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Dubbi in amore

Inviata da elena il 18 gen 2015 Terapia di coppia

Sono Elena, ho 26 anni e da 11 sto con M. che ne ha 29. Esattamente un anno fa mi ha lasciato perchè diceva che non si sentiva amato abbastanza, soprattutto non si sentiva desiderato fisicamente, cosa che invece una ragazza che ha conosciuto in palestra gli ha dato e si sono baciati. Da lì non ha capito più niente, è stato lontano per capire qualche mese, durante i quali ogni tanto mi chiamava e piangeva al telefono perchè stava male e sapeva che mi stava facendo soffrire, diceva che non era sicuro di voler chiudere definitivamente ma era comunque deciso a non tornare indietro perchè non si sentiva pronto per ricominciare. A maggio è tornato da me ma mettendo mille paletti: non era ancora sicuro al 100% di cosa provava, nè per me nè per l'altra, non ha più voluto venire a casa mia, non mi suona più nemmeno il campanello, non ha più voluto uscire assieme con i nostri amici comuni (facendomi perdere tutti i rapporti con loro), nonostante ci vediamo solo nel fine settimana vuole stare una sera da solo con i suoi amici. Rispetto a maggio tanta strada è stata fatta, miglioramenti ce ne sono stati, ma io continuo a stare male perchè siamo ancora in fase di stallo: lui dice di essere tornato perchè vuole ricostruire tutto come e meglio di prima, ma che il percorso non è ancora finito e che ci dobbiamo ancora sforzare, con il tempo tutto si metterà a posto; però non mi ama al 100%, c'è ancora qualcosa da chiarire, ovvero vuole essere sicuro di sentirsi desiderato fisicamente e vuole che io migliori un po' nel mio pessimismo, vuole che io sia più positiva. Io mi sono sforzata tantissimo per lui durante quest'anno, ho sopportato dolori pazzeschi e delusioni continue; lui riconosce il lavoro che ho fatto, ma nonostante tutto è ancora lì con il freno tirato, non riesce a smollarsi del tutto e a dirmi che mi ama; dice che non è che non lo prova ma non me lo può ancora dire; dice che la sua intenzione è stare insieme, che è tornato per ricostruire tutto ma che per ora non ci sono ancora i presupposti per pensare a una convivenza/matrimonio. A me questa cosa fa soffrire, dopo un anno che gli muoio dietro e soffro da cani lui è ancora un po' indeciso; dice di non esserlo ma di fatto lo è, altrimenti perchè non torna "normale"? Io non so più che fare: io lo amo tantissimo e lui lo sa, non voglio perderlo e lui o sa, vorrei che facesse di più per dimostrarmi che mi vuole davvero (non chiedo tanto, mi basterebbe che tornasse a frequentare casa mia) e lui lo sa, ma nonostante tutto mi chiede ancora di aspettare, lottare, impegnarmi ancora. Mi chiedo, sono io che sbaglio e che pretendo troppo, oppure è lui che sbaglia? cosa devo fare? Lo so che la bacchetta magica non esiste ma mi sembra che dopo un anno i nodi avrebbero già dovuto sciogliersi... inoltre, se lo lasciassi farei la figura di quella che si è arresa, dimostrando quindi che non sono positiva come lui vorrebbe... per favore aiutatemi, sto diventando matta... grazie infinite

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Carissima Elena, due cose mi colpiscono soprattutto nella sua richiesta:
- "Lui riconosce il lavoro che ho fatto";
- "farei la figura di quella che si è arresa, dimostrando quindi che non sono positiva come lui vorrebbe"

e allora mi/le chiedo come si è strutturato nel tempo questo rapporto di coppia, quello che lei fa percepire in queste parole è un rapporto in cui lei dà in continuazione con una certa dose, mi passi il termine, di "ansia da prestazione" e l'altro resta lì a ricevere, in una posizione di privilegiato, che a ben guardare lo fa stare comodo e con la possibilità di andarsene non appena ne ha l'occasione... ma per quale motivo lei resta imbrigliata in questo tipo di relazione "parassitaria"? Perdendo forze e energie, ma che alla fine si esaurisce in una sfida dove lei deve dimostrare di credere in qualcosa piuttosto che amare qualcuno? Non ci sono consigli, non c'è bacchetta magica, dice bene, ma lei può comunque ripartire da sè e dalla sua autostima...
Dr.ssa Letizia Servillo

Dr.ssa Letizia Servillo Psicologo a Napoli

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Cara Elena,
il fatto che il suo ragazzo non voglia più frequentare casa sua è un po' strano. Dopo 11 anni? Quale potrebbe essere il pericolo?
L'amore non è solo un sentimento, ma anche un comportamento, altrimenti sono solo teorie che poi dal lato pratico non trovano applicazione. Non sempre chi si arrende fa una brutta figura, magari riconosce i propri limiti. Perchè una relazione funzioni bisogna essere in due ad impegnarsi. Quando non ci si riesce da soli è intelligente chiedere aiuto ad un terapeuta. In 11 anni è possibile che siate cambiati molto entrambi. Scoprire se quelli che siete oggi possono e vogliono stare assieme (e dove vogliono andare) è fondamentale per la felicità di entrambi.
Auguri

Dott. Andrea Paschetto Psicologo a Lignano Sabbiadoro

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Salve Elena,
sembra non essere più la protagonista della propria vita. Qui non si tratta di chi ha ragione o torto, o chi sbaglia o meno tra lei ed il suo ragazzo, si tratta del fatto che lei deve riprendere in mano la propria esistenza e decidere per se stessa. La invito a intraprendere un percorso psicoterapico che le possa far riprendere "potere". Io ricevo a Perugia in Umbria, questo è il mio recapito 3348462718, mail info@pamelacoccetta.it . Le faccio il mio più sentito in bocca al lupo per riprendere la strada persa.

Dott.ssa Pamela Coccetta Psicologo a Perugia

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Ciao Elena,
mi pare che lei abbia investito tanto in questa relazione, sono trascorsi tanti anni in cui si sono radicate tante certezze, ma le situazioni affettive evolvono anche in relazione alle fasi della vita e a volte ci si allontana per poi tornare.....ma non sempre torna tutto come prima; bisognerebbe capire quali sono le preoccupazioni e le fatiche che vivete attualmente in coppia e da dove derivano e riflettere sui suoi desideri e progetti.
Ricevo in Pesaro (PU) se ne sente la necessità mi rendo disponibile.
Dott.ssa Gargamelli Sara

Centro di Psicoterapia - Dott.ssa Gargamelli Sara Psicologo a Pesaro

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Cara Elena,
se posso restituirle un'impressione vorrei dirle che nel suo post la percepisco come spettatrice di una storia che avviene davanti ai suoi occhi e nella quale, ogni tanto, entra in scena, recitando la parte che M. le chiede di interpretare, quasi fosse un regista bizzarro e volubile che decide i modi, i tempi, le battute... La sento perplessa, spaesata eppure impegnata a dare il meglio ma ancora non basta... Questo regista non è mai soddisfatto...

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Cara Elena, in una relazione così lunga come la sua con il suo ragazzo una "crisi" è funzionale. La parola Crisi in cinese si scrive con due ideogrammi di cui uno indica "pericolo" l'altro "opportunità". Anche se nessuno si augura una sventura, i nostri momenti peggiori possono rivelarsi quelli più vantaggiosi. Quello che mi sembra vissuto come "pericolo" nella vostra relazione è la paura di rimanere l'uno senza l'altro, mi sembra che stiate provando a darvi un'opportunità, ma fate attenzione a non costruire sulle macerie. Se volete costruire un rapporto solido le basi si devono costruire su un terreno quanto più sgombro da "antiche versioni" di voi stessi e del vostro rapporto, sgombro da "pre-giudizi"... datevi l'opportunità di conoscere le persone che siete diventate in questi 11 anni. A volte trascorrendo insieme tanti anni non si riescono a percepire i cambiamenti e gli sviluppi della personalità di chi ci è sempre accanto, un po' come per le madri è difficile vedere un figlio ormai grande diventare uomo. Datevi la possibilità di conoscervi nuovamente e, semmai, di innamoravi ancora, o di capire cosa provate l'uno per l'altro, cosa vi tiene ancora tanto uniti e cosa invece vi separa.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valentina Valentini

Dott.ssa Valentina Valentini Psicologo a Sorrento

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Cara Elena
Lui sa che lei lo "ama tantissimo" e sa che lei "non vuole perderlo".
Lui sa bene che lei ha sopportato mille sacrifici e mille disillusioni per lui.
Lei ha rinunciato (in grande parte) a se stessa per lui, si è umiliata e lo ha aspettato.
Tutti grandi errori questi.
Sebbene le relazioni si basino anche su un adattamento reciproco e sulla capacità di mediazione tutto questo che lei racconta mi sembra davvero troppo e la vedo e percepisco paralizzata dalla paura di perderlo.
Lui, in mezzo a lacrime (di coccodrillo??!!), continua a fare come gli pare e come è più comodo.
Penso che pure sia interessato a lei ma questo interesse non emerge in quanto ha troppe facilitazioni e il suo spirito di "uomo alla conquista" volge altrove non trovando in lei il giusto "sfuggire".
Si ricordi che se lei non si valuta molto , lui non la valuterà molto.
Ci rifletta!
Un caro saluto
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Cara Elena, leggendo le sue parole ho la sensazione che lei si sia messa molto in discussione, tanto da giudicarsi molto per il suo comportamento. Sinceramente non riesco a vedere i suoi errori. Il suo ragazzo la accusa perché non si sente desiderato, lei invece mi sembra che lo desideri molto. Forse questa mancanza che lui avverte è qualcosa che lo riguarda. Non credo spetti a lei colmarla, mi sembra, se posso permettermi, che lei abbia fatto già tanto. Sia se stessa e non permetta a nessuno di cambiarla. Vedrà che le cose avverranno, non abbia fretta e non continui a rimproverarsi.

Un caro saluto

Dott.ssa Stefania Filetto

Dott.ssa Stefania Filetto Psicologia e Psicoterapia Psicologo a Roma

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