Derealizzazione o crisi esistenziale?

Inviata da Pierangelo Berardi · 7 dic 2017 Crisi esistenziale

Potreste spiegarmi la differenza tra derealizzazione e disagio esistenziale? Premetto che sono in psicoanalisi da un anno quasi e dopo aver affrontato in maniera eccellente un problema affettivo e il controllo dei miei impulsi rispettivamente a quest'ultimo, come la gelosia, la morbosità, il bisogno di annullarmi nell'altro, è sorto un nuovo disagio. È probabile che dovendo esaminare la mia intera vita per capire come uscire da questo problema di natura affettiva io abbia elasticizzato troppo la mia mente a tal punto che da quando non ho più legami affettivi morbosi, quest'ultima ha continuato a lavorare, ad analizzare, fino a rendere ossessivi certi pensieri. Era da troppi anni che non avevo la mente libera, che non ero più io, ma ero un tutt'uno con qualcun'altro. Per cui ora non è più concentrata su determinate persone ed è libera di vagare da un pensiero profondo fino ad arrivare a quello più assurdo. Quando ti rendi conto di non avere più dei riferimenti stabili, perdi la meta e anche la mente ha perso una meta. Sento tanto vuoto e smarrimento. E a volte trovo difficoltà a spiegare questo alla psicologa! Per questo mi rivolgo qui. Vedo il mondo in maniera strana, ho dei sentimenti, ho delle motivazioni, degli obiettivi, ho ancora delle persone su cui contare, ma dentro di me mi chiedo se tutto ciò abbia un senso. Parlo con gli amici, con la mia famiglia e mi chiedo, pur riuscendo a sorridere e a cercare di rimanere concentrato sul mio lavoro e sulle mie attività, continuo ad interrogarmi sul senso di tutto questo, come se siamo tutti dei pupazzi che fanno cose in automatico ma privi di significato. A volte penso che questa realtà sia frutto della mia immaginazione. Ho paura che ciò possa contaminare il mio rapporto con la psicologa a cui tengo parecchio, perché è molto attenta e rincuorante solo che poi finita la seduta penso: perché mai questa persona dovrebbe spendere del tempo per me? analizzarmi? per riuscire a star bene? E che senso ha star bene? La paura che l'altro mi parli in automatico ma in realtà io non esisto nella mente di questa persona, come se fosse un robot, c'è una mancanza troppo troppo profonda di fiducia nei rapporti umani quasi da mettere in dubbio la loro esistenza. Devo interrogarmi su tutto. Spesso tutto ciò sfocia in panico e ansia. Ciò che vorrei capire è questa differenza tra derealizzazione e crisi esistenziale! La derealizzazione ha anche una sfaccettatura esistenzialista, ma ha tanti altri particolari che io non ho...io non ho vista annebbiata o roba simile, corpo leggero etc etc. Tutte le sensazioni fisiche della derealizzazione al momento sono assenti, sono prevalentemente sensazioni psicologiche. Mi frega anche il fatto che leggo troppo su internet. Spero di ricevere una vostra risposta!

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Miglior risposta 7 DIC 2017

Gentile Pierangelo,
la crisi esistenziale è una situazione di malessere determinata dalla mancanza di senso e di significato della propria vita che comporta una sensazione di vuoto interiore e di assenza di valori.
La derealizzazione, invece, è una condizione di dissociazione della mente consistente nella sensazione di percepire in maniera distorta il mondo circostante esterno al soggetto.
Il fatto che lei dice, di non avere più, per effetto della psicoanalisi in corso, legami affettivi morbosi (probabilmente anche nel senso di dipendenza affettiva) non dovrebbe in realtà comportare di non avere per niente legami affettivi o comunque di smarrirsi. Se mai dovrebbe comportare di dare più spazio e consistenza alla propria autostima che evidentemente prima era molto compromessa o addirittura inesistente.
Avere una famiglia, degli amici, un lavoro è già dare un senso alla vita e se a questo si riesce ad aggiungere una relazione sentimentale sana e appagante per poter formare in futuro una propria famiglia equilibrata e gratificante, ciò può significare, a mio avviso, dare un senso il più pieno possibile alla vita stessa.
Dal momento che sembra essersi formata una buona relazione terapeutica tra lei e la sua psicoterapeuta, le dia fiducia e rivolga a lei tutte le domande e tutti i dubbi che le vengono in mente.
Di sicuro sarà materiale prezioso su cui continuare a lavorare.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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9 DIC 2017

Caro Pieragelo,
La richiesta che lei fa in realtà è parte integrante del problema. A lei non serve dare etichette a se stesso e ai suoi comportamenti, perché questo non l'aiuta minimamente; ciò che la potrebbe aiutare sono piccole azioni concrete che passo dopo passo la portino a liberarsi dalle ossessioni della sua mente, a cui oggi lei dà credibilità totale... Ci sono delle strategie specifiche per arrivare a questo, e lei deve sospendere il giudizio e affidarsi alla sua terapeuta, visto che ne ha piena fiducia. Se l'impostazione è valida, i risultati non tarderanno a venire.
Cordialmente
Dr.ssa M. Sara Sanavio
Perugia

Dr.ssa M.Sara Sanavìo Psicologo a Perugia

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