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Come gestire un rapporto difficile tra genitori e figli ormai adulti?

Inviata da elena il 22 dic 2014 Terapia familiare

Sono una ragazza di 30 anni, sposata da 3. I miei genitori non hanno mai approvato le mie scelte di vita dal momento in cui "mi sono allontanata dal nido famigliare", non approvano principalmente la scelta del marito e le mie scelte lavorative (non entro nei dettagli perché credo sia irrilevante il motivo delle loro opinioni). Io nonostante le divergenze cerco in tutti i modi di mantenere dei buoni rapporti con loro, sono presente quotidianamente nella loro vita con telefonate e visite. Nonostante la mia buona volontà, loro (mamma, papà e nonna) non perdono mai occasione per farmi sentire una brutta persona, una povera sfigata, una pezzente, una cretina, una menefreghista e chi più ne ha più ne metta; in sintesi credo che cerchino con ogni mezzo di minare la mia autostima in modo che psicologicamente io crolli e "torni all'ovile". Io fino ad ora ho subito e ingoiato tutte le loro critiche sperando che si stancassero vedendo la mia "non reazione", purtroppo sono arrivata ad un punto per cui credo che se dovessi ingoiare ancora solo che una critica potrei morirne! Questa mia sofferenza sta inglobando anche ciò che di buono cè nella mia vita e davvero non so che fare, so solo che in qualche modo devo obbligatoriamente difendermi per salvaguardare la mia salute psichica. Ultima cosa da dire molto importante è che io sono una persona dal carattere prevalentemente passivo mentre loro sono molto aggressivi e questo mi pone in partenza in una condizione di svantaggio. Esiste una soluzione? Grazie per avermi ascoltato!

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Cara Elena
io non credo poi neanche tanto che lei sia un tipo così "passivo" come lei si definisce.
Non mi pare dalla sua storia visto che lei è stata in grado di costruirsi una vita sua e di fare proprie scelte nonostante questi genitori così invadenti e svalutanti.
Credo invece che sia il suo attenggiamento disponibile e rispettoso verso i suoi genitori a far sentire loro autorizzati nel continuare con atteggiamenti del genere.
Chiaramente occorre che lei ora impari una competenza nuova oltre la disponibilità e cioè la capacità di porre confini, limiti e paletti e la capacità di farsi valutare e rispettare.
Non sono cose da poco queste che dico ma si imparano col tempo e con forte convinzione.
Quindi non perda tempo e inizi a lavorarci sopra avendo chiari questi obiettivi.
Due cose: farsi valutare e rispettare; se le stampi nella mente.
Per il resto conservi affetto e disponibilità verso i suoi genitori che certo sbagliano per loro limiti mentali e per il bene che le vogliono anche se mal gestito!
Un caro saluto Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Cara Elena,
la separazione dalla famiglia ed il passaggio dal ruolo di figlio a quello di moglie o marito trasforma inevitabilmente i rapporti con i la famiglia di origine e non sempre queste trasformazioni avvengono in modo indolore e sano. Il punto è che quando il figlio diventa un individuo con suoi pensieri, sue azioni e sue opinioni può succedere di non essere più tanto d'accordo. Dice nella sua mail che questa situazione la sta condizionando psicologicamente e la sta facendo soffrire. Penso che dovrebbe allontanarsi un pò per riprendere le forze e in un secondo momento provare a spiegare alla sua famiglia di origine quale malessere le provocano certi loro comportamenti nei suoi riguardi. un caro saluto,
D.ssa Ilaria Beltrami, Psicologa Clinica -Roma

Dr.ssa Ilaria Beltrami Psicologo a Roma

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Cara Elena,

come detto da altri colleghi è difficile dare consigli con poche informazioni su lei e sul rapporto familiare.
Certo però che lei si definisce passiva ma da quanto racconta ha perseguito le sue scelte anche se fortemente contrastate dalla sua famiglia, ha resistito agli attacchi dei suoi familiari, ha delle risorse che lei stessa non sa di avere su quelle faccia leva per superare queste avversità e proseguire per la sua strada.

cordiali saluti

Dott.ssa Barbara Manzo

Dott.ssa Barbara Manzo Psicologo a Roma

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Buongiorno Elena. La separazione dalla famiglia d’origine è un momento veramente delicato della vita dell’individuo e della famiglia stessa. Da quanto ci ha raccontato non è stato e non è attualmente facile trovare una propria individuazione all’interno del suo nucleo famigliare. D’altra parte mi chiedo quali modelli familiari circolino nella sua famiglia d’origine risalendo anche alle generazioni dei nonni e dei bisnonni; se non è possibile per i suoi genitori e sua nonna “lasciarla andare” sostenendola e facendole sentire il loro appoggio e fiducia, mi chiedo quale sia la paura, la sofferenza che sentono nel vedere che lei si sta costruendo la sua vita. In questo caso io le consiglierei di rivolgersi ad un terapeuta familiare che possa prendere in carico non solo lei individualmente ma anche la sua famiglia; ci sono probabilmente incomprensioni e modi di relazionarsi che impediscono un rapporto sereno tra di voi. Se poi i suoi genitori non accettassero questa proposta da parte sua, le consiglierei un percorso individuale attraverso il quale è comunque possibile lavorare e portare ad un miglioramento della sua situazione.
Spero di averle dato consigli utili e qualche spunto sul quale poter riflettere.
Cordiali saluti
Dott.ssa Atti Maria Benedetta

Anonimo-144658 Psicologo a Ferrara

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Salve Elena,
difficile offrirle una soluzione conoscendo così poco di lei e dei suoi rapporti familiari. Certamente esplorare più a fondo la situazione, parlandone di persona con un terapeuta, potrebbe aiutarla a comprendere quali risorse ha a disposizione per uscire da questa sofferenza. Le critiche e la svalutazione, quando provengono dal nucleo familiare, hanno sempre un forte impatto, forse perché in cuor nostro non siamo pronti ad aspettarci “accuse” proprio da quel “nido” che dovrebbe darci supporto e ascolto. La sua “nuova” famiglia cosa le dice rispetto a questa situazione? Ne parla con suo marito?
Intraprendendo un percorso psicologico potrà apprendere nuove modalità di gestione dei conflitti familiari e tolleranza delle emozioni conflittuali che sente dentro di lei. Potrebbe già avere queste capacità, senza esserne consapevole, oppure sarà effettivamente necessario costruirle. In entrambi i casi credo che possa ottenere un sollievo dal disagio che sperimenta attualmente.
A disposizione per ulteriori informazioni,
un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Francesconi

Anonimo-127163 Psicologo a Fano

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