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Come salvare il mio matrimonio?

Inviata da Daniela il 20 ago 2013 Terapia di coppia

Due anni fa mio marito mi ha tradita, dopo un caos in famiglia siamo riusciti a superare la crisi vedendo da parte sua un sincero pentimento e atteggiamenti e attenzioni da parte sua come quando ci siamo innamorati. Circa 5 mesi fa sono cominciato dei problemi lavorativi pesanti e lui si è chiuso in se stesso, io ho subito pensato ad una ricaduta visto che avevamo smesso di avere rapporti, litigi su litigi e siamo arrivati alla separazione, adesso viviamo entrambi dalle rispettive famiglie ma la situazione e'in stand by nel senso che lui dice che deve risolvere i suoi problemi, giura che non c'è nessuna ma non mi fido, non si muove molto da casa dei genitori ma ci sono comunque delle cose che non tornano nei suoi movimenti, lui dice che mi ama e che deve risolvere le sue cose, nonostante le mie spiegazioni del fatto che una famiglia vuol dire condivisione non allontanamento. Io non so se credere che abbia un'altra o semplicemente non sa più se mi ama.....non so come reagire mi ritrovo a piangere come il primo giorno e sperare nella fine di questo incubo...

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Buongiorno gentile Daniela,
rispondo alla sua replica: è probabile che in questo periodo di convivenza interrotta Lei si senta a tratti di poter riuscire a riportare suo marito a sè e tratti in cui la disperazione la sovrasta. Il problema però si può superare solo se Lei si rende conto che è alla mercè delle decisioni di suo marito, mentre il suo dolore rimane inascoltato. Alla luce delle nuove informazioni che ha aggiunto, le suggerisco di intraprendere Lei per prima un percorso di sostegno per fare chiarezza e per poter essere ascoltata... Forse per la prima volta in vita sua?
Le faccio i miei migliori auguri e resto a disposizione per eventuali approfondimenti direttamente sulla mia scheda qui nel sito.

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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Cara Daniela,
ci sono dei livelli di consapevolezza che, come giustamente afferma Lei stessa, sono in conflitto e generano i suoi dubbi e il suo costante tormento. Non si tratta solo di ciò che è giusto razionalmente o no ma anche - se non sopratutto - di "dove" stiamo noi psicologiamente ed è per questo che Lei attende che sia lui a dirigire anche la decisione finale sul vostro rapporto. Per questo le ho suggerito un sostegno psicologico, perchè c'è necessità di arrivare a comprendere nel profondo il motivo per cui Lei ha ancora bisogno di sottostare ad una relazione come questa. Se lei non è pronta psichicamente non ha senso fare nessun ultimatum. Si faccia coraggio e chieda aiuto.
Con cordialità

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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Ringrazio nuovamente voi dr./d.sse per i vostri pareri, ogni giorno controllo la posta elettronica per sperare in una risposta che possa illuminarmi..... ho letto con attenzione il parere della d.ssa Mostacci, sono d'accordo con lei quando dice che sono dipendente dalla volontà di mio marito, io non so perchè mi sento così, con la ragione lo so che è sbagliato, che magari dovrei prendere una posizione forte e dovrei dargli un ultimatum, ma con il cuore purtroppo non sono pronta, il mio intento è sempre quello di trovare una strada che possa portarci a ri-costruire la nostra famiglia. In tutto questo tempo mi sono chiesta a lungo che senso ha da parte sua mantenere la casa se dentro di se sa che non mi ama più o se ha una relazione con un'altra....forse nella prima ipotesi un minimo di senso lo avrebbe visto che se è confuso sui sentimenti, vuole lasciarsi una specie di porta aperta e non chiudere tutto definitivamente, nella seconda invece, cioè nel caso in cui lui abbia un'altra, mi chiedo perchè continua a tenere in piedi la nostra casa? lo fa solo per abitudine? o per senso di colpa? non lo so, non so più cosa pensare, mi chiedo come faccia una parsona che ama sua moglie (come lui continua a sostenere) a stargli lontano per tutto questo tempo, lo fa solo per egoismo? perchè è sicuro del mio amore e mi tiene sul filo perchè gli fa comodo? non riesco davvero ad uscirne...mi sembra di impazzire e mi chiedo come posso fare, quale atteggiamento usare per capirci qualcosa, per riportarlo a me....sono davvero distrutta, ho paura di non riprendermi più o almeno fino a che questa situazione non sia chiara....mi ripeto da sola che magari se lui avesse il coraggio di lasciarmi, di dirmi che è finita, che non c'è più niente da fare forse mi darebbe la forza di reagire, nel senso che avrei una chiarezza, affronterei in modo diverso la cosa, invece così mi torturo, è una lotta continua tra mente e cuore, tra il desiderio di riportarlo a me e ricostruire la nostra famiglia e il pensiero che dovrei dargli una lezione, prendendo io la decisione definitiva così da non restare del tutto sotterrata...... mi ama o no? ha un'altra o no? è solo confuso o non ha il coraggio di lasciarmi? sono questi i miei dubbi, lui ripete che se così fosse me lo direbbe, mi direbbe che è finita ma non può perchè non è ciò che sente....devo fidarmi?

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Cara Daniela il consiglio che mi sento di darle è quello di intraprendere una terapia di coppia.
Cordiali saluti
Studio di Psicologia di Corso Vittorio

Studio Di Psicologia In Corso Vittorio Psicologo a Torino

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Cara Daniela, ci sono delle dinamiche che tendono a ripetersi nella propria storia personale e famigliare e che come schegge impazzite ritroviamo nel partner per tentare di controllarle..il tradimento..le indicherei una terapia di coppia a orientamento psicoanalitico. Cordialmente, dr. Cisternino

Dottor Antonio Cisternino MDPAC Psicologo a Torino

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Gentili dr. e d.sse vi ringrazio delle risposte e dell'interessamento, a quello che ho già scritto volevo aggiungere che il tradimento subito da mio marito non l'ho de tutto superato, nel senso che subito dopo la nostra riappacificazione mio marito mi faceva sentire davvero amata ed io sono stata veramente bene per un periodo, poi i dubbi, dovuti dal fatto che mio marito non è poi una persona così estroversa nei sentimenti, ogni tanto venivano fuori vuoi per le mie insicurezze vuoi per suoi attenzioni mancate nel miei riguardi insomma ogni tanto uscivano fuori anche se non esplicitamente ma con occhiate da parte mia, con controllo del CEL e altro.... Il fatto e che mio suocero ha un trascorso molto movimentato, ha tradito ripetutamente sua moglie e addirittura ha una figlia con un'altra donna, venuta alla luce qualche mese fa quando mio suocero ha avuto un infarto, mio marito dice che in famiglia avevano il pallino fin da piccoli però certo averne la certezza e stato comunque uno shock.... Io ho il terrore che lui gli assomigli o che comunque il suo allontanamento sia dovuto ad un disagio nei miei riguardi e non alla crisi lavorativa.....ho paura che non mi ami più e poi lui è sempre stato attaccato alla sua casa, alla sua vita indipendente ed il fatto che sia andato via mi ha destabilizzata, anche se sta continuando a pagare il fitto e le bollette (queste ultime con qualche ritardo) ed è irremovibile sulla questione casa:non si tocca deve restare li.... La mia famiglia si sente delusa e dice che dovrei piantarlo in asso e volere più bene a me stessa, non cercarono più perché se mi ama tornerà da me, visto che un altro neo del nostro rapporto e che io amo in modo assoluto, cioè ho dedicato a lui tutta la mia vita da 13 anni che stiamo insieme, annullando i ma non per volere suo, e lui mi da per scontata purtroppo, e cosciente e sicuro dell'amore che ho per lui..... Credo anche io che ho bisogno di una tappa x risolvere le mie ossessione e per imparare ad amare me stessa ma il mio tarlo resta sempre quello di voler salvare il mio matrimonio....

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Gentile signora Daniela,
casi dolorosi per la coppia come la separazione possono risolversi, nella maggioranza dei casi, non mai con consigli utili ed interessanti via email, ma solo personalmente presso esperti psicoterapeuti della coppia.
dr paolo zucconi, sessuologo e psicoterapeuta comportamentale a udine

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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Vorrei chiederle se quando ha permesso a suo marito di tornare a casa dopo il primo tradimento realmente lei sia riuscita ad elaborare l'accaduto e a metterci "una pietra sopra". E' chiaro da quello che lei racconta che la fiducia tradita ha subito una sorta di cicatrizzazione ma ad ogni minima tensione è sempre lì a richiamare attenzione e a risvegliare antichi timori. Non so come abbiate deciso (chi lo ha fatto e in che modo) di andare a vivere separati: è chiaro che in momenti di crisi personale la presenza di un compagno supportivo e comprensivo può essere di aiuto ma non tutti accettano di mostrare le loro debolezze agli altri. Forse suo marito (che lei descrive chiuso) per diversi motivi (non necessariamente legati al vostro rapporto) si sente più "protetto" nello spazio di casa sua: ma queste sono solo supposizioni. In altre condizioni vi consiglierei una terapia di coppia ma occorre che entrambi lo desideriate e che entrambi con autenticità vi mettiate in gioco. Parli a suo marito dei suoi desideri: provi a superare i suoi timori di tradimento e a dare fiducia ad entrambi. Se riuscirete ad instaurare un nuovo dialogo (grazie all'aiuto di un professionista) magari riuscirete anche a riparare vecchie ferite e ad imparare a costruire una nuova forma di relazione (basata sull'affetto, sulla fiducia e sull'autenticità).

Dott.ssa Elena Arestia Psicologo a Perugia

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Gentilissima Daniela,
credo che la sua battaglia nel salvare il matrimonio le deve fare molto onore. I problemi lavorativi possono influire molto in una relazione.
Il consiglio che le posso dare è quella di intraprendere insieme una terapia di coppia. In bocca al lupo,
dott. Amleto petrarca

Amleto Petrarca Psicologia Psicoterapia Breve Psicologo a Bologna

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Cara Daniela,
probabilmente suo marito si trova in un momento di smarimento, depresso e confuso, visto che ci sono problemi pesanti di lavoro. Non "buttarsi" subito nella incertezza, cercha prima di capire il motivo e dopo giudica. Poi magari lasciando lo per un periodo di tempo da solo come le ha chiesto lui , riuscrà di riprendere la sua vita e dopo anche questa - la vostra. Le sugerisco di parlare con uno specialista dove potrebbe trovare tante di queste risposte ai suoi conffliti interiori. Ormai esistono terapie anche a distanza, quindi aproffita.
Buona fortuna

Dott.ssa Stoyanka Georgieva Psicologo a Omegna

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Carissima, intraprendere una terapia di coppia sarebbe sicuramente un'ottima occasione per riflettere proprio sulla condivisione degli eventi della vita, proprio come lei sottolinea. L'unica cosa che mi sento di consigliarle è di parlare di più con suo marito dei suoi sentimenti e dei suoi dubbi la chiarezza del dialogo arricchito da ciò che prova è sempre la migliore soluzione.
Buona fortuna. Cordialmente dott. D'Acunto

Dr. D'Acunto Michele Psicologo a San Martino Siccomario

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Carissima, le indicherei di intraprendere una terapia di doppia. Cordialmente, dr. Cisternino

Dottor Antonio Cisternino MDPAC Psicologo a Torino

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Gentile Daniela.

Come mai avete preso questa decisione di vivere in case diverse?
Avete mai pensato di rivolgervi ad uno psicologo per una consulenza di coppia?

Cordialmente

Dott. Stefano Becagli Psicologo a Milano

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Buongiorno gentile Daniela,
proponga a suo marito una terapia di coppia puntando proprio a quello che Lei stessa afferma riguardo la condivisione nel rapporto a due.
Cordialmente

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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