Depressione e lavoro

Inviata da Monica. 2 apr 2012 30 Risposte  · Depressione

Mi trovo da circa 6 mesi in una situazione di depressione da stress lavorativo con atti di panico, nausea, vomito, sono in cura da uno psichiatra che mi ha prescritto dapprima il Prozac compresse con il Prazene e poi il Wellbutrin con l'ansiolin. Visto che i sintomi non diminuiscono, anzi mi sembra che stanno aumentando e che, purtroppo continua maggiormente la fase di mobbing nei miei confronti da parte della direzione della ditta in cui lavoro, mi chiedevo se è possibile in questi casi richiedere un periodo di malattia sufficientemente lungo per riportare il mio stato psichico a livelli sufficientemente stabili.
Grazie
Simone

panico , lavoro

Miglior risposta

Buon pomeriggio Marica,
occorre affrontare in maniera serena ed intelligente la situazione.

STEP 1: ha provato a parlare con il Medico Competente dell'azienda?
STEP 2: si rivolga ad uno professionista con un profilo simile al mio specializzato in salute e sicurezza sul lavoro che conosca bene la materia e la legislazione del D.Lgs 81/08.

Queste sono le azioni base da svolgere in casi come il suo.
Veronica Santoro
Psicologa

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Quello del Mobbing è un tema estremamente delicato per le condizioni di malessere che può indurre un ambiente lavorativo insano e alla mercè di manager o colleghi, preposti a funzioni direttive, dalla personalità problematica se non addirittura disturbata... Queste situazioni possono essere davvero come un trauma che si ripete ogni giorno.... Detto questo ci sono aspetti della personalità del lavoratore dipendente che possono favorire l'esplosione della miccia del Mobbing per cui l'invito è di lavorare su di se per comprendere cosa del proprio comportamento possa contribuire all'inasprimento della situazione di Mobbing. Certamente un periodo di malattia consentirebbe di mettere una pausa e di rigenerasi ma una più efficace rigenerazione potrebbe derivare da un lavoro di psicoterapia. Tentar non nuoce...

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22 DIC 2017

Logo Dr.ssa Loredana Muraca Dr.ssa Loredana Muraca

24 Risposte

48 voti positivi

Salve Monica,
leggendo la sua lettera si evince un periodo non semplice. L'idea di chiedere un periodo di malattia può essere una buona idea per prendersi una pausa. Iniziare un trattamento psicologico associato alla farmacoterapia è la cosa più giusta da fare in questo momento. Lei necessità di elaborare questo periodo e di trovare sostegno e supporto con uno psicologo capace di "accompagnarla per mano" in questo difficile periodo che sicuramente riuscirà a superare se lo vuole. Resto a sua disposizione per ulteriori chiarimenti.
Dott. Giuseppe Romano. Firenze-Napoli-Cosenza

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15 LUG 2017

Logo Dott. Giuseppe Romano Dott. Giuseppe Romano

29 Risposte

23 voti positivi

Cara Barbara
Ha sicuramente fatto bene a rivolgersi ad uno psichiatra ma sento di dirle che una terapia farmacologia da sola non è una soluzione al problema. È come mettere un tappo, silenziare un po' i sintomi in qualche modo se funziona, ma ciò che vi è di profondo non viene affrontato. Le consiglio di iniziare un percorso terapeutico psicologico per approfondire il suo stato di malessere e trovare serenità.
Un caro saluto

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11 LUG 2017

Logo Dott.ssa Maria Vittoria Greco Dott.ssa Maria Vittoria Greco

14 Risposte

3 voti positivi

Gentile Monica,
come sta adesso? Come le hanno consigliato i miei colleghi, sarebbe bene affrontare queste tematiche con la guida di un professionista per iniziare a trovare un equilibrio e delle nuove consapevolezze.
Per approfondimenti non esiti a contattarmi.
Buona giornata
Dott.ssa Ilaria Albano

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30 GIU 2017

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269 Risposte

298 voti positivi

Gentile sig. Simone,

i problemi di questo tipo legati al mondo del lavoro sono sempre una questione molto delicata da trattare. Il lavoro è una parte importante della nostra vita, intorno alla quale si spende gran parte del tempo quotidiano, e che contribuisce fortemente allo sviluppo dell’identità personale e di possibili percorsi di vita, in termini di realizzazione personale nonché professionale, soddisfazione, relazioni interpersonali e più in generale, qualità della vita.
Ogni problema di tipo psicologico è sempre legato alla sfera delle relazioni e si sviluppa attraverso processi intersoggettivi entro contesti sociali e simbolici. Ed i sintomi in questo caso possono essere un’importante input da cui partire per capirne la genesi ed il significato. Di conseguenza, va bene cercare di riportarne l’espressione a livelli tollerabili, stando attenti a non cancellarli del tutto prima di averne capito il senso, perché essi ci possono aiutare a contestualizzare il problema e capirne il senso, che in questi casi diventa forse più importante che cercarne eventuali cause.
Cosa significa questo problema/situazione in questa specifica fase della sua vita? Quali sono gli elementi in gioco nel determinare questa situazione? Quali sono i suoi vissuti ed emozioni? Come potrebbero essere diversi? Il problema/sintomi cosa le impediscono di fare? E cosa vorrebbe fare in questa fase della sua vita? In cosa si sente bloccato? Cosa le chiedono gli altri a lavoro a cui lei non riesce a far fronte?
Queste alcune domande a cui cercare risposta per provare ad utilizzare questa situazione di crisi come un’occasione di cambiamento positivo e crescita personale.
Va quindi identificato bene quale è il problema e quali strategie e risorse poter mettere in campo o ricercare per farvi fronte, ponendosi in una prospettiva di esplorazione dei possibili campi di alternative possibili che sono presenti rispetto a questa situazione, per uscirne rafforzato e con una maggiore consapevolezza di sé e dei propri contesti di vita.
Quindi sicuramente una prima ipotesi potrebbe essere prendersi del tempo (ma breve) per mettere a fuoco la situazione ed individuare le strategie per farvi fronte, eventualmente con il supporto di uno psicologo e/o anche di un centro antimobbing (li trova tranquillamente con una ricerca via google), stando comunque attento a non aver fretta ad etichettare il problema con qualche nome (depressione, mobbing, etc.) ma prendendosi il tempo necessario – in una situazione protetta come il setting di lavoro psicologico – per capire come mettere in moto un percorso di crescita e sviluppo personale rispetto a questa situazione problematica.
Per ogni ulteriore chiarimento e approfondimento resto a sua disposizione

Mario D’Andreta

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23 NOV 2016

Logo Mario D'andreta Mario D'andreta

18 Risposte

10 voti positivi

Buongiorno,
mi trovo anche io in una situazione simile con continue vessazioni, urla e cose varie. Vorrei chiedere un periodo di riposo, ma con quale motivazione? Per la privacy il medico non dovrebbe scrivere la diagnosi ma mi costringerebbero (!) a farla sapere. Che posso fare?
Grazie in anticipo.

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7 AGO 2015

Anonimo

Fino a 180 giorni

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19 MAG 2014

Anonimo

e da un mese che vivo una situazione analoga alla tua anche io in cura al csm e prendo farmaci per dormire ma riposo solo quattro ore a notte; e ho paura di morire non ce la faccio piu

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2 DIC 2013

Alessia

Buongiorno,mi chiamo Barbara e sto vivendo anch'io una forte depressione e un esaurimento psico-fisico per colpa dei contrasti che regnano sul poso di lavoro. Il mio problema è dovuto all'impossibilità di comunicare con i datori di lavoro che ogni volta mi urlano addosso senza darmi possibilità di parlare. La psichiatra con la quale sono in cura e il mio medico mi hanno dato un lungo periodo di malattia e dell pastiglie per le crisi d'ansia. Sto un pò meglio dopo 20 gg ,ma il problema è che i rapporti oramai sono compromessi e il solo pensiero di riprendere a lavorare in quel posto mi viene la tachicardia e la nausea. Ora mi farò aiutare dai sindacati per capire cosa fare per non perdere i miei diritti nel caso in cui mi costringessero a licenziarmi. Ho sufficiente documentazione per dimostrare che la mia patologia è dovuta al lavoro ,ma ho comunque paura che dopo la malattia sarò costretta a dare le dimissioni perdendo così sia il lavoro (non a causa mia) sia l'indennità di disoccupazione. Ho una possibilità per non perdere almeno questo ? Grazie per la risposta.

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25 NOV 2013

Barbara

Salve, io mi trovo più o meno nella tua stessa situazione ma con un certificato così lungo stare a casa non è peggio?

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19 AGO 2013

Marco

Buon giorno Monica, un periodo di riposo può aiutare ma per risolvere il problema dovrebbe chiedere aiuto ad un esperto, in modo da acquisire delle strategie per farvi fronte. Altrimenti il problema si ripresenterà. Se desidera approfondire la questione, mi trova su google
Cordiali saluti dott.ssa Silvia Parisi di torino.

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12 APR 2012

Logo Dr.ssa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa Dr.ssa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa

44 Risposte

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Gent.mo Simone,
le consiglio di affiancare una psicoterapia ad indirizzo cognitivo comportamentale, che le permetterà di comprendere e gestire meglio i sintomi, alla terapia farmacologica prescritta dal medico.
Se il suo obiettivo è star meglio queste due soluzioni dovrebbero bastare.
La saluto.

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12 APR 2012

Logo D.ssa Valentina Strippoli D.ssa Valentina Strippoli

47 Risposte

39 voti positivi

Buona sera Monica,
il Mobbing è una malattia professionale normata (decreto legislativo 81/08); è legato a parametri quali:
- Frequenza delle azioni lesive (1 volta alla settimana)
- Durata: almeno sei mesi;
- Tipo di azione: le azioni subite devono appartenere ad almeno due delle cinque categorie del “LIPT Ege (Attacchi alla possibilità di comunicare, Attacchi alle relazioni sociali, Attacchi all’immagine sociale, Attacchi alla qualità della condizione professionale e privata, Attacchi alla salute)
- Dislivello psicologico fra gli antagonisti: il dislivello di potere non viene inteso in senso gerarchico, ma nel senso che il mobbizzato non ha le stesse capacità di difendersi dell'aggressore;
- licenziamento, pre-pensionamento, ma che può anche arrivare a condotte auto e eterolesive;
- Intento persecutorio.
Poi il Mobbing ha una decorrenza divisa in fasi
- conflitto mirato;
- inizio del mobbing;
- si individuano i primi sintomi psico-somatici (li trova anche su wikipedia)
- compaiono errori ed abusi da parte dell'amministrazione del personale;
- serio aggravamento della salute psico fisica della vittima;
- si verifica l'esclusione dal mondo del lavoro. E' l'esito ultimo che può prendere la forma di un licenziamento.
Una volta che si individua un'attività mobbizzante, si stabilisce se il Mobbing è l'unica causa scatenante dei disagi del lavoratore oppure se è una con-causa o se è il mobbing stesso è una conseguenza di altri disagi.
Cmq, come già ha riportato un collega può rivolgersi al sindacato, o all'Asl oppure ad uno Psicologo esperto in problematiche legate allo Stress Lavoro Correlato (SLC).

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12 APR 2012

Anonimo

si signora vi sarebbe necessaria a tal fine una valutazione psicodiagnostica, per qualsiasi cosa non esiti a contattarmi, Cordialmente Dott.ssa Eva Scardone

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12 APR 2012

Logo Dr.ssa Eva Scardone Dr.ssa Eva Scardone

92 Risposte

32 voti positivi

Buongiorno, dalla situazione che descrive credo vi siano tutti gli elementi per chiedere un periodo di malattia. I giorni di malattia possono esserle dati dal suo medico curante e nel certificato che dovrà consegnare alla ditta non dovrebbe esserci scritta la diagnosi (per questione di privacy non viene mai scritta). se il suo medico le chiede una certificazione di uno specialista può chiedere direttamente allo psichiatra che la sta seguendo per la terapia farmacologica. Questo professionista infatti potrebbe fare una breve relazione per il suo medico di base specificando la diagnosi.
Per affrontare la situazione lavorativa ed il conseguente disagio le consiglio di affiancare alla presa in carico farmacologica con il suo psichiatra un percorso di psicoterapia con uno psicoterapeuta. Questo percorso favorirebbe la remissione dei sintomi e l'aiuterebbe ad uscire da questa situazione. Allo psicoterapeuta inoltre può anche chiedere una breve relazione indicante la diagnosi qualora il suo psichiatra non si renda disponibile a farlo ed il suo medico di base la richieda per darle i giorni di malattia (nel caso deve chiedere allo psicoterapeuta di farle una valutazione psicodiagnostica).
Cordiali saluti.
dott.ssa Roberta Milzoni

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12 APR 2012

Logo Dott.ssa Roberta Milzoni Psicologa Psicoterapeuta Dott.ssa Roberta Milzoni Psicologa Psicoterapeuta

5 Risposte

9 voti positivi

Salve Monica,
oltre la cura farmacologica senz'altro un intervento di sostegno psicologico in questo momento l'aiuterebbe...per ciò che riguarda la sua domanda, lo stesso psichiatra potrebbe dimostrare la sua condizione psichica e le conseguenze che sta vivendo in seguito alla sua situazione lavorativa. Tutto deve essere dimostrabile attraverso una relazione scritta. Ne parli con lui....
Buona giornata

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12 APR 2012

Logo Dott.ssa Roberta De Bellis Dott.ssa Roberta De Bellis

218 Risposte

120 voti positivi

Si, è possibile, tuttavia non è configurabile il Mobbing così facilmente, esistono pareri della Corte di Cassazione discordanti in proposito, la depressione come condizione appresa, è foriera di attacchi di panico.
Le chiedo come pretende che cambino le cose senza cambiarle?
Potrà fare richiesta al suo medico di base per un periodo di convalescenza di tre settimane per esaurimento fisico, e poi?
Le suggerisco di fare una bella psicoterapia, forse non ne conosce gli effetti ma sono sicuramente vantaggiosi anche nel suo caso. Le pillole la sostengono ma non cambiano i datori di lavoro le strategie talvolta ne cambiano il comportamento le decisioni e le scelte.
dipende da lei, e se scrive interrogandosi ha ancora stoffa per cucire.
Saluti
Dr Cristian Sardelli

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3 APR 2012

Logo Cristian Sardelli Cristian Sardelli

119 Risposte

69 voti positivi

Ringrazio tutti per i suggerimenti e vi vorrei fare un ulteriore domanda, il mio medico di base mi richiede (per certificarmi la malattia) una certificazione di uno specialista basata su diagnosi e somministrazione test ma non è andato nel dettaglio. Che tipo di test si fdanno?
Grazie
Monica

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3 APR 2012

Anonimo

Gentile signora, credo che sia possibile richiedere un periodo di riposo per malattia tramite medico di base o psichiatra stesso (ma perchè non ha rivolto a lui la stessa domanda?).Mi sembra più che plausibile e direi necessario interrompere la sua attività lavorativa per un pò, dati i suoi sintomi ed il tempo necessario affinchè la cura farmacologica possa fare effetto, tuttavia essa (e non è detto che quella che sta facendo sia la più adatta per lei) interviene solo sui sintomi appunto, cioè sulle conseguenze che Si rivolga se le è possibile anche ad uno/a psicoterapeuta. Le auguro ogni bene. Dott.ssa Sabina Orlandiniun problema ( prima di tutto di mobbing e in seconda battuta di gestione di esso) ha determinato.

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3 APR 2012

Logo Dott.ssa Sabina Orlandini Dott.ssa Sabina Orlandini

336 Risposte

158 voti positivi

Cara Monica,
penso proprio di si.
Può chiedere al suo medico di farsi fare un certificato, dove non è specificata la motivazione, in cui chiede di stare a casa.
Sicuramente si trova in una spirale perversa, dove si sente chiusa, incastrata, con un grande rifiuto, al punto che le si ribaltano le budella. Una spirale da cui è difficile uscire e da qualche parte bisogna cominciare.
Stare a casa le può fornire l'occasione per riprendere un pò d'energia, per ritrovare un minimo di serenità, ma questo non basta, dovrebbe anche costituire un luogo di osservazione privilegiato da cui guardare ciò che le sta capitando. Allontanarsi infatti, aiuta a vedere meglio, da lontano si inquadra l'insieme in cui siamo inseriti abitualmente.
Non credo però che basti prendere dei farmaci o assentarsi dal lavoro per risolvere il problema, penso che sia necessario lavorarci su, per comprendere cosa le sta capitando.
Anche se il suo disagio sembra avere un'origine chiara, ovvero lo stress lavorativo, c'è da capire perchè lei reagisce in questo modo, con panico, nausea, vomito, perchè soccombe alle pressioni che le vengono fatte, perchè sente una certa cosa anzichè un'altra, ecc.
Si rende necessario anche un lavoro psicologico che l'aiuti a comprendere tutto questo, ma ancora di più l'aiuti a rafforzarsi e a vivere le cose in modo diverso, a reagire in modo più ottimale, ecc. Altrimenti, una volta ripreso il lavoro, rischia di ritrovarsi nuovamente nella stessa condizione e tutto riparte da capo quasi fosse un incubo. Spesso non basta neanche cambiare lavoro, perchè il problema siamo noi ed il nostro modo di affrontare le difficoltà. All'esterno ci saranno sempre degli intoppi e delle pressioni, se non impariamo ad ottimizzare le nostre risorse, soccomberemo in ogni piccola o grande difficoltà.
Per cui, non si scoraggi e abbia fiducia in sè, vedrà che questo costituisce l'occasione per conoscersi meglio e vivere in modo più ottimale e sereno.
Le porgo i miei migliori auguri.

Sabrina Costantini Psicologa Psicoterapeuta

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3 APR 2012

Logo Sabrina Costantini Sabrina Costantini

116 Risposte

184 voti positivi

Gentile Simone,
credo che alla base della sua situazione di stress e depressione, ci sia una precedente fragilità emozionale, che può aver contribuito a creare le problematiche che l'affliggono in ambito lavorativo. Il mobbing, infatti, è legato anche ad aspetti relazionali la cui gestione richiede una buona capacità di reagire nel modo più giusto, onde renderlo palese e testimoniato da fatti oggettivi, che potrebbero aiutarla a far valere i suoi diritti in ambito lavorativo. Certamente la situazione prolungata di stress la ha sfiancata ed ha indebolito ulteriormente la sua resistenza, come potrà essere certificato dallo psichiatra che la tiene in cura, dandole modo di ritemprarsi in un giusto periodo di tempo, e di fare, lucidamente, le scelte per lei più opportune. Nel contempo è necessario che inizi una psicoterapia che la aiuti a rafforzare l'autostima, e la resilienza, in modo da ritornare a questo o altro lavoro con maggiore serenità e con uno stato di calma e positività che non potrà non avere che benefici effetti sui rapporti con i suoi colleghi, ed in particolare, su chi, fino ad adesso, ha creduto di poterla ferire e spaventare. Auguri!

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3 APR 2012

Logo Rosati Dott.ssa Emilia Rosati Dott.ssa Emilia

8 Risposte

13 voti positivi

Salve gentile utente,
nel decrisvere il suo profondo disagio, ha incluso anche il termine mobbing per descrivere la sua attuale situazione lavorativa. Le consiglierei quindi di rivolgersi anche presso la sua A.S.L. di appartenenza o ad un centro specializzato per una valutazione del mobbing, che le possa tornare utile per richiedere un periodo di malattia sufficientemente lungo e, qualora lo ritenesse opportuno, per intraprendere un' azione di tipo legale.
Cordiali saluti.
Dr.ssa Giada Pacifici

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3 APR 2012

Logo Dr.ssa Giada Pacifici Dr.ssa Giada Pacifici

7 Risposte

9 voti positivi

Cara Monica, per superare meglio questo periodo abbastanza stressante potrebbe integrare la cura dello psichiatra con un percorso di psicoterapia personale, in cui potrà tirare fuori tutte le emozioni che la fanno star male e fare un lavoro personale di ricostruzione in modo da riprendere in mano la sua vita senza questi sintomi fastidiosi.

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3 APR 2012

Logo Dott.ssa Loredana Galati Dott.ssa Loredana Galati

13 Risposte

9 voti positivi

Visto che sei in cura presso uno psichiatra e data la situazione peggiorativa, ritengo opportuno che tu ti fermi chiedendo malattia. Fermare il circuito negativo, curarti, ripensare e procedere. Sono a tua disposizione:

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3 APR 2012

Anonimo

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