Ho bisogno di aiuto, anche solo un consiglio.

Inviata da nessuno · 15 feb 2022 Terapia familiare

Buonasera,
sto scrivendo per conoscere in una maniera più chiara cosa mi stia succedendo da parecchio tempo.
Direi di partire dall'inizio della mia vita per cercare di essere il più espressiva possibile.
Non ho mai avuto occasione di fidarmi della mia famiglia al 100%, mi è sempre stato insegnato da mia madre, fin dall'infanzia, che è sbagliato fidarsi dei parenti e questo per sue esperienze personali negative.
Ogni festività in cui i parenti erano invitati, dovevo stare attenta, da cosa esattamente non me lo spiegava all'epoca e questo provocava in me un grandissimo senso di confusione.
Se prima vedevo mia madre prestare attenzione ai parenti, iniziate le scuole medie aveva iniziato a farlo anche con me, mi controllava lo zaino, la scrivania, i libri, ciò che scrivevo, i voti ed eventuali disegni che facevo sul diario. (mi riferisco ai cuoricini, le dediche delle amichette, piccoli disegni stupidi ed infantili...ecco, per lei era tutto sbagliato, nessuno doveva scrivermi sulle mie cose).
Crescendo ho iniziato a nascondere i miei libri, i miei diari ed ogni volta che mi chiedeva dove fossero, dicevo che li avevo dimenticati a scuola.
Sulle uscite era abbastanza "liberatoria", diciamo che tornare a mezzanotte alle medie era qualcosa di raro e mia madre me lo permetteva.
Arrivate le superiori, mi sono un po' fatta trascinare dalla compagnia e ho iniziato a fumare le sigarette, penso che sia una fase che la maggior parte degli adolescenti nel percorso di crescita passino.
In questo periodo della mia vita è successo un evento che ha limitato ancora di più la mia fiducia nelle persone. Prima di iniziare le superiori, frequentavo un gruppo di amici che conoscevo da un po' di anni e forse era l'unico gruppo di cui io mi sia mai realmente fidata. Ero particolarmente legata a due ragazzi che in questa lettera chiamerò X ed Y. è una storia molto lunga che purtroppo è finita con un omicidio, Y ha ucciso X.
Ovviamente prima che si scoprisse l'assassino ho incontrato Y, per parlare di quanto fosse successo, ignara che fosse lui la causa.
Ci ho messo tanto a superare l'evento, siccome avevo 14 anni e il gruppo si è successivamente sciolto.
Tornando al fatto del fumo non ero molto furba, perché la mia unica preoccupazione era mia madre, dunque non mi preoccupavo di fumare nel centro del paese o altro, l'importante è che non ci fosse mia madre, ovviamente l'ha scoperto un sacco di volte e questo ha aumentato la sua ossessività del controllo, non potevo respirare.
Lei non sapeva che vietandomi di uscire e di avere privacy avrebbe ottenuto solo l'effetto contrario.
Il mio secondo anno di superiori è iniziato pari passo con il Covid-19 e a dire il vero è stata una tortura fare una quarantena di due mesi con lei... ( che per sua paura del Covid-19 è dovuta anche durare un mese in più), fortunatamente nel secondo anno ho conosciuto anche il mio attuale ragazzo.
È stata l'unica persona ad avermi vista senza la maschera che mi sono creata col passare del tempo, ovvero quella della persona forte e menefreghista.
Presto ho iniziato a notare che più il mio rapporto con mia madre peggiorava, più non mi sfogavo con lui, ma su di lui. Sembrava che gli dessi la colpa di ogni cosa mi succedesse nella vita, avevo una rabbia repressa costante (ad esempio il fatto che avesse genitori che lo sostenessero in ogni scelta, non lo assalissero e gli permettessero di uscire e divertirsi, anche non lo faceva spesso essendo un ragazzo molto solitario).
In ogni caso, il terzo anno è stato quello più impegnativo dal punto di vista relazionale essendo che ho realizzato solo dopo quanto fossi oppressiva con il mio ragazzo.
La scuola diventò la mia salvezza ma anche distruzione, non ero mai stata una ragazza eccellente a scuola e durante la classe terza ho iniziato a vedere lo studio come una sorta di sfogo, di conseguenza, più stavo male e più studiavo (a volte in modo non sano, passando anche 12 ore alla scrivania, saltando pasti e pause. Questo ha generato in me anche un meccanismo di rifiuto al cibo, essendo che fin dal principio non andavo d'accordo con il mio corpo). Ironia della sorte ho avuto la media più alta della classe.
Arrivato giugno, non avevo più un punto di sfogo e questo è sfociato in autolesionismo in forma leggera, durante questo periodo il mio ragazzo ha sempre cercato di fornirmi maggior supporto possibile.
Superata l'estate, pensavo che il rientro in classe sarebbe stato positivo, dato che avevo trovato rifugio nello studio, ma cosi non fu.
Non riuscivo ad avere voglia di studiare e cercavo di trovare una scusa, come il fatto che dovessi riprendere il ritmo. Per tutto il mese di ottobre sono stata all'estero essendo che l'anno prima avevo vinto una borsa di studio e questo ha fornito in me ancora più speranza sul fatto che la mia voglia di studiare tornasse al rientro in Italia, ma fu tutto invano. Ora non solo ero indietro di un mese rispetto agli altri ma le aspettative alte dei professori mi tormentavano.
Andando avanti mi accorsi di avere una forte stanchezza mentale, senza conoscerne il motivo esatto.
Il rapporto con mia madre sembrava migliorato solo perché aveva iniziato a darmi "fiducia", ma attenzione, non era quella fiducia che tutti penserebbero, ma aveva iniziato a controllare mio padre e mi chiedeva di aiutarla nel farlo, dicendomi che si fidava di me ecc, controllava i movimenti che faceva, pensava sempre che stesse tramando qualcosa (sempre per esperienze passate) e vedere come facesse la "falsa" di fronte a lui, non mi faceva sentire a mio agio, ma la domanda che continuava a rimbombarmi in testa era: "e se lo facesse anche con me?".
Avendo tre sorelle e vedendone solamente due (perché una vive all'estero) avevo modo di vedere ancora più lati della mia famiglia, ovvero come una delle mie sorelle in particolare, che chiamerò "B", in realtà facesse doppio gioco con me. Si mostrava molto carina e alla fine diceva brutte cose alle mie spalle o riferiva sue teorie su di me a mia madre (le ho sentite parlare più volte di nascosto e lavorando anche insieme il loro rapporto era molto più forte).
In sostanza? non riuscivo in nessun modo a fidarmi di nessuno.
Durante questo quarto anno, ho cercato di diminuire i miei comportamenti tossici con il mio ragazzo e come rapporto siamo migliorati molto rispetto all'anno scorso, nonostante alcuni momenti di crisi sulla fiducia. (che abbiamo superato)
Ah...penso di aver dimenticato un fattore molto importante, ovvero che mia madre e tutta la mia famiglia (a parte una delle mie sorelle, con la quale posso parlare ma con limitazioni essendo che non riesco a fidarmi completamente) non sa che sono fidanzata. La motivazione del fatto che la mia famiglia non sappia del mio ragazzo è ovvia in realtà, sono estremamente contro, sono quel tipo di genitori "niente fidanzato finché non finisci la scuola, non trovi un lavoro e sarai indipendente".
Il fatto che mi venga vietata la possibilità di amare qualcuno liberamente solo per giudizi esterni mi fa sentire male.
A dicembre trovai il coraggio di dire a mia madre di voler un consulto da un professionista e lei stranamente sembrava appoggiare questa mia richiesta, ma ogni volta che provavo a concretizzare la cosa, veniva tutto posticipato con scuse ad esempio che fossimo nel periodo natalizio, che fosse occupata con il lavoro o che avessimo preso il Covid.
Dopo essere guariti dal Covid, tornando in macchina, le ho riproposto lo psicologo e mi ha detto che andava bene.
Arrivati a casa, ho mostrato una psicologa dalla quale mi sarebbe piaciuto fare una seduta e lei si è mostrata molto infastidita sostenendo la sua tesi con discorsi insensati come "vuoi dire ad uno straniero i tuoi problemi anziché me che sono tua madre" oppure " non capisco cosa ti manchi, hai una casa, del cibo... ecc"
Quel giorno è stato molto traumatico per me, perché ho visto l'opinione di mia madre cambiare in pochissimo tempo senza una ragione apparente, mi è venuto da pensare che forse riteneva che non avrei mai concretizzato la cosa e che fossero solo parole le mie.
Il mio stress, pressione scolastica e vita personale, mi ha portata all'acquisto di un'Iqos, ovvero un dispositivo per fumare, fumo nei momenti più critici di ansia e preoccupazione ovvero principalmente prima di entrare a scuola.
Quest'anno non solo ho perso la voglia di studiare ma è come se non trovassi una motivazione, spesso ho ondate di tristezza pesantissime, accompagnate dalla voglia di voler tornare a praticare autolesionismo, ho limitato i contatti con la mia famiglia perché non riesco a stare bene in mezzo a loro e avendo anche cambiato classe mi trovo bene con giusto un paio di persone.
Sembra che io non riesca a stare bene da nessuna parte se non con il mio fidanzato.
Spero che possiate darmi un piccolo aiuto a capire cosa mi stia succedendo.
Vi ringrazio infinitamente.

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Miglior risposta 16 FEB 2022

Cara,

pare che la mancanza di fiducia sia alla base di un contesto familiare invischiante e soffocante, la quale non le consente appieno di esprimere la sua libertà nelle scelte quotidiane e relazionali.
Alla luce della situazione in cui si trova, sarebbe fondamentale approfondire ulteriori nodi apparentemente inestricabili, in modo da provare insieme a scioglierli risignificandoli.
A questo proposito, sono a sua completa disposizione, anche online.

Dott.ssa Francesca Orefice.

Dott.ssa Francesca Orefice Psicologo a Bologna

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16 FEB 2022

Salve, mi spiace per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Anonimo-181068 Psicologo a Roma

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