La mia ragazza è dipendente dalle chat. Come fare?

Inviata da Fringe. 2 lug 2014 11 Risposte  · Terapia di coppia

Buongiorno, da qualche mese sto frequentando una ragazza con la quale le cose andavano abbastanza bene, finchè tra di noi non si è intromesso un terzo incomodo tanto subdolo quanto "potente": Facebook. Ormai passare del tempo insieme vuol dire essere io, lei e il suo telefono (che tiene sempre sottomano, nel caso dovessero arrivare delle notiifche); ogni 10-15 minuti interrompe i discorsi che si stanno facendo per visualizzare le ultime news degli amici; se si va in giro deve fare mille foto con l'obiettivo primario di condividerle e via discorrendo.. A specifiche rimostranze, mi ha detto che per lei tutto ciò è completamente normale e che anche le sue amiche si comportano allo stesso modo (stiamo parlando di persone di 30-32 anni, sia chiaro).
Perchè nel titolo parlo di dipendenza? Si lamenta che ha spesso sonno, mal di testa e altri problemi del genere, e poi vengo a scoprire che spesse volte al posto di dormire alle 2-3 di notte è in chat, che se si sveglia, la prima cosa che fa è dare una sbirciatina alla homepage, che alle 6 di mattina cambia immagine del profilo..
Come si può fare, su un piano strettamente pratico, a farle capire che il suo modo di comportarsi non solo non è normale come dice, ma anzi è malsano e dannoso per se stessa? In che modo posso aiutarla ad aprire gli occhi?
Grazie mille!

insieme , amici , capire

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Gentile Fringe,
la sua ragazza è in compagnia numerosa. Infatto l'utilizzo massiccio di FB è piuttosto diffuso.
Quando è dipendenza?
- Quando si preferisce la chat alla persona reale,
- quando occorre "assumere" sempre la stessa dose o dose crescente (vede che ne parlo come della dipendenza da una qualsiasi "sostanza"?)
- quando si è disposti a sostenere discussioni e liti pur di difendere questa abitudine.
Come farlo capire alla sua ragazza? A 30 anni la consapevolezza della regazza dovrebbe essere sufficiente per collegare alcuni disturbi fisici all'ab-uso di FB o di Internet in genere e trarne le conclusioni.
Inoltre occorre farle capire il Suo disagio, nel sentirsi messo al secondo posto.
La ragazza farà fatica ma potrà farcela a "disintossicarsi", se ci tiene a Lei.

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Buonasera Fringe, concordo con i colleghi: la sua ragazza mostra tutti i sintomi di chi vive una dipendenza da chat. Rispetto alla sua specifica richiesta - come fare ad aiutarla - penso le possa servire Fringe fare prima di tutto chiarezza su di sé, così da dare alla sua ragazza un messaggio chiaro. Un messaggio chiaro può essere per la sua compagna il primo passo per mettere in dubbio la sua condotta facebook-dipendente, e una volta insinuato il dubbio, molti altri passi diventano possibili.
Nel suo post dice di aver fatto "rimostranze", in altri termini si è lamentato degli aspetti problematici della situazione, cioè di ciò che la dipendenza della sua ragazza le toglie del suo rapporto con lei, nella conclusione del post leggo del suo intenso desiderio di aiutare la sua ragazza perché lei prima di tutto stia meglio. Può essere efficace partire da una comunicazione sentita, sincera e chiara su entrambi questi aspetti - la preoccupazione per la salute della sua ragazza e la preoccupazione (altrettanto lecita) per i suoi bisogni nella coppia rimasti insoddisfatti "perché facebook viene prima". Una volta insinuato il dubbio, fatto notare quanto si è perso chattando, incrinata la certezza che "se tutte le mie amiche fanno così sarà ok", sarà possibile accompagnarla a rendersi conto del suo problema e da lì definire i prossimi passi.

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4 LUG 2014

Dott.ssa Gabriella Giunco Psicologa

Caro Fringe, l' unica cosa che puoi fare tu è parlare di questo problema con lei.
Se siamo nel campo della dipendenza da chat bisognerebbe che la tua ragazza ne prendesse atto ed inoltre trovasse la motivazione a farsi aiutare da un Professionista Psicoterapeuta.
Rimango a disposizione per altre informazioni.
Cordialmente,
Dott.ssa Roberta Alici, Psicologa/Psicoterapeuta

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3 LUG 2014

Logo Dott.ssa Roberta Alici Dott.ssa Roberta Alici

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Buongiorno Fringe, come scrivono anche i colleghi il caso della sua ragazza fa ipotizzare una dipendenza un po'eccessiva da fb e dal cellulare che toglie tempo a voi, al sonno e ad altre attività importanti della giornata. Di solito chi soffre di questa problematica non se ne rende conto, tanto più che oggi buona parte dei giovani passa ore e ore attaccata a internet perdendosi una parte della giornata, ma senza rendersene conto. Dovresti parlarle e farle presente che a lungo andare il vostro rapporto ne risentirà e che così' facendo rischia di perderti e vedere la sua reazione, oltre a metterla al corrente che poco per volta la sua salute ne sta risentendo sempre di più e che di solito queste dipendenze se non si interviene in tempo peggiorano sempre di più. Resto a tua disposizione.
Dott.ssa Cinzia Marzero

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3 LUG 2014

Logo Dott.ssa Cinzia Marzero Psicologa-Psicoterapeuta Dott.ssa Cinzia Marzero Psicologa-Psicoterapeuta

135 Risposte

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Egregio signor Fringe,
tante sono le persone che pur avendo problemi non li considerano tali e rifiutano di andare dallo specialista. lei potrebbe accedere in prima battuta da un capace psicoterapeuta perfezionato in dipendenze patologiche. Un percorso di consulenza mirata con obiettivo di fare venire alla attenzione clinica la sua ragazza in tempi brevi
dr paolo zucconi sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale a udine

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3 LUG 2014

Logo Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia)

1087 Risposte

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Buongiorno Fringe
credo proprio che, dati i comportamenti della sua ragazza nel gestire i social network, si tratti proprio di una dipendenza e credo che lei faccia bene a preoccuparsi. Dice bene anche quando parla di "presenza subdola" e infatti così è. Una presenza costante e intrusiva che porta la persona ad essere continuamente legata a questo filo invisibile di ciò che potrebbe succedere su facebook. Punto è che, in realtà, su face non succede mai nulla, nulla che possa sostituire un tramonto, il gustarsi un drink, un bacio o una serena e pure importante discussione con un amico/a o anche un far nulla che però è ascoltare, guardare, percepire odori...avere sensazioni psicofisiche intense.
Io non sono contro facebook e lo uso e mi piace, lo uso anche per lavoro e ho pure twitter...ma sono strumenti che vanno usati e gestiti non certo strumenti che ci strumentalizzano!!!! Tuttavia e' così ...difficilissimo riuscire ad avere una discussione con qualcuno senza questo ormai divenuto "mistico" oggetto che appare e scompare...che tristezza.
Pure c'è da dire che le risposte che la sua ragazza le da mettono l'accento su un altro fatto importante e cioè che tanti comportamenti palesemente sbagliati diventano "normali" (che poi normali non significa nulla) solo perché lo fanno tutti; così è per il bere alle feste e il fumare, così è nell'esibizioni di varia natura ..come baciarsi tra amici, così è nel parlare scurrile e nel bestemmiare... uno stato di decadenza totale..."normale" lo fanno tutti. Non fai queste cose.... sei "fuori dal mondo!!!!".
Io penso lei debba capire a fondo cosa vuole dalla sua ragazza e quali comportamenti desidera dalla persona che sta con lei fin dove tollerare e dove no.. Deve avere le idee chiare, sapere fino a che punto accettare e che limiti dare. Poi parlare con la sua ragazza (che a trent'anni non è una adolescente) e sostenere con calma una discussione pratica e che si riferisca ai comportamenti da cambiare. Proporre anche una consulenza Psicologica se lei non sente ragioni.
Insomma il tutto va preso molto seriamente. Così non fosse lei si ritroverebbe tra poco con le foto di voi due a letto (ho sentito di una persona a cui è successo cioè che la fidanzata faceva i Selfie mentre facevano l'amore) e con la foto della prima ecografia su facebook ...qualora decideste di fare un bambino.
Fine della più poetica e interiore intimità.
Intimità cancelleremo questa parola dal vocabolario? Spero ci siano persone che vogliano lottare per mantenerla!!!
Cordiali saluti Dott.ssa Silvana Ceccucci in Ravenna.

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3 LUG 2014

Logo Dott.ssa Silvana Ceccucci Dott.ssa Silvana Ceccucci

3084 Risposte

6149 voti positivi

Salve
Purtroppo la dipendenza da internet è meno conosciuta dalle persone. Spesso viene scambiato per normale comportamento, non è così! È una dipendenza vera e propria. Farle capire che non va bene? Non è semplice. Spesso per curarsi occorre andare da uno psicologo. Ma tu aiutala, distraila, occupa molto del suo tempo.
Saluti dr Di Blasio

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3 LUG 2014

Logo Studio Di Psicologia e Psicoterapia Di Blasio Carmela Alcini Chiara Studio Di Psicologia e Psicoterapia Di Blasio Carmela Alcini Chiara

77 Risposte

35 voti positivi

Salve,
è molto probabile che nella tua ragazza si sia sviluppato un certo grado di dipendenza ed è anche comprensibile che tu, volendole bene, ti preoccupi per l'eventuale stress che questo potrebbe procurarle. Le tue attenzioni però, si dovrebbero limitare ad una preoccupazione rispettosa e meno invadente, in quanto,almeno per ora, non è lei a vivere la cosa come un problema, ma piuttosto tu. Mi viene da chiederti se nel rapporto con lei avverti una mancanza di attenzione nei tuoi confronti e di un insufficiente investimento di tempo, da parte sua, sui vostri interessi in comune come coppia.Se è così, potresti partire da una motivazione legittima ed in tal caso, io stessa potrei darti un adeguato sostegno anche da qui. Continuare a far leva su quello che per lei e per una grande maggioranza delle persone -indipendentemente dall'età- è diventato un interesse quotidiano e spessissimo anche notturno, non farebbe che aumentare la sua resistenza e tu saresti vissuto come una 'seccatura'. Se trovi troppo difficile sopportare il suo comportamento, devi fare una profonda valutazione dei suoi valori e delle sue lacune al fine di decidere se vale la pena di mantenere la relazione. A parte la mia disponibilità, potresti chiedere una Consulenza Psicologica anche ad uno Specialista della tua zona.Auguri.
Dott.ssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

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3 LUG 2014

Logo Dott.ssa Carla Panno Dott.ssa Carla Panno

1048 Risposte

560 voti positivi

La questione che lei pone è tristemente vera e molto diffusa specie fra i giovani. Certo è che se la sua ragazza conduce una vita privata debilitante per lei e la vita di coppia il problema rischia di essere veramente serio. Purtroppo come lei stesso constata non è facile persuadere una terza persona a farsi aiutare specie se questa è convinta delle sue azioni. Le suggerisco di consultare lei stesso per primo un professionista nella sua zona ed esporgli il problema, in questo modo può provare a coinvolgere la sua ragazza in un percorso congiunto.
Saluti

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3 LUG 2014

Logo Dario Dott. Grigoli Dario Dott. Grigoli

136 Risposte

106 voti positivi

Gentile Fringe,
non c'è un modo "strettamente pratico", come lei dice, per far capire alla sua compagna che ciò che fa non le piace. Vede, se di dipendenza si tratta, uno dei problemi principali è il rifiuto di ammissione della dipendenza stessa. In ogni caso, credo che il terzo incomodo, potrà diventare dannoso nella misura in cui si trasforma in motivo di litigio tra di voi.

Restiamo in ascolto

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3 LUG 2014

Logo Dr Mori, Psicologo Sessuologo Psicoterapeuta Dr Mori, Psicologo Sessuologo Psicoterapeuta

573 Risposte

333 voti positivi

Buonasera,
sempre più Facebook, Twitter e in generale il mondo virtuale stanno contagiando non solo i ragazzini ma anche persone entrate nella prima età adulta (e anche oltre). Quante volte capita di essere al ristorante o al bar con amici e sistematicamente uno o due di essi si sorprendono al cellulare a scorrere freneticamente la homepage. Negando insistentemente il problema "dipendenza" se glielo si fa notare.
Proprio perché è una dipendenza più subdola da riconoscere (e, soprattutto, far riconoscere al diretto interessato), oltre a farglielo notare ogni qualvolta si accorge che la sua ragazza si assenta nel mondo virtuale, le propongo di organizzare attività coinvolgenti per entrambi (camminate, partite a pallavolo, corsi di lingua o ciò che più piace a entrambi) in modo che lei si dimentichi del cellulare, facendole capire che si può anche vivere senza e riscoprendo le attrattive del mondo reale.
Resto a disposizione per ulteriori confronti,
dott.ssa Martina Gerbi

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3 LUG 2014

Logo Dott.ssa Martina Gerbi Dott.ssa Martina Gerbi

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