il mio ragazzo sta male e non so come aiutarlo (ed aiutarmi)

Inviata da Stella Bussola · 8 mag 2017 Terapia di coppia

Salve, sono una ragazza di 21 anni e da due e mezzo sto con un ragazzo che mi ha sempre resa molto felice, con tanti pregi e che pensavo di conoscere profondamente. Questa convinzione però è crollata qualche mese fa, quando ho scoperto che ha gravi problemi interiori dall’età di 12/13 anni e di cui prima non aveva mai parlato a nessuno. Da allora è porno dipendente, fa uso di cannabis quotidianamente, ed è in uno stato di depersonalizzazione e derealizzazione continuo. Inoltre ha molti sintomi che su internet ho ritrovato nel disturbo borderline come: comportamento fortemente impulsivo, sentirsi vuoto dentro, sentirsi spesso nervoso o depresso senza un apparente motivo e avere difficoltà a gestire le proprie emozioni, terrore di essere abbandonato, e talvolta pensieri suicidi. (Prima di conoscermi anche difficoltà ad affezionarsi ad una ragazza e ad avere una relazione stabile nel tempo) Dopo avermi confessato tutte queste cose, in un altro momento di sfogo, è scoppiato a piangere dicendomi di sentire una voce dentro che gli parla continuamente e "lo comanda", per esempio prima era lei che lo "obbligava" a masturbarsi compulsivamente e ultimamente gli dice di non raccontarmi la verità per non risultare pazzo ai mei occhi. Dopo aver ascoltato tutto ciò che teneva dentro da così tanto tempo sono riuscita a convincerlo praticamente subito a rivolgersi ad uno specialista. Da qualche settimana sta andando da una psicoterapeuta con orientamento cognitivo-comportamentale (che sto vedendo anche io per elaborare la cosa), ha smesso di fumare e capisco che è davvero motivato verso un cambiamento. Tuttavia ieri mi ha confessato di non riuscire ad aprirsi con la dottoressa come con me, di sentisi bloccato e non a proprio agio come se "non fosse quella giusta", di non essere in grado di parlare dei suoi problemi e di avere momenti in cui questa voce lo convince del fatto che non riuscirà mai a raccontarsi e a guarire. Io non so come aiutarlo, dovrebbe forse cambiare specialista? Sarebbe forse più giusto un orientamento di tipo analitico per scoprire eventuali traumi passati e facilitare la sua apertura verso il terapeuta? Io vorrei realmente essergli di supporto ma allo stesso tempo mi sento sempre più distante e impaurita da questa situazione...Grazie in anticipo per i consigli e soprattutto per la pazienza di aver letto fino a questo punto.

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Miglior risposta 19 MAG 2017

Gentile Stella,
sono contenta di sapere che riesci a stargli vicino, nonostante le difficoltá, e che sei riuscito a convincerlo ad andare da una psicoterapeuta. Se per lui non è facile aprirsi con la dottoressa, potrebbe essere utile che lo accompagni anche tu alle sedute, in modo che con la tua presenza possa sentirsi facilitato ad aprirsi e parlare in presenza della dottoressa come se ci fossi solo tu ad ascoltarlo.
L'orientamento della dottoressa a mio avviso non costituisce un problema, il problema è la vocina che lo blocca e gli dice che non riuscirá a raccontarsi e a guarire. Comunicagli che questa vocina puó sbagliarsi, infatti la prova che puó stare meglio e vuole stare meglio è che, a dispetto di quanto dice la vocina, lui ha iniziato ad andare in terapia e questo è giá un primo passo per stare meglio. Dunque questo costituisce giá di per sé una prova del fatto che la voce si sta sbagliando.
Vi auguro tutto il meglio.

Cordiali saluti,

dott.ssa Elisa Canossa, psicologa psicoterapeuta a Padova e Sustinente (MN)

Dott.ssa Elisa Canossa - Studio di psicologia e psicoterapia Psicologo a Sustinente

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19 MAG 2017

Dimenticavo: pur con tutte le difficoltá di questa situazione, il tuo ragazzo è sempre la stessa persona con i pregi che avevi intravisto tempo fa. Non lasciare che il pregiudizio riguardo al modo in cui pensa e ai disagi che prova condizionino negativamente l'opinione che hai di lui. I pregi restano e standogli vicina e grazie alla terapia le cose potranno migliorare. Quindi sii fiduciosa e non lasciarti intimorire da questa situazione.

Cordiali saluti,

dott.ssa Elisa Canossa

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