il mio ragazzo ha una forma di ossessioni che fare?

Inviata da laura il 9 gen 2013 Disturbo ossessivo compulsivo

Gentile dottore, sono una ragazza di 29 anni laureata in psicologia, è la prima volta che chiedo consiglio sulla mia situazione, ma non so veramente cosa fare ne con chi parlare e spero in un suo consiglio.
Da un'anno sono fidanzata con un ragazzo di tre anni più piccolo di me, che amo veramente. I primi quattro mesi della nostra relazione sono stati stupendi, lui sembrava innamoratissimo di me, a tratti addirittura molto più di me, tanto è vero che per qualche mese, data la mia diffidenza, sviluppata in seguito a relazioni precedenti andate male, io ero molto meno presa di lui. Una sera in seguito a una discussione in cui lui mi diceva che pensava che io non lo amassi e che mi vedeva troppo distaccata io gli ho confidato le mie paure e ci siamo detti che ci amavamo. Da quel momento tutto è andato bene fino a quando il 30 aprile lui mi ha confidato in lacrime che aveva avuto la tentazione di scrivere "mi manchi" alla sua ex, ma che vedendo un sms
da me mandato si era fermato. Io mi sono sentita morire e gli ho detto che non volevo più soffrire e se voleva tornare da lei, di farlo subito e di lasciarmi, perché se no sarei morta dentro. Lui in ginocchio mi disse che voleva stare solo con me,che ero la donna che voleva sposare e con cui voleva avere dei figli e che la storia con la sua ex era stato un continuo litigare ogni giorno, perché lei era una
che voleva alcune "libertà" (evito di scendere nei particolari, che mi disgustano e che sono confidenze sue) che lo facevano essere geloso e che lo portavano ad essere cattivo e aggressivo fino a quando lei non si è stancata e dopo 9 mesi lo ha lasciato mettendosi con un altro.
Abbiamo superato quella brutta situazione, ma lui continuava a dire di avere sensi di colpa per quello che stava facendo, fino a quando in un pomeriggio di giugno, mi confidò una cosa che non aveva mai detto a nessuno e che sapevano solo sua madre e suo fratello. Mi disse che da due anni e mezzo lui andava da un analista, perché soffriva, di quello che io so essere una nevrosi ossessiva. Ovvero lui fa dei pensieri rituali, come dei voti a cui però doveva dare in cambio cose e la sua vita era stata sempre condizionata da questo, secondo lui anche essersi messo con me era dovuto a un pensiero. Non posso scendere nei particolari dei suoi pensieri perché non lo trovo giusto, io ho pure
conosciuto il suo analista e dato quello che sento per lui ho
accettato questa sua patologia, cercando sempre di sostenerlo e aiutarlo come fidanzata e non come psicologa. Questa cosa ci ha uniti tanto e anche per i pensieri che riguardavano la sua ex avevamo raggiunto una certa stabilità, fino a quando è stato chiamato per un lavoro a Garlasco che ha accettato per costruirci anche un un futuro
insieme. Però a causa di questo trasferimento a Garlasco ha dovuto lasciare l'analista e tutte le persone che lo rendevano felice, in più li nel posto di lavoro si sente sottovalutato e preso in giro dai colleghi e dai capi. Tutti questi fattori hanno portato l'aumento dei suoi pensieri ossessivi sopratutto quelli che riguardano la sua ex con
il quale mi confronta e spesso mi sminuisce, in più questi pensieri gli fanno avere dubbi sui sentimenti per me. Ultimamente sono sempre triste per questa situazione e piango spesso cosa che non ho mai fatto e lui si secca e mi ha detto: " forse non ti amo perché non sento il cuoricino che batte quando ti vedo, oppure che ti salterei subito addosso, però non può essere che è perché siamo più grandi e
una cosa è l'amore adolescenziale e una cosa quello adulto?non lo so sono confuso, farò come ho fatto con la mia ex mi voglio convincere che ti amo".
Io nonostante i miei studi, non riesco ad essere obiettiva, e il fatto che lui mi dica che non sa se mi ama perché non ha sentito battere il cuoricino e tutto il resto, mi confonde e non so cosa fare, sto perdendo la fiducia in lui, però non voglio lasciarlo, voglio salvare questa storia perché sento non so come che sia la storia importante inoltre vorrei provare ad aiutarlo a uscire dalla sua confusione che forse è collegata ai suoi problemi, in più il suo analista gli ha detto che io sono la persona adatta a lui perché lo amo davvero e solo
io che lo amo veramente lo posso accettare e sostenere con la sua patologia, perché per lui sono fonte di positività e bene e che lui mi ama solo che non lo capisce perché è legato a una visione dell'amore infantile. Non so cosa devo fare, forse dovrei lasciarlo? Spero in una sua risposta perché non so cosa fare. In attesa di una sua gentile risposta la saluto cordialmente.

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Aahhh queste psicologhe.... un pò mamme, un pò votate alla sofferenza, un pò angeli custodi e un pò attratte sempre e comunque dal patologico..! Cara Laura, come saprai la nevrosi ossessiva, pur restando nell'ambito delle nevrosi è comunque una patologia importante, difficile da affrontare, pesante da conviverci. Con tutto il rispetto per il tuo ragazzo credo che il rischio per te sia quello di farti risucchiare dalla sua instabilità e di finire piegata sotto il suo peso. Mi chiedo che cosa ha suggerito il suo analista sul piano pratico data la sua impossibilità a seguire le sedute. Possibile che non gli abbia consigliato un collega dalle sue parti? Un percorso presso la ASL di zona? Se è vero che la tua vicinanza psicologica è importante, non so se può esserlo altrettanto per te, almeno come fidanzata.
In ogni caso penso saprete che esistono dei farmaci in grado quantomeno di tamponare i sintomi. Non cadere nelle trappole dei sensi di colpa e ricorda che il tuo benessere viene prima di tutto. Un caro saluto. Dott.ssa Sabina Orlandini, Torino

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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Buongiorno gentile Laura,
non si lasci sedurre dalle parole riferite dal terapeuta del suo ragazzo sulle sue capacità di sostenerlo! Lei sta soffrendo molto e questo dovrebbe bastarle per decidere di farsi sostenere e riprendere in mano i suoi interessi e il suo equilibrio. Poi con calma deciderà il da farsi. Chieda aiuto ad uno Psicologo Psicoterapeuta de visu, vedrà che sarà un gesto d'amore per se stessa.
Cordialmente

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Gentile Laura,
quando una situazione ci coinvolge direttamente e le emozioni in gioco sono molto forti la nostra obiettività vacilla e, nonostante i nostri studi psicologici, ci sentiamo a volte più in difficoltà degli altri. Non per niente la maggior parte di chi si iscrive ad una scuola di psicoterapia per fare questo lavoro affronta per primo un percorso di terapia personale! Non resti da sola a riflettere su questo difficile periodo, si faccia aiutare da uno psicoterapeuta con cui potrà fare chiarezza nei propri vissuti e prendere la decisione migliore. In bocca al lupo e un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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Carissima Laura, innanzi tutto va detto che quando ci si innamora non valgono né gli studi fatti, néè le esperienze avute in passato, poiché di fronte all'amore siamo tutti accecati e realmente non vogliamo accettare la realtà, né tantomeno perdere il nostro oggetto d'amore, e nel tuo caso chi è innamorata di certo sei tu, e se lo è il tuo ragazzo non si capisce e non lo sa neanche lui, per cui credo che sarebbe opportuno che gli consigliassi di ricominciare la terapia per sciogliere i suoi dubbi ed è solo allora che eventualmente potrete riprendere la vostra storia, (nel frattempo tu pensa a te stessa e magari alla tua carriera).
Auguri.

Dott.ssa Angela Virone Psicologo a Agrigento

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