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Dice di non amarmi più

Inviata da Lucrezia il 12 ago 2019 Terapia di coppia

Buonasera, avrei bisogno di un parere su una questione abbastanza dolorosa per me in questo momento. Ho 23 anni e sto da 6 anni e mezzo con un ragazzo di 25. Siamo sempre stati benissimo anche se le piccole discussioni non mancavano mai. Due anni fa, poi sono iniziati i veri problemi. In vicinanza dei miei esami di maturità, ho avuto un periodo di "sbandamento" in cui dopo tanto tempo avevo riscoperti cosa volesse dire avere i propri spazi, quindi per un po' ho avuto la tendenza a isolarmi da lui. Da quel momento, in lui si è instaurata la convinzione che io lo avessi tradito per di più con un suo amico. Negli ultimi due anni questa sua convinzione non ha reso le cose molto semplici poiché io dovevo costantemente dimostrare che non era come lui credeva, ecc. Nonostante le discussioni avevamo dei progetti che e delle idee solide, diciamo. Poi a dicembre del 2018,abbiamo scoperto che il padre di lui aveva un tumore. Il mese dopo lui vuole parlarmi perchè secondo lui ero troppo poco comprensiva e dovevo lamentarmi meno se per caso ci vedevamo meno. Anche quel momento passa. A febbraio mi chiede una specie di pausa di circa una settimana, per San Valentino torna dicendo di amarmi più di ogni altra cosa al mondo e che senza di me non vive. Nel mentre le condizioni di salute del padre peggiorano e lui stressato dalla situazione, dal lavoro e dalle sue paranoie nei miei confronti, a fine giugno mi richiede una pausa, torna da questa pausa dopo circa una settimana, dicendo sempre di amarmi, promettendo che avrebbe lavorato su le sue paranoie, che senza me tutto sarebbe orribile. Da quel giorno le cose sono molto migliorate però non mancavano le ricadute. Comunque parlavano di andare a stare insieme, di avere figli, di andare in vacanza ad agosto e tutte cose belle. Il 25 luglio stavamo decidendo con una felicità immensa di andare a Roma insieme per la prima volta. Poi il 26 luglio parte per due giorni con gli amici, intanto in quei due giorni le condizioni del padre continuano a peggiorare. Torna dicendomi che in quei due giorni non ha sentito la mia mancanza e che non mi ama più e che ci stava pensando già dall'ultima pausa. Il giorno stesso in cui mi lascia va a chiedere scusa al padre per non esserci stato abbastanza a causa dei pensieri che la nostra relazione causava. Dopo 2 settimane che ci siamo lasciati continuiamo a vederci e mi riempie di complimenti, cosa che prima faceva di rado. Non so cosa pensare. Grazie mille in anticipo

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Gentile Lucrezia,
sembra che il suo iniziale "sbandamento" di due anni fa abbia innescato nel suo ragazzo dubbi e riserve che non sono mai state definitivamente sciolte essendo anche complicate dallo stress per la malattia del padre.
Su queste basi, a mio parere, non c'è molto da fidarsi nel riprendere eventualmente la storia per cui ciò non è consigliabile.
E' invece consigliabile un approfondimento in psicoterapia qualora lei fosse tentata di prendere in considerazione un riavvicinamento.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Cara Lucrezia,
La relazione con il suo ragazzo è iniziata in una fase del vostro ciclo di vita in cui vi stavate entrambi svincolando dalla famiglia e iniziando a creare delle relazioni importanti al di fuori di essa. Era una fase di esplorazione e di nuova indipendenza con scoperte ed esperienze nuove. È normale che dopo la sua maturità lei sentisse un nuovo sentimento di libertà e di curiosità verso il mondo. La vostra coppia piano piano sembrava concretizzarsi con progetti per il futuro ma forse entrambi avevate bisogno di un maggior spazio personale per scoprirvi "adulti". La malattia del padre del suo ragazzo potrebbe in quel momento della sua vita averlo destabilizzato in conflitto tra "l esplorazione del mondo" e il senso di responsabilità di essere presente a casa in un momento così delicato. Sarebbe anche utile capire il ruolo che il suo ragazzo aveva in casa: era l'unico figlio maschio? Ha fratelli e sorelle? Che rapporto aveva con il padre? Queste difficoltà potrebbero averlo immobilizzato e impaurito rispetto al futuro della vostra coppia cercandone l'evasione. Dal suo canto, le emozioni che lei ha sentito di allontanamento del suo ragazzo e di incertezza potrebbero averla fatta soffrire molto. La malattia attiva comunque il tema della perdita del legame e ciò vale anche per il legame di coppia. Il suo ragazzo ha cambiato atteggiamento e lei sembra si sia trovata incapace di reagire. Nella vostra coppia sembra ci sia una relazione complementare in cui è lui a dirigere e decidere e lei si affida a lui. Lei potrebbe essere attratta proprio da questo modo di essere del suo ragazzo ma il rischio è che i suoi sentimenti vengano messi in secondo piano. Sarebbe utile, se lei SCEGLIE di stare con questo ragazzo e di voler, nonostante questo continuo stato di instabilità, un futuro assieme, provare una terapia di coppia sistemica relazionale: lavorando sia sulla comunicazione, l'elaborazione di questi vissuti relazionali ed emotivi oltre che la costruzione di confini personali e di coppia più funzionali.

Nadia Calderaro Psicologo a Tombolo

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Buongiorno, quello che racconta sembra un balletto dove il conduttere è il suo ragazzo.
Lui decide che la richiesta di più spazio è per via di "qualcun altro" (da vedere è anche quanta simbiosi avete messo sulla relazione...). Lui decide che se al padre fa poco visita è a causa del tempo o dei pensieri dedicati alla vs relazione (da veder anche se lei è stata più supportiva o richiedente)
Lui decodevdi chiudere, riallacciare, tenerla in sospeso.

Ma lei in tutto questo ha pensato se vuole un compagno che, nonostante mille prove, non si fida di lei; davanti ad eventi pesanti della vita invecevdi chiedere supporto o aiuto, le dice di farsi da parte e chiedere di meno; un giorno la ama e il giorno dopo siccome non ha sentito la sua mancanza in vacanza di 2 gg (e di nuovo mi viene il sospetto di una relazione più simbiotica del necessario), no?


Conoscere i propri sentimenti è importante, conoscere se stessi, quali spazi personali e/o in coppia riservarsi ancora di più...
Questo vale per lei, perché ha parlato tanto di luia non di come si sente e cosa prova lei in tutto questo....
Questo vale per lui perché sembra non sapere più bene cosa fare o dire per mantenere le corrette distanze ella vs relazione, dato che quando lei ne ha avuto bisogno (di più spazio) lui ha subito sospettato un altro ragazzo....e ora che forse ne ha bisogno lui per la situazione di salute familiare e magari anche per sé per recuperare energie non è in grado di fare le corrette richieste
Inoltre la tiene sospesa, così facendo, non si sa se per un sentimento o il timore della solitudine.

Ma lei, in tutto questo, non ha detto come si sente, cosa prova o cosa vorrebbe perché forse ha altrettanti timori: paura della solitudine, di perderlo, di chiudere una relazione lunga su cui ha investito molto...

Una consulenza per chiarirsi il tutto, almeno per se stessa, potrebbe aiutarla.
Spero di averle stimolato riflessioni non ancora emerse

Saluti

Claudia Popolillo - Studio Logos Psicologo a Lodi

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Gentile Lucrezia, mi sembra che per tutta una serie di circostanze (la crisi che c'è stata tra voi e la malattia del padre di lui), questo ragazzo sia entrato in una modalità di "tira e molla" in cui alterna momenti in cui la vuole lontana a momenti in cui la vuole vicina; mi sembra che le mandi molti messaggi ambivalenti. Mi viene il dubbio che questi eventi possano aver scatenato in lui fragilità e insicurezze già presenti ma che non emergevano in una situazione di equilibrio. In ogni caso, quello che mi sento di consigliarle è di chiedersi quanto lei sia disposta a tollerare questa ambivalenza fatta di messaggi contraddittori e mancanza di prevedibilità; perché di fatto allo stato attuale questo mi sembra che nella vostra relazione ci sia questo. È disposta a stare in una relazione fatta di incertezza e imprevedibilità? Le suggerisco di riflettere sulle risposte che si dà per poter scegliere cosa fare.
Un caro saluto.

Luisa

Dott.ssa Luisa Fossati Psicologo a Firenze

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