Ho paura di fare coming out

Inviata da Jolly87 · 28 ago 2022 Orientamento sessuale

Salve, sono un ragazzo di 35 anni, nato e cresciuto in un paesino di provincia del sud.
Da 10 anni vivo in un'altra regione per lavoro, e da 10 anni ho iniziato a vivere la mia omosessualità, conoscendo i primi ragazzi. Da circa un anno ho una relazione.
In famiglia ho due fratelli di oltre 40 anni, entrambi fidanzati, uno dei due si sposa il prossimo anno.
Da quando sappiamo del matrimonio, mio padre è tornato ad insistere, come fa da anni e anni, che anch'io porti una ragazza, che almeno sta più tranquillo sapendo che sto in compagnia. Però lui si aspetta una donna, pretende che io gliela porti a conoscere.
Di me sanno solo mamma e uno dei miei fratelli, però da loro per un coming out non mi aspetto più di tanto, perché mamma è sempre stata succube di mio padre, non lo contraddice mai, altrimenti lui alza la voce, figurarsi adesso che lui ha 73 anni, si lamenta già di suo per ogni stupidata, dimostrando poca lucidità sulle cose. Mio fratello invece già mi ha detto che sono cose che devo dire io, lui non può farlo al posto mio. Ma anche mio fratello, fidanzato con una donna divorziata, ha dovuto passare anni sacrificato prima che papà accettasse questa donna, a causa delle sue convinzioni che per anni hanno tenuto lei lontano dalla nostra casa, perché ritenuta da lui una poco di buono solo perché divorziata.
Comunque tornando a me, ho tanta paura di fare coming out, perché temo di far venire un infarto a mio padre, anche se io sto davvero male, gastriti, colite nervosa, reflusso, depressione... quando torno dai miei resto parecchio tempo nella mia cameretta e non vedo l'ora di tornare dove lavoro. Dovrebbe essere un piacere tornare in famiglia, ma per me è veramente una cosa che mi agita...sono molto nervoso quando sono dai miei, spesso mi chiudo, tendo a non sorridere, e soprattutto non sopporto quando discutono di qualsiasi cosa, vorrei gridare che mi sono rotto le scatole dei loro discorsi retrogradi, ma ho paura di fare sentire male mio padre, che già ha pianto dicendomi che devo trovare una ragazza....non immagino come potrebbe prenderlo il mio coming out...
Tra l'altro mio padre ha perso tutti i suoi fratelli negli anni, l'ultimo mio zio è morto per tumore qualche mese fa, e mio padre è stato depresso. lo vedo molto invecchiato.
Avrei voluto farlo anni fa il coming out, vederlo invecchiato sempre più mi spaventa nel dirglielo. Però anch'io sto male. E più vado avanti più invecchierà, e so che io più starò male, perché pur vivendo in un'altra regione c'è sempre questa cosa dentro che mi consuma, non so come fanno tanti ragazzi a vivere serenamente anche senza averlo detto. Io proprio non riesco ad essere sereno, neanche lontano km.
Grazie per aver letto.

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Miglior risposta 29 AGO 2022

Ciao Jolly87,
la situazione che vivi è davvero dilaniante, come non soffrire evitando di far soffrire?
Credo siano necessari dei passi graduali, complici con il fratello che ti conosce in profondità, coinvolgendo prima anche l'altro fratello e poi tuo padre. Certo è che non puoi non essere felice per non essere te stesso, pur essendo i tuoi nobili sentimenti.
La soluzione che ti consiglio e che ho visto nel mio studio funzionare decorosamente bene con altri persone nelle tue stesse condizioni è iniziare un dialogo con un terapeuta che riesca con te a scandagliare i punti deboli e di forza della tua famiglia, per studiare una strategia di coming out, il più indolore possibile e se comunque dolorosa, che almeno non laceri i rapporti.
Se ti osso essere utile resto a tua disposizione
Ciao
Angelo

Psicologo Clinico, esperto in sessuologia

Dott. Angelomaria Alessio Psicologo a Castelfranco Veneto

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30 AGO 2022

Caro Jolly87 si sente che non deve essere facile da gestire. “Dentro di me sento una cosa, ho la mia vita, ma non posso condividerla con le persone che amo di più perché chissà che succederebbe. Soprattutto per mio padre, che si preoccupa per me, perché non gli ho portato mai una ragazza”.
“Forse lui pensa che lontano da casa io viva da solo, in modo sconsolato. Forse nella sua mentalità è difficile accettare che io, suo figlio stia lontano da casa in solitudine. Questo è il suo punto di vista” mi pare di capire.

Forse suo fratello ha ragione che la responsabilità che papà lo sappia è sua. In questo senso, sta a lei decidere il da farsi.
I sintomi arrivano se tengo qualcosa dentro che ho paura a buttare fuori, in questo caso, poter dire a papà che in realtà “non sono solo, ho un compagno” da una parte mi farebbe stare bene perché svuoterei il sacco, scaricherei un grande peso, ma per il suo modo di essere forse graverebbe a quel punto su di lui.

“Papà ce la farebbe ad accettare che io sia felice in una coppia omosessuale o per lui la coppia è solo etero e qualunque altra condizione non è accettabile?”.

Sicuramente riuscire a fare chiarezza, principalmente dentro di me, mi aiuterebbe a rilassarmi, forse mi passerebbero i sintomi e complessivamente starei meglio. Così invece ogni occasione in cui sto con i miei, ma anche quando sono lontano continuo a pensarci e soffro per il fatto che non sto dicendo la verità.

Sul passato è difficile far qualcosa. Avrei voluto fare prima coming out, forse se ci fossero state le condizioni che mi avrebbero fatto sentire accettato, l’avrei fatto prima. Non è una colpa non averlo fatto finora. Se questo mi fa molto male, allora sì, forse conviene parlarne e fare chiarezza.

Spero si capisca quanto ho scritto. Ho parlato in prima persona come fosse lei a pensare.
In definitiva, non c’è una scelta giusta e una sbagliata. In entrambi i modi non sarà semplice, ma fa parte della vita e quando avrà deciso, dopo avere maturato una scelta consapevole dentro di sè, tutto sarà più semplice.

Rimango a disposizione, anche online.
Cordialmente Dottor Savasta.

Dottor Antonino Savasta Psicologo a Pistoia

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30 AGO 2022

Buongiorno jolly87,
Mi dispiace per la sofferenza emotiva che ti porti dentro, la difficoltà, il timore e la voglia allo stesso tempo di poter dire la realtà dei fatti a tuo padre.
Resto disponibile se vorrai crearti uno spazio tuo personale di ascolto e supporto per gestire al meglio questa situazione che le crea sofferenza.

Cordiali.

Dott.ssa Margherita Romeo

Dott.ssa Margherita Romeo Psicologo a Roma

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29 AGO 2022

Caro Jolly,

La ringrazio per la sua condivisione.

Il coming out, come avrà avuto modo di sperimentare con sua madre e suo fratello, porta con sé un carico emotivo particolarmente importante.

Definirsi non è mai semplice e ci si assume la responsabilità di farsi vedere, cosa che potrà trovare gratificante se fatta da lei con chiunque vorrà. Capisco che sia particolarmente difficile con suo padre e leggo nelle sue parole anche premura nei suoi confronti. La invito a riflettere su quanta premura invece stia dedicando a sé stesso.

A volte l'altro ha una visione diversa di noi, ma pian piano dopo il coming out comincia a costruirsi un'immagine condivisa in cui ci siamo fatti conoscere includendo l'altro pienamente nel nostro mondo. In una relazione in cui ci può essere premura l'uno per l'altro.

Vedrà che starà meglio nel suo paese e altrove.

Resto a disposizione, anche online.

Dott. Luigi Pasquariello

Dott. Luigi Pasquariello Psicologo a Mercogliano

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29 AGO 2022

Gentile utente l'orinetamento sessuale fa parte della sua vita. E' qualcosa di quanto più personale possa essere per lei.. Negli ultimi anni c'è una maggiore attenzione a questi argormenti, anche la chiesa ha mostrato maggiore interesse ed elasticità facendo anche attenzione a non stigmatizzarlo.
Il mio consiglio è di iniziare a parlarne con chi crede possa affiancarla durante il processo di coming out.
Saluti, Dott. Luca Sanfilippo Psicologo, Psicosessuologo, Consulente sessuale

Dott. Luca Sanfilippo Psicologo a Eboli

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29 AGO 2022

Carissimo Jolly,
sto seguendo alcuni pazienti con il suo stesso identico problema.
La vostra difficoltà non è tanto quella di fare coming out, ma quella di accettarvi. Essere nati e cresciuti in una famiglia come quella che ha raccontato, sicuramente le avrà creato dei valori profondi nei riguardi dell'omosessualità. Sentire in famiglia che gli omosessuali sono malati, cattivi, pericolosi ecc. (tipici discorsi di persone con mentalità antiche e bigotte) radica in un bambino certe convinzioni. Quando il bambino cresce e, di solito durante l'adolescenza, si rende conto della propria omosessualità, automaticamente va in conflitto con se stesso, con i valori più profondi, perché si ritiene di essere malato, cattivo e pericoloso ecc.
Essere omosessuali è una condizione assolutamente normale e va vissuta serenamente, nono come una brutta malattia da nascondere.
Sia sereno, lei è lei, è una persona unica. Prima di tutto deve accettarsi, capire di essere una bellissima persona, caricarsi di autostima. Poi potrà serenamente fare coming out, senza preoccuparsi dell'accettazione da parte degli altri. Se non la accettano sarà un problema loro, non suo.
L'amore di un padre, di una madre e di un fratello, non possono vacillare per una notizia del genere.
Se però non ce la fa da solo, le consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia, per comprendere veramente quali siano i suoi bisogni e lavorare per riuscire a soddisfarli.
Le auguro una vita felice
dott. Rodolfo Vittori

Dott. Rodolfo Vittori Psicologo a Romans d'Isonzo

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29 AGO 2022

Buon giorno,

Come diceva O. Wilde: "Se non parli di una cosa, essa non è mai esistita. E' semplicemente l'espressione a dare realtà alle cose."

Gestire il coming out equivale a una vera propria morte e rinascita psicologica.

Ho aiutato diversi ragazzi e giovani adulti supportandoli nel rapporto con familiari, conoscenti e amici, nella decostruzione di tutti gli stereotipi e pregiudizi legati all'orientamento sessuale e all'identità di genere.

E' infatti importante coltivare e divenire maggiormente consapevoli di una visione più rispettosa, accogliente ed inclusiva dell'essere umano e del vivere civile.

Per qualsiasi necessità rimango a disposizione.

Anche online.

Dottor Rossi

Dott. Gabriele Rossi Psicologo a Seveso

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29 AGO 2022

Buongiorno jolly , racconti di una sofferenza profonda , che parla della tua sensibilità e anche della difficoltà che hai incontrato nel non riuscire ad essere te stesso, ed esprimerti nella tua autenticità . Da ciò che dici
il fatto di vivere distante per lavoro sembra aver contribuito a questo, separandole due realtà. Questo sembra essere avvenuto anche dentro di te e sei ancora in quello che chiamiamo un processo di separazione ed individuazione . Hai bisogno di un percorso psicologico in cui puoi con l’ aiuto giusto essere sostenuto ed elaborare i tuoi vissuti da cui emerge una storia familiare in cui L aspetto “coming out” sembra essere solo una parte .

Dott.ssa Anna Rosa Del Grande Psicologo a Velletri

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29 AGO 2022

Buongiorno Jolly,
Intanto le esprimo la mia solidarietà e la ringrazio per aver condiviso questi contenuti così privati.
Il paragone con gli altri di per sé non è mai utile, gli altri, proprio per la propria unicità, hanno la propria storia familiare, emotiva e affettiva, che per certi versi potrebbe essere simile alla sua ma mai uguale perché siamo fatti di relazioni, contesti, insegnamenti ecc. Porti questo suo bisogno dentro una stanza di terapia, chieda aiuto a uno psicoterapeuta che la possa aiutare a sciogliere questa difficoltà e capire cosa sia più urgente per lei, quali siano i suoi bisogni. Al centro c'è lei.
Spero di esserle stata di aiuto.
Cordialmente
Dott.ssa Claudia Tedde

Dott.ssa Claudia Tedde Psicologo a Cagliari

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29 AGO 2022

Buongiorno Jolly, mi spiace molto per la sua situazione, e comprendo le sue fatiche e sofferenze. Quella che lei descrive non é una cosa facile, anche trovare in sé le condizioni per poter finalmente essere se stesso. Il mio consiglio è di provare a rivolgersi ad uno specialista, in modo da elaborare e da esserle di supporto in questo difficile momento.
Cordialmente
AV

Dott.ssa Antea Viganò Psicologo a Pessano con Bornago

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29 AGO 2022

Caro Jolly, mi spiace per la situazione che sta vivendo, il suo racconto fa emergere tutto il malessere che sta provando e lo comprendo.
Comprendo il suo non essere sereno, non sempre è facile comunicare ai genitori la propria omosessualità, specie se quando vanno avanti con l'età e se si hanno già avuto esperienze di rifiuto in famiglia. Quello che potrei consigliarle è di iniziare un percorso di lavoro su sè stesso insieme a un professionista che la possa supportare nell'elaborare i vissuti relativi al suo coming out.
Resto a disposizione, un caro saluto, dott.ssa Sara Manzoni.

Dott.ssa Sara Manzoni Psicologo a Treviglio

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29 AGO 2022

Salve Jolly, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.

Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Anonimo-181068 Psicologo a Roma

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