Esami Universitari e disagio personale

Inviata da Maria · 19 giu 2018 Orientamento scolastico

salve, sono una ragazza di 22 anni e studio ingegneria, frequento adesso il terzo anno.
il primo anno l'ho frequentato in una università diversa dalla attuale e i miei voti erano molto buoni, avevo una media intorno al 26, gli esami andavano bene sempre al primo appello disponibile e qualche professore ha anche fatto dei complimenti per il modo in cui svolgevo l'esame e la chiarezza nell'esposizione orale. L' anno seguente per motivi didattici legati al piano di studi ho deciso di cambiare ateneo mantenendo la stessa facoltà. Sin dall'inizio in questo nuovo ateneo i miei esami sono andati male, da considerare che durante il primo esame nella nuova università ho avuto un vuoto di memoria improvviso (ma successo prima, MAI) e il professore mi ha richiamato dicendo che non è corretto presentarsi ad un esame senza aver studiato facendo così scena muta. Da quel momento in poi è andato tutto alla rovescia. Amo tantissimo studiare, lo farei per tutta la vita, il problema è che studio, sono contenta e soddisfatta quando capisco gli argomenti e raramente trovo difficoltà in esercizi di qualsiasi livello (è stato sempre così anche al liceo), quando però mi trovo al momento dell'esame tutto ciò che è sbagliato (procedimenti,calcoli, considerazioni) per me diventa continuamente corretto, subito dopo la consegna, appena esco dall'aula mi tornano in mente tutti e intendo TUTTI gli errori commessi, infatti mi ritrovo sempre con una bocciatura o un voto minimo tra 18 e 20. Tutta questa situazione ha creato non pochi problemi con la mia famiglia in quanto non si spiegano tutto questo e si chiedono se questa facoltà sia adatta a me o se ho smesso di studiare seriamente e a me questo fa molto male. Ogni volta che si avvicina la data d'esame sento addosso un peso enorme, ho paura di deludere i miei genitori e ho la convinzione di non essere in grado ne di superare l'esame, ne di poter avere una laurea o di avere un lavoro in futuro. Inoltre proprio all'inizio della carriera universitaria ho avuto problemi con le mie due grandi amiche e da quel momento mi sono chiusa completamente nei rapporti di amicizia (ho solo rapporti di conoscenza) e sono totalmente sola in questo senso, ho passato brutti momenti cercando di nascondere questo forte disagio ai miei genitori per non farli stare male, fortunatamente il mio ragazzo mi ha aiutato a non crollare totalmente; tuttavia, quando sono sola questi pensieri tornano molto spesso e ho crisi di pianto profonde. Tutto questo ultimamente si sta ripercuotendo anche in problemi di respirazione sempre più frequenti.
Non so come uscirne per ricominciare, non riesco a capire quale sia effettivamente il problema "chiave".

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Miglior risposta 20 GIU 2018

Gentile Maria,
è ipotizzabile che il cambiamento di ateneo abbia innescato ansia che ti ha procurato un blocco emotivo all'esame e l'interpretazione errata del professore che ha letto questo blocco come impreparazione ha fatto il resto!
Quanto al fatto che dopo la consegna di una prova d'esame scritto possa venire in mente qualche errore commesso è una cosa che capita con frequenza e non ti deve stupire.
E' certo poi che l'atteggiamento critico e svalutante dei tuoi genitori non ti aiuta e fa aumentare la tua ansia da prestazione.
Per uscire da questa situazione che se trascurata potrebbe portarti anche ad avere crisi di panico, è consigliabile intraprendere un percorso di psicoterapia preferibilmente ad orientamento cognitivo-comportamentale.
Cordiali saluti.
Dr.Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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20 GIU 2018

Gentile Maria,
comprendo che lei non voglia deludere i genitori, ma occorre metterli al corrente di cio'che lei vive e sente in questo periodo. La chiusura relazionale marcata, il fatto di non condividere le emozioni con pochi sono indicatori di una difficoltà da affrontare. Non perda altro tempo, parli a cuore aperto con i propri genitori e chieda un aiutopsicologico adeguato per uscire dalla situazione di stallo.
Cari saluti
Dr.ssa Donatella COsta

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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20 GIU 2018

Carissima, la sua situazione è molto complessa, bisognerebbe valutare bene cosa accadde la prima volta che ebbe questo problema. Cosa successe prima, durante e dopo; valutare cosa accadde le volte successive. Bisognerebbe scendere nello specifico e ripercorre quei momenti e i pensieri e le emozioni che gli accompagnano. Così è difficile dire qualcosa di specifico. Potrebbe trattarsi di un disagio legato all'ansia che col tempo sta esprimendo anche problemi di depressione, ma come si fa a dirlo con così pochi particolari? Poi, mi sembra che lei metta insieme più cose, come le difficoltà relazionali. Se lo ritenesse utile io sono a disposizione anche on line.
Cari saluti.
Dott.ssa Barbara De Luca

Dott.ssa Barbara De Luca Psicologo a Catanzaro

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20 GIU 2018

Salve Mi sembra di capire che un cambiamento sia venuto dopo il cambio di ateneo che molto probabilmente è stata più la ciliegina sulla torta che l'evento scatenante in sé. È già qualcosa si era smosso all'inizio della carriera come riferisce. Tutto questo è stato affrontato con la dedizione allo studio fin quando ha funzionato. Probabilmente di sottofondo può esserci stato un certo controllo emotivo dato dalla necessità di aderire alle aspettative del mondo esterno per Non deludere. Come spesso accade quando non esprimiamo i nostri reali bisogni poi ci penso Il nostro corpo ad esprimerli con ansia da prestazione ho problemi respiratori come nel suo caso. La inviterei, dato che parte proprio da lei la domanda del perché le sta accadendo questo, ad approfondire la consapevolezza che ha dei propri bisogni e cosa è come la muove verso il soddisfacimento di questi lavorando anche sulla sua autostima e di come questa magari possa essere legata alle conferme di un ambiente esterno. Anche un percorso di analisi personale su di sé su quelli che sono gli automatismi del suo carattere potrebbe essere significativo. Il consiglio che di solito do in questi casi è anche di accogliere questi malesseri non necessariamente come dei nemici ma come anche un'opportunità che ci viene data per cominciare ad ascoltarci e ad accettarci in quello che abitualmente è il quotidiano e tendiamo a non accettare e a soffocare con tante strategie. Un caro saluto.

Dr.ssa Laura Querzola - Psicologo e Mediatore Familiare Psicologo a Lucca

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20 GIU 2018

Buongiorno Maria,
è possibile che il cambiamento di ateneo, unitamente alla perdita di relazioni amicali significative, abbia generato insicurezza che con il tempo si è trasformata in vera e propria ansia d'esame.
Valuti la possibilità di un percorso terapeutico mirato alla riduzione dell'ansia ed all'attivazione di strategie di coping, che le permettano di riacquistare la sicurezza necessaria per proseguire nel piano di studi.
Coraggio!
Un caro saluto
Dott.ssa Vanda Braga

Dott.ssa Braga Vanda Psicologo a Rezzato

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19 GIU 2018

Gentile Maria,

mi sembra di capire che lei abbia sviluppato un disturbo d'ansia in relazione agli esami. Purtroppo l'unico modo di uscirne è trattarla attraverso un percorso di psicoterapia cognitivo compotamentale.

Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento
Mi scriva pure privatamente

Coridalmente,

Dott.ssa Silvia Picazio

Dott.ssa Silvia Picazio Psicologo a Roma

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