Dipendenza affettiva della madre verso il figlio

Inviata da L_T il 18 lug 2017 6 Risposte  · Psicologia sociale e legale

Salve, ho 32 anni e per problemi legati fondamentalmente ad insiccurezza e senso di inadeguatezza non riesco a staccarmi da mia madre e farmi una vita.
Questo era quello che credevo fino a poco tempo fa e che ho sempre creduto.
Ora da un po' di tempo sto mi trovo anche a lottare con un senso di colpa che mi prende all'idea di andare per la mia strada. Credevo che questo senso di colpa fosse frutto solo di miei pensieri distorti, ma da un po' di tempo mi sto rendendo conto che invece sembra avere un fondamento in quello che credo sia un attaccamento che mia madre ha per me. Ho un rapporto molto distaccato in questo periodo perchè appunto voglio riuscire a staccarmi. Avolte io vorrei pure interagire con lei, ma mi rendo conto che, come dire, lei non aspetta altro. Ho la sensazione che lei "voglia ottenere qualcosa" (interiormente si intende) dal suo rapporto con me, la sento "vampirica" sento che "si nutre del rapporto" che ormai è fortemente in crisi. Questo fa si che anche quando io mi avvicinerei a lei ho subito anche una repulsione in senso contrario perchè sento che mi "cattura". Rietenevo come ho detto che fosse una cosa che è così da parte mia, invece mi rendo conto che ad avere un forte attaccamento è più lei che me.
Del resto è a me noto il modo in cui lei ha impostato il rapporto con i suoi figli,per sua stessa ammissione: avendo dovuto andarsene di casa molto giovane per conflitti con i suoi genitori, ha incentrato il rapporto con noi figli su una assoluta armonia. Io la direi pure in quest'altro modo: a cercato di vivere attraverso la famiglia che ha generato ciò che non ha vissuto nella sua famiglia di origine. E io penso che questo desiderio viva ancora in lei. Io ho la sensazione che riuscirò a liberarmi, ad avere uno scopo mio nella vita, solo quando lei morirà(è brutto da dire, ma è un pensiero che mi viene), mi sento in simbiosi, come se in me vivesse in segreto un suo desiderio di unità familiare che non è il mio, come se mi si fosse installato da piccolo questo "programma" che è suo e non mio. Inutile dire che tutti i figli hanno problemi di autostima e autodeterminazione e io, che sono l'iunico maschio, pure con l'altro sesso.

E' possibile un così forte attaccamento ai propri figli?

Grazie.

Ps: Si lo so, devo farmi curare, ancora non ho trovato la forza di andare in terapia.

famiglia , genitori , figli , crisi

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Gentile L.T,
dal suo scritto è comprensibile che per lei è ormai evidente l'inadeguatezza del legame con sua madre e della necessità dell'iniziare un percorso terapeutico che la affranchi. Cosa le ha impedito sino ad ora di muoversi in questo senso?
Resto a disposizione
Dott.ssa Vanda Braga

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Gentile L.T.,
oltre a raccontare del legame simbiotico con sua madre, in chiusura della sua mail, lei dice di essere l'unico maschio in famiglia.
Ciò lascia supporre che sua madre sia vedova o divorziata e in tal caso esisterebbe già una buona spiegazione allo stretto legame che ha costruito con lei non avendo altro sostegno di figura maschile.
E' evidente che alla sua età questo legame può essere vissuto come soffocante e non essendo lei preparato psicologicamente, per poter guadagnare i suoi spazi rischia (come sembra stia accadendo) di poterlo fare solo attraverso una rottura traumatica con conseguente senso di colpa.
Per evitare tutto ciò lei dovrebbe intraprendere un percorso di psicoterapia onde poter acquisire gli strumenti psicologici adeguati per raggiungere la sua autonomia gradualmente, in modo morbido e non violento.
Ovviamente una esperienza di psicoterapia ai fini di una maggiore consapevolezza dei suoi atteggiamenti e comportamenti disfunzionali potrebbe essere utile anche per sua madre.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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23 LUG 2017

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Buongiorno L.T.,
é possibile che una madre sviluppi un attaccamento molto grande nei confronti dei figli, ed è possibile perchè lei ci scrive di sperimentarlo.
Ciò che invece mi preme sottolineare è il blocco evolutivo che lei sta vivendo e che le impedisce di raggiungere i suoi obiettivi di vita. Ecco questo è preoccupante e per questo eli deve intraprendere un percorso individuale che le consenta di trovare un proprio spazio e di realizzarsi.
un sincero augurio di riuscire ad assumersi la responsabilità della propria salute e benessere,

D.ssa Maura Lanfri

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19 LUG 2017

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Gentilissimo,
vorremmo innanzitutto restituirle come lei sembri essere già molto consapevole delle dinamiche relazionali della sua famiglia.
in situazioni familiari di questo tipo ha poco senso cercare una colpa (lei chiede se una madre è "normale" che possa avere questo genere di investimento verso un figlio) ma è più utile comprendere la STORIA che ha caratterizzato il suo nucleo di origine. sarebbe interessante comprendere nella sua storia famigliare cosa ha portato sua madre a identificarsi esclusivamente nel ruolo di madre, il che chiaramente complica le fasi di crescita e "distacco" dei figli. Partendo dal presupposto che genitori e figli ci si resta per tutta la vita, nel vostro caso si tratta solo di "rinegoziare le distanze". questo significa ricercare una armonia ed equilibrio tra la troppa distanza e la troppa vicinanza, che comunque sono controproducenti. Insomma, voi dovete diventare madre-figlio in modo "nuovo", sostenendovi a vicenda ma nella libertà di percorrere le proprie strade. Pensa che sua madre, trovandosi più libera, potrebbe a sua volta dedicarsi a nuove attività per se stessa che non siano solo la cura dei figli? Forse, quanto lei si sente pronto di iniziare una sua strada anche per sua madre potrebbe essere il momento o l'occasione giusta, per questo cambiamento di crescita che riguarda tutti.
Restiamo a disposizione.
Studio Itaca

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19 LUG 2017

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4 Risposte

Salve L.T.,
molte persone vivono storie simili alla sua. In questo rapporto con sua madre, la sua volontà di staccarsi e prendere la sua strada è apprezzabile ed è giusto che lei costruisca la sua vita in questo senso. Molti genitori non accettano la crescita e il diventare adulti dei propri figli, vogliono stare attaccati a loro e non distaccarsene per lasciarli liberi di evolversi. In questo caso, un aiuto psicologico potrebbe essere ideale specie se mirato a farla crescere in maniera autonoma, rimandando a sua madre messaggi che le facciano capire che lei deve accettare la sua crescita e non deve ostacolare o interromperne l'evolversi.
Saluti

Dott.Giuseppe Romano
Psicologo a Firenze,Napoli,Cosenza

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19 LUG 2017

Logo Dott. Giuseppe Romano Dott. Giuseppe Romano

29 Risposte

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Buongiorno L.T.,
La dipendenza affettiva è una condizione relazionale negativa determinata da assenza cronica dì reciprocità.
Crea malessere fisico e psicologico invece di benessere e serenità.
La dipendenza potrebbe essere interrotta per ricercare un nuovo equilibrio nella migliore delle ipotesi.
Se persevera nella dipendenza avrà difficoltà a prendersi cura di se, la salute e la sicurezza sono messe a repentaglio.
Il cambiamento può fare paura ma è l'unica possibile.
Il primo passo l'ha già fatto, ha riconosciuto di avere un problema, ora si attivi per iniziare un percorso psicologico.
Consideri se stesso e il proprio benessere una priorità su tutto il resto.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Donatella Costa

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19 LUG 2017

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