Credo di avere un infarto

Inviata da Gaia2323 · 8 giu 2020 Attacchi di panico

Salve, da più di un mese soffro di attacchi di panico.. con il primo attacco mi sono recata al pronto (26 aprile) soccorso dove sono stata sottoposta a ecg e radiografia al torace, risultava tutto perfetto e dopo un po’ di giorni gli attacchi di panico sono spariti.
Ora da più di una settimana sono tornati più forti, mio padre ha avuto un infarto e quindi ho paura.. mi sono recata al pronto soccorso di nuovo e mi hanno somministrato delle gocce di tranquirit, le ho comprate.. gli attacchi sono diminuiti.
Adesso è da due giorni che mi sveglio con un dolore al centro del petto leggermente spostato a sinistra, accompagnato a diarrea e sudori freddi e caldi, questi dolori passano dopo 20 minuti circa.. ma mi rimane ogni tanto un bruciore localizzato sotto l’ascella, ho paura perché credo di morire.
Se ho fatto quegli esami un mese fa è probabile che invece mi stia per venire adesso?
Non so più che fare, ho paura e non vivo più normalmente.

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Miglior risposta 9 GIU 2020

Cara Gaia, Lei compie un'operazione molto corretta: ha sintomi fisici e si reca dal medico (in questo caso il pronto soccorso). Quando, però, questi sintomi fisici correlati ad allarme, paura di morire ecc, non trovano un riscontro a livello medico, è plausibile che si tratti di una mancata, parziale, o disidentitaria configurazione di uno stato viscerale che Lei non afferra nel suo significato contestuale. In altre parole, laddove gli accertamenti medici siano negativi, il problema non risiede in una patologia organica ma in un modo di essere nel mondo in cui alle sensazioni fisiche viene attribuito (meglio, si accompagna) il significato di "sto per avere un infarto"... quando in realtà esse significano altro. Non significa, quindi, che queste sensazioni non siano vere o siano inventate, ma solo che verosimilmente hanno una spiegazione molto diversa da quella dell'infarto! Il prossimo passo è quello di contattare uno psicoterapeuta, con cui mettersi in gioco in un percorso volto a comprendere questa spiegazione e risolvere il problema. Servono motivazione e impegno, ma ne varrebbe la pena: Lei dice che non riesce più a vivere normalmente, cosa peraltro assai comprensibile data la paura che questi segnali provocano. A disposizione, cordialità. DP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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12 GIU 2020

Carissima, se sono stati esclusi problemi di natura organici parliamo di attacchi di panico. Sono molto dolorosi dal punto di vista psicologico e sei soffocata dalla paura che qualcosa di terribile ti sta per accadere. Cara Gaia è importante che tu contatti uno psicoterapeuta per capire che cosa attivano quei pensieri che a sua volta attivano i sintomi dell'attacco di panico. Con l'aiuto di un terapeuta puoi imparare a gestirlo e riprenderti la tua vita.
Se vorrai seguire un percorso online sono disponibile.
Dr.ssa Romina Bove
Psicoterapeuta EMDR-( Modena)

Bove Romina Psicologo a Modena

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12 GIU 2020

Carissima Gaia, le lascio una mia riflessione a riguardo:

Un’insolita corrispondenza tra uno qualunque e il suo Attacco di Panico

– “Un giorno me ne stavo tranquillo seguendo la scia della mia routine quotidiana. E’ mattina, mi alzo, prendo il mio caffè, mi preparo, esco di casa, chiudo la porta a chiave e aspetto quell’ascensore che mai quel giorno ho preso. Aprendo il cassetto della memoria di quel giorno riesco a vedermi la’ sul pianerottolo di casa, ben vestito, pronto e grintoso come ogni mattina per affrontare un’altra giornata lavorativa; ma quel giorno qualcosa non ha funzionato, qualcosa non ha seguito il solito schema. Eccomi, mi vedo, sono là, un attimo prima che schiaccio il pulsante per chiamare l’ascensore, un attimo dopo che sento assalirmi una strana sensazione, mai provata prima, un mix tra un giramento di testa e un’agitazione inspiegabile. Il tempo scorre, a mio avviso con una lentezza impressionante, ma qualcosa in me cambia, inizio cosi a spaventarmi, a provare confusione, paura, inizio a ragionare su cosa stesse capitandomi ma non riuscendo a trovare una risposta inizio ad agitarmi ancora di più fino ad arrivare a tremare. Poco dopo, ancora smarrito per l’accaduto, mi ritrovo con la camicia umida, anzi zuppa di sudore. Ho pensato che non era il caso di presentarmi in ufficio in quello stato, mi avrebbero riempito di domande alle quali non avrei saputo dare una risposta. Riprendo cosi in mano le chiavi e riapro la porta di casa. Dopo una doccia, navigando al pc su internet trovo delle possibili risposte plausibili per spiegare ciò che mi era appena capitato, tra queste salta all’occhio il termine “attacco di panico”. Leggo con attenzione di cosa potesse trattarsi e da quel momento vivo con la paura e l’ansia che un giorno possa rivivere quel momento che invece vorrei solo dimenticare.”

– “Salve, mi presento, sono quel momento che te vorresti solo dimenticare, sono quella strana sensazione che mai avevi provato prima di quella mattina che tu ben sai. Ho un nome particolare che deriva dalla mitologia greca, più precisamente dal Dio Pan. La mitologia narra che era un Dio insolito, in quanto provava paura proprio come i non Dei, proprio come te. Ma la cosa buffa è che la sua paura metteva paura a chiunque lo incrociasse. In questo penso che un po’ vi assomigliate, anche a te è capitato di avere paura della paura, paura della tua stessa paura, paura di me. Io quindi sarei un circolo di paura che genera paura? Devi sapere che non sono solo questo e non sono solo i sintomi provati da te. Ho molte altre caratteristiche. E’ vero, ciò che risalta all’occhio, alla ratio e all’istinto, è la sensazione di paura, paura per ciò che sta accadendo. Ma oltre ciò, come ho già detto, ho altre svariate sfumature: palpitazioni, tachicardia, sudorazione, rossore, sensazione di soffocamento, dolore o fastidio al petto, disturbi addominali, nausea, sensazioni di svenimento, sbandamento, instabilità, brividi o sensazioni di calore, sensazioni di torpore o formicolio, derealizzazione o depersonalizzazione, paura di perdere il controllo o di impazzire, paura di morire. Ma, come hai potuto verificare in prima persona, non sono automaticamente tutto questo, il colore delle mie sfumature può cambiare in base alle persone, alle occasioni, o alle radici scatenanti. Sono un’esperienza che coinvolge mente e corpo, sono un’esperienza intensa, un’esperienza che dovrebbe suscitare curiosità e voglia di conoscermi, invece chiunque vada a trovare, compreso te, mi vive come un’ esperienza improvvisa e drammatica, dalla quale scappare il più lontano possibile. Ma tranquillo, che anche se posso farmi vivo più volte non resto molto, pochi minuti, al massimo, tra inizio, apice e calo, 20 minuti e me ne rivado. Lo so che arrivo senza preavviso, ma devo farlo, non ho altra scelta, perché se ti avvertissi prima, te non mi presteresti la minima attenzione. Anzi, preciso come sei, cercheresti di tenere sotto controllo anche me, cosi come fai con la tua vita, con il tuo lavoro, i tuoi bei abiti, il tuo aspetto, persino con le tue emozioni, persino con te stesso. Sono solamente una parte di te che sta cercando di liberarsi dalle catene del tuo controllo, del tuo schema. Sono un mix di emozioni che ti fanno paura perché fuori dal tuo controllo. Io sono tutto ciò che non dovresti essere ma che forse vorresti essere o che avresti il bisogno di essere, sono l’occasione per cambiare qualcosa nella tua routine. Piacere comunque, sono Attacco di Panico.”

Dott.ssa Claudia Florea

Psiche ••• Dott.ssa Claudia Florea Psicologo a Viterbo

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10 GIU 2020

Buongiorno Gaia,
se gli esami medici non hanno trovato nessuna anomalia sicuramente i sintomi che riporta sono da ricondurre a qualche contesto esistenziale che probabilmente non ha messo a tema e le crea sofferenza o difficoltà. Provi a ricordare quando è avvenuto il primo attacco e cerchi di contestualizzarlo in relazione sia a dov'era, sia a con chi era e a che cosa doveva andare a fare in quella giornata. Sicuramente il percorso con un professionista la aiuterebbe a comprendere le situazioni che esacerbano gli attacchi di panico.
Cordialmente
Dott.ssa Marta Brocca

Dott.ssa Marta Brocca Psicologo a Favaro Veneto

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10 GIU 2020

Buongiorno Gaia.
Gli attacchi di panico hanno spesso una manifestazione fisica che simula un attacco cardiaco, quindi ha giustamente richiesto un consulto medico per escludere eventuali problemi di natura fisiologica. Visto che tali accertamenti hanno certificato che non ci sono problematiche fisiche credo che le sarebbe molto utile in questo momento un consulto psicologico che la aiuti a comprendere la natura delle sue preoccupazioni che sono diventate frequenti e costanti e che innescano il meccanismo del panico.
A disposizione per eventuale consulto.
Saluti, Dott.ssa Ferraro Francesca

Dott.ssa Francesca Ferraro Psicologo a Firenze

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9 GIU 2020

Gentile Gaia è importante che dopo aver escluso cause organiche lei interpreti questo malessere come di origine psicologica ed infatti ha scritto qui come primo passo in questa direzione. L'attacco di panico pur nella sua spaventosità potrà essere un'occasione per capire le emozioni che più profondamente sta vivendo. Intraprendendo una psicoterapia quindi non solo risolverà il sintomo che sta cambiando la sua vita, ma potrà arrivare a capire meglio sè stessa, tirando fuori risorse che non pensava di avere o costruendo delle nuove competenze di pensiero che potrà poi utilizzare anche in futuro. Ascolti i segnali del suo corpo ma si prenda cura della sua psiche!
Resto a disposizione
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Mavilia

Dott.ssa Valeria Mavilia Psicologo a Spadafora

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9 GIU 2020

Gentile Gaia,
tutta la sua attenzione ora é focalizzata su questi sintomi fisici e questo non fa che amplificarli e amplificare la sua paura.
È un meccanismo di mantenimento molto frequente nei disturbi d'ansia che andrebbe interrotto nella cornice di un intervento di tipo psicoterapeutico che dia un senso al sintomo prima di trattarlo, in relazione alla sua storia di vita e relazione.
Cordialmente
Dott.ssa Barbara Trevisan
Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Trevisan Barbara Psicologo a Rovigo

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9 GIU 2020

Gentile Gaia,
tutta la sua atte

Dott.ssa Trevisan Barbara Psicologo a Rovigo

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9 GIU 2020

Gentile Gaia,
se ha fatto esami approfonditi e non è stato riscontrato un quadro patologico e alterazione alcuna allora escluderei la possibilità di un infarto o altra patologia. Difatti, in presenza di caratteristiche cliniche, dagli esami è possibile ipotizzare il verificarsi di episodi come quello dell'infarto cardiaco. Credo però che tranquillizzarla non sia facile, in quanto lei ci parla di un dubbio e di una paura difficilmente estinguibili: quello di cui descrive sembra più da ascrivere ad una problematica di natura ansiosa, sicuramente legata anche, ma non solo, a quello che è capitato a suo padre. Sarebbe da capire come mai proprio questo timore e non un altro: è questo il motivo per cui richiedere un approfondimento. Gli attacchi di panico includono la componente cognitiva della paura della morte: è totalmente naturale perchè l'attacco si manifesta con caratteristiche fisiologiche, comportamentali, emotive che riproducono un episodio di intenso malessere e in quel momento si pensa di poter morire, perchè si associa l'episodio al malessere fisico in senso stretto. Quello che non va trascurato, nell'attacco di panico, è la componente psichica: il nostro cervello comanda il nostro corpo e siamo noi, spesso, a produrre degli effetti organici in risposta ad un disagio interiore, psicologico.
Cordialmente,
dott.ssa Comi

Dott.ssa Gabriella Comi Psicologo a Reggio Calabria

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