Come esprimere la mia sessualità con marito che non vuole fare sesso?

Inviata da Gioia · 26 gen 2015 Problemi sessuali

Ho 38 anni e sono sposata da due anni con un uomo cinque anni più grande di me. Per me (e per lui è così) siamo anime gemelle ancora molto innamorate dopo quattro anni che stiamo insieme. Per stare insieme, io mi sono trasferita nella sua città dopo 7 mesi e da quel momento, sono iniziati i nostri problemi di natura sessuale. Mentre abitavamo nelle due città diverse, ci vedevamo solo durante i fine settimana, durante quali facevamo sesso in piena libertà e gioia per entrambi. Ma, il giorno esatto in cui mi sono trasferita a casa sua lui ha iniziato a negarmi la sua disponibilità all’intimità, tant’è vero che inventava ogni volta delle scuse elaborate e fantasiose. Dopo circa tre mesi, abbiamo avuto una prima e vera discussione sull’argomento perché le sue risposte a questa mia domanda non erano mai del tutto sincere. In pratica, lui attribuiva la sua mancanza di interesse sessuale alla routine lavorativa, alla stanchezza, al bisogno di riordinare casa o al vedermi in una “luce nuova”. Così, i nostri rapporti sessuali si sono ridotti a 1 o due volte al mese, e arrivavamo a fare l’amore dopo lunghe ed estenuanti discussioni e pianti (da parte mia). Lui mi accusava di non essere abbastanza attraente, di aver cambiato il lavoro (io prima viaggiavo molto mentre da quando stavo con lui lavoravo da casa) e altre accuse assurde fino a raccontarmi che prima di me, aveva regolarmente rapporti con le prostitute (che in realtà odiava). Prima di sposarsi, siamo stati in terapia e il professionista che ci ha seguiti ci ha rassicurati che ci amiamo, che ci possiamo sposare e che le cose si sistemeranno. Ha dato a mio marito alcuni strumenti (nelle sedute singole – non ho mai saputo cosa gli aveva detto) e lui per un po’ ,sembrava aver ritrovato la voglia. Tuttavia, con il tempo, io ho iniziato a riconoscere i suoi rifiuti (mosse con le mani per allontanarmi mentre cercavo di baciarlo), cercare di varare la conversazione sugli argomenti più banali e asessuali mentre cercavo di sedurlo, oppure la totale indifferenza mentre mi presentavo nella lingerie provocante. Così, per evitare le discussioni e la delusione di essere respinta, ho iniziato (per amore della pace in coppia) e non chiedere e a non farne più un dramma. Però, questa repressione della quale sono consapevole mi ha portata a non essere più in grado di riconoscere i miei desideri ed ho iniziato a svegliarmi arrabbiata e scontrosa, per scoprire, giorni dopo che questa rabbia deriva dalla mia incapacità di esprimente pienamente la mia sessualità. Fino a poco tempo fa, volevo anche un bambino, ma ora, dopo una delle ultime settimane di rabbia e sessualità repressa non so più cosa fare: è più giusto per me accettare che lui sia in questo modo ( e smettere di sperare che lui cambi) e finire questo rapporto oppure esiste un’alternativa valida? Premetto che, mentre andavamo in terapia di coppia, lui si rifiutava di andare da solo, cosa che dice anche ora e che lui non riconosce che questo per me sia un problema

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Miglior risposta 27 GEN 2015

Gentile Gioia,

appare chiaro che nella sua relazione matrimoniale esiste un problema che, a mio avviso, trascende l'aspetto puramente sessuale. Se anche il tentativo di consulenza di coppia non è stato in grado di portare un po' di chiarezza nelle interazioni con suo marito, forse le converrebbe valutare l'opzione di allontanarsi da un uomo tanto poco collaborativo da non offrirle neppure un dialogo franco o la minima comprensione per la sua crescente frustrazione.
Un sostegno psicologico individuale potrebbe giovarle, mentre non condivido l'idea che i problemi si possano risolvere inviando in terapia coloro che tali problemi scatenano. Lei ha 38 anni, una professionalità da spendere e non ha figli da tutelare: è quindi nelle condizioni di rifarsi una vita, felice, accanto ad una persona maggiormente disposta alla condivisione rispetto al suo attuale consorte.
Le faccio i migliori auguri.

dr.ssa Emanuela Carosso,

Dr.ssa Emanuela Carosso - Psicologa - Psicoterapeuta Psicologo a Torino

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4 FEB 2015

Gentile signora Gioia,
la situazione della sua coppia mi sembra abbastanza complessa da meritare un approfondimento diverso e non riducibile ad un "consiglio" che lascerei ad altre persone. Credo che lei e suo marito siate incastrati in una dinamica che vi fa soffrire, ma nello stesso tempo probabilmente vi protegge da qualcosa che può essere compreso solo attraverso una buona terapia di coppia. Ognuno di voi ha la sua storia, le sue aspettative, i suoi desideri, ma è l'incastro di tutte queste cose che crea la vostra coppia e ritengo per questo fondamentale analizzarle insieme. Parlatene e valutate questa possibilità.
A disposizione.
Dott.ssa Ilaria Pallagrosi

Dott.ssa Ilaria Pallagrosi Psicologo a Frosinone

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28 GEN 2015

Cara Gioia
io penso che le cose che il tuo Lui ti dice non siano proprio delle scuse che lui induce per non avere rapporti intimi ma penso che abbiano a che fare con un tipo di sessualità (la sua) un poco particolare e che, probabilmente riesce ad esprimersi solo attraverso certe modalità.
Il fatto che tu prima fossi comunque più distante e un poco irraggiungibile causa i viaggi e altro può essere che fosse, per lui, un elemento forte di stimolo sessuale, il fatto che tu ora invece sei così disponibile e immediatamente raggiungibile è per lui fonte di inibizione in quanto collegato con disposizioni sue mentali particolari e chissà quanto altro.
Difficile sapere senza uno studio psicologico del soggetto che porti a comprensione di queste dinamiche.
Certamente la tua situazione non è affatto facile ma molto frustrante e tu stessa andresti aiutata a trovare modalità diverse, non sempre la lingerie e atteggiamenti seduttivi hanno la meglio su queste problematiche anzi, facendoti sentire da lui così bisognosa di sedurlo, forse la sua libido si spegne ulteriormente.
Sarebbe davvero utile rivolgersi ad uno Psicoterapeuta della coppia; se lui non vuole venire vai tu a farti aiutare e consigliare atteggiamenti più giusti per ritrovare un sano dialogo e una intimità ora bloccata per entrambi.
Sono convinta che l'amore ci sia tra voi ed è un vero peccato mandare all'aria una relazione che con un intervento mirato potrebbe recuperare alla grande questo fattore di rottura che è diventato per voi il sesso.
Cordiali saluti e Auguri
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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28 GEN 2015

Gentile Gioia,

descrive una situazione complessa che ha molte sfaccettature e piani di lettura: sessuale in senso stretto, relazionale, comunicativo, che si riversano su questioni riguardanti se stessi e la propria autostima.
La situazione che vive è estremamente difficile e frustrante, a quanto apprendo, sotto ogni punto di vista. Avete tentato un percorso per cercare di risolvere i problemi che si erano presentati: quanto il suo compagno si è messo in gioco per lei/voi? Quanto le ha mostrato di tenere a ciò che avevate costruito dimostrando di voler provare a modificare i suoi comportamenti che tanto la facevano (e la fanno) soffrire?
Credo che una consulenza con uno specialista possa aiutarla a comprendere più a fondo quali sono le sue esigenze e a scegliere, così, la strada che la renda più serena.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.
In bocca al lupo.
Dott.ssa Melissa Angelini

Dott.ssa Melissa Angelini Psicologo a Torino

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27 GEN 2015

Gentile Gioia, sono d'accordo con i colleghi che hanno risposto prima di me.
La situazione che descrive lascia pensare alla presenza di un disagio di natura relazionale più che esclusivamente sessuale.
Tanto più che il tentativo di un percorso di coppia con prescrizione di compiti e' già stato tentato.
Devo aggiugere però, in base alla mia esperienza con le coppie, che il rapporto generalmente si modifica con l'inizio, ad es, di una convivenza ( vengono a cadere alcune aspettative, le distanze si accorciano, predomina la quotidianità). E l'aspetto della sessualità ne può risentire. In alcuni casi può essere "sufficiente" rinegoziare il contratto "relazionale" , in altri casi casi non è possibile.
Da quel che leggo, credo che le vie siano tre:un percorso di coppia con l'obiettivo di tentare di rimettere in discussione le regole finora vigenti ( taciti accordi), un percorso per suo marito oppure un percorso al fine di individuare la strada migliore per lei, Gioia.
Un caro saluto.
Dott.ssa Silvia Lelli, psicoterapeuta, esperta in sessuologia clinica

Dott.ssa Silvia Lelli Psicologo a Padova

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27 GEN 2015

Gent.ma Gioia,
dal momento che comprensibilmente si sente frustrata e insoddisfatta, credo che, come da sola intuisce, l'unica valida alternativa alla separazione sia riaffrontare una terapia di coppia (se suo marito continua a rifiutare una terapia individuale) affinché suo marito possa comprendere come per lei questo sia un problema e insieme possiate ritrovare una sessualità soddisfacente.
Cordiali saluti
Dr. Alberto Vignali

Dott. Alberto Vignali Psicologo a Rimini

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27 GEN 2015

Buongiorno gentile Signora,
la sua situazione merita molto di più di consigli pratici per alimentare un'intimità che viene controllata e negata da suo marito. Perchè lei accetta tutto questo è probabilmente rintracciabile nelle sue dinamiche intrapsichiche relazionali e un percorso psicologico individuale la potrebbe aiutare a risolvere l'altalena di accettazione e repressione. Valuti di iniziare una psicoterapia ad impostazione psicodinamica.
Cordialmente
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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27 GEN 2015

Carissima Gioia, il problema che lei porta è davvero serio e difficile da affrontare in poche righe. Sgombriamo il campo dalla ipotesi che suo marito non sia più innamorato di lei, poichè ciò non sembra essere vero. Quello che emerge è un enorme disagio da parte di suo marito a mantenere ed alimentare una relazione coniugale. Non dice, cara Gioia, com'è quest'uomo fuori 'dal letto', ma si capisce che 'dentro il letto' con lei non ci vuole stare (sarebbe anche interessante capire com'è il marito nei rari rapporti sessuali). In questi casi una terapia di coppia è pressochè inutile, capisco il collega che ve l'ha proposta ugualmente per poter 'almeno far qualcosa' considerato che altrimenti suo marito non sarebbe andato. Quello che servirebbe sarebbe una terapia individuale di suo marito, che però non è in grado di riconoscersi come poortatore di un problema. E da qui, cara Gioia non ci muoviamo. Se suo marito non riconosce il proprio malessere e non si convince a farsi aiutare si può fare ben poco. Una alternativa è che vada lei a farsi aiutare, aiutare a trovare dentro di sè la motivazione a continuare questo matrimonio, al contrario, trovare la forza di terminarlo. Buona vita.

Dottoressa Rita Gnuva Psicologo a Castellanza

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27 GEN 2015

Carissima,
ti rispondo in modo breve e conciso perché in questo caso, quello di voi due che avrebbe bisogno di avvalersi di un intervento psicoterapico individuale è il tuo 'lui'. Per quanto riguarda la tua posizione,invece ,tu per il momento hai bisogno di un supporto per chiarirti su cosa si basa il perdurare dell'attaccamento nei suoi confronti e rimettendo in discussione non tanto il rapporto con lui ma quello con te stessa.Resto a tua disposizione per eventuali chiarimenti.
Dottssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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