come recuperare l'amore di una donna ferita?

Inviata da ghigo75 il 30 lug 2015 Terapia di coppia

Salve,
dopo 17 anni insieme con la stessa persona (10 fidanzamento + 7 matrimonio) , l'anno scorso ho conosciuto una persona in un momento di crisi matrimoniale che sotto sotto covava da tempo. E' stato un colpo di fulmine, iniziato prima come amicizia e poi diventato man mano qualcosa di piu profondo, abbiamo iniziato a vederci furtivamente, a volte anche dieci minuti ci bastavano per riempirci di emozioni, poi anche qualche uscita serale di nascosto e la cosa prendeva campo. Anche lei sposata, anche lei in crisi col marito. La storia è andata avanti cosi tutta l'estate e l'autunno, ma mia moglie a settembre si è accorta di qualcosa da un messaggio spiato sul mio cellulare e da lì si è scatenato il putiferio e la crisi è diventata profonda. Mi sono rivolto a uno psicologo e dato che le discussioni e gli attriti continuavano mi sono allontanato per un mese da casa, per rientrare a novembre sperando che le cose andassero meglio, ma io avevo la testa sempre all'altra persona che continuavo a frequentare di nascosto e non riuscivo piu nemmeno a considerare mia moglie. A gennaio la ragazza che avevo conosciuto, arrivata al culmine della sua storia, ha deciso la separazione. Io l'ho colta come occasione e visto che non si risolvevano le cose in casa mi sono di nuovo allontanato da casa e sono andato a vivere da solo. I mesi sono trascorsi e da gennaio praticamente siamo arrivati a giugno, in questo periodo io ho frequentato di più la nuova compagna, addirittura andavo a casa sua essendo ormai libera, oppure lei veniva dove abitavo io, abbiamo fatto le ns. uscite e quando stavamo insieme eravamo felici...c'era tutto...feeling, intesa, passione, intimità...tutto a mille. Però contemporaneamente io non avevo rotto ii contatti del tutto con mia moglie, perchè all'inizio non voleva dirlo nemmeno ai genitori e l'andavo a trovare , mi dispiaceva vederla soffrire, cercavo di recuperare un dialogo , avrei voluto quanto meno portarla ad una decisione di separazione con serenità, anzi forse aspettavo che fosse lei a chiedere con decisione il passo, ma la vedevo disperata, ero distrutto dai sensi di colpa....ma in alcuni momenti forse anche illudendomi che il rapporto si potesse recuperare. Ecco infatti il punto: nel frattempo che frequentavo la nuova compagna mi si è sempre parata davanti ciclicamente la figura di mia moglie che non mi permetteva di prendere una decisione definitiva, non riuscivo a prendere consapevolezza della fine del rapporto, forse perchè pensavo alle conseguenze, forse perchè iniziavo a dubitare se valesse la pena chiudere in fretta una storia cosi lunga che comunque era la mia sicurezza, il mio nido, per una nuova stupenda quanto incerta...e questo mi ha trasmesso insicurezza. Un'insicurezza che si è rivelata anche nei comportamenti...sottoponendo la nuova compagna ad altalene...cioè momenti in cui le chiedevo pause di riflessione per decidere, ma poi non potendo resistere tornavo dopo pochi giorni...è successo ben 2-3 volte....e si rifletteva anche su altri atteggiamenti, ad es. facendomi essere geloso nei suoi confronti se usciva (e spesso lo faceva perchè io non potevo stare con lei e lei non aveva voglia di stare in casa a pensare), geloso dei suoi amici, talvolta anche diffidente...sembrava non le volessi dare massima fiducia....come se un demone dentro mi trovasse pretesti continuamente per dimostrare che la storia era sbagliata e che dovevo tornare dalla moglie. Ma il tempo purtroppo ha logorato entrambe i rapporti, infatti i primi di giugno io sono arrivato alla conclusione che era il caso di iniziare le pratiche di separazione, ma contemporaneamente qualche discussione di troppo ha fatto si che la nuova compagna prendesse le distanze, sfinita e logorata dai miei comportamenti che l'avevano rimessa in discussione e creato stress, che si andava a sommare a quello sofferto per la sua separazione. MI ha chiesto inizialmente una pausa , ma io non ho riuscito a resistere e continuavo a cercarla, finchè l'ho portata all'esasperazione e lei ha deciso di dire basta.
Insomma mi sono comportato male e lo riconosco, ho agito come nel rapporto esistessi solo io, come se il problema fosse solo mio, quando invece anche lei aveva bisogno di appoggio e di assorbire le sue sofferenze. Ora non mi vuole vedere nè sentire, ci siamo visti l'altro giorno per un chiarimento dove lei mi ha esplicitamente detto di non sentirsela più, di voler stare sola e recuperare se stessa, rimettersi al primo posto delle priorità, senza discutere con nessuno o render conto a nessuno, insomma di non essere più pronta per un rapporto a due.
Ovviamente io sto malissimo, come reazione alla delusione ho avuto anche il dubbio di tornare da mia moglie, l'ho ricercata ma anche lei non ne vuole sapere e comunque mi rendo conto che è solo perchè ho bisogno di ritrovare tranquillità, perchè non sono più abituato a stare solo e mi spaventa il futuro, ma soprattutto mi brucia il dolore di non aver creduto nell'occasione che mi avrebbe potuto cambiare la vita e ridare felicità, di non essere stato in grado di fare il passo prima, di aver perso una persona di cui ora sento tantissimo la mancanza perchè sento di amarla davvero, la persona che mi ha dato la forza di uscire dalla mia situazione in cui mi sentivo schiacciato e soffocato...e questo dice tutto.
Ora io spero in un recupero del rapporto con la nuova compagna ma non so come regolarmi, se sia giusto continuare a farle sentire la mia presenza (magari discretamente), se sia giusto proprio crederci ancora, insistere a sperare....oppure se devo prendere consapevolezza che anche lei non ne voglia più sapere definitivamente e quindi assorbire questo "lutto", lasciare tutto stare e andare avanti cosi, pensando solo a ristabilirmi, senza più pensare alle 2 storie che mi lascio alle spalle, considerandole chiuse. Per favore chiedo il vs. parere come aiuto.

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Non è mai un caso quando incontriamo un nuovo amore: in primis è bene uscire dalle illusioni: se ama una persona non può amarne un'altra, se sente desiderio verso una non può sentirlo verso l'altra. Quindi prenda atto che sua moglie era solo il porto sicuro, ma ormai stantio, che però in quanto dà sicurezze riesce difficile lasciare; l'altra è Eros, è desiderio, è passione. Ma in genere, quando non si riesce a comprendere le dinamiche sottese e, come nel suo caso, si sta ad oltranza coi piedi in due staffe per non perdere le sicurezze, prima o poi la situazione ci esplode in mano e accade proprio ciò che col nostro atteggiamento errato stavamo cercando di evitare: la sofferenza della solitudine. Ora non può far altro che accettarlo e prenderne atto: entrambe l'hann lasciata con ciò che lei teme e forzare la mano con la vecchia compagna servirà solo a peggiorare le cose. Prenda atto dell'accaduto, stia nel dolore senza tentare di scacciarlo e, nel caso, si faccia aiutare da uno psicologo

Dott.ssa Chiara Pica - Studio SomaticaMente Psicologo a Grosseto

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Gentile Ghigo75,
ad oggi mi sembra ancora molto confuso. Credo che in tutta questa situazione la cosa migliore sia prendersi del tempo per sé per capire cosa davvero voglia. Le sue scelte ed indecisioni inevitabilmente hanno ripercussioni sulle persone che tengono a lei. Magari nessuna delle due donne era la donna della sua vita.
A presto!

Dott.ssa M.Elena Michelone

Dott.ssa Maria Elena Michelone Psicologo a Vercelli

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Caro Ghigo75,
dal tuo messaggio sembra che per lei sia più semplice comprendere di amare quando la persona amata si fa lontana.

Si sente anche il bisogno di "mettere le cose a posto", di non stare nella sofferenza, di sapere che non è solo.

Non riesco, tuttavia, a comprendere se senta di avere il controllo della sua vita. Mi sembra, dalle sue parole, che lei si senta un po' in balia degli eventi e delle decisioni altrui e che non si riconosca, in questo, il diritto di scelta.

In questo senso, le suggerisco di prendersi uno spazio di riflessione. Una pausa, per valutare quanto accaduto e decidere consapevolmente il da farsi.

Nel caso in cui fosse ancora seguito dal suo psicolgo, non esiti a comunicargli quanto comunicato quì.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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A mio avviso, lei si è già dato la risposta da solo al termine del suo lungo discorso. Le persone non sono oggetti a sua disposizione che lei può lasciare e prendere quando vuole. Scusi se sono un po' brusco, ma non altre parole per spiegarle che il suo comportamento è stato troppo egoistico e non ha mai pensato allo stato d'animo delle donne con cui si rapportava. Le ha fatto difetto l'empatia, estremamente necessaria in un rapporto amoroso. Ma si consoli, non è il solo che si sia comportato così. E' una cosa piuttosto comune. Si pensa alla propria felicità a scapito di quella degli altri. Lei deve cambiare il suo modo di rapportarsi alle persone. Elaborare il lutto per la perdita, certo, ma guardare anche avanti al futuro e alle nuove opportunità che certamente le si presenteranno. La consulenza psicologica ritengo sia opportuna.

Dott. Sergio Rossi Psicologo a Spoleto

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Credo che lei sia effettivamente spaventato dall'idea di non avere un appoggio sentimentale. Continua con la psicologa? Penso possa esserle utile lavorare con un maschio in quanto sembra,con le donne, cercare relazioni che poi distrugge.Potrebbe tornare utile un feedback differente in una rapporto maschile.
Rimango a sua disposizione per eventuali chiarimenti

Dott.re Lorenzetto Claudio Psicologo a Ferrara

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Buongiorno,
è chiara la dinamica che l'ha portata ad essere in questa situazione.
Se ho ben letto ha già uno Psicologo di fiducia, affronti questo periodo staccando si da entrambe le storie e dando nuove priorità a se stesso. Imparare a stare soli e rielaborare cosa non ha funzionato e ha minato le sue relazioni è il primo passo che può fare per chiarirsi le idee e decidere come proseguire nella sua vita.
Cordialmente

Claudia Popolillo - Studio Logos Psicologo a Lodi

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