Forte crisi personale e di coppia

Inviata da Martina · 10 dic 2018 Terapia di coppia

Salve,
mi scuso in anticipo per la lunghezza del messaggio ma è l'unico modo per spiegare realmente il mio problema. Mi chiamo Martina, ho 22 anni e sono fidanzata da 6. La mia relazione è sempre stata molto felice e appagante, nonostante abbia avuto alti e bassi come ogni relazione. In particolare, ho sempre apprezzato il fatto che siamo cambiati e maturati moltissimo (tutto questo assieme) senza perdere mai la sensazione di esserci veramente trovati. Premetto che sono sempre stata una persona molto ansiosa, e perfettamente in grado di ingigantire i problemi in maniera inutile. Quest'anno, prima dell'estate, ho cominciato ad avvertire una forte crisi relativa alla possibilità di conciliare il mio futuro col mio ragazzo con la possibilità di una carriera universitaria piuttosto complessa (mi sono laureata da poco in triennale, sto frequentando la magistrale e da circa un annetto ho cominciato a considerare la possibilità di un dottorato). Questo è stato l'inizio della fine. dopo un periodo apparentemente calmo, sono esplosa totalmente e ho cominciato a vivere varie fasi, tutte caratterizzate da un'ossessione diversa, ma tutte riguardanti il mio ragazzo in senso stretto o la relazione in generale. Ho cominciato ad ossessionarmi sulla legittimità della mia relazione, sul fatto che possa esserci così attaccata perchè è stata la prima esperienza seria; da lì sono passata a ossessioni relative all'aspetto fisico del mio ragazzo, oppure al monitoraggio costante delle sensazioni provate mentre ero con lui (in questo contento ha giocato un ruolo importante il fatto che, indubbiamente, dopo sei anni e tanta quotidianità vissuta assieme non è sempre facile toccare con mano, percepire, i sentimenti che provo realmente. sono consapevole che le emozioni dei primi tempi non siano propriamente possibili, ma questo elemento non aiuta). Ho cominciato a pormi domande serie sulla mia soddisfazione sessuale (non a caso, già da mesi, nell'intimità provavo un forte senso di colpa e la percezione che potesse non essere più come prima). Poi mi sono fissata sul fatto che le relazioni così giovani non possano durare e che chi lo pretende mente a sè stesso (cosa non maturata da me stessa ma frutto di varie letture sul web, dalle quali tendo ad essere influenzata notevolmente); sul fatto che probabilmente dovrei trovare qualcuno che prevede per sè un percorso di vita più simile al mio, e via dicendo. Il problema grosso è che, di tutto questo, non capisco più cosa è frutto di sensazioni reali e cosa è frutto della pura agitazione. Alcune volte infatti ho provato forti impulsi a lasciarlo (con annessi attacchi di panico), magari come reazione al fatto che ultimamente i momenti passati assieme sono più spenti e tesi (lui è perfettamente al corrente della situazione, anzi, ne parliamo spesso ed è molto aperto, ma ne sta ovviamente risentendo). Sento di essere entrata in un circolo vizioso che non fa che peggiorare, ma francamente non riesco a pensare che interrompere la relazione sia davvero qualcosa che voglio fare. Purtroppo non sono in grado di trasmettere a parole tutta la mia ansia e impotenza di fronte a questa situazione, e soprattutto la sofferenza con la quale la vivo, perchè, davvero, non riesco a capire che cosa mi stia succedendo e come capire sia come sbloccare questa situazione sia cosa voglio dalla mia vita. Non appena comincio a pensare più seriamente alla possibilità della rottura e a tutte le sue implicazioni, sento subito un forte senso di attaccamento nei suoi confronti; allo stesso tempo, però, quando siamo assieme mi sento angosciata. Non so proprio più cosa fare, questa situazione mi sta logorando e mi impedisce anche di vivere la quotidianità in maniera serena.

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Miglior risposta 10 DIC 2018

Carissima Martina,
da questo caos emotivo in cui lei è immersa ne esce fuori una cosa. Che lei sta attraversando una crisi di identità che un po' assomiglia alle crisi adolescenziali. Quindi una crisi per conoscersi meglio e per crescere.
MI colpisce che diverse volte in questo lungo messaggio emergono dei sensi di colpa inerenti il suo rapporto con questo ragazzo.
Lei ha bisogno di aiuto. Perché a livello emotivo sta male (ansia) e perché a livello cognitivo è impelagata in un mare di riflessioni che senz'altro non la fanno stare in pace, serena.
Ha bisogno di un viaggio psicoterapeutico volto alla conoscenza di se stessi, al fine di governare meglio quelle emozioni e pensieri che ora la stanno danneggiando.
Si faccia aiutare, si rivolga ad un bravo psicologo della sua zona o uno lontano ma che usi Skype. Si voglia bene!
Un caro saluto!

Angelo Feggi - Psicoanalista Genova

Dott. Angelo Feggi Psicologo a Genova

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11 DIC 2018

Buongiorno Martina,
sento tanta ansia nel suo racconto, colgo inoltre tra le righe la sua tendenza a provare molto facilmente e molto frequentemente senso di colpa dal fatto che esordisce scusandosi per la lunghezza del suo scritto, e dal suo sentirsi in colpa per l'insoddisfazione sessuale che da poco tempo si è insinuata tra lei e il suo ragazzo. Mi viene da suggerirle di partire da questo punto per poter comprendere se è possibile recuperare appagamento e serenità in questa relazione oppure no, provi a chiedersi da quando, da quale momento della sua esistenza ha incominciato ad essere così incline a preoccuparsi eccessivamente di non fare del male agli altri semplicemente realizzando i suoi legittimi desideri. Lei dice che il suo ragazzo è molto aperto ed è a conoscenza di questo suo malessere, che cosa le fa pensare che il prosieguo della relazione con lui non sia compatibile con la realizzazione della sua carriera universitaria? È stato lui a dirglielo, o magari è solo una sua paura? Una paura che potrebbe derivare dall'approssimarsi del compimento dei suoi studi e dell'ingresso nel mondo del lavoro, per di più con un alto profilo. Ho sentito anche con quanto pathos ha sottolineato che siete "cambiati e cresciuti insieme", forse teme che realizzandosi come ricercatrice possa minacciare questa evoluzione quasi simbiotica con lui? In questo caso l'insoddisfazione sessuale potrebbe essere il campanello d'allarme che le permette di interrogarsi sul senso attuale della relazione, alla luce del fatto che fino a un certo punto siete cresciuti insieme, e adesso con la carriera che le si prospetta davanti sta crescendo solo lei. Io non posso dirle se deve o meno interrompere la relazione, posso solo cercare di introdurre qualche dubbio nuovo che possa aiutarla a smettere di girare in tondo senza vie d'uscita. Se sente che la coppia regge alla prova della sua realizzazione personale, se sente che potete ritrovare una sessualità intrigante e appagante, penso che possiate continuare a camminare e maturare insieme, persino arricchiti dalla differenziazione in atto, se invece dovesse accorgersi che tutto ciò non è possibile, credo che separare le vostre strade sia la scelta migliore. Nel realizzare la sua soddisfazione in tutti gli aspetti della vita, sta anche liberando l'altro dalla sofferenza di dover condividere la sua esistenza con una persona insoddisfatta. Spero di averle fornito qualche idea utile. Un cordiale saluto Martina.

Dott.ssa Paola Trombetti
psicologa psicoterapeuta Narni Terni

Dott.ssa Paola Trombetti Psicologo a Narni

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10 DIC 2018

Gentile Martina, anch'io penso che darle un consiglio è una responsabilità che non sarebbe etico assumere senza conoscerla meglio. La mia impressione è che abbia buone capacità di analisi (scrive molto bene) ma c'è molto altro che non possiamo conoscere. Come il Collega le consiglio di entrare in terapia, c'è troppa confusione nella sua vita perché possa essere utile un banale consiglio...
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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