare di meglio allora rivolgiti ad un professionista che ti aiuti a comprendere perché le cose sono andate in un certo modo e come puoi riprenderti in mano la tua vita. Un caro saluto,
dott.ssa Roberta Monda

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8 SET 2015

La cotta per il suo amico è malsana? Francamente qui cara Tori l'unica cosa malsana che vedo è tutto quello che c'è stato in precedenza. Tutta questa sua lettera parla di TE, non di lui o della sua famiglia. Ricordiamo: tutto quello che ci accade è perchè noi lo permettiamo. La responsabilità è sempre nostra e da questo bisogna ripartire. Cisì com'è nostra se accettiamo di farci calpestare così sarà nostra quando decideremo di smettere di farlo. Questo essersi totalmente fatta umiliare, schiacciare e calpestare parla di un tuo profondo problema di autostima e insicurezza: al punto da aver fatto anche la cenerentola della sua intera famiglia. E' su te che devi interrogarti, questa storia ha scoperchiato qualcosa che ti porti dentro e che devi risolvere in un percorso psicologico che ti consiglio caldamente. Siamo vittime se lo permettiamo. Fatti aiutare a non esserlo mai più

Dott.ssa Chiara Pica - Studio SomaticaMente Psicologo a Grosseto

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7 SET 2015

Cara Tori,
la sua relazione, così come la descrive, assume sfumature cupe.

La sua volontà di assecondare le richieste del suo ragazzo, la sua dedizione e il su senso del dovere la hanno messa in gabbia. E mi sembra di capire che le chiavi della gabbia le tenga lui.

Si rivolga al consultorio della sua città e condivida la sua storia con un professionista. E' bene riprenda in mano le chiavi dell sua serenità e la libertà di operare delle scelte.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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