Dipendenza affettiva,mancanza di autostima o semplicemente amore?

Inviata da Elisabetta il 17 apr 2017 Dipendenza affettiva

Buonasera..
Ho paura di scrivere un poema ma ho bisogno di raccontare la mia vita e capire se ho davvero io un problema con il resto del mondo..
Ho 29 anni e sono sempre stata una persona molto sicura di me..Ho da sempre avuto problemi in famiglia. (fratello e sorella da me adorati ma cresciuti con mio padre che non è il loro...quindi costanti gelosie ecc...) A circa 14 anni ho iniziato a vivere violenze in casa. Mio padre,25 anni piu grande di mia madre è sempre stato ossessionato e possessivo (non poteva neanche andare a lavoro da sola) e mia madre ha iniziato a vedere un altra persona (molto difficilmente)
Quando mio padre l'ha scoperto ha iniziato a picchiarla,ha finto di avere un cancro a livello avanzato per ottenere la pietà di mia madre e farla rimanere a casa. Ho visto mio padre con una pistola finta,con un martello verso mia madre...insomma scene drammatiche per le quali io a quell'età non potevo lasciare i miei genitori soli per paura che la uccidesse (i miei fratelli che ai tempi avevano 17 e 20 anni hanno reagito stando fuori casa il piu possibile) Io non potevo lasciar sola mia madre. 10 anni dopo mia madre è riuscita ad andare via di casa. E poche settimane dopo lui l'ha accoltellata davanti al suo posto di lavoro alle 3 del pomeriggio. Salvata da un poliziotto in borghese si è salvata miracolosamente. Mio padre ha scontato i suoi 4 anni su 10 richiesti dalla legge (tra processo breve e buona condotta sono diventati 4)
Questa è la premessa...veniamo a me...
Sto da 5 anni (poco dopo la tragedia) con un ragazzo della mia età. Un farfallone,simpaticissimo ma,senza cattiveria,ignorantone e con pochi interessi se non il divertirsi. Il contrario di me. Avevo mille passioni,interessi e senza essere presuntuosa,talenti.
Da sempre la nostra storia è stata traumatica. Io in un periodo molto difficile reagivo da pazza per ogni sua mancanza. Ma lui mi ha tenuta con se.
Adesso sono una donna che se aspetta in strada una amica deve far finta di fare una telefonata perchè ha la paranoia che la gente ml guardi e dica "che fa questa ferma da sola?" Non so stare tra la gente,mi sento giudicata da tutti.
Adesso sono 5 anni che stiamo insieme e da 2 conviviamo. Mi ha sempre demotivata e non è mai venuto incontro alle mie esigenze. Ogni volta che avevo da ridire su qualcosa la risposta era "io sono così,se ti va bene,bene. Sennò ciao."
Credo di aver cambiato me stessa. Non faccio più nulla se non va a lui. Se siamo in casa e vorrei dipingere,leggere,o suonare il piano,non lo faccio pur di stare con lui sul divano.Non voglio piu fare le cose che amo perchè mi tolgono del tempo da lui. Penso sempre (e lui lo dice sempre a battuta) che se non ci sono lui sta meglio...Invece che allontanarmi questa cosa mi fa essere ancora più presente con lui. Non fa altro che sminuirmi,secondo tanti nostri amici sono una persona brillante ed interessante e non capiscono come faccia ad accettare i suoi comportamenti. Lui dice sempre che in realtà sono chiacchiere e non so fare niente. A livello sessuale non è mai andata bene. Non per essere volgare,ma non ho neanche mai raggiunto l'orgasmo con lui.(e lui non lo sa)Non facciamo sesso quasi mai se non quando ha fatto serata. Lui usa cocaina. E mi ha fatto entrare in questo giro anche a me. Non ne sono dipendente,ma è una cosa che facciamo insieme e che lo rende felice. Spesso gli ho detto che vorrei smettere che facciamo schifo. Lui dice "se vuoi smetti. A me va bene così"
Lo sto descrivendo come un mostro ma non lo è...non è cattivo. E' ingenuo. Oltre me non ha mai avuto una storia,solo divertimenti da una notte. (anche prostitute,me l'ha tranquillamente raccontato.)
Fa il cretino con tutte le donne. Ci prova davanti a me,ma ho sempre avuto la certezza che non sarebbe mai andato oltre.
Adesso l'ho beccato a dirmi bugie per andare al bar di una che ci prova con lui. Gli ho letto dei messaggi pesanti (Lei scrive di notte "ti voglio") Una settimana fa l'ho chiamato per chiedergli dove era e mi ha detto a lavoro. Io ero davanti al bar di lei. E lui era lì dentro. Ci ho litigato e mi ha fatta passare per la pazza.. Lui dice di non aver fatto niente di male,fa solo il cretino.
Io so che sono davvero pazza. Ma solo perchè sto ancora con lui. Non so spiegare perchè,non è l'uomo che vorrei accanto,abbiamo esigenze troppo diverse..però non riesco a staccarmi e giustifico tutto,credo a tutto quello che mi dice. Ero una persona che otteneva tutto quello che volevo. Con gli uomini sono sempre stata attraente,sicura. Adesso mi imbarazza un commento carino. Penso sempre che chi lo fa mi prenda in giro. Credo di non poter piacere a nessuno. Mi sento uno schifo ma questa estate ho fatto 10 giorni al mare da sola (lui lavorava). Ed ho avuto una storia. Un uomo molto piu grande. Ma che per la prima volta mi ha fatta sentire affascinante,bella,interessante,donna. Sono rinata e volevo lasciarlo,perchè avevo capito di poter meritare di piu. Mi sentivo interessante. Gli ho esposto tutti i miei problemi,gli ho detto che siamo praticamente due coinquilini,neanche due amici...Lui ha detto solo "si è vero,non so che farci"...gli ho fatto tirare fuori a forza che proverà a cambiare per me e sono rimasta con lui. Ovviamente dal giorno dopo tutto era come prima.
La cosa che mi fa rabbia è che credo di sapere di avere un problema. Ma non riesco e non voglio affrontarlo.
Per assurdo io voglio stare con lui. Non riesco neanche a immaginare di non averlo accanto a me...Chiedo veramente scusa per il poema... Ma anche se non avrò una risposta è stato utile raccontare queste cose a degli sconosciuti.
Grazie

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Cara Elisabetta, nella tua lettera ci leggo una forte ambivalenza tra la consapevolezza di stare male e un qualcosa che ti trattiene in quel dolore. Non a caso uso il termine “un qualcosa” perché da quello che scrivi sembra che un nome a ciò che fa ti fa stare lì tu non glie lo riesca a dare. Sei però consapevole del disagio che vivi, delle ingiustizie e delle prevaricazioni a cui sei sottoposta ma da cui non riesci a sottrarti.
Ti consiglio vivamente un percorso psicologico da intraprendere quanto prima; prima di tutto per avere un supporto; quando scrivi che già aver raccontato la tua storia è stato utile mi pare di leggerci il bisogno di esprimerti nel tuo dolore e nelle tue ambivalenze senza essere giudicata. Un/a collega potrebbe rispondere già a questo bisogno.
Inoltre, dare il nome a “quel qualcosa” può renderti più consapevole dei tuoi funzionamenti, dei tuoi bisogni veri e consentirti di prendere decisioni che vanno nella direzione del tuo benessere. Questa relazione mi sembra fatta di prevaricazioni, umiliazioni, bugie e distacco. Cosa ti spinge a starci?
La paura di voler affrontare un qualcosa di difficile è comprensibile e legittima ma il non affrontare questi vissuti rischia di trascinarti in un immobilismo lontano dal tuo benessere.
Un caro saluto. Dott.ssa Luisa Fossati – Psicologa psicoterapeuta

Dott.ssa Luisa Fossati Psicologo a Firenze

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Saluti.

Dott. Stefania Rossi Psicologa Psicologo a Montefiascone

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