Difficile rapporto tra padre e figlia

Inviata da Valentina · 7 apr 2016 Terapia familiare

Ho 33 anni e da 4 vivo con il mio futuro marito.
Ho un difficilissimo rapporto con mio padre da sempre. I nostri conflitti erano oramai giornalieri quando me ne sono andata di casa e dopo il distacco non è stato da lui nè condiviso nè accettato. Inutile dire che ciò è stata fonte di ulteriori dissapori.
Il suo è un carattere molto difficile, fatto di continue critiche verso chiunque e di voler avere sempre ragione. Fintanto che ci trovavamo sotto lo stesso tetto ho fatto di tutto per mantenere la pace comune e ancora oggi mi limito ad annuire e condividere idee che non mi appartengono: quando esprimo realmente ciò che penso sono accusata di essere cambiata, di essere stata traviata dal mio compagno e di essere un'ingrata. Ciò segue silenzi lunghissimi da parte sua e sensi di colpa dalla mia, sensi di colpa che ultimamente sono sostituiti da tanta delusione per non poter avere un comportamento normale in quella che era casa mia. Giusto per farvi capire, non posso nemmeno fare una battuta perché potrei scatenare urla e liti solo perché la frase detta non viene percepita come uno scherzo! E, in genere, la mia comunicazione con gli altri è buona..
Mentre vi scrivo, penso che sto descrivendo uno psicopatico (lui) e una persona priva di carattere (io). Vi assicuro che è stata ed è dura costruire la mia autostima continuamente distrutta da una persona che credevo volesse il mio bene.
Non sono una che porta rancore e dopo un litigio per me è tutto come prima. Sapere che si fa negare da mia mamma al telefono o cose del genere per qualcosa che lui probabilmente ha solo frainteso mi fa stare molto male.
Mi concentro sulla mia nuova vita sentimentale e lavorativa che mi rende molto felice, ma non mi sento completa se non ho anche i miei genitori alle spalle.. Sono pazza?
Grazie dell'attenzione.

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Miglior risposta 11 APR 2016

Cara Valentina
c'è molta comprensibile amarezza nella sua lettera e io penso che lei abbia fatto bene ad andare per la sua strada.
Inoltre lei se ne è andata a 29 anni e non mi sembra che fosse una bambina.
Il suo babbo è molto problematico e si comprende bene come possa essere difficile vivere con una persona del genere che, continuamente, "attacca" con critiche demolitrici e non mostra apertura a nulla.
Purtroppo queste persone, non riuscendo a vedere affatto il problema, non penseranno mai a rivolgersi a qualcuno per essere aiutati.
Lei, invece non mi sembra affatto debole e, nella difficile situazione, ha fatto ciò che poteva.
A mio parere dovrebbe smettere di ricercare ancora e, nonostante tutto, l'approvazione di suo babbo e una reciprocità che non c'è.
Lei non è l'unica responsabile di questo rapporto, se suo padre non vuole aprire nessuno spiraglio...è scelta di lui .
Ogni volta che lei lo fa chiamare al telefono, lui, negandosi, mette in atto una manovra colpevolizzante e ricattatoria (non credo che un padre dovrebbe fare questo).
Comprendo che lei vorrebbe vedere solo cose positive e belle nei suo rapporti e sentirsi a posto con tutti; i rapporti, però, sono determinati da due persone, ognuna dovrebbe fare il 50 per cento del cammino di avvicinamento per attuare l'incontro; se l'altro non fa il suo cinquanta per cento, l'incontro non avviene.
Smetta di torturarsi.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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7 APR 2016

Gentile Valentina,
capisco il suo rammarico e il suo dolore ma capisco anche il dolore di suo padre che forse non avrebbe voluto che lei "scappasse" di casa per andare a convivere con il suo compagno.
A ciò è da aggiungere anche che probabilmente il suo compagno non si è molto preoccupato di cercare di avere un buon rapporto con suo padre.
Nemmeno credo che suo padre sia contento di farsi negare al telefono o di non poterla avere più vicino.
Posso solo consigliarle di rafforzare la sua autostima non da sola come ha fatto ma con l'aiuto di uno psicoterapeuta da cui potrà pure apprendere quelle capacità comunicative e di tolleranza che forse potranno ridurre la distanza da suo padre.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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7 APR 2016

Buongiorno gentile Valentina,
no, non è pazza, sta patendo per non riuscire ad avere un buon rapporto con suo padre, una buona comunicazione con lui, e il suo sentirsi in difetto e desiderosa di avere accanto a sè i suoi genitori nell'armonia è un suo bisogno che andrebbe ascoltato e compreso. E' difficile che i genitori cambino, Lei può cambiare, questo si. Il suggerimento che sento di darle è verso un percorso psicologico che l'aiuti a salvare dentro di sè le cose buone del suo amore per suo padre, parlare di questo rapporto fino a giungere ad acquisire una comunicazione ottimale con lui o perlomeno passabile. Non è poco.
Resto a sua disposizione e le auguro tanta serenità.
Cordiali saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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